domenica 21 settembre 2014

People's Climate March: anche da Gorizia partono per New York le foto della nostra manifestazione.

Sollecitazione a vedere concretizzate nei territori transfrontalieri la progettualità del GECT e del Remida. Senza dimenticare gli impegni del Patto dei sindaci.
Si sono uniti ai goriziani un gruppo di cittadini sloveni e una rappresentanza dei giovani dal Campo Francesco.

 


Ce l'abbiamo fatta! Noi gente di confine 100% energia pulita: eravamo in piazza, con le nostre piccole forze, quelle del blog Piazza Traunik e dell'associazione Essere Cittadini, e la collaborazione di molti che hanno diffuso capillarmente l'informazione sui social.
Con un gruppo di sloveni giunti da Nova Gorica e Tolmin  e alcuni ragazzi arrivati dal Campo Francesco di via Brass, almeno una sessantina di persone si sono via via raccolte attorno al gazebo verde in Piazza Transalpina, dove si è concentrata la raccomandazione dei cittadini ai governanti riuniti nei prossimo giorni a New York: fermiamo subito il cambiamento climatico che sta mettendo in crisi tanto le società ricche quanto quelle fragili (  quest'ultime prive di qualsiasi ammortizzatore rispetto i danni subiti ed al conseguente acuirsi di ingiustizia economica e sociale e di conflittualità, con l'unica chance della migrazione di massa verso  i centri metropolitani, o meglio, le bidonville delle metropoli,  e verso le nazioni occidentali).
Abbiamo condiviso preoccupazioni e convinzioni, prima fra tutte quella dell'interdipendenza tra i fattori ambientali in tutto il pianeta, e di una analoga stretta  relazione tra ambiente, sicurezza, pace, benessere condiviso sulla strada di uno sviluppo dell'umanità che non si misura con i PIL nazionali ma con il senso di un'alleanza globale e rassicurante tra l'essere umano e la Terra. 
Le foto della nostra piccola iniziativa sono in viaggio per New York, e insieme a questo messaggio è partita anche l'esortazione agli amministratori locali affinché sui territori transfrontalieri e nella nostra città si concretizzino rapidamente i
progetti che pure già esistono negli intenti del Gect, di Remida, del Patto dei Sindaci.

 

Marilisa Bombi, Stefano Cosolo e Martina Luciani ringraziano calorosamente tutti quanti i partecipanti, inclusi quelli che hanno inviato la propria adesione e non hanno potuto presenziare.

venerdì 19 settembre 2014

Consiglieri comunali del Centrosinistra: cercasi prefetto urgentemente! Per smantellare quanto prima la tendopoli di via Brass.

Conferenza stampa per dire e ribadire chi, quando, come e perché in ordine all'accoglienza dei 94 profughi richiedenti asilo del Campo Francesco.
La Prefettura non ha fatto il suo, e il Comune nemmeno. Altrettanto per i Comuni della provincia.

di Martina Luciani

"Le istituzioni competenti si diano una mossa: come era negli accordi, entro una settimana la tendopoli di via Brass va smantellata e le persone sistemate decentemente altrove".
Ha esordito così Giuseppe Cingolani, coordinatore  dei Gruppi di centro sinistra in consiglio comunale, nell'incontro di oggi pomeriggio, 19 settembre.
La responsabilità della difficilissima situazione è innanzitutto del prefetto che non applica la legge vigente. L'altro latitante è il Comune di Gorizia, che ha fatto finta di non vedere l'emergenza sanitaria in atto "in the jungle", ovvero nella tendopoli sull'Isonzo.
Illustri assenti anche i Comuni vicini. E anche la stampa ha contribuito a calcare i toni della polemica che sta travolgendo la città in un miserabile ( l'aggettivo è mio) dibattito.

giovedì 18 settembre 2014

Mobilitazione mondiale per il clima anche a Gorizia: 21 settembre, ore 12, Piazzale della Transalpina


Domenica 21 settembre, alle ore 12, nel Piazzale della Transalpina, si incontreranno, analogamente a quanto avverrà in tutto il mondo, le persone che vogliono una immediata azione per correggere il cambiamento climatico che sta producendo conseguenze estreme e ormai all’attenzione quotidiana di tutti.
In corrispondenza agli eventi che un po’ ovunque si collegano all’iniziativa People’s Climate March,  la Marcia mondiale per il clima, anche il blog Piazza Traunik  ha iscritto Gorizia nell’
elenco gestito da Avaaz.org e con il supporto dell’associazione Essere Cittadini  sta organizzando l'incontro e interessando quante più persone possibili a Gorizia e Nova Gorica. L’appuntamento goriziano  è stato chiamato  “Gente di confine 100% energie pulite” , intendendo con ciò ricordare la necessità di gestire assieme le azioni per la riduzione delle emissioni di CO2, per l’utilizzo di energie rinnovabili e per lo sviluppo economico rispettoso delle risorse naturali e degli equilibri ambientali.

Trovate sul sito di Avaaz.org  ulteriori e aggiornate informazioni, anche sulle modalità con cui l’iniziativa goriziana farà giungere il suo messaggio ai governanti impegnati nei prossimi giorni , a New York, nel Climate Summit 2014 e nella 69esima Assemblea Generale ONU, dove il mondo auspica vengano  definite  politiche e impegni da concretizzare successivamente  nel prossimo accordo globale sul clima, previsto a dicembre 2015 al Summit sul clima di Parigi. Ma la gente si aspetta anche che da una così vasta mobilitazione discendano azioni immediate nelle iniziative dei singoli Paesi nei settori dell’energia e dei piani economici e industriali, tanto pubblici quanto privati.  Invitiamo i partecipanti ad intervenire portando un cuore verde, che rientra nei logo proposti un po’ ovunque,  semplicemente disegnato su un foglio di carta, o indossando qualcosa di verde; e ad estendere l’invito, affinchè la manciata di minuti trascorsi assieme domenica mattina sia l’occasione per coinvolgere in una riflessione che riguarda non già un lontano futuro del nostro Pianeta, ma il domani dei nostri stessi figli.

Richiedenti asilo: le responsabilità della Prefettura.

Cosa avrebbe dovuto e deve fare la Prefettura di Gorizia,  che condivide la responsabilità di questa orrenda guerra ideologica e fratricida che ammorba il clima della città. Ora si provveda a chiudere il campo Francesco provvedendo alla sistemazione idonea dei rifugiati.
La Protezione Civile ha fatto esattamente quello che doveva fare: la questione tendopoli sull'Isonzo è una sua competenza istituzionale, non certo le feste in piazza !


di Martina Luciani con la foto di Pierluigi Bumbaca


Direzione centrale dei servizi civili per l'immigrazione e l'asilo fa parte del Ministero dell’Interno. Ha due competenze fondamentali: l'accoglienza e l'assistenza degli immigrati irregolari, ai quali è necessario fornire il primo soccorso. Gli stessi vengono ospitati in centri di accoglienza, attivati e gestiti dalla Direzione Centrale per il tramite delle Prefetture territorialmente competenti, per evitare la loro dispersione sul territorio e per consentire alle autorità competenti la verifica della loro posizione giuridica.
Inoltre la Direzione ha la responsabilità di tutte le attività connesse all'assistenza e all'accoglienza dei richiedenti asilo e di coloro che hanno già ottenuto la protezione internazionale. Il contesto normativo è nazionale e internazionale, in particolare il cosiddetto regolamento di Dublino. Il direttore è il prefetto Rosetta Scotto Lavina, collega del prefetto di Gorizia.
Quindi, invece di sbranarci penosamente  l’un con l’altro sulla questione umanitaria, accertiamoci se i vari soggetti pubblici interagiscono tra loro nel senso indicato dalle norme: ovvero Palazzo del Governo, piazza Vittoria.

mercoledì 17 settembre 2014

Progetto Smartgas. Come rileggere, da casa mia, l'entusiasmo per il favorevole pronunciarsi degli enti territoriali.

Se invitassi a cena
il dottor Alessandro Vescovini.


di Martina Luciani


Non sono una cuoca disprezzabile e potrei anche osare: facciamo finta, come i bambini che giocano tra loro, che io inviti a cena a casa mia Alessandro Vescovini, e mettiamo anche che non pronunciamo una parola sul progetto del mini rigassificatore di Monfalcone. perché insomma ci sono per fortuna ancora alcune amenità su cui intrattenersi: la letteratura, la musica, l'arte rinascimentale...
Durante il convivio, il mio ospite in successione mi dice: non mi piace la tovaglia che hai scelto e nemmeno l'accostamento di colori con i tovaglioli, perché mai usi questi bicchieri modernissimi con la fiandra della nonna sotto, questo riso non è il più adatto alla tua elaborazione, il curry non mi sembra della migliore qualità, il sale preferisco averlo in tavola così me ne metto io quanto voglio, ho sbattuto due volte il ginocchio contro la gamba del tavolo, il vino è troppo metafisico e l'acqua del vostro sindaco non sa di buono, questa verdura dell'orto è condita malissimo, le salse allo yoghurt non le sopporto, il dolce è troppo carico di spezie, queste luci sono fastidiose, le tue sedie sono scomodissime. Poi mi saluta e calorosamente mi dice: è stato fantastico, grazie, spero mi inviti nuovamente, quanto prima, potessi mangiare sempre così.
Io cosa penso? Che la mia cena ha fatto schifo, che è meglio riveda le mie certezze gastronomiche e che casa mia ( usanze, arredamento, oggetti..) non è il luogo adatto per il dottor Vescovini.
Penso che in molti si chiedano come si possa valutare in senso positivo la montagna di osservazioni presentate in varie sedi comunali e in svariati consessi al progetto del mini rigassificatore. Una simile accoglienza tecnica può significare solo una cosa: che il progetto non è gradito, approvato, adeguatamente sviluppato, compreso e ben accolto.
Torniamo alla mia cena: uscendo, Vescovini aggiunge che la mia mensa è apprezzata anche dal Re dell'Isolachenonc'è.
Nello stesso modo, sulla stampa, il mio ipotetico commensale si esprime a proposito della Provincia di Gorizia, quando afferma che l'Amministrazione in questione si è espressa favorevolmente. Non risultano infatti rese pubbliche osservazioni tecniche al progetto della Smartgas né prese di posizioni ufficiali degli organi consiliari.
Per quel che riguarda me, forse il Re dell'Isolachenonc'è ha seguito nei dettagli la cena di casa mia attraverso un indiscreto cellulare e ha comunicato via sms il suo apprezzamento?

Quali a Gorizia le iniziative concrete per lo sviluppo energetico sostenibile

Rinnovabili, efficienza energetica, riduzione delle emissioni,  progetto europeo Remida , Patto dei sindaci: Gorizia ci sta, non ci sta, o fa finta? Insieme a chi?
Le domande dell’associazione
Essere Cittadini.


di Martina Luciani




Le premesse sono indispensabili per capirci qualcosa. Abbiate pazienza.
Il progetto Remida  è nato per promuovere l’impiego di energie rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica mediante l’adozione di Piani d’Azione Comunali per l’Energia Sostenibile;  mira inoltre a promuovere nuove forme di partenariato fra le amministrazioni, i privati e i cittadini al fine di trovare soluzioni innovative per l’approvvigionamento energetico basato sulle rinnovabili e per l’efficienza energetica degli edifici. E’ cominciato a marzo 2013, si concluderà a maggio 2015 dopo la realizzazione di un’azione pilota in tutte le aree MED coinvolte.
Con un budget totale di 1.596.260 euro,  si sono mossi una decina di partner dell'area mediterranea, tra i quali la Provincia di Gorizia (leader partner), la Provincia di Potenza, il Comune di Rubi (Catalogna - Spagna), l’Agenzia per l'Energia di Ribera (Valencia – Spagna), il Comune di Podgoriza (Montenegro), il Comune di Gracianiza (Bosnia-Herzegovina), il Comune di Sentrupert (Slovenia), l’associazione per la cooperazione European Regional FrameWork (Grecia) e l’unione di Comuni della zona Pays de Sorgues e Monts di Vancluse (Francia).
Informest, Centro di Servizi e Documentazione per la Cooperazione Economica Internazionale, è partner per conto del Gect di Gorizia, Nova Gorica Sempeter-Vrtojba del progetto REMIDA nel Goriziano.

martedì 16 settembre 2014

Campo Francesco: ecco quel che può servire.

Utilità per affrontare la vita al campo: visto che tanto chiedono  come aiutare i profughi, ecco alcuni suggerimenti.  



di Martina Luciani con la foto di Pierluigi Bumbaca

Dalle 10 alle 12 del mattino, chi lo desidera può portare qualcosa al campo Francesco.  Domani, 17 settembre, dovrebbe arrivare una piccola cucina da campo, che consentirà loro di essere nuovamente autonomi. Riso, cavolfiori, altre verdure e frutta non deperibile, scatolame, biscotti.  Ma alla fine non importa molto cosa arriva, tutto andrà ad aggiungersi alla spesa che comunque loro fanno con i propri denari; e gli addetti al fornello ( speriamo che arrivi) sono molto creativi. Evitate cibi a base di carne di maiale.
Ma serve anche biancheria intima. Oggi la Caritas ha provveduto ad un primo grande lavaggio di panni e biancheria ( così sono evitati i panni stesi ovunque ad asciugare), ovviamente i cambi non possono che essere utili.  Riteniamo che anche altri asciugamani non sarebbero sgraditi. Ci dicono che hanno il necessario per la pulizia dei servizi igienici e delle aree comuni, sono già organizzati in turni per tenere il più possibile a posto.
E serve luce, le giornate si accorciano, nelle tende c'è presto un buio pesto e non c'è corrente elettrica.  Chi avesse lampade a cellette solari che gli avanzano sappia che possono tornare utilissime, vista la stagione che cala verso le grandi ombre autunnali. Tuttavia, considerando che il sole si fa vedere pochino, meglio ancora le lampade a led, da campeggio, a batteria, con l'inconveniente del costo delle batterie ( per fortuna durano molto a lungo). Alcune le abbiamo procurate oggi, diciamo che un'altra decina consentirebbe di illuminare almeno un po' ogni tenda e l'area comune con annessa cucina.

lunedì 15 settembre 2014

Storie di esuli. Raccontate da Enrico Gherghetta e Giuseppe Cingolani.

Politica e cittadini ( che spesso non sono la stessa cosa) si sono incontrati stasera per parlare della vicenda dei profughi afgani. La provocazione ( intelligente e stasera non razzista) di Franco Zotti.

 

di Martina Luciani con le foto di Pierluigi Bumbaca




Sono stanca di nominare i politici che intervengono e parlano. Lascio alle foto il compito di descrivere la piccola folla riunitasi stasera in Corso Italia.
La gente ascolta, per lo più condivide il concetto umanitario e il presupposto giuridico, il fondamento geopolitico e le ragioni storico-economiche che tutti assieme ci mettono di fronte alle necessità dell'accoglienza dei profughi. Franco Zotti, dopo aver smobilitato da un paio di giorni il gazebo della Lega Nord, alle porte della città, con l'orrendo striscione, si arroga  il merito di aver sollevato, con quella sgradevole performance, la questione; e di averlo fatto anche molti mesi fa, in consiglio provinciale; e di esser pronto ad accogliere un giovane del campo Francesco, nella sua casa di single, sfidando i presenti a fare altrettanto ( forse politicamente il momento più  stimolante). Ma stasera non riuscivo più a seguire,  tranne le storie degli esseri umani, che mi intrigano sempre e non mi mollano per giorni. Tutte hanno un contrassegno comune , l'ha descritto il presidente della Provincia Enrico Gherghetta: per capire la  tragedia personale dei richiedenti asilo politico , forse qui, nelle nostre terre e rispetto le nostre esperienze, è meglio parlare di esuli. Parola drammaticamente familiare, da noi. Risuona subito un'altra vibrazione nella memoria collettiva, è vero.

La storia di XY, giovane pakistano che si è innamorato di una ragazza lettone.

Tua moglie è europea.
Torna a casa e uccidila.


di Martina Luciani



Molti pensano che i richiedenti asilo abbiano scelto questa via perigliosa per venire in occidente, invece di utilizzare una banale agenzia di viaggi turistica.
Allora racconto questa storia, che parte da una fotografia, quella accanto, da noi censurata per prudenza, che uno dei giovani del Promontorio della vergogna ( anche il suo nome lo teniamo nascosto, sempre per prudenza) mi ha raccontato durante una incontro con il popolo della "jungle".

La sorte della Terra è anche in mano tua


Mentre il pianeta è sempre più vicino a un catastrofico e incontrollabile punto di non ritorno a causa del cambiamento climatico, la Marcia globale per il clima sarà la più grande mobilitazione mondiale sul clima di sempre. E saremo noi cittadini a far vivere questo evento con manifestazioni, flash-mob, azioni dimostrative e tutte le idee creative che possano portare le persone per le strade di tutto il mondo il 21 settembre, con un unico messaggio comune ai nostri governi: “Vogliamo il 100% di energia pulita! Salviamo il pianeta dal baratro di una crisi climatica, mantenendo il surriscaldamento globale sotto i due gradi centigradi, puntando all'obiettivo del 100% di energia pulita e rinnovabile, dal solare all'eolico”. Noi ci saremo e tu?
L'appuntamento è previsto per le ore 12 in Piazza della Transalpina, tenuto conto che piazza Vittoria sarà invasa da Gusti di frontiera. Partecipa e fai partecipare! Per saperne di più.

Costi e benefici dell'operazione tendopoli Francesco

Superficialissime osservazioni attorno alla tendopoli eretta dalla Protezione Civile: però riflettiamoci su.


di Martina Luciani

Mentre il Comune annuncia il ricorso alla Corte dei Conti e si mette contro Provincia, Regione, Protezione Civile, Comuni limitrofi "complici" e chi più ne ha più ne metta, mentre la tendopoli dedicata a Francesco smuove i peggiori rancori e le più ataviche paure, mentre il terrore per l'alterità serpeggia ( un tempo i meridionali d'Italia, poi gli slavi, poi gli ufo, poi i vucumprà, adesso i migranti afgani del fiume) spuntano osservazioni sparse, forse di poco conto, forse no, che riordiniamo come possibile.

domenica 14 settembre 2014

Profughi: per l'inerzia del Comune a rischio la salute pubblica


Questo il titolo del comunicato stampa di Giuseppe Cingolani, capogruppo PD in Consiglio comunale, che pubblichiamo integralmente. Il sottotitolo afferma: sulle risorse per i richiedenti asilo, l'assessore Romano straparla.

Di fronte agli 80 profughi che per tanto tempo hanno dimorato in riva all'Isonzo il Comune di Gorizia ha sciorinato ancora una volta la politica dello struzzo: mettere la testa sotto la sabbia, fingere di non vedere il problema sperando che scompaia. Un comportamento inaccettabile non solo perché ha abbandonato al degrado queste persone (che non sono clandestini, ma richiedenti asilo che fuggono da guerre o persecuzioni nel loro paese), ma anche perché ha esposto al rischio i cittadini residenti in loco: 80 persone che si aggirano in città e che vivono in pessime condizioni igieniche, sanitarie e ambientali costituiscono un problema per la salute pubblica di tutta Gorizia, rispetto alla quale il sindaco è direttamente responsabile e non può lavarsene le mani.

L'assessore Romano ha affermato che i soldi del Comune non bastano nemmeno per le famiglie goriziane, per cui l'amministrazione non può occuparsi anche dei profughi. Ma così ha dimostrato di non sapere che, come ha ricordato il prefetto nella riunione con i sindaci di lunedì scorso, non spetta  ai Comuni trovare le risorse per i profughi.

Sta nascendo la tendopoli per i richiedenti asilo: provvisoria, ma almeno umana.

Una dopo l'altra si alzano le tende nel campo della provincia di Gorizia: stanotte i ragazzi del fiume dormiranno su brande e senza ritrovarsi zuppi di pioggia. Non è la soluzione al problema generale dell'accoglienza dei richiedenti asilo, è la risposta di una comunità civile ad un'altra piccola comunità di persone ridotte a vivere come bestie selvatiche.


di Martina Luciani

In queste ore, domenica 14 settembre, fin dalla mattinata, con l'aiuto di un gruppo di ragazzi dell'accampamento sul fiume, la Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia sta allestendo una tendopoli nell'area sportiva di proprietà della Provincia di Gorizia.
Gli aiutanti afgani e pakistani hanno già superato il controllo sulle condizioni di salute effettuato dall'Azienda sanitaria all'ospedale.
Gli altri richiedenti asilo stanno a loro volta, a piccoli gruppi, facendo le necessarie analisi e radiografie. Per stasera tutti saranno accolti. Persone del più vario genere stanno portando panni puliti e generi alimentari. Il campo è presidiato, si fa per dire, da numerose autorità, il presidente della Provincia Enrico Ghergetta in primis, visto che è il padrone di casa, insieme ad assessori e consiglieri; c'è l'assessore regionale Torrenti, ci sono i vertici della protezione Civile, ci sono rappresentanti del Forum Cultura e del PD, componenti del consiglio comunale di Gorizia e di comuni vicini. Ci sono anche i rappresentanti del dissenso, ovviamente. Ma ci sono così tante persone contente e indaffarate che le rimostranze, come quelle del vicesindaco Sartori, sono pressoché irrilevanti.
Questa tendopoli non è e non deve essere la risposta alla problematica dell'immigrazione e dei richiedenti asilo. E' invece la soluzione immediata al problema di una comunità di persone ridotta a vivere come bestie selvatiche.

sabato 13 settembre 2014

Stasera finisce l'incubo freddo e fangoso del campo profughi sull'Isonzo.


 

Restituire la decenza igienico sanitaria e le condizioni minime di dignità ai richiedenti asilo abbandonati finora sul fiume riporta tutta la città fuori dalla vergogna.


di Martina Luciani



All people? All people? Questa la domanda che rimbalzava tra i profughi al campo sul fiume, quando ieri pomeriggio, 12 settembre, siamo corsi ( prima Michele Migliori ed io, poi ci ha raggiunto Ilaria Cecot, sempre con il solito sistema di scendere e risalire con l'aiuto di qualcuno lungo gli scivoli fangosi tra la boscaglia) ad annunciarli che si stava organizzando qualcosa per tirarli fuori dalla pioggia e dal fango. Non già dove?, quando? come?;  ma solo: all people?
Una paura autentica che qualcuno potesse essere escluso da un seppur non risolutivo miglioramento di condizioni di vita: si, tutti quanti, tutti quanti via da qua, abbiamo promesso, con la tremarella pure noi, perché finchè non vediamo tirate su, le tende nel campo della Provincia, e in numero sufficiente a sistemarli tutti, non staremo realmente tranquilli.

venerdì 12 settembre 2014

Domenica sera i giovani richiedenti asilo lasceranno l'accampamento sull'Isonzo: per loro, intanto, una tendopoli.

P
Protezione Civile pronta ad allestire una tendopoli su un terreno della Provincia. Dopo aver seriamente dubitato visto la politica non può nulla davanti alla sofferenza dell'uomo, Ilaria Cecot, assessore provinciale al welfare, esulta: la Regione fa muovere la Protezione Civile.
In giornata momenti di grande frustrazione -  le notizie rassicuranti apparse oggi sulla stampa a proposito delle possibili sistemazioni dell'ottantina di giovani richiedenti asilo accampati sulle rive dell'Isonzo apparivano vanificate perché nessuna delle ipotesi prospettate potrà prendere forma prima di una decina di giorni, e intanto le condizioni di salute di parecchi giovani apparivano sempre più incerte - la situazione in qualche modo si sblocca.

Una tendopoli verrà realizzata in un'area di proprietà della Provincia in via Brass. Bisogna aspettare che finiscano le manovre di assistenza organizzativa alla visita del Papa. Speriamo dunque che questa sia l'ultima notte all'addiaccio. Poi si auspica che la soluzione tendopoli sia assolutamente transitoria, in attesa di sistemazioni in strutture adeguate.

Lunedì prossimo, 15 settembre, manifestazione sull'accoglienza a Gorizia dei richiedenti asilo

L'incontro è promosso congiuntamente dale sezioni goriziane di Sinistra Ecologia e Libertà, Federazione della Sinistra, Italia dei Valori, Partito Democratico, Radicali Italiani e Forum per Gorizia



 
Lunedì 15 settembre alle ore 18, nel Corso Verdi pedonale, all'altezza del bar Venezia, si terrà l'annunciata manifestazione a favore di una degna accoglienza degli immigrati richiedenti asilo attualmente accampati sulle rive dell'Isonzo ( era stata inizialmente fissata per il 15 ottobre)
"L'intento dell'iniziativa - si legge in una nota -  definita "ridicola" dal sindaco Romoli, è semplicemente quello di far conoscere la reale situazione, nonché di consentire ai cittadini di saper distinguere il significato delle parole "richiedente asilo", "rifugiato", immigrato "regolare" e "irregolare"."
Saranno inoltre richiamati gli articoli della Costituzione Repubblicana che garantiscono il diritto d'asilo a tutti coloro che fuggono da situazioni di guerra, persecuzione ideologica o religiosa.
Introdurrà l'incontro l'avvocato Gianfranco Schiavone, dell'ICS di Trieste, una delle più esperte persone in materia, nell'ambito della regione Friuli Venezia Giulia.

 

giovedì 11 settembre 2014

Richiedenti asilo a Gorizia: perchè sono arrivati qui e cosa sta per succedere... non subito, che adesso arriva pure il Papa.

Le prospettive immediate per tirarli fuori dal fango: la Prefettura attivi la Protezione Civile. Tende vere su un prato della Provincia di Gorizia.
Un commento dell'assessore Ilaria Cecot. 
Ma qualcuno gliela racconta, questa storia, al Papa?


di Martina Luciani


A forza di chiaccherarci assieme un po' di cose cominciamo a capirle meglio: numerosi degli 80 ragazzi accampati su un promontorio sopra l'Isonzo spiegano che sono arrivati in Italia, dalla Gran Bretagna, dalla Francia e da altri paesi ancora, esplicitamente indirizzati dalle forze di polizia locali, e che poi rhanno puntato la nostra città perché il tam tam dei disperati risuona di questa indicazione geografica. In realtà il "camp" che volevano raggiungere non è il miserabile covile dove si trovano, ma il Centro richiedenti asilo di Gradisca d'Isonzo. Poi purtroppo hanno dovuto accontentarsi di ben altro campeggio e accoglienza. Le mappe dei disperati patiscono mille imprecisioni, come quella di non segnalare che il Cara è stracolmo, e le difficoltà linguistiche: tra Gradisca, Gorizia e Sagrado, per un kasmiro, un afgano, un pakistano, c'è poca differenza. Vorrebbero solo fermare il loro vagabondare nell'esilio, ottenere il riconoscimento dell'asilo politico, anche a costo di stare mesi all'addiaccio; poi molti ripartiranno con i nuovi documenti verso l'estero, altri resteranno in Italia. Molti hanno appuntamento con i funzionari della Polizia di Frontiera tra pochissimi giorni: ci fanno vedere con un'ansia incredibile le date sui fogli delle convocazioni.

mercoledì 10 settembre 2014

L'accampamento dei richiedenti asilo sull'Isonzo, nuova Lampedusa sui ciottoli e nel fango del fiume.

Nessuno di noi civilissimi goriziani saprebbe vivere alcuni mesi in quelle condizioni. La situazione dell'accampamento non potrà che peggiorare e dovremo gestire il dramma invece che l'accoglienza.

di Martina Luciani


Gorizia, 10 settembre 14. Ne incontriamo prima cinque o sei, poi mentre ci inoltriamo nella boscaglia sotto il quartiere fieristico, lungo l’Isonzo, sbucano a decine. Così ci siamo Michele  Migliori ed io, con attorno Zahoor, Hassan, Zaman, Haroon, Karim, Rashid….chiediamo di vedere la tendopoli dello scandalo…ci accompagnano, anzi, mi aiutano a scendere una scarpata fangosa, in cui hanno intagliato in qualche modo dei gradini ( ma se non mi avessero tenuto per mano avrei fatto uno scivolone memorabile). E poi a risalire una specie di penisola affacciata sull’Isonzo.
Le mani sono gentili e rispettose, mi offrono persino quella che forse è l’unica sedia sbilenca dell’accampamento.
Sono circa 80, cui si aggiungono di giorno i 50 che sono accolti la notte dalla Caritas di Gorizia, sistemati sotto una copertura alla Robinson, aperta sui lati alle intemperie, e in quattro o cinque minuscole tende canadesi, delle monoposto in cui si ficcano in quattro.  Si percepisce il senso di un’organizzazione, chi parla meglio l’inglese acquisisce il ruolo di mediatore con il mondo attorno. Un fuoco, dei contenitori per l’acqua presa dal fiume, un notevole rigore nel tentare un po’ d’ordine,  zaini e oggetti appesi in alto, rifiuti raccolti da una parte, il rudimentale focolare tenuto pulito, niente masserizie sparse.   I bisogni corporali si va a farli più lontano, nel bosco; si lavano, e lavano i panni nel fiume, lì sotto.
Ottanta giovani storie di esseri umani  decisi a resistere in nome della speranza:  ci circondano con delicatezza, sono decorosi molto più di quanto sia possibile in quella condizione estrema.

martedì 9 settembre 2014

Alessandro Vescovini : l’arte di tirare fuori il peggio dall'interlocutore.


Inaugurata la  comunicazione iperrealista dell’era post industriale. Una interpretazione mitologica del dibattito sul rigassificatore di Monfalcone.

di Martina Luciani
Le cose che lui riproduce attraverso le parole esistono solo così come le descrive, forse persino solo perché lui le descrive:  la rappresentazione verbale di Alessandro Vescovini è ontologica. Creante invece che creativa.  Una forza della natura, Alessandro Vescovini, anima e corpo (quasi) della Smart gas, ovvero del progetto del rigassificatore piccino picciò di Monfalcone. Raramente ho visto sprigionarsi tanta energia da una persona. Certo, ci sono i grandi attori, che lo fanno sui palcoscenici ( per qualche ora, poi si riposano): ecco, Vescovini ha il fuoco sacro di un grande attore, che non si smorza mai.  Alto, snello, disinvolto, si muove che pare uno di noi ma se osservi  bene scopri un infinito distacco tra le esperienze sue e nostre.
Lo charme di Vescovini che si stravacca su un qualsiasi tavolo di presidenza ,affettando nel dibattito l’onere insostenibile dell’incongruenza dei temi che gli vengono opposti, è inimitabile; ed è altrettanto inimitabile l’aplomb delle sue camicie senza cravatta, accanto a lui persino un elegantone come Clini pare un impiegatuccio. Vescovini, in questa tornata estenuante  di incontri  attorno al progetto rigassificatore, è un guazzabuglio efficacissimo di tecniche innovative a comunicare: innovative nel senso che raggiunge molteplici scopi, con pochi periodi iperrealistici, inanellati da interiezioni non tecniche, qualche parola greve quasi elargite per rassicurarci, alcune villanie che l’accento emiliano stranamente rende efficaci  in particolare sul senso dell’onorabilità delle persone, numerosi ammiccamenti, gestualità esplicite ma certamente accorte, sovrapposizioni di concetti/tempi/ proposizioni principali e secondarie in un ordine formalmente sparso e quindi colloquiale ma in realtà serratissimo.

Tendopoli sull'Isonzo. Intervengono i Radicali.

Michele Migliori, segretario dell'Associazione radicale Trasparenza è Partecipazione di Gorizia, ha preso posizione sulla questione dei profughi accampati sull'Isonzo. E annuncia che domani, sull'Isonzo, si unirà  a coloro che si rimboccheranno le maniche per aiutare le persone accampate. Ecco la nota di oggi, 9 settembre 2014.


Questo pomeriggio, all'altezza di via Aquileia, a due passi dalla riva dove da tre mesi sono accampati circa 80 (o forse 100) profughi afghani, mi sono imbattuto nel banchino della Lega Nord con tanto di striscione di 15 metri con la scritta "Clandestino via dall'Isontino". Sempre in serata ricevo un comunicato stampa firmato IDV, SEL, PRC e Forum che indice un presidio per lunedì 15 settembre in nome della solidarietà e la tolleranza. Di conseguenza apprendo che:
- Ancora una volta i Radicali della città di Gorizia sono stati esclusi dal dibattito, nonostante il Partito Radicale da sempre rappresenti una bandiera per i meno abbienti in difesa dei diritti umani e dello stato di diritto e nonostante l'associazione radicale cittadina, che rappresento, sia ormai da dieci anni baluardo per la difesa della trasparenza e la legalità.
- Le Istituzioni locali continuano a rimbalzare tra loro le responsabilità circa quanto sta accadendo e circa le soluzioni da prendere, forse non comprendendo la gravità della situazione.

Tendopoli sull'Isonzo. La politica si interroga e discute, il 15 settembre. Gorizia città solidale: utopia?

Indetta da Forum per Gorizia, SEL, Federazione della Sinistra e IDV una manifestazione pubblica, il 15 ottobre, sull'emergenza immigrati in città.

Pubblichiamo il comunicato stampa congiunto emesso oggi, 9 settembre 2014. 


Soltanto grazie all’intervento del Presidente della Provincia Gherghetta e dell’Assessore Cecot, la presenza di quasi cento persone sulle sponde dell’Isonzo è divenuta oggetto di attenzione mediatica e politica.Le reazioni sono state sorprendenti: a parte l’appello alla generosità di alcuni cittadini, la maggior parte dei responsabili delle istituzioni ha dimostrato una sconcertante incompetenza e una preoccupante inefficienza. A fronte delle segnalazioni della gente e addirittura di un ampio servizio pubblicato sul quotidiano Primorski Dnevnik lo scorso 8 agosto, nessuno sembra essersi minimamente interessato alla situazione fino all’intervento dei rappresentanti della Provincia. Successivamente sono stati riconosciuti i pericoli che minacciano degli esseri umani che vivono nelle tende sulle rive di un fiume inquinato e soggetto a piene improvvise. Nonostante ciò, si è attesa un’ulteriore settimana prima di assistere alla riunione convocata in Prefettura, nel corso della quale i referenti degli enti locali hanno espresso il loro disagio. In particolare il sindaco di Gorizia, sostenendo che la città “ha già dato”, si è detto non disponibile a cercare soluzioni abitative per l’emergenza.

lunedì 8 settembre 2014

Voglia di trasparenza: che fine farà il mercato coperto di corso Verdi?




http://www.minube.it/foto/posto-preferito/170211/1052611

Il Consigliere comunale di "Gorizia è tua" chiede chiarimenti all'assessore Pettarin a proposito delle scelte operate dal Comune, in questi ultimi anni, per il mercato cittadino. 


La decisione di vederci chiaro, nasce dal fatto che in una precedente interrogazione del consigliere stesso presentata il 7 luglio scorso, non ha fornito risposte convincenti alle seguenti domande:    quali sono state, in concreto, le conseguenze della DG 82/2008, che disponeva il passaggio della struttura da bene demaniale a bene patrimoniale (seppur indisponibile?); per quale motivo si è usata la riclassificazione urbanistica della zona come ragione per la classificazione civilistica del bene? Secondo quale criterio e/o legge può essere classificato bene patrimoniale indisponibile un bene che, "ope legis", fa parte del demanio pubblico? Quale è quindi la tipologia di rapporto che è stato instaurato con i commercianti che vi operano? Vi è un collegamento logico tra la costante diminuzione del numero dei banchi occupati al mercato coperto e la delibera giuntale DG 82/2008?

Tim e Vodafone a caccia di allocchi!



Va disdetto immediatamente il servizio “chiama ora” di Tim (o di Vodafone) perché da luglio è a pagamento


di Marilisa Bombi

Ho deciso di dedicarmi all’allevamento di piccioni viaggiatori, non solo perché mi sto accorgendo che siamo tutti un po’ drogati da un uso eccessivo del cellulare, ma anche perché mi disturba terribilmente il fatto di dover costantemente controllare il credito residuo, al fine di verificare che non mi siano stati addebitati costi per servizi non richiesti. Ieri l’amara scoperta. Veniamo al dunque: chi legge i messaggi promozionali che TIM o Telecom (ma ovviamente si può fare di tutta un’erba un fascio) inviano via sms? Praticamente nessuno …. O quasi. E su questo fatto le compagnie di telefonia ci sguazzano. Perché moltiplicare 1.90 euro per tutti i possessori di scheda TIM viene fuori un bel gruzzoletto.

domenica 7 settembre 2014

Democrazia diretta e referendum contro l’uso di fitofarmaci di sintesi



Quando un comune dice no alla chimica in agricoltura.É successo in Val Venosta, con un referendum a Malles. Conseguenze e benefici: i consumatori sapranno apprezzarli?

di Giancarlo Stasi

A Malles, nella Val Venosta  patria della coltura/cultura del melo, un gruppo di cittadini, da circa dieci anni, si batteva per l’introduzione nel regolamento comunale di norme più restrittive sull’uso dei pesticidi sia nelle colture agricole sia in ambito urbano per la difesa del verde ornamentale. Il referendum propositivo - nel comune di Malles da alcuni anni si possono indire referendum propositivi con effetti vincolanti, con un quorum di partecipazione del 20% e con la possibilità di voto anche a mezzo posta -  si è tenuto da 22 agosto al 5 settembre.

Il 69 % degli aventi diritto ha votato e di questi il 75 % si è espresso a favore del divieto d’uso sul territorio comunale “di sostanze fitosanitarie chimico-sintetiche molto velenosi, velenosi, dannosi per la salute e per l’ambiente e di erbicidi”.

Gli agricoltori operanti nel territorio comunale dovranno perciò obbligatoriamente ricorrere alle strategie di coltivazione previste in agricoltura biologica.

La melicoltura biologica in Val Venosta è una realtà importante e consolidata, resta comunque altrettanto importante che un comune, al di là di mere dichiarazioni di principio che non sortiscono alcun effetto come ad esempio: “Comune denuclearizzato”, si orienti in modo così deciso verso una maggior tutela dell’ambiente e della salute di tutti i suoi cittadini, operatori agricoli compresi. 

Anche il consumatore deve però far la propria parte variando ed adeguando le proprie aspettative estetiche nei confronti dei prodotti ortofrutticoli diventando più consapevole e più tollerante. Attualmente su alcune varietà di mele si eseguono degli interventi con fitormoni per determinare l’allungamento del frutto (ma cambia il sapore se la stessa mela è più tonda o più allungata?), non si adoperano alcuni fitofarmaci, con profilo eco tossicologico migliore rispetto ad altri, perché determinano rugginosità sui frutti stessi (nella mia personale esperienza ho sempre constatato che le mele Golden ruggini sono più dolci di quelle lisce) . Alcuni anni fa ho assistito al respingimento da parte del paese importatore di un camion di insalate italiane perché su alcuni cespi erano stati reperiti afidi e questo poteva provocare nei consumatori “disgusto”  (non poteva invece essere interpretato come una prudenza da parte del produttore ad irrorare insetticidi poco prima della raccolta?) I dati sui consumi degli alimenti da agricoltura biologica, in crescita anche in questi anni di crisi economica, fanno ben sperare perché questo mercato da nicchia (e con i prezzi praticati al consumatore gonfiati) diventi sempre più importante. Certo è che anche altre azioni attuate lungo la filiera alimentare pongono importanti domande sulla loro innocuità: un esempio? Le nanotecnologie?

venerdì 5 settembre 2014

Il patrimonio della Fondazione Coronini è affidato ai Goriziani

http://www3.comune.gorizia.it/turismo/it/villa-coronini-cronberg

Una proposta di ordine del giorno del consigliere di Sel Livio Bianchini richiama l'ultimo articolo dello statuto della Fondazione che, forse, più di qualuno ha sottovalutato. La questione ritorna prepotentemente in primo piano dopo che il quotidiano Il Piccolo ha denunciato la situazione di irreversibile degrado che sta interessando gli immobili ubicati in città e che, secondo le volontà del Fondatore, mai avrebbero dovuto essere alienati.


Questo il testo dell'ordine del giorno che dovrebbe essere discusso nella riunione dei capigruppo prima della prossima seduta del Consiglio comunale.

Premesso che la Fondazioni Coronini è una Fondazione di diritto privato ma che, in base al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 "Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE (articolo 3, comma 26)

L'«organismo di diritto pubblico» e' qualsiasi organismo, anche in forma societaria: istituito per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale; dotato di personalità giuridica e la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico oppure la cui gestione sia soggetta al controllo di questi ultimi oppure il cui organo d'amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà e' designata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico.

Che, a prescindere da tale definizione, alla quale rispondono ovvero dovranno rispondere gli organismi preposti alla vigilanza, interni ed esterni, l’articolo 22 dello Statuto della Fondazione Coronini prevede testualmente che: “A tutta la cittadinanza goriziana, contemporanea e futura, è affidato l’avvenire della Fondazione, la sua durata e la sua indipendenza, la poesia del suo parco e il suo sviluppo come centro culturale goriziano”.

Ciò premesso, il Consiglio comunale di Gorizia, invita il Sindaco, quale legale rappresentante del Comune, Ente esponenziale rappresentante la Comunità cittadina a farsi parte attiva nel rendere effettivo il ruolo di propulsione e vigilanza sull’attività della Fondazione, così come nelle precise volontà del conte Guglielmo Coronini. Nel senso che, in futuro, a prescindere dalla ordinaria amministrazione, ogni decisione riguardante le scelte di fondo della Fondazione, saranno prioritariamente discusse ed approvate dal Consiglio comunale.

giovedì 4 settembre 2014

Il Comune di Gorizia non entra nel progetto Scuole Nuove del Governo. Perché…

Gli importi dei fondi sbloccati dal patto di stabilità in FVG

...per starci,  i soldi li devi avere già, e attraverso lo sblocco del patto di stabilità ottenere lo smobilizzo delle risorse vincolate. Se non li hai, non è questo il giro di giostra giusto. Più avanti, si vedrà. Osservazioni sparse e la nota di Giuseppe Cingolani.

di Martina Luciani
Il Comune di Gorizia, con sua sorpresa ( non nostra, in verità, che il sospetto già ce l'avevamo avuto)  non ha ottenuto finanziamenti attraverso il mega progetto del Governo per attuare Scuole Nuove, Scuole Sicure e Scuole Belle ( bisognerebbe anteporre a ogni titolo il segno  #, ma personalmente mi urta questa  brutto grafia da navigatori incalliti dei social), ovvero le tre grandi articolazioni per metter mano al fatiscente patrimonio immobiliare scolastico italiano.  Mentre la Provincia incassa per 650 mila euro per scuola sicure, e in Regione vengono distribuiti 27 milioni di euro, il Comune di Gorizia, che sperava di finire nella tranche di scuole nuove,  resta al palo.
 Perché? Forse perché non si è capito che per il progetto presentato su richiesta del Governo, con la famosa lettera di Renzi ai sindaci, era richiesto che i fondi necessari fossero reperibili attraverso lo sblocco del patto di stabilità. Quindi il meccanismo si fondava sulla disponibilità di risorse seppur vincolate: non quindi un progetto come quello della scuola dell'infanzia di Vicolo del Molino, messo in bilancio preventivo con fondi da reperire, pari a 1 milione e 200 mila euro, per avviare nel 2014 le fasi della progettazione e nel 2015 l’esecuzione dei lavori. Ma piuttosto un progetto cantierabile per il quale le risorse ci fossero seppur chiuse nella cassaforte, apribile con la la chiave del patto di stabilità. Chi ha inquadrato in questo modo  il proprio accesso al programma scuole nuove, ha ottenuto lo sblocco delle risorse. Chi cercava finanziamenti tout cour, aspetterà un altro giro.
Lo spiega anche Giuseppe Cingolani, nella sua nota.