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sabato 19 settembre 2026

Gorizia, 19 settembre 2026: Ministero dell'Ambiente risponde all'istanza inviata ad agosto da Forum Gorizia. E inserisce le richieste nell'odg della prossima riunione della Commissione mista per l'idroeconomia


Svolta su questioni Isonzo, gestione acque, trasparenza Commissione mista: il Ministero dell'Ambiente risponde alle Istanze del Forum Gorizia. Il nuovo ordine del giorno della Commissione.

COMUNICATO STAMPA

La pluridecennale azione ecologica e politica per la salvaguardia del fiume Isonzo e per la sua tutela nella dimensione transfrontaliera di fondamentale patrimonio collettivo dalla sorgente alla foce ha raggiunto un importante risultato, illustrato oggi in conferenza stampa con i consiglieri comunali Eleonora Sartori e Andrea Picco (NOI MI NOALTRIS GO!), la consigliera regionale Giulia Massolino (PATTO PER L’AUTONOMIA) e con Martina Luciani per Forum Gorizia.

Mentre in questa estate 2026, che si è abbattuta sull’Isonzo, e su tutti noi, con autentica ferocia a causa della sempre più forte pressione del cambiamento climatico, il Consiglio comunale non è riuscito ad esprimersi sulla crisi del fiume a valle della centrale idroelettrica di Salcano, e sulle possibili azioni da intraprendere, succede che il Ministero dell'Ambiente legittima via PEC le istanze inviate dal Forum Gorizia il 12 agosto scorso, risponde punto per punto alle richieste, inserisce le prospettive suggerite nell'ordine del giorno della prossima seduta della Commissione mista per l'idroeconomia, il 30 settembre e 1 ottobre prossimi. Il documento  del 16 settembre è firmato è stato inviato anche al MAECI, al MIT, all’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali, alla Direzione ambiente della Regione Friuli Venezia Giulia

Il documento ministeriale esordisce dicendo che la questione sollevata da Forum Gorizia, nei momenti più drammatici dell’emergenza idrica sul fiume, al fine di richiedere rilasci urgenti di maggiori quantitativi d’acqua dalla diga e dall’impianto idroelettrico di Salcano è prevista al punto 5 dell'OdG bilaterale.

Quanto alla stabilizzazione di costanti e maggiori rilasci d’acqua per evitare la costruzione, con ingenti investimenti di risorse pubbliche, di ulteriori dighe, o traverse o bacini di rifasamento in territorio italiano, il Ministero precisa che ai punti 3 e 4 verrà trattato il tema dell’esecuzione di misure congiunte per gestire la portata dell’Isonzo e della definizione di un protocollo per affrontare i periodi di siccità.

Il Ministero ci ricorda anche che dal maggio 2024 la Commissione mista ha deciso di costituire e riattivare specifici Gruppi di lavoro tecnici bilaterali, specificamente dedicati all'attuazione della Direttiva Quadro sulle Acque, alla mitigazione degli impatti dell’hydropeaking (i rilasci intermittenti che distruggono l'ecosistema) e alla definizione di un protocollo per la gestione dei bassi tiranti idrici in periodi di siccità. La rappresentanza italiana in questi gruppi di lavoro è garantita dall’Autorità di Bacino delle Alpi Orientali, dalla Regione FVG e da ARPA FVG.

Su questa importantissima informazione la consigliera regionale Giulia Massolino del Patto per l’Autonomia oggi dichiara: “La risposta del MASE alla nostra istanza apre, a mio avviso, un ulteriore e importante fronte di approfondimento. Perché ci dice che già il 27 e 28 maggio 2024 la Commissione mista italo-slovena per l’idroeconomia aveva individuato specifici gruppi di lavoro bilaterali dedicati esattamente alle questioni che oggi sono al centro del dibattito sull’Isonzo. E ci dice anche che a questi tavoli partecipano, per la parte italiana, Regione FVG, Autorità di bacino delle Alpi Orientali e ARPA FVG. Sono temi che abbiamo posto anche nella mozione consiliare n. 229, con cui abbiamo chiesto una governance realmente transfrontaliera, trasparente e partecipata dell’intero bacino dell’Isonzo-Soča, una diversa regolamentazione dei rilasci di Solkan e una struttura permanente di cooperazione tra Italia e Slovenia.”
“ Ma proprio per questo – precisa   Massolino - vogliamo capire che cosa sia successo in questi due anni: quali tavoli si siano effettivamente riuniti, quali dati siano stati raccolti, quali studi e misurazioni siano stati prodotti e, soprattutto, quali soluzioni siano emerse sul problema dell’hydropeaking. Perché mentre si discute e si finanzia un intervento da oltre 14 milioni di euro sul tratto italiano dell’Isonzo, non possiamo non chiederci quali risultati abbia prodotto nel frattempo il confronto tecnico transfrontaliero che avrebbe dovuto affrontare proprio quel problema.”
“Per questo – conclude la consigliera del Patto per l’Autonomia - presenteremo un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta di rendere conto di questo percorso e di chiarire se e come gli esiti dei tavoli bilaterali siano stati considerati nelle scelte progettuali e finanziarie già assunte. Se davvero vogliamo governare l’Isonzo come un unico bacino, dobbiamo prima di tutto sapere quali conoscenze e quali soluzioni condivise abbiamo costruito insieme alla Slovenia.”

Il testo ricevuto dal Ministero dell’Ambiente ci fa sapere che la  richiesta del Forum Gorizia di avviare la concertazione per la nascita di una "Commissione Internazionale per la Protezione e Gestione del Fiume Isonzo-Soča" , sarà valutata e approfondita nelle competenti sedi istituzionali, analizzando sul piano del merito, tecnico, giuridico e istituzionale i profili relativi alla governance, all'equilibrio dei portatori di interesse e all'assetto del diritto di voto. 

In merito all’istanza di adeguare il regolamento interno della Commissione Mista per l’idroeconomia ai princìpi di trasparenza e pubblicità stabiliti dalla Convenzione di Aarhus, il Ministero assicura l'avvio delle opportune interlocuzioni bilaterali e ha inserito il tema al Punto 12 dell'Ordine del giorno. Evidentemente l’argomentazione di Forum Gorizia è stata particolarmente efficace, visto è prevista la presentazione di un portale web “Isonzo” dedicato all’attività della Commissione mista italo-slovena per l’idroeconomia, finalizzato al miglioramento della comunicazione e della collaborazione transfrontaliera tra i due Paesi. La gestione dell'Isonzo non sarà più una questione diplomatica senza strumenti di controllo e verifica sui temi, sulle decisioni e relative motivazioni, nonché sul recepimento coordinato delle decisioni stesse nelle rispettive legislazioni nazionali e regionali, nei piani di gestione delle acque e nei piani di governo e pianificazione del territorio delle due nazioni, rendendo finora impossibile, in capo ai cittadini e ai portatori di interessi diffusi, l’identificazione delle responsabilità istituzionali, in contrasto inoltre con il principio  internazionale di accesso alla giustizia in materia ambientale e con il diritto alla tutela giurisdizionale previsto dall'art. 24 della Costituzione Italiana.

venerdì 18 settembre 2026

Il testo dell'istanza dell'11 agosto 2026 del Forum Gorizia ai Ministeri dell'Ambiente, degli Esteri, delle Infrastrutture, all'Autorità di Bacino Alpi Orinetali e alla Regione Friuli Venezia Giulia


Oggetto: Istanza in materia ambientale concernente l'attuale emergenza ecologica del fiume Isonzo, la Commissione mista per l’idroeconomia Italia - Slovenija e la gestione transfrontaliera del fiume Isonzo - Soča.

1_Richiesta urgente al Governo della Repubblica di Slovenija di maggiori rilasci d'acqua dalla diga di Salcano- Solkan da parte dell’impianto idroelettrico della società Soške elektrarne d.o.o. interamente partecipata dalla Holding statale HSE per fronteggiare l’attuale emergenza idrica dell’Isonzo in territorio italiano

2_Proposta di inserimento all’ordine del giorno della prossima seduta della Commissione mista per l'idroeconomia della stabilizzazione e delle modifiche in aumento dei rilasci d’acqua dalla diga della Soške elektrarne d.o.o. con la finalità di assicurare nel tempo il regolare Deflusso Ecologico del fiume in territorio italiano, le necessità del comparto agricolo e idroelettrico e la gestione delle emergenze ecologiche

3_ Richiesta di prioritaria revisione del Regolamento interno in materia di trasparenza e pubblicità delle sedute della Commissione Mista per l'idroeconomia Italia - Slovenija.

4_ Richiesta di avvio della concertazione per la costituzione di una Commissione Internazionale per la Protezione e Gestione del Fiume Isonzo – Soča.

 
Lo scrivente presidente dell’Associazione Forum Gorizia e consigliere comunale di Gorizia
Andrea Picco  rivolge la presente istanza ai Ministeri dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Regione Friuli Venezia Giulia e all’Autorità di Bacino Alpi orientali affinchè si provveda come descritto nei punti seguenti:

1_a causa della pressione congiunta della crescente crisi climatica sull’intero bacino idrografico transnazionale e dell’hydropeaking, determinato dalla gestione irregolare e insufficiente dei rilasci d’acqua dalla diga di Salcano - Solkan, è necessario fronteggiare, in stato di emergenza e con un intervento diretto al Governo della Repubblica di  Slovenija, la gravissima crisi idrica ed ecologica in cui si trova il fiume Isonzo, ottenendo maggiori rilasci d'acqua dalla diga da parte dell’impianto idroelettrico  della società Soške elektrarne d.o.o. interamente partecipata  dalla Holding statale HSE.

2_ Per evitare la costruzione, con ingenti investimenti di risorse pubbliche, di ulteriori dighe o traverse o bacini di rifasamento  sull’Isonzo in territorio italiano e garantire, con portate regolari e quantitativamente commisurate alle presenti e prevedibili necessità dirette a realizzare il buono stato ecologico del fiume, la tutela della biodiversità e la conservazione dei servizi ecosistemici, cui si aggiungono i bisogni del comparto agricolo e idroelettrico, è necessario praticare in via definitiva una diversa regolamentazione dei rilasci, da parte dell’impianto idroelettrico di Solkan, della società Soške elektrarne d.o.o., interamente partecipata  dalla Holding statale HSE. Si chiede l’inserimento della questione nell’ordine del giorno della riunione prevista il 30 settembre 2026 a Gorizia.  

3_ La Convenzione di Aarhus (recepita dall'Italia e dalla Slovenija) dispone “Per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere, ciascuna Parte garantisce il diritto di accesso alle informazioni, di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di accesso alla giustizia in materia ambientale in conformità delle disposizioni della presente convenzione”.
La Commissione mista per l’idroeconomia Italia - Slovenija disattende i principi della Convenzione: non contiene nel proprio Regolamento l’impegno a garantire alle generazioni presenti e future il diritto di vivere in un ambiente salubre, non assicura trasparenza sulla propria attività, né permette la partecipazione con lo status di osservatore ufficiale alle ONG ambientali e alle associazioni dei cittadini, né i verbali delle riunioni sono facilmente accessibili su un sito specifico o almeno sui siti del Ministero dell’Ambiente, dell’Autorità di bacino delle Alpi Orientali o della Regione Friuli Venezia Giulia.
Tale assetto definisce l’attività commissariale relativa all’Isonzo Soča come un affare riservato tra Governi senza possibilità di controllo e verifica sui temi, sulle decisioni e relative motivazioni, nonché sul recepimento coordinato delle decisioni stesse - rappresentate esclusivamente nei verbali delle sedute - nelle rispettive legislazioni nazionali e regionali, nei piani di gestione delle acque e nei piani di governo e pianificazione del territorio delle due nazioni, rendendo impossibile, in capo ai cittadini e ai portatori di interessi diffusi, l’identificazione delle responsabilità istituzionali. Ciò determina una palese lesione del terzo pilastro della Convenzione di Aarhus (Accesso alla giustizia in materia ambientale) e dell'art. 24 della Costituzione Italiana, con la compressione del fondamentale diritto alla tutela giurisdizionale.
E’ necessario pertanto che al Regolamento vigente siano apportate le modifiche necessarie a sanare il deficit di trasparenza, accountability e partecipazione del pubblico, con il formale superamento delle logiche dell’Accordo di cooperazione economica allegato al Trattato di Osimo del 1975 e l’altrettanto formale inquadramento dell’attività nelle politiche e nel diritto eurocomunitario. Si chiede l’inserimento della questione nell’ordine del giorno della riunione prevista il 30 settembre 2026 a Gorizia.

4_Si richiede inoltre che l’ordine del giorno della prossima riunione della Commissione Mista preveda l’avvio della concertazione per l’istituzione della Commissione Internazionale per la Protezione del Fiume Isonzo - Soča, sul modello delle commissioni fluviali europee e internazionali, con tre livelli di rappresentanza: decisionale (Stati, Regione FVG, Enti locali territoriali italiani e sloveni, Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, Direkcija Republike Slovenije za vode e  un rappresentante della Direzione Ambiente della Commissione Europea), tecnico-scientifico ( ARPA, ARSO, Università e Istituti di ricerca), e sociale (la cittadinanza, le ONG e le associazioni con lo status di osservatori). Al fine di prevenire i conflitti di interesse insiti nella partecipazione di portatori di interessi strettamente economici, si richiede che questi ultimi siano ammessi esclusivamente in veste di membri consultivi, senza diritto di voto.

Lo scrivente, nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali e di rappresentanza della cittadinanza e degli interessi diffusi del territorio, chiede alle Amministrazioni in indirizzo, ciascuna per le proprie competenze e attribuzioni di accogliere e farsi promotrici delle istanze sopra descritte, sia con le richieste azioni dirette ed urgenti sia in preparazione della imminente seduta della Commissione mista italo-slovena per l'idroeconomia prevista per il 30 settembre 2026 a Gorizia.
Chiede inoltre di fornire allo scrivente tempestivo riscontro scritto, ai sensi degli artt. 1 e 2 della Legge n. 241/1990 e delle disposizioni sul diritto di accesso alle informazioni ambientali di cui all’art.3 del D.Lgs. n. 195/2005, circa la ricezione della presente istanza e le concrete determinazioni che si intendano assumere o promuovere in seno alla delegazione italiana della Commissione Mista in merito ai punti 1, 2, 3 e 4 sopra esposti.