di Martina Luciani
Tra le
proposte che sono state inviate, da cittadini e associazioni, al Comune di Gorizia per la Variante di conformazione del Piano
regolatore generale del Comune di Gorizia al Piano paesaggistico regionale, c’è
anche, esposta da Forum cultura Gorizia (il testo è pubblicato sul blog di Forum Gorizia), quella diretta ad ottenere l’esame
delle richieste oggetto della petizione popolare del 2019, diretta a limitare
le destinazioni d’uso delle aree industriali ed artigianali con l’esclusione
delle industrie insalubri di 1° e 2° classe e gli impianti di trattamento
rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.
Ulteriore proposta di Forum riguarda la localizzazione di nuovi siti di produzione di
energia rinnovabile da fotovoltaico prioritariamente nelle aree che rientrano
nel censimento regionale dei siti produttivi dismessi inclusi nel "Master
Plan Sviluppo Impresa - Friuli Venezia Giulia - L.R. n. 3 del 22 febbraio
2021": si tratta di stabilire politiche industriali che offrano
alternative alla realizzazione di campi fotovoltaici in aree agricole, di
pregio paesaggistico e naturalistico o in aree completamente rinaturalizzate.
Inoltre è stato chiesto sia prevista la restituzione alla collettività tramite rigenerazione e
rinaturalizzazione dei siti produttivi dismessi con iniziative di forestazione
urbana, la creazione di parchi pubblici e la definizione di fasce di
mitigazione ambientale.
Sono passati molti anni da quando quella petizione venne firmata da oltre 1600
cittadini che, come comunità attiva, rappresentavano la volontà di ottenere più
efficaci tutele alla salute, alla sicurezza e ai beni comuni, indirizzando
sviluppo economico e sociale della comunità di Gorizia nel senso della
sostenibilità per le persone e per l’ambiente”. Così il consigliere comunale
Andrea Picco di Forum Gorizia nella mozione con cui si cercò di discutere la
questione delle industrie insalubri e della petizione in Consiglio comunale (la mozione, unitamente a quella che riguardava il Piano di zonizzazione
acustica furono respinte. Qui un commento.
Tuttavia
il lavoro svolto dai cittadini, nel sollevare, sviscerare e portare
all'attenzione pubblica questioni così importanti come la tutela dell'ambiente,
della salute pubblica, dei diritti fondamentali dei cittadini non è svanito nel
nulla e la variante al Piano regolatore allora richiesta è tuttora importante
in sé e fondamentale nell’orientare la rotta dell’assetto urbanistico che
intendiamo lasciare alle future generazioni.
Questo il motivo della sollecitazione inviata al Comune da Forum Cultura
Gorizia, che si auspica venga integrata nell’elaborazione della Variante di
Conformazione considerandola quale “futura fase di riscrittura del vigente PRGC”
alla quale era stata rimandata la richiesta della petizione del 2019. Se non
fosse così, si interverrà nuovamente nella fase delle osservazioni al Piano.
Perché, noi non dimentichiamo.
Angelica Stasi, mia figlia, scomparsa tre mesi fa, il 30 aprile, aveva svolto, nel
2021, nell’ambito di un corso alla Facoltà di Scienze internazionali e
diplomatiche e con la supervisione della docente arch. Alessandra Marin, una
ricerca intitolata “Insurgent communities. Il comitato NoBiomasseGO”,
probabilmente la più completa descrizione di quella grande battaglia civica.
Quando la lessi, mi emozionai moltissimo,
anche perché evidentemente la vicenda, con una cronaca assai densa di iniziative e di relazioni tra le persone coinvolte nel Comitato, aveva colpito mia figlia così tanto da
proporla come materia di lavoro in ambito universitario.
Vi troverete
contesti e antefatti che sono la premessa del movimento che, in diretto
collegamento al progetto della centrale termoelettrica, produsse successivamente la petizione contro le industrie
insalubri (e quella gemella diretta ad il Piano di classificazione acustica,
per un totale di oltre 3000 firme complessive).
Insurgent communities è un’espressione bellissima, in
italiano non saprei come descrivere il dinamismo sociale attivo, spontaneo e
trasversale, l’interazione tra cittadini che diventano comunità insorgente, capace
di sviluppare un lavoro, come scriveva Angelica, di altissima qualità, frutto
dei saperi e delle esperienze di tutti,
e “garantito dalla ferrea determinazione nel difendere i propri diritti,
dall’ indignazione di fronte all’ingiustizia (ingiustizia percepita sia come
danno materiale - all’ambiente e alla salute - sia come violazione di principi,
di garanzie costituzionali, trasparenza e correttezza di procedure)e da
quell’effervescenza, quella vitalità proprie di una comunità che si mette in
movimento, brulicante di idee, pensieri, progetti.”
Non dobbiamo mai restare senza insurgent communities, cambiano le speculazioni, gli abusi e le discriminazioni contro cui agire ma non cambia la sostanza: vogliamo un mondo migliore di
quello che c’è.
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