Oggetto: Istanza in materia ambientale concernente l'attuale emergenza ecologica del fiume Isonzo, la Commissione mista per l’idroeconomia Italia - Slovenija e la gestione transfrontaliera del fiume Isonzo - Soča.
1_Richiesta urgente al Governo della Repubblica di
Slovenija di maggiori rilasci d'acqua dalla diga di Salcano- Solkan da
parte dell’impianto idroelettrico della società Soške elektrarne d.o.o.
interamente partecipata dalla Holding statale HSE per fronteggiare l’attuale
emergenza idrica dell’Isonzo in territorio italiano
2_Proposta di inserimento all’ordine del giorno della
prossima seduta della Commissione mista per l'idroeconomia della
stabilizzazione e delle modifiche in aumento dei rilasci d’acqua dalla diga
della Soške elektrarne d.o.o. con la finalità di assicurare nel tempo il
regolare Deflusso Ecologico del fiume in territorio italiano, le necessità del
comparto agricolo e idroelettrico e la gestione delle emergenze ecologiche
3_ Richiesta di prioritaria revisione del Regolamento
interno in materia di trasparenza e pubblicità delle sedute della Commissione
Mista per l'idroeconomia Italia - Slovenija.
4_ Richiesta di avvio della concertazione per la
costituzione di una Commissione Internazionale per la Protezione e Gestione del
Fiume Isonzo – Soča.
Lo scrivente presidente dell’Associazione Forum Gorizia e consigliere comunale
di Gorizia
Andrea Picco rivolge la presente istanza
ai Ministeri dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, degli Affari Esteri e
della Cooperazione Internazionale e Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti, alla Regione Friuli Venezia Giulia e all’Autorità di Bacino Alpi
orientali affinchè si provveda come descritto nei punti seguenti:
1_a causa della pressione congiunta della crescente crisi climatica sull’intero
bacino idrografico transnazionale e dell’hydropeaking, determinato dalla
gestione irregolare e insufficiente dei rilasci d’acqua dalla diga di Salcano -
Solkan, è necessario fronteggiare, in stato di emergenza e con un intervento
diretto al Governo della Repubblica di Slovenija,
la gravissima crisi idrica ed ecologica in cui si trova il fiume Isonzo,
ottenendo maggiori rilasci d'acqua dalla diga da parte dell’impianto
idroelettrico della società Soške
elektrarne d.o.o. interamente partecipata
dalla Holding statale HSE.
2_ Per evitare la costruzione, con ingenti investimenti di risorse pubbliche,
di ulteriori dighe o traverse o bacini di rifasamento sull’Isonzo in territorio italiano e
garantire, con portate regolari e quantitativamente commisurate alle presenti e
prevedibili necessità dirette a realizzare il buono stato ecologico del fiume,
la tutela della biodiversità e la conservazione dei servizi ecosistemici, cui
si aggiungono i bisogni del comparto agricolo e idroelettrico, è necessario
praticare in via definitiva una diversa regolamentazione dei rilasci, da parte
dell’impianto idroelettrico di Solkan, della società Soške elektrarne d.o.o.,
interamente partecipata dalla Holding
statale HSE. Si chiede l’inserimento della questione nell’ordine del giorno
della riunione prevista il 30 settembre 2026 a Gorizia.
3_ La Convenzione di Aarhus (recepita dall'Italia e dalla Slovenija) dispone
“Per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni
presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e
il suo benessere, ciascuna Parte garantisce il diritto di accesso alle
informazioni, di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di
accesso alla giustizia in materia ambientale in conformità delle disposizioni
della presente convenzione”.
La Commissione mista per l’idroeconomia Italia - Slovenija disattende i
principi della Convenzione: non contiene nel proprio Regolamento l’impegno a
garantire alle generazioni presenti e future il diritto di vivere in un
ambiente salubre, non assicura trasparenza sulla propria attività, né permette
la partecipazione con lo status di osservatore ufficiale alle ONG ambientali e alle
associazioni dei cittadini, né i verbali delle riunioni sono facilmente
accessibili su un sito specifico o almeno sui siti del Ministero dell’Ambiente,
dell’Autorità di bacino delle Alpi Orientali o della Regione Friuli Venezia
Giulia.
Tale assetto definisce l’attività commissariale relativa all’Isonzo Soča come
un affare riservato tra Governi senza possibilità di controllo e verifica sui
temi, sulle decisioni e relative motivazioni, nonché sul recepimento coordinato
delle decisioni stesse - rappresentate esclusivamente nei verbali delle sedute
- nelle rispettive legislazioni nazionali e regionali, nei piani di gestione
delle acque e nei piani di governo e pianificazione del territorio delle due
nazioni, rendendo impossibile, in capo ai cittadini e ai portatori di interessi
diffusi, l’identificazione delle responsabilità istituzionali. Ciò determina
una palese lesione del terzo pilastro della Convenzione di Aarhus (Accesso alla
giustizia in materia ambientale) e dell'art. 24 della Costituzione Italiana, con
la compressione del fondamentale diritto alla tutela giurisdizionale.
E’ necessario pertanto che al Regolamento vigente siano apportate le
modifiche necessarie a sanare il deficit di trasparenza, accountability e
partecipazione del pubblico, con il formale superamento
delle logiche dell’Accordo di cooperazione economica allegato al
Trattato di Osimo del 1975 e l’altrettanto formale inquadramento dell’attività
nelle politiche e nel diritto eurocomunitario. Si chiede l’inserimento
della questione nell’ordine del giorno della riunione prevista il 30 settembre
2026 a Gorizia.
4_Si richiede inoltre che l’ordine del giorno della prossima riunione della
Commissione Mista preveda l’avvio della concertazione per l’istituzione
della Commissione Internazionale per la Protezione del Fiume Isonzo - Soča, sul
modello delle commissioni fluviali europee e internazionali, con tre
livelli di rappresentanza: decisionale (Stati, Regione FVG, Enti locali
territoriali italiani e sloveni, Autorità di bacino distrettuale delle Alpi
Orientali, Direkcija Republike Slovenije za vode e un rappresentante della Direzione Ambiente
della Commissione Europea), tecnico-scientifico ( ARPA, ARSO, Università e
Istituti di ricerca), e sociale (la cittadinanza, le ONG e le associazioni con
lo status di osservatori). Al fine di prevenire i conflitti di interesse insiti
nella partecipazione di portatori di interessi strettamente economici, si
richiede che questi ultimi siano ammessi esclusivamente in veste di membri
consultivi, senza diritto di voto.
Chiede inoltre di fornire allo scrivente tempestivo riscontro scritto, ai sensi degli artt. 1 e 2 della Legge n. 241/1990 e delle disposizioni sul diritto di accesso alle informazioni ambientali di cui all’art.3 del D.Lgs. n. 195/2005, circa la ricezione della presente istanza e le concrete determinazioni che si intendano assumere o promuovere in seno alla delegazione italiana della Commissione Mista in merito ai punti 1, 2, 3 e 4 sopra esposti.


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