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giovedì 31 marzo 2016

Alleanza Palazzo Coronini di Gorizia e Goriški Muzej Kromberk di Nova Gorica: visite guidate bilingui.


Progetto per valorizzare il legame storico che intercorre tra Palazzo Coronini a Gorizia e il Castello di Kromberk a Nova Gorica, attraverso una serie di visite guidate congiunte e bilingui e una Card Coronini, con sconti e agevolazioni su entrambe le sedi museali.



La Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus di Gorizia e il Goriški Muzej Kromberk-Nova Gorica si alleano per dare vita a un progetto di collaborazione che muoverà i primi passi ufficiali già nelle prossime settimane.
Obiettivo delle iniziative è quello di promuovere la reciproca conoscenza e l’afflusso di visitatori
italiani e sloveni alle due splendide dimore, autentici gioielli artistici e architettonici . Per chi si addentrerà nelle sale della villa di viale XX settembre ci sarà inoltre la possibilità di ripercorrere le
trasformazioni che tra il XVIII e l’inizio del XX secolo rivoluzionarono le abitudini alimentari e il
modo di stare a tavola, grazie alla mostra “A tavola con i conti Coronini”, in programma dal 9 aprile al 16 ottobre.
La presentazione del progetto  tra Coronini e Kromberk è invece annunciata per martedì
12 aprile alle 20.00, al Castello di Kromberk, alla presenza del sindaco di Gorizia Ettore Romoli e del
primo cittadino di Nova Gorica, Matej Arcon.

lunedì 21 dicembre 2015

Fondazione Coronini e trasparenza. Sia la Corte dei conti a chiarire gli obblighi previsti.



Villa Louise, fiore all'occhiello della città

Non è possibile continuare a tergiversare. Il Sindaco di Gorizia si faccia carico di richiedere alla Corte dei conti se la Fondazione Coronini deve rispettare gli obblighi previsti per gli enti pubblici, in forza dei parametri stabiliti dalla legge


di Marilisa Bombi

Due giorni fa ho ricevuto gli auguri di Buon Natale dalla Fondazione Coronini. Non mi considero certamente una cittadina privilegiata. Sono soltanto iscritta alla newsletter, ovvero quello strumento di informazione mirata che sempre più spesso viene utilizzata da coloro i quali hanno compreso l’importanza dei moderni mezzi di comunicazione che, molto accortamente, politici giornalisti opinion leader e chi più ne ha più ne metta, utilizzano a volte in maniera eccessivamente propagandistica. Ma tant’è. L’ultimo che, a dire il vero, ho trovato comico/patetico è stato il tweet della botticelliana ministra Madia al termine dell’incontro in sede di Conferenza Unificata del 17 dicembre che sancisce (l’ennesimo???) accordo tra il Governo, le Regioni e gli enti locali concernente la riduzione delle autovetture di servizio con autista. Questo il cinguettio: “Stretta autoblu, regioni ed enti locali d''accordo su richiesta governo per taglio vetture. Più risparmi più risorse per i territori nel 2016". Ma per favore!!!!!!!!

Gli auguri della Fondazione Coronini che ci sta molto a cuore perché patrimonio cittadino, e quindi di ciascuno di noi, sono arrivati proprio nel momento in cui un elemento di novità dovrebbe consigliare il sindaco Romoli, presidente del Curatorio e legale rappresentante del Comune ovvero l’ente esponenziale rappresentativo della comunità cittadina e sostenitore della trasparenza a fare ciò che nessun sindaco prima di lui ha fatto.
La legge. La novità è una sentenza del Consiglio di Stato, depositata nei giorni scorsi (sentenza n. 5617 del 10 dicembre 2015)  nella quale si afferma che i parametri di individuazione degli organismi di diritto pubblico enunciati dalla disciplina di riferimento (art. 3, comma 26, del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163) sono:  finalizzazione istituzionale al soddisfacimento di specifiche “esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale e commerciale”; possesso di personalità giuridica (anche di natura privata); ed infine, attività finanziata in percentuale maggioritaria “dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico”, o – in alternativa – “la cui gestione sia soggetta al controllo di questi ultimi, oppure il cui organo d’amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri, dei quali più della metà è designata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali, o da altri organismi di diritto pubblico”.
Il dubbio. Ma perché mai nessun sindaco di Gorizia, soprattutto dopo l’entrata in vigore del d.lgs 163/2006 non  si è preoccupato di chiedere alla Corte dei conti se la Fondazione Coronini è, o meno, da considerarsi organismo di diritto pubblico?
La questione non è di poco conto. Ciò in quanto nell’ipotesi in cui rientrasse in tale categoria sarebbe assoggettata a particolari obblighi in materia di assunzione di personale, di contratti di fornitura, di trasparenza. Insomma, dovrebbe agire ne più né meno come ogni altro ente pubblico è tenuto a fare. Che sia la volta buona? Non è possibile, infatti, che il Sindaco si ritenga estraneo ad ogni ipotesi di violazione compiuta dalla Fondazione a proposito della quale starebbe indagando la Corte dei conti. E ciò proprio in relazione al ruolo di presidente del Curatorio svolto dallo stesso. Il nodo da sciogliere, infatti, non è se i bilanci della Fondazione siano o meno a posto anche in relazione al fatto che gli aspetti contabili sono posti al controllo regionale. Bensi se la Fondazione Coronini, pur essendo una fondazione privata è soggetta o meno alle norme previste per gli enti pubblici.
Comunque, stando così le cose ed al fine di evitare ulteriori dilazioni sarà inviata nei prossimi giorni al Sindaco di Gorizia una formale istanza a provvedere alla richiesta alla Corte dei conti di motivato avviso ex art. 33, comma 4, del D.P.R. 25 novembre 1975 n. 902, come sostituito dall'art. 3 del D. Lgs. 15 maggio 2003, n. 125.
Coloro i quali fossero disponibila a co-sottoscrivere la richiesta al sindaco sono inviati ad inviare una mail a questo indirizzo: piazza.traunik@gmail.com

lunedì 26 ottobre 2015

Voglia di trasparenza: arriva il finanziamento per villa Louise



Presentazione progetto FAI "I luoghi del cuore" ottobre 2014

Denaro pubblico e trasparenza: nessun niet in futuro per il Curatorio della fondazione Coronini che gestisce non un patrimonio personale ma il patrimonio che il conte Guglielmo Coronini ha lasciato ai goriziani, come chiaramente risulta dall'articolo 22 dello statuto.


di Marilisa Bombi

Villa Louise otterrà un finanziamento dalla Regione. Anzi, a dire il vero, un grosso finanziamento, perché pare che ammonti a 300 mila euro per dieci anni. C’è da rendere grazie al suddetto ente per due ordini di motivi: il primo, è evidente, perché restituirà alla città un bene immobile di notevole valore storico ed architettonico prima che lo stesso sia definitivamente “perito” consentendo pertanto alla “Fondazione” di alienarlo in base alla previsione statutaria modificata per decisione del curatorio ed in spregio alle precise volontà del conte Guglielmo Coronini. Il secondo, perché l’entrata pubblica consentirà, con grande probabilità, di rendere prevalenti le entrate pubbliche; con ciò comportando per la fondazione l’obbligo di rispettare le previsioni previste dall’ordinamento.

lunedì 19 ottobre 2015

Fondazione Coronini e bisogno di trasparenza



Lettera aperta al Sindaco ed ai componenti del Curatorio. Anche il Forum per Gorizia chiede di alzare il velo sulle attività e le risorse della Fondazione Coronini.


di Marilisa Bombi

Sarà anche vero che, dal punto di vista formale, che la Fondazione “ Palazzo Coronini Cronberg” è una onlus di diritto privato, per volere del suo fondatore, conte Guglielmo Coronini. Ma, dal punto di vista sostanziale, “alla base della Fondazione c’è un lascito di beni mobili ed immobili ai cittadini di Gorizia, destinato “al pubblico godimento e all’educazione culturale della collettività” ( art.3 dello statuto)”. Di conseguenza la Fondazione è solo lo strumento necessario per rendere possibile l’amministrazione dei suoi beni ed il fatto che il suo Curatorio,  sempre per volere del fondatore, sia composto da persone che pro tempore ricoprono una funzione pubblica, dovrebbe essere sufficiente ad assicurare quella trasparenza che, fino ad ora, non c’è stata.

mercoledì 30 settembre 2015

Portare i nostri bambini a Villa Coronini: il 4 ottobre sarà per loro la visita ad un Palazzo Incantato




Domenica 4 ottobre è la  Giornata nazionale delle famiglie al museo, vetrina delle proposte legate alla didattica museale e alla conoscenza dei beni culturali rivolti alle famiglie con bambini. A Gorizia, con l'iniziativa della  Fondazione Coronini Cromberg, i bambini potranno partecipare ad una  visita davvero particolare.  

Un'iniziativa a cui aderiranno 770 musei in Italia, tra cui la Fondazione Coronini Cronberg aderisce all'iniziativa,che coinvolge 770 musei italiani,  e propone, con inizio alle 16,  “Il Palazzo incantato”, una visita teatralizzata alla magnifica dimora di viale XX Settembre. Un viaggio divertente e avventuroso in uno dei più bei palazzi storici della Regione, alla scoperta della storia, dei segreti e delle curiosità che racchiude. I bambini saranno coinvolti in una misteriosa sparizione: si sono infatti perse le tracce di un antico orologio e del piccolo Conte. I visitatori aiuteranno quindi il maggiordomo e la governante a risolvere il mistero attraverso le sale del Palazzo. Ma non è finita qui, perchè l’orologio ha il potere di far viaggiare nel tempo: forse è stato nascosto perché non finisse in mani sbagliate? Si tratterà quindi di un giallo avvincente, dai risvolti inaspettati tra presente, passato e futuro.

 “Il palazzo incantato” è rivolto ai bambini dai 6 ai 10 anni, soli o accompagnati dai genitori. La visita teatralizzata è una produzione a.Artisti Associati in collaborazione con Fondazione Palazzo Coronini Cronberg. Ad accompagnare i bambini nell'avvincente viaggio tra le sale del Palazzo saranno Enrico Cavallero, Chiara Cardinali e Serena Finatti. L'appuntamento è appunto per domenica 4 ottobre alle 16: il costo del biglietto sarà di 4 euro, con prenotazione obbligatoria telefonando allo 0481-533485 o scrivendo una mail a info@coronini.it. L'iniziativa sarà ripetuta sabato 10 ottobre e sabato 24 ottobre sempre alle 16.

lunedì 7 settembre 2015

Tominz e il suo ritratto di Dubbane, ricco possidente triestino figlio di genitori siriani.

www.museorevoltella.it

Presentazione, a Palazzo Coronini, il 9 settembre, di un dipinto inedito di Giuseppe Tominz, in esposizione fino al 4 ottobre nell'ambito
della mostra
attualmente in corso: il ritratto è quello di Carlo Francesco Dubbane, nato a Trieste nel 1808. Mamma e papà si erano trasferiti  qualche anno prima, dalla Siria. Ovvero, immigrati.


di Martina Luciani



Era dunque figlio di immigrati, Carlo Francesco Dubbane: il ritratto inedito che un collezionista privato ha imprestato alla mostra di Palazzo Coronini Cronberg "Dalla penna d'oca alla macchina da scrivere. Guglielmo Coronini e la bella scrittura", rivela una coincidenza particolarmente significativa, utile per considerare da un altro punto di vista  - e con rinnovata memoria alla storica attitudine e abitudine interculturale delle nostre terre -  il conflittuale approccio ai flussi di profughi nella realtà locale.
Il comunicato stampa in cui si annuncia la presentazione del dipinto, il 9 settembre, nell'ambito di una serata (su prenotazione) che coinvolgerà Palazzo Coronini Cromberg e la Pinacoteca di Palazzo Attems Petzenteis e che riportiamo sotto, mi ha spinto a cercare informazioni sul bellissimo sito dedicato a Tominz del Museo Revoltella di Trieste.
Dove Dubbane è protagonista di un altro dipinto, datato 1832, di proprietà dei Musei provinciali di Gorizia e intitolato "I fidanzati (promessi)", in cui Carlo Dubbane è ritratto mentre infila l'anello di fidanzamento al dito di Lodovica Matilde Laugier, deliziosa signorina con quello sguardo vivacissimo, seppur temperato dalla tenerezza e dall'emozione del momento, che mi pare sia tipico della femminilità quanto mai dinamica delle donne triestine.
Si legge sul sito che Dubbane, giovane dai tratti medioerientali, era un ricco possidente triestino figlio di genitori trasferitisi dalla Siria nella grande città imperiale sul mare.
Il comunicato stampa:

Si arricchisce di un’opera inedita di Giuseppe Tominz, il “Ritratto di Carlo Francesco Dubbane”, proveniente da una collezione privata goriziana, la mostra “Dalla penna d’oca alla macchina da scrivere. Guglielmo Coronini e la bella scrittura” allestita a Palazzo Coronini Cronberg.

lunedì 20 ottobre 2014

Sabato apertura straordinaria di villa Louise. Iniziativa della Regione, con l'auspicio di un maggior controllo sulle Fondazioni


Uno dei gioielli dimenticati di Gorizia grazie al FAI punta a diventare uno dei “Luoghi del Cuore” da salvare. Novità per la Fondazione Coronini: le scelte rilevanti devono passare al vaglio della Commissione cultura del Consiglio comunale. 



di Marilisa Bombi

Sabato 25 ottobre, dalle 9 alle 14, sarà possibile visitare Villa Louise, storica dimora goriziana che fu per anni residenza principale dei conti Coronini che l’avevano ereditata nel 1912 dall’ultima discendente della famiglia Smart Löhneysen. E intanto, anche la Regione si muove: Villa Louise è stata individuata – con il Castello e il Parco di Miramare e Villa Manin di Passariano – tra gli attrattori culturali sui quali investire nell’ambito della Programmazione Ue 2014-2020. La notizia è stata data in occasione della conferenza stampa indetta alla presenza di uno sconsolato sindaco che, riguardo la Fondazione dallo stesso presieduta ha un bel po’ di gatte da pelare, anche se, in futuro, la responsabilità delle scelte del Curatorio sarà plasmata dalla Commissione consiliare cultura. Ciò in relazione al fatto che nell’ultima riunione del Consiglio comunale è stato approvato un ordine del giorno il quale prevede il passaggio in Commissione delle scelte rilevanti della Fondazione, così come espressamente voluto dal conte Guglielmo e recepito nall’ultimo articolo, il 22, dello statuto della Fondazione. I problemi sul tappeto sono tanti a partire dallo stato di degrado degli immobili anche se buone prospettive, a questo proposito, sono in vista. La Regione, su iniziativa dell ’ assessore alla cultura Gianni Torrenti, infatti, ha inteso inserire Villa Louise nel terzetto di « contenitori culturali » che rientreranno nell ‘accordo quadro per il recupero e la valorizzazione di attrattori culturali regionali , ed inserito nella programmazione dei fondi strutturali europei 2014 - 2020. « Il progetto centra un punto fondamentale – ha detto il presidente della Fondazione Coronini - Cronberg, Ettore Romoli - , che non è soltanto quello del recupero, quanto piuttosto quello della destinazione d’uso di Villa Louise » . Che, secondo l’iniziativa della Regione, dovrebbe diventare un incubatore di imprese culturali con la possibilità di individuare anche delle aree da destinare a residenze per artisti. Il progetto prevede a monte il recupero dell’ immobile e dell’ ampio parco retrostante.

Sta di fatto che, a prescindere da questa encomiabile iniziativa, va rilevato che anche la Regione Friuli Venezia Giulia dovrebbe svolgere una seria attività di controllo sulle fondazioni riconosciute, così come ha già disposto la Regione Veneto.

venerdì 5 settembre 2014

Il patrimonio della Fondazione Coronini è affidato ai Goriziani

http://www3.comune.gorizia.it/turismo/it/villa-coronini-cronberg

Una proposta di ordine del giorno del consigliere di Sel Livio Bianchini richiama l'ultimo articolo dello statuto della Fondazione che, forse, più di qualuno ha sottovalutato. La questione ritorna prepotentemente in primo piano dopo che il quotidiano Il Piccolo ha denunciato la situazione di irreversibile degrado che sta interessando gli immobili ubicati in città e che, secondo le volontà del Fondatore, mai avrebbero dovuto essere alienati.


Questo il testo dell'ordine del giorno che dovrebbe essere discusso nella riunione dei capigruppo prima della prossima seduta del Consiglio comunale.

Premesso che la Fondazioni Coronini è una Fondazione di diritto privato ma che, in base al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 "Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE (articolo 3, comma 26)

L'«organismo di diritto pubblico» e' qualsiasi organismo, anche in forma societaria: istituito per soddisfare specificatamente esigenze di interesse generale, aventi carattere non industriale o commerciale; dotato di personalità giuridica e la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico oppure la cui gestione sia soggetta al controllo di questi ultimi oppure il cui organo d'amministrazione, di direzione o di vigilanza sia costituito da membri dei quali più della metà e' designata dallo Stato, dagli enti pubblici territoriali o da altri organismi di diritto pubblico.

Che, a prescindere da tale definizione, alla quale rispondono ovvero dovranno rispondere gli organismi preposti alla vigilanza, interni ed esterni, l’articolo 22 dello Statuto della Fondazione Coronini prevede testualmente che: “A tutta la cittadinanza goriziana, contemporanea e futura, è affidato l’avvenire della Fondazione, la sua durata e la sua indipendenza, la poesia del suo parco e il suo sviluppo come centro culturale goriziano”.

Ciò premesso, il Consiglio comunale di Gorizia, invita il Sindaco, quale legale rappresentante del Comune, Ente esponenziale rappresentante la Comunità cittadina a farsi parte attiva nel rendere effettivo il ruolo di propulsione e vigilanza sull’attività della Fondazione, così come nelle precise volontà del conte Guglielmo Coronini. Nel senso che, in futuro, a prescindere dalla ordinaria amministrazione, ogni decisione riguardante le scelte di fondo della Fondazione, saranno prioritariamente discusse ed approvate dal Consiglio comunale.

venerdì 9 maggio 2014

La Fondazione contravviene alle volontà del conte Coronini



Ma i cittadini di Gorizia sono tenuti all’oscuro, perché chi li rappresenta non si è mai appassionato troppo.

di Marilisa Bombi


La Fondazione Coronini sta contravvenendo alle disposizioni del conte Guglielmo, alienando immobili ubicati a Gorizia? Sembrerebbe proprio di sì se è vera la notizia che da un po' di giorni circola in città e che riguarderebbe un immobile ubicato in borgo castello, proprio di fronte ai musei provinciali. Per tale immobile la Fondazione sarebbe in attesa di conoscere se la Soprintendenza intende esercitare il diritto di prelazione previsto dalla legge, essendo lo stabile vincolato. Peraltro, in città, gira anche voce di qual è l’importo proposto per la vendita. Lo statuto, stilato dal conte Coronini, prevedeva l’assoluta invendibilità degli immobili goriziani, verosimilmente nell’ottica che dagli affitti sarebbero scaturite le risorse economiche per mantenere la fondazione. Ottiche evidentemente di altri tempi.