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giovedì 14 maggio 2015

Tre tonalità di verde: due centrali a biomasse un impianto per il riclo dell'alluminio. Un progetto ma tre percorsi diversi.



L'Europa ci ha già sanzionato per l'inveterata abitudine a spacchettare progetti potenzialmente assoggettabili a Valutazione di impatto ambientale in sezioni più piccole, più facili da "sdoganare" in base alla normativa vigente, essenzialmente caratterizzata da soglie per lo più solo dimensionali. Per fortuna le norme migliorano: il cumulo degli impatti ambientali non può più essere ignorato.


di Martina Luciani

A luglio del 2014 il Patto per lo sviluppo di Gorizia ( Comuni di Gorizia e Monfalcone, Provincia di Gorizia, CCIAA Gorizia, CGIL CISL UIL, Unione industriali di Gorizia) espresse parere favorevole sul progetto chiamato  “Three shades of green”, che in italiano vuol equivale al lirico “Tre tonalità di verde”. Ovvero, un impianto per il recupero dell’alluminio, che per funzionare ha bisogno del calore prodotto dalla centrale a biomasse Sud e di un po’ di quello proveniente dalla centrale Nord, in grado però anche di produrre energia elettrica, interamente immessa sul mercato.
Una proposta evidentemente complessiva che a pieno regime, scriveva la stampa, sarebbe in grado di produrre più di 40 posti di lavoro; i benefici economici per la collettività erano individuati nell'omaggiare il quartiere di Sant’Anna di una centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria ed immaginare una compensazione attraverso l'ipotetico impianto per il teleriscaldamento da cedere all’ospedale ad un prezzo simbolico.
Il Patto per lo sviluppo,soggetto eminentemente politico, dice di si, il progetto ci sta bene.

domenica 10 maggio 2015

Essere cittadini alla Provincia di Gorizia: quattro domande sulla centrale a biomasse in città




I principi di accesso alle informazioni e di partecipazione del pubblico ai processi decisionali  avallano la necessità di coinvolgimento( sanciti dalla Convenzione di Arhus) su impatto ambientale, studio sulla qualità dell'aria, indagine epidemiologica sui casi di tumore in determinati quartieri cittadini, soddisfacimento del principio di precauzione. La nota dell'associazione Essere Cittadini a firma del presidente Stefano Cosolo.


 
Nonostante una precisa interrogazione indirizzata al presidente della Provincia di Gorizia e a tutti gli assessori,  sui progetti delle due centrali a biomassa da costruirsi in via Trieste, nel pieno centro abitato di Gorizia, l’associazione e i cittadini goriziani sono ancora in attesa di essere informati e coinvolti nel processo decisionale. Questo non è un  vezzo di alcuni cittadini che non hanno null’altro da fare ma è l’esercizio di un diritto sancito dalla “ Convenzione di Arhus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla Giustizia in materia ambientale” del 25 giugno 1998, ratificata dallo Stato italiano con la legge 16 marzo 2001, n. 108, la quale ha affermato che i cittadini devono avere accesso alle informazioni ed essere ammessi a partecipare ai processi decisionali per poter affermare il diritto di vivere in un ambiente atto ad assicurare la propria salute ed il proprio benessere. Per la Convenzione il cittadino interessato dovrebbe essere un interlocutore privilegiato per l’Autorità decidente, che dovrebbe consultarlo sin dalla fase iniziale del procedimento amministrativo.
Relativamente alla salubrità dell’attività  di combustione di biomasse e sull’impatto che essa potrebbe avere sulla salute pubblica delle popolazioni localmente coinvolte occorre ricordare che la ratio di tutte la normativa in materia è di impedire che dallo svolgimento di determinate lavorazioni possa derivare pericolo per la salute dei cittadini. Per tale motivo l’installazione di una industria insalubre, pur non vietata di per sé in assoluto, è consentita soltanto se è accompagnata dall’introduzione di particolari metodi produttivi o cautele in grado di escludere qualsiasi rischio di compromissione della salute delle persone che vivono nelle vicinanze.
Ecco allora che di fronte alle potenziali manifestazioni di tali pericoli è opportuno porre in essere alcune cautele in sede procedimentale e decisoria, e di tali cautele abbiamo chiesto conto alla giunta provinciale, tra le altre cose,  di rendere edotti i cittadini.  A fronte di impianti industriali come quelli di cui parliamo è necessario operare alla luce del principio di precauzione.

domenica 3 maggio 2015

Gorizia è tua: ecco i perchè del no alla centrale a biomasse in città.


Si legge, tra l'altro, nella nota firmata dai consiglieri comunali della lista civica Gorizia è tua, Michele Bressan, Michele Arcangelo Prignano, Rosy Tucci e dal suo vice presidente Dalla Francesca: " Non ci rassicurano, soprattutto, le garanzie in merito  ai limitati impatti  sulla salute e sulla sicurezza degli abitanti, in quanto , sebbene limitate, si tratta di significative emissioni (fumi, odori, ceneri e polveri), non essendo escluso l’uso di materiali legnosi di origine resinosa, biocombustione di mais non idoneo all' alimentazione di uomini o animali, olii vari , o addirittura rifiuti urbani…". 


Il comunicato. 

" All'interno del dibattito ancora aperto sulla centrale a biomasse, anche la lista civica “Gorizia è tua” ribadisce e motiva la propria posizione negativa, in linea con il voto espresso   dal consiglio comunale di Gorizia.
Il voto espresso dai consiglieri della lista è stato frutto di un lungo periodo di discernimento, studio e confronto con persone con competenze nel campo,  di un incontro  da parte della commissione consigliare competente con l’imprenditore, durante il quale  e' stato visitato il sito dove doveva sorgere la centrale e, soprattutto, nasce dall’ascolto della voce dei cittadini.

sabato 2 maggio 2015

Legambiente Gorizia: giusto il diniego alla realizzazione delle due centrali a biomasse in città.



Anche Legambiente FVG - Circolo di Gorizia prende posizione nettamente contraria  sul progetto centrale/centrali a biomasse in città.Tra le motivazioni:tante fonti inquinanti tecnicamente in regola generano un impatto ambientale cumulativo.Chi garantisce non se ne faranno altre, o non vi sarà un aumento di potenza successivo? Condiviso il parere negativo del Comune di Gorizia, richiamando la complessità dei contenuti della pianificazione territoriale.


Sotto quest'ultimo e non irrilevante profilo, vorremmo ricordare, si è pronunciata anche la Corte Costituzionale ( se non ci bastasse il Consiglio di Stato) con sentenza 220 del 2014: “l’esercizio del potere di pianificazione non può essere inteso solo come un coordinamento delle potenzialità edificatorie connesse al diritto di proprietà, ma deve essere ricostruito come intervento degli enti esponenziali sul proprio territorio, in funzione dello sviluppo complessivo ed armonico del medesimo, che tenga conto sia delle potenzialità edificatorie dei suoli, sia di valori ambientali e paesaggistici, sia di esigenze di tutela della salute e quindi della vita salubre degli abitanti”.
Ecco la nota di Legambiente FVG.

Legambiente prende nuovamente posizione contro la realizzazione delle due centrali a gassificazione di biomasse in città (qui il precedente intervento). Diverse sono le considerazioni che possono essere fatte, ma preme innanzitutto mettere in evidenza che si tratta pur sempre di un impianto industriale in un'area urbana. Su questo vorremmo fare un ragionamento perché siamo certi che l'impianto rispetterà le norme sulle emissioni.
Ciò nonostante si tratterà pur sempre di una ulteriore fonte inquinante a poca distanza dal centro; senza dimenticare che a Gorizia a ridosso di Sant'Andrea abbiamo altre 5 centrali elettriche di cui 3 a biomasse. Per analogia il ragionamento è lo stesso delle automobili, ogni auto infatti viene verificata tramite i collaudi e le sue emissioni sono entro i limiti di legge, idem per le caldaie. Eppure periodicamente anche Gorizia come altre città ha problemi legati ad esempio ai superamenti di soglie di legge delle emissioni di polveri sottili (considerate cancerogene dallo IARC). Questo per dire che tante diffusioni in regola possono comunque causare impatti ambientali cumulativi. Ora le centrali proposte (che sono considerate impianti insalubri) sono due e a breve distanza dall'abitato.
Domandiamoci: cosa accadrebbe se ne aggiungessero altre in futuro, o venissero chiesti aumenti di potenza? La stessa Azienda sanitaria possiamo immaginare per questo motivo abbia dato parere favorevole alla centrale a patto che il calore sia utilizzato ad esempio in un impianto di teleriscaldamento al fine di compensare le emissioni prodotte spegnendo altre caldaie. Opzione che sembra però rimasta mera ipotesi. Deve valere pertanto valere il principio che vede questi impianti incompatibili con le aree urbane (residenziali specificatamente).

mercoledì 29 aprile 2015

Centrale biomasse Gorizia/ rigassificatore di Monfalcone): la politica super partes o in gioco tra le parti?



Una nota di Manuela Botteghi, Movimento 5 Stelle Gorizia



 

Sentir ripetere le solite tristi storie degli industriali perseguitati,raffigurati come novelli cavalieri  erranti senza macchia e senza paura, reca con se il rischio di slogamento delle mascelle causa sbadigli .
Sai  che notizia!
Sarebbe invece una  novità se ci fosse  un accenno di autocritica per come sono gestite tante iniziative industriali,  un ragionamento  che distingua tra imprenditoria responsabile e di qualità e  imprenditoria “di rapina”che se ne frega di ciò che ha intorno e che lascia territori devastati, che poi devono essere bonificati a spese della collettività . Si scelgono i siti per gli insediamenti sulla base delle proprie legittime convenienze e poi si chiede che la  politica si uniformi a queste convenienze ,confondendo ad arte i ruoli.

martedì 28 aprile 2015

Centrale/i a biomasse: Essere Cittadini pone precisi quesiti agli assessori e al presidente della Provincia. Attende risposta.

L'esigenza di essere informati, di partecipare al dibattito su una questione che riguarda fondamentali diritti, di avere precise risposte su aspetti tecnici del progetto della centrale a biomasse di Rail Service ancora oscuri per i comuni mortali, ha spinto l'associazione Essere Cittadini, per il tramite del suo presidente Stefano Cosolo,  a inviare una lettera al presidente Enrico Gherghetta e agli assessori della giunta provinciale. 




" Siamo un gruppo di cittadini che abitano a Gorizia e vi scriviamo mossi da un vero e proprio interesse politico: la nostra salute, la possibilità di crescere serenamente i nostri figli, di far frequentare loro gli asili, le scuole, le strade, i parchi pubblici e di svolgere la nostra vita sociale, familiare e lavorativa senza correre il rischio, purtroppo già molto alto nel nostro territorio, di sviluppare una delle tante forme tumorali che riempiono la drammatica statistica, da tutti consultabile, del registro regionale dei tumori.
Con la presente vi chiediamo di informare tutti i cittadini di Gorizia sul progetto della costruzione di due centrali a biomassa in via Trieste da parte di un'impresa privata, cioè nel pieno centro urbano tra i quartieri di Sant'Andrea, Campagnuzza e Sant'Anna a pochi metri da case, asili, negozi, ecc.. Pensavamo che la questione fosse risolta con il pronunciamento del Consiglio comunale e della Conferenza dei Servizi, poi abbiamo appreso dalla stampa che così non è.