martedì 10 settembre 2019

Riforme istituzionali: prioritaria una legge elettorale con sistema proporzionale. Soltanto poi riduzione del numero dei parlamentari.



Non esiste nessuna ragione di urgenza perché la Camera provveda all’ultima e definitiva votazione di una riforma che dovrebbe entrare in vigore nel 2023. Al contrario è indispensabile far precedere la riforma costituzionale da una profonda modifica della legge elettorale vigente, che va cambiata proprio per mantenere in vita le garanzie della rappresentanza politica, visto che la riduzione del numero dei parlamentari, incrementando notevolmente l’ampiezza dei collegi, accresce la distanza fra gli eletti e gli elettori.




Comunicato del Coordinamento per la democrazia costituzionale.
Roma,9 settembre 2019


Nel suo discorso programmatico il Presidente Conte ha ribadito l’intenzione di “chiedere l'inserimento nel primo calendario utile della Camera dei deputati del disegno di legge costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari – precisando che- questa riforma dovrà essere affiancata da un percorso volto a incrementare le garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, anche favorendo l'accesso democratico alle formazioni minori e assicurando, nello stesso tempo, il pluralismo politico e il pluralismo territoriale. In particolare, occorrerà avviare un percorso di riforma quanto più possibile condiviso del sistema elettorale, avviando contestualmente un percorso per incrementare le garanzie costituzionali, di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale.”

Non è accettabile l’idea che prima di tutto debba procedersi alla riduzione dei parlamentari per poi passare in un secondo momento a delineare un nuovo sistema elettorale e procedere ad ulteriori modifiche della Costituzione

In realtà non esiste nessuna ragione di urgenza perché la Camera provveda all’ultima e definitiva votazione di una riforma che dovrebbe entrare in vigore nel 2023. Al contrario è indispensabile far precedere la riforma costituzionale da una profonda modifica della legge elettorale vigente, che va cambiata proprio per mantenere in vita le garanzie della rappresentanza politica, visto che la riduzione del numero dei parlamentari, incrementando notevolmente l’ampiezza dei collegi, accresce la distanza fra gli eletti e gli elettori.

La riduzione del numero dei parlamentari renderebbe palesemente incostituzionale la legge elettorale vigente, comprimendo il pluralismo e provocando una inaccettabile distorsione fra la volontà espressa dagli elettori ed il risultato in termini di seggi.

Per mantenere viva la rappresentanza “assicurando il pluralismo politico e territoriale”, l’unica strada è quella di adottare un sistema elettorale proporzionale, che garantisca ai cittadini l’eguaglianza nell’espressione del voto e la libertà di scegliersi i propri rappresentanti e quindi non e' accettabile raddoppiare di fatto l’attuale soglia di accesso alla Camera.

E’ inaccettabile il rilancio del maggioritario, propugnato da voci, pur autorevoli, del centro sinistra.

L’introduzione in Italia di sistemi maggioritari, a partire dal 1994 è stata fondata sulla previsione dell’avvento di un sistema politico fondato sul bipolarismo. Le elezioni del 2013 hanno squarciato la camicia di forza del bipolarismo imposta al popolo italiano, dimostrando che il pluralismo politico non può essere soffocato con artifici elettorali.

Insistere nella pretesa di ottenere attraverso le elezioni l’investitura di un governo, comporterebbe una inaccettabile mortificazione delle garanzie della rappresentanza e, in questa fase politica, agevolerebbe l’avvento al governo di soggetti politici che si trovano al di fuori del perimetro della Costituzione.

Non è questa la democrazia che i padri costituenti avevano promesso al popolo italiano quando scrivevano che la sovranità spetta al popolo e che tutti i cittadini hanno diritto di concorrere a determinare la politica nazionale.

Chiediamo che si avvii con urgenza un serio e meditato processo di riforma del sistema elettorale, subordinando ad esso la riforma costituzionale in itinere.

Inoltre occorre ben altro coraggio nel rivedere le proposte sul regionalismo differenziato.

E' stato un grave errore dare spazio alla Lega per norme che sposano posizioni particolaristiche, contro l'unità del nostro paese e a danno del Mezzogiorno che in quella logica verrebbe abbandonato a sé stesso.

Il problema non è solo giungere a una equilibrata distribuzione delle risorse evitando la cd “secessione dei ricchi” in una chiave di eguaglianza dei diritti. È infatti anche decisivo l’argomento che il separatismo nordista pone le regioni economicamente più avanzate del paese in una posizione di sostanziale subalternità rispetto alle economie dei paesi forti d’Europa. È una condizione di debolezza la cui pericolosità è in specie evidente nell’attuale fase, segnata dal rallentamento dell’economia tedesca. Bisogna invece superare il divario Nord-Sud riprendendo la politica dell’Italia come piattaforma logistica centrale in una prospettiva euromediterranea.

Eguaglianza dei diritti e Italia protagonista, e non periferia estrema dell’Europa. In questo doppio scenario trova oggi il suo pieno significato la formula costituzionale dell’unità della Repubblica.

Infine occorre un confronto aperto per fare delle nuove posizione sull'Europa della maggioranza un punto di forza per rivedere l'austerità, con il rilancio di politiche di sviluppo europeo.

Questi impegni saranno possibili se il nuovo governo supererà ogni idea di autosufficienza della politica per ridare centralità al confronto con le parti sociali e per aprire sedi di confronto sulle scelte da compiere con associazioni, esponenti della cultura e della società.

Per queste ragioni chiediamo di essere ascoltati dalla maggioranza e dal governo.
Il presidente del Coordinamento,
Massimo Villone.


lunedì 9 settembre 2019

Petizioni popolari, istanze al Comune di Gorizia e principio di legalità: lo Statuto comunale vale meno del regolamento di una bocciofila di quartiere ( con rispetto per le bocciofile).

Il 20 giugno scorso, i promotori della petizione popolare sulle industrie insalubri hanno presentato al sindaco di Gorizia una richiesta di accesso agli atti e una istanza. Quest'ultima strutturata e regolarmente firmata ai sensi dell'art. 76 dello Statuto comunale: sono però ampiamente scaduti i termini stabiliti per fornire risposta ai cittadini. 



di Martina Luciani

Quando si parla di Statuti comunali si parla anche degli articoli 114 comma 2 e 117 comma 6 della Costituzione. Cioè si definisce la potestà normativa degli enti locali, che è per l'appunto quella statutaria e quella regolamentare ( in armonia con la Costituzione e con le leggi dello Stato e della Regione, che nel nostro caso ha competenza primaria in materia di enti locali). Che lo Statuto debba prevedere le forme della partecipazione popolare è scritto, anche, nella legge 131 del 2003, all'art.4.
Insomma inutile discutere, lo Statuto fa parte del sistema delle fonti del diritto. Come tale va rispettato, perchè la legalità prescinde dall'esistenza di sanzioni: si deve fare e basta.
Ma non a Gorizia.

Promotori e firmatari della petizione sulle industrie insalubri hanno sottoscritto una missiva al sindaco di Gorizia, poco dopo il consiglio comunale del 3 giugno 2019, nel corso del quale l'assessore Del Sordi aveva dichiarato:


"Modificare un piano regolatore significa andare a modificare una legge che per essere modificata deve avere certi requisiti, per modificare una legge non si può, questo non perché non si vuole, ma perché purtroppo il nostro ordinamento non lo permette, non si può badare solo a quelle che sono le giuste e legittime richieste di chi ha firmato una petizione o quant'altro perché se da una parte ci sono le giuste e legittime richieste di chi firma una petizione per modificare questa legge, per modificare una legge bisogna avere anche un parere, questo ahimè purtroppo lo prevede la norma.

Il sindaco lo ha detto: è stata fatta un'istruttoria, istruttoria tecnica da parte dell'ufficio, il quale alla fine semplificando e banalizzando dice che quel tipo di modifica non poteva essere accolta."


Si, è un po' sconclusionato ma il significato è (banalmente)chiaro.
I cittadini sono rimasti molto sorpresi, perchè fino a quel momento, nel corso della procedura, nessuno li aveva informati dell'esistenza di ragioni tecniche che rendevano non accoglibile la petizione:inaudita trascuratezza, che ha impedito ai promotori della petizione di intervenire e rispondere in merito alle ragioni suddette.

Di  conseguenza hanno chiesto per iscritto al sindaco di poter leggere l'istruttoria tecnica sulla Petizione per una Variante al PRG del comune di Gorizia che inserisca norme più stringenti per la realizzazione di industrie insalubri e impianti gestione e trattamento dei rifiuti speciali.
Questa richiesta è stata presentata il 20 giugno scorso.


Assieme alla rappresentazione dell'esigenza di conoscere l'istruttoria tecnica che ha portato alle conclusioni illustrate dall'assessore Del Sordi, i firmatari hanno anche rivolto al sindaco Ziberna una istanza, che sarebbe una richiesta diretta a promuovere interventi per la tutela di interessi collettivi, firmata e corredata dalle generalità dei sottoscrittori.
E cioè: visto che è la Regione a confermare o meno l'esecutività di una revisione strutturale di un Piano Regolatore, il Comune chieda subito ai competenti uffici regionali un parere sull'ammissibilità tecnica di quanto chiesto dai cittadini con la petizione popolare. Ragionevole, vero?, trasparente, collaborativo e soprattutto semplicissimo.
L'art.76 dello Statuto comunale stabilisce che il sindaco deve dare risposta all'istanza entro due mesi dal ricevimento.

Ma come il torneo di bocce annuale può essere spostato in caso di impedimento, così anche le norme dello Statuto comunale possono essere adattate alle circostanze. Con il caldo che ha fatto, in questi mesi, non si poteva mica pretendere che si stesse lì a far richiesta di pareri alla Regione, suvvia.

Auspichiamo, noi firmatari, che durante il consiglio comunale di questa sera il sindaco ( magari anche scusandosi del ritardo) risponda, perlomeno a voce, alle richieste dei cittadini che amministra ( perchè amministra quelli che l'hanno votato e pure quelli che non l'hanno votato).

venerdì 6 settembre 2019

Truffe TIM: la creatività dell'imbroglio italico. Ma quando smetteremo di tollerare questa delinquenza?

Con una perseveranza diabolica, continuo a ricevere le chiamate truffa che propongono stupefacenti riduzioni di prezzo sulla mia bolletta TIM linea fissa.

 

 

di Martina Luciani


Evolvono con la rapidità dei virus, che si adattano alle avversità ambientali: sono le proposte truffa, cui TIM reagisce scaricando sugli utenti avvisi e strumenti per difendersi ( mi chiedo se non possa, l'azienda, assoldare un'agenzia di investigazioni e risolverci il problema con reciproca soddisfazione).

Questa l'ultima. Chiamata, rispondo e parte in sottofondo la musichetta della vecchia pubblicità TIM, poi una voce registrata, molto professionale, mi dice che l'azienda offre una riduzione dei costi in bolletta di "almeno" 10 euro. Se sei interessato ad essere richiamato da un operatore, premi 1.
Ecco ci siamo. Premo 1, perchè voglio sentire le novità del sottobosco degli inganni ai consumatori.

La voce registrata mi rassicura sulla velocità con cui sarò richiamata da un operatore, saluti e baci con musichetta di sottofondo.

Il giorno dopo arriva la chiamata annunciata. Non riesco a vedere il numero chiamante perchè ho un telefono antidiluviano, ma non c'è nessun tipo di identificazione tramite codice operatore.
La voce femminile è al corrente quasi perfettamente della mia situazione . Però: quasi, chiede infatti conferme degli importi della mia bolletta.
Che io ovviamente non fornisco: " eh ma io non mi ricordo quanto è, non saprei proprio, cosa vuole non è che leggo le fatture, le paga la banca (non è vero, dovrebbe saperlo che non ho mai voluto attivare il RID perchè non mi fido).
Tuttavia, il possesso di certe informazioni  può far ritenere che il chiamante parla da "dentro" il sistema aziendale/commerciale TIM, altrimenti come vedono le caratteristiche del tuo contratto...
Io: "Mi spieghi pure, velocemente per cortesia, in cosa consiste questo risparmio di 10 euro che mi avete preannunciato"
" Molto semplice,  si tratterebbe di modificarel'intestatario della fattura e rifare il contratto ma con un nuovo numero."
Ah, eccoci, siamo arrivati al dunque! "Escluso, cara, non ci penso minimamente..."
"Allora potremmo cambiarle gestore - insiste - e passare Vodafone."
Scoppio a ridere. Di cuore. "Ma lei operatrice TIM mi propone di cambiare gestore?"
"Signora, lei non è informata, non sa che c'è stata la fusione Vodafone e TIM, sono una cosa sola ormai...la politica ci distrae dalle altre notizie...".Ostrega, ha anche ragione, però non stavolta: "No no no! A me risulta che le due compagnie hanno realizzato una partnership per quella merda del 5G e delle torri, per aumentare infrastrutture e attività in ogni buco del paese e frullarci definitivamente il cervello...piuttosto, cortesemente vorrebbe darmi il suo codice operatore?"
FINE CHIAMATA.

Già un paio di volte, accludendo informative che informano assai poco TIM mi ha avvisato che c'è un giro di truffatori, istituendo anche una sorta di registro dove controllare i codici di chi parla all'altro capo del telefono. In realtà, io avevo segnalato già a giugno scorso il susseguirsi di fenomeni spudoratamente truffaldini, anche se molto ben architettati, direi pericolosamente ben architettati.

Quello che è incomprensibile, tuttavia, non è il movente delle truffe, le sempre nuove modalità con cui sono architettate e la difficoltà di difendersi (a meno che non si abbia la mia genetica e a volte crudele diffidenza che scatta ogni volta che suona il telefono di casa). Nè, come dicevo prima, il fatto che TIM non sradichi questa malaerba per conto proprio.
E' il fatto che non si trova on line un elenco di "partner" TIM, evidentemente se ci sono codici partner vuol dire che esistono agenti commerciali attivi fuori dal 187, anche se poi gli operatori del 187 ti raccomandano di parlare soltanto con loro.
La mia esperienza di partner TIM è stata disastrosa: con una ufficialissima agenzia territoriale TIM ho avuto una serie di grane protratte per anni che si sono risolte ( riconoscendo i miei diritti) solo grazie al Conciliaweb di AGCOM.  Vigilate, gente, vigilate. E se volete leggere qualcosa di TIM e VODAFONE, qui: https://www.hwupgrade.it/news/telefonia/vodafone-e-tim-insieme-per-il-5g-ufficiale-l-accordo-la-rete-sara-condivisa-cosa-cambiera_83642.html



giovedì 5 settembre 2019

Nucleo concretezza: una legge dello Stato su cui riflettere per comprendere a che punto è arrivata la mistificazione della politica.


Quando si mettono in cantiere nuove norme credo negli uffici legislativi siano all’opera anche esperti di marketing (politico) e psicologi della persuasione ( più o meno occulta). Anche in questo caso: tanta fuffa dal punto di vista tecnico al livello di soluzione dei problemi di funzionamento degli apparati della Pubblica Amministrazione, accentuazione del sentimento di dicotomia tra Stato oppressivo e Governo salvifico, insinuazione del convincimento (errato)che al cittadino vengano dati strumenti di controllo.




di Martina Luciani

Invito a leggere sulla Gazzetta Ufficiale le poche norme di cui si compone la legge n.56 del 19 giugno 2019 Interventi per la concretezza delle azioni dellepubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo.
Bel titolo, vero (molto d’effetto a fini comunicativi, sulla falsariga del decreto dignità, della sicurezza che vi libera dalla paura,  o dello spazza corrotti o della buona scuola e via dicendo).
Solletica spudoratamente l’anelito del cittadino a colpire i fannulloni della Pubblica Amministrazione e, sulla base del ridicolo presupposto che le amministrazioni finora hanno operato nell’intangibile quarta dimensione, cioè fuori dalla concretezza, a trascinare nel mondo reale, fatto di carne, sangue e code agli sportelli, le schiere di impiegati pubblici di ogni settore e di ogni livello, gli infermieri e i medici,  gli insegnanti tutti, assieme ai presidi e ai bidelli, agli uscieri e ai dirigenti….
La legge è firmata da Giulia Bongiorno, ministro leghista della Funzione Pubblica ( mentre scrivo  sostituita nel nuovo governo Conte: chiunque sia non potrà esser peggio, anche se politicamente rappresenta il M5S, che questa stessa legge ha sostenuto fianco a fianco con il ministro Bongiorno).

La norma che ha dato il titolo a questo post  è l’art.1, che istituisce il Nucleo  delle  azioni  concrete  di  miglioramento dell'efficienza    amministrativa,    denominato    "Nucleo     della Concretezza".
Dove: nel Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza  del  Consiglio dei ministri.
Con chi: con cinquantatre' unita' di personale,  non una di più non una di meno, di cui una con qualifica dirigenziale di livello  generale e due con qualifica dirigenziale di livello non  generale.
Costoro ( che in effetti sono sempre più numerosi di un qualsiasi gruppo di giustizieri superdotati della Marvel)  a fronte delle migliaia di enti pubblici esistenti ( solo i Comuni sono 8000, immaginarsi il resto, regioni, scuole, province, aziende sanitarie…)  e senza pestare i piedi all’Ispettorato della Funzione Pubblica , dovranno sorvegliare l’applicazione del Piano triennale  delle  azioni  concrete  per   l'efficienza   delle pubbliche amministrazioni, predisposto annualmente  dal  Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei  ministri.
Tale Piano  ( altro capolavoro della comunicazione propagandistica) contiene ( ma non c'è):  
a) le azioni dirette a garantire la corretta  applicazione  delle disposizioni in materia di organizzazione, funzionamento, trasparenza e digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e  la  conformita' dell'attivita' amministrativa ai principi  di  imparzialita'  e  buon andamento;  
b) le azioni dirette a implementare l'efficienza delle  pubbliche amministrazioni, con indicazione dei tempi per la realizzazione delle azioni correttive;  
c) l'indicazione delle modalita' di svolgimento  delle  attivita' del Nucleo della Concretezza nei confronti delle regioni, degli  enti strumentali regionali, degli enti del Servizio sanitario regionale  e degli enti locali.

Come: i nostri 53 “concretizza tori”  effettueranno sopralluoghi e visite finalizzati a  rilevare  lo  stato  di attuazione   delle   disposizioni   da    parte    delle    pubbliche amministrazioni, nonche' le modalita' di organizzazione e di gestione dell'attivita' amministrativa. Non si precisa se con l’utilizzo di apparecchi per lo spostamento istanteo nello spazio e nel tempo, ma è presumibile debbano venir acquistati dal Ministero in numero congruo.

I commi successivi dell’art.1 spiegano nel dettaglio il bizantinissimo meccanismo che deve seguire ai sopralluoghi, fino al climax procedurale: cosa avviene all’ente che sia stato oggetto di una verbalizzazione negativa ( che è stata trasmessa anche al Prefetto, eh…) e non abbia attuato le “misure correttive” indicate dal Nucleo concretezza? Succede che l’inosservanza  rileva  ai   fini   della responsabilita' dirigenziale e disciplinare e determina  l'iscrizione della pubblica amministrazione inadempiente in un  elenco  pubblicato nel sito del Dipartimento della funzione  pubblica  della  Presidenza del Consiglio dei ministri.
I casi di mancato adeguamento saranno poi sottoposti al Ministro per la pubblica  amministrazione, al Ministro dell'interno e alla Corte dei conti, e saranno anche oggetto di una relazione Camere,  ai fini del deferimento alle competenti Commissioni parlamentari.
Voilà, risolti tutti i problemi.
( Preciso che gli altri articoli di questa legge omnibus spaziano dai buoni-pasto, alla rilevazione delle presenze, dal turn over alle modalità concorsuali di assunzione)

Insomma, in pochi commi la genesi e la filosofia di scopo del nucleo concretezza, che brillerà di luce propria al centro dell’infinita nube galattica delle amministrazioni pubbliche.

Dove stanno i cittadini, gli utenti? Non certo dentro questa legge ( siamo solo spettatori, è ovvio, a meno che non abbiamo la tempra o i soldi per essere formalmente ricorrenti, gerarchicamente o al TAR).
Dove stanno i diritti dei cittadini, i problemi dei cittadini, la difficoltà costante di smantellare le corazze ipocrite della legalità con cui si evita il confronto con la società e si evita di dare risposta alle criticità delle comunità)?  
Ricordo, nell’ambito di procedimenti autorizzatori e nel nostro piccolo mondo goriziano,  le strenue  battaglie dei cittadini per il diritto alla salute e per la tutela dell’ambiente,che non  hanno ottenuto un intervento limitativo della libertà di  iniziativa  economica  privata  semplicemente perché sulla carta sussisteva il teorico rispetto  dei  limiti  di emissione degli impianti contestati, e la PA di turno riteneva la propria discrezionalità inadeguata ad attivare il principio di precauzione, vincolata dal meccanismo autorizzatorio o – mille volte peggio – adeguata ad intervenire a livello costituzionale  sui preminenti diritti della cittadinanza, stabilendo che siano comprimibili dal diritto alla libertà di iniziativa economica privata ).  Non so che dire, la concretezza del legislatore  della legge 56/ 2019 non è la mia, non è la nostra.
Ancora: dove stanno i lavoratori? I dipendenti delle pubbliche amministrazioni? Non so, nel nucleo concretezza non si intravvedono, nemmeno attraverso i sindacati.
In questo contesto cosa significano parole come trasparenza, tempestività, imparzialità, digitalizzazione? Niente.

A me pare emerga, dalla lettura del solo primo articolo, che lo scopo del legislatore in questo caso è la ricerca del consenso per la propria parte politica, anche a costo di produrre soltanto una retorica ( slogan sempre più assonanti a quelli della rivoluzione culturale cinese) che illuda il popolo di avere dalla sua un Governo che lo tutela contro la prevaricazione che esso stesso produce. Che faccia credere esista un controllo, e che questo controllo – in totale assenza di sostanza e di concrete soluzioni ai concreti problemi – basti per vivere meglio di quanto oggi accade.
( PS: la conoscenza di questa legge è richiesta nei concorsi pubblici per le assunzioni nei Comuni).