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lunedì 29 agosto 2022

Quando l'infestazione di zanzara tigre fa rima con incapacità amministrativa dell'istituzione competente.





di Martina Luciani

Il Comune di Gorizia da anni dimostra l'assoluta incapacità a contenere le infestazioni di Aedes albopictus, insetto che assieme alle sue parenti strette Aedes koreicus e Aedes japonicus  è responsabile delle infezioni da virus Chikungunya, Dengue e Zika. Ovviamente i cittadini sforacchiati, pruriginosi e dolenti, protestano (qui un mio post del 2018)e lo fanno tanto più vigorosamente quanto più abbiano cura nella propria sfera privata di evitare le condizioni che causano la proliferazione degli insetti (cura del tutto inutile se attorno a casa propria nessuno agisce e niente accade). Alle proteste - ed ora anche al probabile caso di West Nile Fever, che con la zanzara tigre però nulla ha a che fare, come conferma l'Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie - segue di prassi una bella dose di insetticida, che serve a quasi niente e danneggia l'ambiente, visto che colpisce tutti gli insetti adulti senza distinzione tra cattivi e buoni, brutti e belli, e difficilmente interferisce con le larve, in breve pronte a sostituire le popolazioni soppresse. 


di Martina Luciani

Pensavo che l'ordinanza del sindaco di Bolzano, che impone, fino a tutto ottobre, ai soggetti pubblici e privati determinate azioni in materia di lotta alla zanzara tigre, fosse la più aderente alle effettive problematiche che consentono le infestazioni delle zanzare, anche perchè si inserisce nel programma comunale specifico ( Zanzara tigre, fondamentale la prevenzione - YouTube, dal minuto 3.09) e nel contesto delle attività svolte dalla Provincia autonoma, che ha un gruppo di lavoro espressamente dedicato ed effettua anche i monitoraggi sul territorio per seguire l'andamento delle infestazioni. 

Ma ho scovato un Comune che prevede qualcosa in più rispetto al divieto di mantenere acque stagnanti e all'ordine di effettuare i trattamenti larvicidi anche nelle proprietà private.

Il Comune di Marmirolo, in provincia di Mantova, con l'ordinanza 17 del 27 aprile 2022, ha preso atto, in linea con  tutti i Comuni dotati di capacità di gestione del territorio e di prevenzione dei rischi sanitari, che 
la principale azione per limitare le infestazioni è la rimozione dei focolai larvali con i trattamenti larvicidi; e che le misure straordinarie vanno rivolte non solo alla generalità della popolazione presente sul territorio comunale e agli enti pubblici ma anche “in particolare alle imprese ed ai responsabili di aree particolarmente critiche ai fini della proliferazione del fenomeno, quali cantieri, aree dismesse, piazzali di deposito, parcheggi, altre attività produttive che possono dar luogo anche a piccole raccolte di acqua e conseguenti focolai di sviluppo larvale”.

Quindi, il sindaco di Marmirolo, così come il sindaco di Bolzano, oltre a ordinare i soliti comportamenti diretti a evitare i ristagni d’acqua e i soliti trattamenti negli spazi di proprietà privata e i trattamenti antilarvali, ordina in alternativa di procedere alla chiusura degli stessi tombini, griglie di scarico, pozzetti di raccolta delle acque meteoriche con rete zanzariera, ovviamente integra.
Zanzariere sui tombini e sui pozzetti: una cosa che all’Ufficio ambiente del Comune di Gorizia non si può nemmeno immaginare. Invito pertanto i tecnici comunali a venire a casa mia e vedere come si fa, non è difficile e funziona.

giovedì 20 giugno 2019

Comitato promotore della petizione su industrie insalubri: e di nuovo si scrive al sindaco! Stavolta c'è pure una istanza, come da Statuto comunale.


Il comitato promotore delle petizioni popolari chiede formalmente di conoscere la dichiarazione di innammissibilità della petizione su industrie insalubri. E chiede anche che il Comune solleciti un parere sulla questione dagli uffici regionali competenti.




Provate a leggere quanto segue, è la trascrizione più accurata possibile delle dichiarazioni rese dall'assessore Del Sordi durante la seduta del consiglio comunale del 3 giugno 2019.

"....Modificare un piano regolatore significa andare a modificare una legge che per essere modificata deve avere certi requisiti, per modificare una legge non si può, questo non perché non si vuole, ma perché purtroppo il nostro ordinamento non lo permette, non si può badare solo a quelle che sono le giuste e legittime richieste di chi ha firmato una petizione o quant'altro perché se da una parte ci sono le giuste e legittime richieste di chi firma una petizione per modificare questa legge, per modificare una legge bisogna avere anche un parere, questo ahimè purtroppo lo prevede la norma.
Il sindaco le ha detto: è stata fatta un'istruttoria, istruttoria tecnica da parte dell'ufficio, il quale alla fine semplificando e banalizzando dice che quel tipo di modifica non poteva essere accolta..."
Mi rendo conto che non si tratta di un testo agevole, incuriosirebbe persino Noam Chomsky e i linguisti convinti che bisogna analizzare le strutture profonde del linguaggio e non solo quelle superficiali; ma anche ritenendo che una lingua si rimodella secondo gli utenti, le circostanze,i presupposti, qua non è impresa facile determinare le relazioni tra "modificare un piano regolatore", "una legge che per essere modificata deve avere certi requisiti" (... eh non so cosa farci, così ha detto l'assessore), "il nostro ordinamento non lo permette", e così via, lungo tutto un discorso che non ho riportato (e mi aspetto gratitudine dai lettori).

Quello che noi cittadini,firmatari della petizione su industrie insalubri, abbiamo compreso ( qui i dettagli) è che il pezzo di carta su cui stava scritta è stato consegnato in un ufficio dotato delle competenze tecniche per valutarlo e che dopo questo procedimento lo stesso ufficio ha detto: non si può fare. No se pol. Non va bene: avrebbero dovuto dircelo subito che la petizione era innammissibile, e avremmo discusso di quello, nei mesi successivi, invece di impegnarci - noi e pure i consiglieri comunali - a portare il tema in consiglio comunale, assieme all'altra petizione, quella sull'adozione del Piano di classificazione acustica.

Fatto sta che che di nuovo i cittadini si mettono al lavoro e scrivono al Sindaco, perchè questo documento lo vogliono proprio leggere,la richiesta era già stata resa pubblica con un comunicato ed era anche stata amplificata dalla stampa locale, ma evidentemente non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Oggi, dunque, è stata depositata all'ufficio protocollo del Comune una lettera cortese in cui si ripropone la richiesta e si aggiunge un'ulteriore istanza.  Le istanze sono
previste dall'art. 76 dello Statuto del Comune di Gorizia: i cittadini possono rivolgere agli organi elettivi comunali istanze dirette a promuovere interventi per la tutela di interessi collettivi, alle quali il sindaco deve dare risposta scritta entro due mesi dal ricevimento.
Nello specifico, l'istanza chiede che "L'iter di approvazione di un Piano Regolatore prevede sia la Regione a confermare l'esecutività, disporne la rielaborazione da parte dell'amministrazione comunale oppure imporre delle modifiche; per meglio affrontare il percorso partecipato previsto ed avere da subito un parere tecnico da chi dovrà disporre l'esecutività del piano, rivolgiamo un istanza
diretta a promuovere interventi per la tutela di interessi collettivi in base all'art.76 dello Statuto Comunale, sempre nella massima collaborazione e trasparenza nei confronti di
tutti i firmatari della petizione, che dell'ammissibilità tecnica di quanto chiesto dalla petizione sia investito il competente ufficio regionale, chiedendo un parere a riguardo."

Questo il comunicato stampa trasmesso oggi dal comitato promotore.


COMUNICATO STAMPA.
20 GIUGNO 2019
In consiglio comunale la petizione popolare su industrie insalubri è stata definita “non accoglibile”.
 Dichiarazione sconcertante: il comitato promotore non ne sapeva niente e vuole il documento dell’istruttoria tecnica che ha prodotto questa conclusione. Istanza al Sindaco per ottenere un parere dagli uffici regionali competenti in materia.

A quattro mesi e mezzo dal deposito, in consiglio comunale si dice che, in base ad una istruttoria tecnica, la petizione popolare per una Variante al PRG del comune di Gorizia che inserisca norme più stringenti per la realizzazione di industrie insalubri e impianti gestione e trattamento dei rifiuti speciali per il miglioramento e la salvaguardia ambientale non può essere accolta, cioè è inammissibile,  il comitato promotore ha chiesto al Sindaco di Gorizia di poter leggere il relativo documento.
In realtà questa informazione avrebbe dovuto pervenire al comitato parecchio tempo fa, unitamente ad altre notificazioni relative all’iter procedurale, con una comunicazione al proponente in cui  si dichiarasse, esplicitamente e con adeguata motivazione, non accoglibile quanto richiesto dalla petizione.
La lettera consegnata oggi al Comune di Gorizia, e sottoscritta da numerosi cittadini firmatari della petizione popolare,  precisa il contesto in cui è avvenuta questa dichiarazione da parte dell’assessore Del Sordi, il quale ha anche sostenuto che ai proponenti era stato risposto che l’argomento individuato non poteva essere trattato. Invece la risposta del Sindaco esprimeva un concetto completamente diverso, cioè che l’amministrazione per dare adeguata risposta alle istanze della cittadinanza intendeva approfondire la questione nell’ambito della variante generale al PRGC.

Inoltre, il comitato promotore ricorda al Sindaco che la modifica richiesta dalla petizione va semplicemente a limitare le destinazioni d'uso di due zone omogenee (artigianale ed industriale), analogamente a quanto già fatto dal piano della zona industriale di Sant'Andrea, approvato dalla Regione nel settembre del 2017, al quale  questa Amministrazione comunale, nell'agosto dello stesso anno, aveva dato una valutazione tecnica favorevole. Perché dunque stavolta, sempre stando a quanto dichiarato in consiglio, non si potrebbe più fare?

Infine, in base all’art. 76 dello Statuto comunale sulla promozione di interventi per la tutela di interessi collettivi, è stata rivolta al Sindaco istanza affinchè , in previsione di una revisione strutturale del piano che dovrà ottenere anche il nulla osta regionale, si provveda ad investire il competente Ufficio regionale della questione relativa all’ammissibilità tecnica di quanto oggetto della petizione popolare, ottenendo un parere a riguardo anche per meglio affrontare il percorso partecipato che la Giunta ha previsto e annunciato.









domenica 28 aprile 2019

Inspiegabile ( o forse no) ostinazione del sindaco di Gorizia a non inviare le petizioni popolari su industrie insalubri e PCCA al Consiglio comunale!

Il comitato promotore delle petizioni popolari che, con oltre 3000 firme complessive chiedono al Comune di trattare le questioni delle industrie insalubri, inserendo norme più restrittive nel piano regolatore, e dell'adozione del Piano di zonizzazione acustica, commenta con indignazione le delibere con cui la Giunta comunale, il 17 aprile scorso, ha formalizzato il fatto che le istanze dei cittadini non saranno discusse immediatamente in consiglio comunale.
Entrambi i temi, come si apprende dalla stampa visto che nessuna comunicazione è giunta ai cittadini presentatori delle petizioni, sono stati aggiunti al libro dei sogni, di cui è disponibile la recente edizione intitolata Documento Unico di Programmazione 2019 -2021.  Questo il comunicato stampa. Di seguito i testi delle due mozioni consiliari, rispettivamente dal consigliere Andrea Picco ( Forum Gorizia) e Silvano Gaggioli ( Gorizia c'è): entrambe chiedono che le petizioni siano portate in consiglio comunale. Depositate l'11 aprile, e una settimana dopo ecco le due delibere di Giunta, guarda che caso!





Comunicato stampa, 28 aprile 2019
Il sindaco di Gorizia e la sua Giunta archiviano i cittadini e lo Statuto comunale insieme alle petizioni popolari!

Le due delibere di Giunta del 17 aprile 2019 formalizzano una nuova auto investitura di stampo autoritario, cioè lo stratagemma che trasferisce una iniziativa di democrazia diretta prevista dallo Statuto comunale  in una “archiviazione” delle istanze corredate da oltre 3000 firme di cittadini. E ciò con una serie di arzigogoli che mischiano principi costituzionali, contenuti delle norme, questioni politiche e prassi amministrative.  
Lo Statuto comunale di Gorizia stabilisce che il sindaco, ricevute le petizioni,  deliberi entro un mese se di propria competenza, oppure si provveda immediatamente all'individuazione dell'organo competente, il quale deve deliberare entro 3 mesi dalla presentazione della petizione.
Questa amministrazione, invece, attende l'ultimo giorno utile a deliberare e a quel punto, escludendo  il Consiglio comunale, organo elettivo rappresentativo della comunità cittadina,  la Giunta si attribuisce il potere di decidere  sulle materie oggetto delle petizioni  e contestualmente ne delibera l'archiviazione.

martedì 20 novembre 2018

Due petizioni popolari al Comune di Gorizia, per costruire sviluppo e progresso nel rispetto e nella cura delle persone e del territorio.

Comincia mercoledì 21 novembre la raccolta delle firme alle due petizioni popolari nate in seguito all'ennesimo dibattito sulle criticità ambientali che ancora non trovano adeguato riscontro nell'agire della pubblica amministrazione. 
Una città accogliente e vivibile si realizza per mezzo di strumenti di pianificazione che  rispondano tanto alla necessità di crescita economica e alle istanze di lavoro della comunità quanto ai bisogni di salute, salubrità, qualità ambientale, cura dei quartieri e del territorio, qualità dei servizi, salvaguardia dei beni comuni e valorizzazione del paesaggio urbano e naturale.
Non si tratta di andare indietro, ma di andare avanti scegliendo come prioritaria e inequivocabile la cura delle persone e dei luoghi dove si vive e si lavora. Quindi le industrie insalubri e pericolose stiano lontane dalle abitazioni dei cittadini e si rendano operativi gli strumenti che garantiscono standard elevati di tutela ambientale e di contrasto all'inquinamento, quello acustico incluso.
Certamente intraprendere questo percorso è più impegnativo (soprattutto politicamente) che limitarsi a svendere
i beni comuni e sacrificare gli interessi collettivi alle speculazioni imprenditoriali, ma se è quello che vogliamo per il futuro della nostra comunità possiamo pretendere che si faccia.


COMUNICATO STAMPA
19 novembre 2018
La discussione sulla centrale termoelettrica a gas di Sant’Andrea è un NO alle industrie insalubri e all’inquinamento ambientale, incluso quello acustico: le petizioni popolari dei cittadini per  dire SI a strategie di sviluppo e norme di pianificazione territoriale che rispettino i bisogni di salute e salubrità della comunità.

Da diversi anni  a Gorizia si manifestano forti criticità che contrappongono i progetti di sviluppo economico alle esigenze e alle istanze dei cittadini sul piano della salubrità e della qualità ambientale.
La  ferma e corale opposizione del quartiere di Sant’Andrea  alla nuova centrale termoelettrica a gas ha determinato, unitamente ad una rinnovata coesione sociale sui temi della partecipazione e al riproporsi delle pregresse esperienze di protesta e di denuncia,  la convinzione che la questione vada inquadrata e risolta sul piano delle scelte politiche che diventano “pubblica amministrazione” e governo del territorio e della comunità locale.

sabato 7 luglio 2018

GORIZIA, UNA PIAZZA PIENA DI MAGLIETTE ROSSE, IN RISPOSTA ALL'APPELLO NAZIONALE DI LIBERA, ANPI, ARCI, LEGAMBIENTE.


Senza un copione, con il solo evento FB e alcune notizie sui blog, due righe nascoste nella cronaca locale: eppure lo slancio, preso solo tre giorni prima, è andato ben oltre l'inevitabile improvvisazione! Eravamo tantissimi, anche a Gorizia, in #magliettarossa.



di Martina Luciani

Siamo partiti in pochi, a testa bassa, nella convinzione che sull'appello nazionale - che ha richiamato l'esigenza di equilibrare lo scompenso in atto tra la solidarietà e l'umanità e le decisioni assunte dal Governo in materia di sicurezza e di gestione dei migranti  - si dovesse scuotere questa città, stanca e intorpidita dalle vicende politiche prima locali, poi nazionali e infine regionali.

Personalmente mi sarei accontentata di un cenno di esistenza in vita delle coscienze: invece  ho visto arrivare tanti, goriziani e non, conosciuti e sconosciuti, adesioni ufficiali di associazioni e gruppi, cittadini senza tessera alcuna, volontari di strada, persone impegnate nel sociale e nelle comunità parrocchiali. Nonostante la scarsa informazione sull'evento, nostante il sabato mattina soleggiato, hanno scelto di  arrostirsi sulle pietre di piazza Vittoria in nome di #fermiamo l'emorragia di umanità.

Non c'era un copione, non ci interessava nemmeno ci fosse, nessun discorso ma tante persone che parlavano tra di loro, che avevano da dirsi cose. La Rai, al TG delle 14, ha detto che eravamo in 200. Il calore che sentivamo non era solo quello del sole, era quello ( ormai non lo sperimentiamo che di rado) dell'emozione di sentirsi in un gruppo eterogeneo ma radicato in maniera profonda  dentro l'humus dei diritti umani, dei valori costituzionali, della solidarietà che impregna l'idea stessa dell'Unione Europea, della giustizia verso tutti gli esseri umani che patiscano una qualche discriminazione e disuguaglianza.
Tra la criminalità che commercia vita umane e il razzismo che le fagocita per  alimentarsi non vedo nessuna differenza di sostanza. In mezzo alle due aberrazioni c'è il diritto dell'essere umano ad autodeterminarsi, a veder tutelata la propria aspirazione ad una vita migliore, libera, sicura, pacifica e dignitosa.
Io credo che questo diritto esiste, oltre i confini e oltre il tempo, non è un'invenzione o una convenzione, muove la storia dell'umanità. Purtroppo è a causa di cattive leggi e di legislatori che producono norme avariate per pagarsi il consenso che questo diritto si affievolisce: ma siccome è il diritto più collettivo che esiste, siccome è universale, se viene meno per alcuni, poi seppur con più lentezza, ma in maniera inarrestabile, viene meno anche per tutti gli altri.







domenica 17 giugno 2018

Regione FVG: ambiente, salute e cittadini non contano nemmeno per l'amministrazione leghista che dice NO alla V.I.A. per la nuova centrale termoelettrica a gas di Sant’Andrea a Gorizia.



Con la delibera n. 1040 del 30.05.2018 la giunta leghista guidata da Massimiliano Fedriga ha detto NO  all’assoggettamento a procedura di Valutazione di impatto ambientale  del progetto di una nuova centrale termoelettrica con motori endoterminci a gas della potenza complessiva di circa 148 Mwt  a Gorizia, nel quartiere di Sant’Andrea, area del Consorzio di Sviluppo Industriale e Artigianale di Gorizia.



di Stefano Cosolo e Martina Luciani - Comitato NoBiomasseGO

La decisione suona come un ennesimo schiaffo ai numerosi cittadini di Gorizia che avevano inviato al Ministero dell’Ambiente le loro osservazioni e la richiesta che tale progetto fosse assoggettato alla procedura di V.I.A. al fine di effettuare una seria e completa valutazione dell’impatto ambientale dell’impianto, situato a pochi metri dal fiume Isonzo, tra gli abitati di Savogna d’Isonzo e il quartiere di Sant’Andrea del Comune di Gorizia.
Nelle osservazioni si era fatto notare, tra le altre cose, come lo “Studio preliminare ambientale” prodotto dall’impresa proponente non faccia riferimento agli altri impianti esistenti/autorizzati dislocati nelle vicinanze. Un trucco molto usato dai proponenti, che prefigura la sistematica elusione della Valutazione di Impatto Ambientale e ne vanifica uno dei principi cardine: “Un singolo progetto deve essere considerato anche in riferimento ad altri progetti localizzati nel medesimo contesto ambientale e territoriale”. In altre parole, l’esclusione della VIA non può avvenire sulla sola considerazione della soglia di potenza dell’impianto.

Nel caso specifico, lì attorno sono stati autorizzati i due impianti a biomasse della Rail Service, l’impianto di trattamento dei rifiuti di alluminio e per la successiva raffinazione degli stessi e ci sono gli impianti della zona industriale; inoltre sarebbero già tre gli impianti esistenti o autorizzati per la produzione di energia elettrica. Del cumulo degli impatti sommati tra loro sull’ambiente e sulla salute dei cittadini chi ha preso nota,  visto che in fase istruttoria abbiamo diligentemente provveduto a illustrare la situazione?
L’iter come il solito nemmeno  richiama le osservazioni dei comitati cittadini, veri destinatari dell’impatto ambientale ma sistematicamente inascoltati.

La Regione,  “padrona” del destino dell’ambiente e delle persone, come lo era prima l’ente Provincia (dalla quale, tra l’altro, ha ricevuto parte del personale tecnico) ex art. 3 Legge regionale 7.9.1990, n. 43 esprime il suo parere negativo all’assoggettamento a VIA anche in forza del fatto che il  Comune,  sempre ambiguo e “poco attento” , pur avendo inizialmente inviato al Ministero tutta una serie di fondate osservazioni poi, leggiamo nel corpo della citata delibera regionale, a seguito dell’integrazione documentale dell’impresa proponente omette di far pervenire il parere. Se non si fosse capito: IL COMUNE DI GORIZIA OMETTE DI FAR PERVENIRE IL PARERE! Figurarsi se si degna di rappresentare le preoccupazioni dei suoi amministrati.

Dunque che sia PD o che sia LEGA, il meccanismo ormai lo conosciamo.

mercoledì 20 settembre 2017

Comitato NobiomasseGO, mozione respinta dalla maggioranza comunale. Intestarsi, all'inizio della consiliatura, una simile responsabilità è una grave ipoteca per il futuro.

Ad un'ora antelucana del 20 settembre, il consiglio comunale ha respinto la mozione presentata dal consigliere del Forum Gorizia Andrea Picco. L'opposizione l'ha sostenuta e difesa, incluso il leghista Franco Zotti, onestamente in controtendenza rispetto la sua maggioranza. Il comunicato stampa del comitato. E un po' di nomi.



Mozione comitato NoBiomasseGo respinta dal Consiglio Comunale di Gorizia.
I 22 voti contrari, verso i 16 favorevoli  alla mozione, manifestano l’incapacità politica a compiere un atto chirurgico nei confronti delle scelte del passato e fondare il futuro della città su presupposti nuovi, partecipati e sostenibili per tutti i cittadini.



Il sindaco di Gorizia e la sua maggioranza sono a parole preoccupatissimi per la salute dei cittadini, presenti e futuri, ma votano contro la mozione diretta a prendere una posizione politica che dichiari inaccettabile la presenza di quattro impianti industriali tra popolosi quartieri cittadini.
Il sindaco invece si impegna a fare una cosa che peraltro è già prevista tra i compiti istituzionali del Comune, che come tale non richiederebbe  alcuna promessa  e che  evidentemente finora  è mancata: e cioè vigilare, controllare il rispetto della legge e verificare l’effettiva sussistenza di un qualche rischio per l’ambiente e per la salute delle persone.
Il comitato NoBiomasse prende atto del risultato e delle conseguenze di questo voto, a partire dai 16 voti favorevoli che includono anche quello del leghista Franco Zotti, e prosegue nelle azioni già iniziate e in quelle che verranno avviate nelle prossime settimane.
Certamente stupisce che il centro destra di Gorizia ritenga che la questione non debba essere “politicizzata” come se decidere di stare dalla parte dei cittadini fosse qualcos’altro che non politica, che valuti non sufficienti quattro autorizzazioni già concesse e lavori di costruzione già avviati per prendere una posizione inequivocabile su un’operazione imprenditoriale costellata di equivoci e di ombre e attenda la concreta dimostrazione del danno subito dalla popolazione residente, che il più banale principio di tutela anticipata e precauzionale di diritti costituzionalmente garantiti, e che si ostini a defilarsi dalle proprie responsabilità cercando di trasferirle su altri enti.
Le doglianze e gli imbarazzi della maggioranza sulla mancata costruzione di un documento unico, da votare in maniera trasversale, sono inascoltabili: era forse possibile in nome di una convergenza di intenti cancellare dal testo del documento, come è stato richiesto, le parole relative alla localizzazione degli impianti, cioè la locuzione “centro abitato” o quell’aggettivo “insalubre” che serve a qualificare la tipologia di industria o, peggio ancora, riscrivere la parola “rifiuti” come “rottami”? No, non era possibile, perché queste parole rappresentano da sole l’assenza e la distrazione dell’amministrazione comunale nella vicenda e il cuore della richiesta di tutela indirizzata all’ente rappresentativo dei cittadini.
L’ ambiente è uno dei determinanti fondamentali della salute umana e la qualità di entrambi dipende fortemente dalle scelte politiche che li coinvolgono : il voto contrario alla mozione è un voto che disconosce questo principio e come tale andrà spiegato a tutti cittadini di Gorizia, oltre che ai mille firmatari della petizione lanciata dal comitato a sostegno della mozione, tra i quali molti dichiarati elettori di questa amministrazione.
Se l’opposizione in consiglio comunale attendeva l’occasione per riconoscersi compatta nei principi comuni cui ispira la propria azione politica in materia ambientale, di salute pubblica, di democrazia partecipata, con questo voto ha dimostrato la coerenza sui basilari della rappresentanza politica e sulla visione del potere di pianificazione urbanistica come strumento per lo sviluppo del territorio e della società armonioso e sostenibile.

VOTI A FAVORE DELLA MOZIONE:
BANDELJ, KORŠIČ , COLLINI, FASIOLO, FERI, GAGGIOLI, MARAZ, MACCHITELLA, PETERIN , PICCO, PORTELLI, ROSSI, TRAINI, TUCCI, ZANELLA, ZOTTI.


VOTI CONTRARI ALLA MOZIONE:
ZIBERNA, ROMANO, PETTARIN, OBIZZI, GENTILE, FERRARI, HASSEK,  TOMANI , TOMASELLA , DEL SORDI, COSMA, BRAULIN, ORETI ,TURCO, OROPALLO ,CIOTTA ,STASI ,PICARIELLO ,PISCOPO , SARTORI, CAGLIARI . PICARIELLO

CONSIGLIERI ASSENTI: ALTINIER, GABRIELCIC, ZORZENON

martedì 25 aprile 2017

Immigrazione, le teorie elettorali e i dati di fatto. Andrea Picco fornisce notizie sui 145.500 euro incassati del Comune grazie ai migranti e spiega il programma del Forum Gorizia



Ci sono  modi completamente diversi di affrontare la questione della presenza e della gestione dei richiedenti asilo in città: oltre al solito dibattito  ( come quello dei candidati Ziberna e Collini), ci sono, seppur discretamente messe a lato, le informazioni del Forum Gorizia, commentate da Andrea Picco: senza aver attivato politiche efficaci per l'accoglienza e l'integrazione, anzi avendo operato "contro" in tutti i modi possibili, arrivano nelle casse comunali 145.500 euro.  Una intervista per comprendere il programma del Forum Gorizia in tema immigrazioni.



di Martina Luciani

Sul blog del Forum Gorizia il comunicato stampa di Andrea Picco,  ripreso oggi dal Messaggero Veneto purtroppo come notizia secondaria al dibattito elettorale, nel quale sono illustrati i meccanismi del cospicuo contributo per sostenere gli oneri nell'accoglienza dei migranti.

La domanda più ovvia è dove andrà a finire l'importo erogato al Comune di Gorizia dal Ministero dell'Interno, per mezzo del Fondo nazionale "Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti" - programma Flussi migratori?  
PICCO: Al momento non è dato di sapere, non ci pare che l'importo sia vincolato a una sorta di " reinvestimento" o a copertura di specifiche spese sostenute. 
Esistesse già quell'Ufficio immigrazione che il Forum Gorizia propone nel suo programma elettorale quale snodo per la gestione dei richiedenti asilo e relative necessità da parte dell'Amministrazione comunale, quella sarebbe la corretta destinazione.

Qual'è l'elaborazione del Forum Gorizia sulla questione migrazioni?

PICCO: " Partiamo dal fatto che tanto l'accoglienza quanto l'integrazione sono previste dalle leggi vigenti, e che il richiedente asilo non è in attesa di una benevola concessione ma del riconoscimento di uno stato che sussiste o meno in presenza di determinate condizioni.  E aggiungiamo la considerazione che i fenomeni migratori sono in atto da moltissimo tempo, a livello globale nel mondo, che si stanno accentuando a causa dei conflitti, dell'ingiustizia sociale ed economica e dei cambiamenti climatici che rendono impossibile a intere popolazioni vivere nella loro terra. Nessun muro li fermerà, non è mai accaduto: semmai i muri peggioreranno la situazione.  Certamente  esistono dei problemi nell'armonizzare all'interno di una città la presenza dei profughi, ma immaginarci come Lampedusa è veramente ridicolo e ingiusto.

Qual è l'esperienza e il ruolo del Forum Gorizia da quando anche la nostra città ha dovuto affrontare il flusso dei richiedneti asilo?

PICCO. In prima fila, in nome dell'uomo, che lo si intenda laicamente o cristianamente è sempre la stesso uomo.  Ricordo la partecipazione del Forum nelle attività che hanno letteralmente sostituito, nelle fasi dell'autentica emergenza, i soggetti pubblici nelle iniziative dirette a dare ricovero e protezione ai richiedenti asilo. La sede di via Ascoli ne ha accolti a decine ,mentre partecipavamo politicamente alla corale pressione sulle istituzioni perchè si trovassero soluzioni rispettose dei diritti umani e delle leggi. Il volontariato ci ha impegnato e impegna tuttora, senza clamori e con perseveranza: nei confronti dei richiedenti asilo tanto quanto verso i concittadini in situazioni di disagio e abbandono.
Abbiamo capito che dei richiedenti asilo  si diffida soprattutto perchè i cittadini hanno la percezione di essere trascurati e disattesi nei loro fondamentali diritti e necessità e sanno inconsciamente che non è per nulla escluso tocchi anche a noi di ritrovarci ( nuovamente) nelle loro stesse condizioni: profughi in fuga dalla guerra alla ricerca di un luogo sicuro dove poter vivere con dignità, pace e giustizia. Il richiedente asilo è diventato un capro espiatorio, il pagatore di tutti i nostri conti in sospeso e la rappresentazione delle nostre paure, nemmeno ingiustificate purtroppo."

Nell'esasperata questione elettorale sulle scelte politiche in materia di immigrazione, il Forum dove si colloca?

PICCO: "Non è questione di scegliere con chi stare, l'imperativo è lavorare per risolvere i problemi di tutti, nessuno escluso. Possiamo usare ognuna delle crisi che ci minacciano per determinare una profonda evoluzione culturale e politica, poi economica e sociale: e progredire insieme, un passo alla volta, agendo localmente e pensando globalmente per assicurare dignità e benessere a ogni persona. Impossibile intraprendere questo percorso sulle basi impostate da questa Giunta, che ha alimentato contrapposizione, ostilità e paura, senza avere alcuna possibilità di limitare effettivamente gli arrivi dei richiedenti asilo a Gorizia: non sono le barricate ideologiche locali a fermare fenomeni che travalicano i confini nazionali ed europei. E' bene inoltre che si sappia che a Gorizia sono presenti molti più richiedenti asilo di quanti ce ne sarebbero se il Comune si fosse organizzato al meglio entro il sistema SPRAR, che avrebbe fissato quote massime oggi non rivendicabili nemmeno quando la Prefettura attiva convenzioni da 100 posti e oltre.
Il mantra " prima i Goriziani" è nei fatti miserevolmente fallito: in questi anni di pessima gestione ed in cambio della pessima gestione e dell'aver dispensato umiliazione e sofferenza a tanti profughi, quali vantaggi sono stati assicurati ai cittadini nell'ambito del welfare, della sanità, dell'ascolto del disagio, delle istanze di maggiori tutele ambientali, della ricostruzione dei legami sociali di prossimità e della partecipazione collettiva ?

Il progetto specifico del Forum per Gorizia per la futura amministrazione comunale?

PICCO: Il Comune non è un tifoso degli uni o degli altri, rappresenta tutti e deve avere un ruolo  nel determinare politiche attive per rendere la situazione dei flussi migratori gestibile secondo le indicazioni della Costituzione, dei Trattati internazionali e delle prescrizioni di legge. Per questo prevediamo un'articolazione dei servizi comunali, che utilizzi specifiche professionalità e competenze ( anche questo è lavoro, specializzato) e che sia coordinata con gli altri servizi comunali. Un ufficio dalle pareti trasparenti come il cristallo, snodo tecnico dove si intefaccino gli enti pubblici coinvolti, il volontariato, istituzionale e spontaneo, ed i cittadini.
Attraverso questo ufficio  si gestirà lo SPRAR , si attiveranno soluzioni coordinate ai  problemi, si organizzeranno le iniziative utili a migliorare i contesti dell'accoglienza, a beneficio tanto dei richiedenti asilo quanto dei goriziani, si favoriranno e struttureranno le occasioni per la reciproca conoscenza e integrazione, anche offrendo sostegno organizzativo ed economico alle attività del volontariato sociale, finora elemento sostanziale per evitare il collasso del sistema locale ma mai realmente coordinate e valorizzate.