sabato 25 maggio 2019

Riapertura galleria Bombi in piazza Vittoria: gli Architetti lanciano un sondaggio a Open Studi Aperti. Si firma al Trgovski Dom.

A Gorizia, la manifestazione nazionale  Open Studi Aperti riunisce l'Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e l' associazione  Društvo Primorskih Arhitektov. Proposto anche un sondaggio d'opinione sulla riapertura al traffico della galleria Bombi.

L' Ordine Architetti Gorizia invita a visitare la mostra allestita nei due piani della sala del Trgovski Dom, in corso Verdi 52, a Gorizia, all'interno della quale sono presenti anche gli architetti sloveni con l'associazione della Primorska e la facoltà di Architettura dell'Università di Trieste.
In questo stimolante contesto, dove ovviamente abbondano le collaudate esperienze e le specifiche competenze per discutere di qualità dello sviluppo urbano e di cosa  si debba e possa fare per migliorare la vivibilità ed il benessere dei cittadini, si inserisce anche la questione della riapertura di galleria Bombi, sulla quale architetti e semplici visitatori della mostra stanno esprimendo la propria opinione attraverso un questionario.
La domanda, cui rispondere SI o NO, è "Siete d'accordo per la realizzazione di una strada che dividerà in due parti l'area pedonale di piazza Vittoria?".


lunedì 20 maggio 2019

In ricordo di Adriano Durì, amico, compagno, collega


di Marilisa Bombi

Il fatto che mi ha maggiormente colpita, sabato scorso, è stato quando nel momento del commiato ad Adriano è uscito il sole. La scelta di un saluto pubblico, nel luogo simbolo del suo lavoro, in una primavera che non ha ancora nessuna intenzione di manifestarsi e la pioggia continua incessantemente da settimane a non dare tregua, mi aveva lasciata perplessa. E così, quel sole inaspettato, lo ho visto come un segno che comprova la teoria della interconnessione tra l’uomo e la natura e mi sono lasciata, quindi, travolgere dalle parole di Alberto, non con tristezza per l’amico che stavamo salutando, ma con una immensa serenità, perché Adriano sarà per sempre tra di noi.

venerdì 17 maggio 2019

Gorizia, petizioni popolari e cittadini in attesa. Le mozioni che chiedono di discuterle in consiglio sono ora oggetto di una richiesta di convocazione specifica

Chiesta da un quinto dei consiglieri la convocazione del consiglio comunale di Gorizia.
Oggetto: discussione delle mozione relative a petizioni popolari industrie insalubri e adozione piano zonizzazione acustica.



Gorizia, 16 maggio 2019

Un quinto dei consiglieri comunali chiede la convocazione del consiglio per la discussione delle mozioni relative alle petizioni popolari su industrie insalubri e pcca.

I consiglieri comunali Roberto Collini ,Adriana Fasiolo, Alessandro Feri, Federico Gabrielcig, Silvano Gaggioli, Giancarlo Maraz, Marilka Koršič, David Peterin, Andrea Picco, Rosy Tucci hanno depositato oggi  la richiesta di convocazione del consiglio comunale per la discussione delle due mozioni consegnate l’11 aprile scorso. 
Le mozioni  sono relative una alle petizioni popolari su industrie insalubri e una sull’adozione del piano di classificazione acustica comunale, e chiedono che entrambi i temi sui quali sono state raccolte migliaia di firme di cittadini siano portati al dibattito in consiglio comunale.
La richiesta di convocazione di un consiglio comunale ad hoc, formulata in base alla previsione normativa dell’ art. 39 del Testo Unico Enti Locali, segue all’interruzione della seduta del 7 maggio e alla mancata presentazione delle mozioni in aula.   

martedì 14 maggio 2019

Friuli Venezia Giulia, sanità pubblica. Macchine da guerra contro gli attacchi mediatici: le sollecita l'Assessore alla sanità


Temibili concetti, quelli sciorinati da Riccardi: macchine da guerra, annientare, utilizzare risorse pubbliche destinate alla salute dei cittadini per colpire giornali, giornalisti e social media rei di raccontare e criticare le manchevolezze del servizio e le ombre del meccanismo.


di Marilisa Bombi





“Fintanto che non scrivo di governo, religione, politica, e altre istituzioni, sono libero di stampare qualsiasi cosa”. Non so quanti conoscano, di fatto, Pierre Augustin Caron de Beaumarchais, eclettico francese che, nonostante le sue modeste origini, divenne – come si suol dire – uomo di mondo e portò la sua esperienza sulla scena, in particolare con la commedia d'intrigo; riuscendo a mettere assieme grandezza della trama, satira sociale e rimostranze contro le ingiustizie. Suo, tanto per intenderci, il Barbiere di Siviglia, composto nel 1773 (dal quale successivamente Paisiello e Rossini trassero l'opera lirica ciascuno rispettivamente nel 1782 e nel 1816). Capita a fagiolo, quindi, l’aforisma sulla libertà di stampa nel momento in cui riceviamo la quotidiana mail dall’Ordine dei giornalisti regionale, contenente un comunicato del direttore di FriuliSera che non può essere “girato” secondo la terminologia tecnica e le buone prassi in uso nelle redazioni giornalistiche, tanto è chiaro, trasparente ed incisivo, come di più non potrebbe essere.


“Può un politico ai vertici della Regione invitare alcuni suoi sottoposti di dotarsi al più presto di una “macchina da guerra” per "annientare" tutti gli attacchi mediatici che giungono attraverso i mass-media e i social media”? La risposta è ovvia. La dichiarazione è talmente grossa che abbiamo avuto il sospetto che la segnalazione, giunta in redazione, fosse, se non una fake news, almeno una forzatura. Ed invece è drammaticamente vera, perché la frase del vicepresidente della Regione Fvg, nonché assessore alla salute Riccardo Riccardi, è stata pronunciata e verbalizzata nel corso di un incontro ufficiale con il Nursind di Udine, il sindacato delle professioni infermieristiche.

sabato 11 maggio 2019

Piccoli e medi editori del Friuli Venezia Giulia, produzione culturale, politiche editoriali. Ma la Regione li supporta davvero?

Carlo Giovanella, editore di MGS Press di Trieste, risponde all'assessore regionale alla cultura  Gibelli e fa una proposta concreta al presidente Fedriga: andare al Salone del libro di Torino (pagando 100 euro) per presentare 2 soli libri  nello stand regionale serve a poco. Anzi, serve a niente, in particolare ai piccoli editori che si ostinano a mantenere alti i livelli qualitativi della loro produzione, a resistere sul mercato nel duplice ruolo di operatori in ambito culturale ed imprenditori.  Si dia un supporto concreto all'editoria di qualità.  





“La Regione investe decine di migliaia di euro per supportare i propri editori e fornire loro una grande vetrina come il Salone del libro di Torino”.
Ma quale opportunità, assessore Tiziana Gibelli? Ad ogni editore si chiedono 2 – dico 2 – libri da esporre esclusivamente in visione nello stand della Regione Friuli Venezia Giulia (dal 2016 al 2018 i libri richiesti erano 2, quest’anno non so).

Dal 2016 e fino allo scorso anno ho ricevuto dalla Regione, tramite la Fondazione Pordenonelegge,  l’invito a partecipare gratuitamente alla rassegna torinese che però ho declinato ritenendo inutile la mera esposizione.
Quest’anno poi non mi hanno nemmeno invitato e ho saputo da “Il Piccolo” che hanno chiesto un contributo di 100,00 euro a ciascun partecipante.
Non è una questione di soldi sia chiaro. Il piccolo-medio editore regionale se va a Torino deve avere la possibilità di presentare almeno la sua ultima produzione e, soprattutto, di poter vendere.
Cosa che non è prevista dall’offerta regionale.

Da anni ormai i piccoli e medi editori non hanno alcun aiuto dalla Regione. Una volta, parlo di molti anni fa, c’era nel bilancio regionale un capitolo di spesa che prevedeva l’acquisto di libri, capitolo che negli anni è sempre diminuito fino a scomparire. Purtroppo la legge dice che la Casa editrice è un’azienda con fini di lucro e quindi deve arrangiarsi da sola.
Ma chi produce cultura, si sa, non naviga nell’oro e in molti casi si sostituisce all’ente pubblico proponendo libri poco commerciali, ma di alto spessore culturale.

Colgo l’occasione per chiedere al governatore Massimiliano Fedriga di prendere in considerazione la possibilità di inserire nuovamente nel bilancio regionale una voce “acquisto libri” per dare effettivamente una mano ai piccoli e medi editori della regione. Ovviamente solo per libri di qualità.

Carlo Giovanella
Editore della Mgs Press di Trieste



giovedì 9 maggio 2019

Comitato promotore delle petizioni popolari al Comune di Gorizia. Precisazioni al sindaco. E niente ingiurie, prego!

In relazione alle dichiarazioni del sindaco di Gorizia, apparse nell'articolo del Piccolo del 09.05.2019, il comitato promotore delle 2 petizioni popolari su industrie insalubri e adozione del Piano di zonizzazione acustica non ritiene di avere un ruolo nella diatriba in atto all'interno del consiglio comunale se non in quanto interlocutore che rappresenta l’interesse collettivo ad ottenere seguito alle richieste per le quali sono state raccolte migliaia di firme.

 


 Si vogliono però puntualizzare alcune cose che il sindaco ha dichiarato, protestando innanzitutto contro l’ingiuriosa definizione di “squadristi”, data a pacifici cittadini che operano con gli strumenti loro attribuiti dall’ordinamento giuridico, considerando oltretutto che lo squadrismo era un’organizzazione armata del ventennio fascista.

Il sindaco trasforma una questione squisitamente politica ( le petizioni popolari sono uno strumento di partecipazione democratica, la salute, la sicurezza e l’ambiente sono diritti e beni tutelati senza alcun tipo di limitazione nella Costituzione italiana) in contrapposizione partitica, e dice che noi accusiamo la maggioranza di aver affossato le petizioni.


Noi sosteniamo che sindaco e maggioranza hanno di fatto impedito la trattazione in consiglio comunale delle due petizioni popolari con i tempi e le modalità previste dallo Statuto comunale, visto che riteniamo entrambe relative a competenze del consiglio comunale e non della giunta, e che entro tre mesi dalla presentazione delle 3200 firme il consiglio stesso avrebbe dovuto affrontare la discussione.

Inserendo i temi delle petizioni nel DUP non risulta formalizzata alcuna effettiva garanzia, sono rimandati ad un ipotetico futuro cui potremmo anche non arrivare nel corso di questa legislatura comunale. Fermo restando che del problema di rendere più restrittive le norme sull’insediamento di industrie insalubri non è emersa nel DUP alcuna traccia, la giunta ha semplicemente deliberato che “la questione posta dalla petizione in oggetto sarà presa in esame nell’ambito della revisione del Piano Regolatore Generale Comunale”, inserito come obbiettivo nel DUP appena per il prossimo triennio.


E’risibile ritenere che siano i cittadini la causa del fatto che questa amministrazione si è assunta di fronte ai cittadini una specifica responsabilità: cioè la scelta di non affrontare subito le questioni poste e trasferire la discussione in consiglio comunale, sede della compiuta rappresentanza politica cittadina; la parola “archiviare”, utilizzata nella delibera di Giunta relativa al Piano di zonizzazione acustica, non è stata inventata dalla pubblica opinione.


L’avvio di un procedimento, inoltre, ha modalità di cui i cittadini firmatari, per il tramite dei presentatori delle petizioni, hanno avuto scarse notizie: oltre alle e-mail del sindaco con la quali si apprendeva che era stata predisposta istruttoria del competente ufficio tecnico, non ci è dato sapere l'iter procedurale delle petizioni, chi ha valutato che fossero ammissibili, chi ha controllato la validità delle firme, chi siano i responsabili delle firme, chi i referenti del procedimento, e soprattutto se fossero state immediatamente sottoposte all'esame degli organi competenti come da statuto comunale.


Vogliamo ribadire che il comitato promotore non rappresenta nessuna bandiera politica, visto che riunisce cittadini di diversa convinzione e portatori di diverse esperienze di cittadinanza attiva ed associazionismo. La stessa campagna di raccolta delle firme si è sviluppata in maniera trasversale, semplicemente perché gli interessi collettivi perseguiti non sono di destra o di sinistra e l’obiettivo condiviso era e rimane che le petizioni corredate da 3200 firme siano discusse in consiglio comunale.


A proposito del PCCA, di cui esiste una versione già approvato dall'ARPA mai portata in consiglio comunale per la definitiva adozione, ricordiamo che è uno strumento di cui i Comuni devono dotarsi per legge: una dello Stato, del 1995, e una regionale, del 2006. Quindi non provvedere significa ritenere di poter stare oltre la legge.


Sulle industrie insalubri , infine, non si riesce a comprendere perché in una città che di varianti al piano regolatore ne ha già fatte ben 42, non si possa avviare subito un dibattito su una specifica nuova variante: la sensibilità pubblica sull'argomento, il numero di firme e il possibile prossimo insediamento di un industria insalubre di prima classe a Sant'Andrea evidenziano la necessità di trattazione immediata. Evidentemente la Giunta comunale, che"non ravvisa ragioni di particolare urgenza", ha una percezione della situazione diversa da quella dei cittadini.