venerdì 18 settembre 2026

Il testo dell'istanza dell'11 agosto 2026 del Forum Gorizia ai Ministeri dell'Ambiente, degli Esteri, delle Infrastrutture, all'Autorità di Bacino Alpi Orinetali e alla Regione Friuli Venezia Giulia


Oggetto: Istanza in materia ambientale concernente l'attuale emergenza ecologica del fiume Isonzo, la Commissione mista per l’idroeconomia Italia - Slovenija e la gestione transfrontaliera del fiume Isonzo - Soča.

1_Richiesta urgente al Governo della Repubblica di Slovenija di maggiori rilasci d'acqua dalla diga di Salcano- Solkan da parte dell’impianto idroelettrico della società Soške elektrarne d.o.o. interamente partecipata dalla Holding statale HSE per fronteggiare l’attuale emergenza idrica dell’Isonzo in territorio italiano

2_Proposta di inserimento all’ordine del giorno della prossima seduta della Commissione mista per l'idroeconomia della stabilizzazione e delle modifiche in aumento dei rilasci d’acqua dalla diga della Soške elektrarne d.o.o. con la finalità di assicurare nel tempo il regolare Deflusso Ecologico del fiume in territorio italiano, le necessità del comparto agricolo e idroelettrico e la gestione delle emergenze ecologiche

3_ Richiesta di prioritaria revisione del Regolamento interno in materia di trasparenza e pubblicità delle sedute della Commissione Mista per l'idroeconomia Italia - Slovenija.

4_ Richiesta di avvio della concertazione per la costituzione di una Commissione Internazionale per la Protezione e Gestione del Fiume Isonzo – Soča.

 
Lo scrivente presidente dell’Associazione Forum Gorizia e consigliere comunale di Gorizia
Andrea Picco  rivolge la presente istanza ai Ministeri dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Regione Friuli Venezia Giulia e all’Autorità di Bacino Alpi orientali affinchè si provveda come descritto nei punti seguenti:

1_a causa della pressione congiunta della crescente crisi climatica sull’intero bacino idrografico transnazionale e dell’hydropeaking, determinato dalla gestione irregolare e insufficiente dei rilasci d’acqua dalla diga di Salcano - Solkan, è necessario fronteggiare, in stato di emergenza e con un intervento diretto al Governo della Repubblica di  Slovenija, la gravissima crisi idrica ed ecologica in cui si trova il fiume Isonzo, ottenendo maggiori rilasci d'acqua dalla diga da parte dell’impianto idroelettrico  della società Soške elektrarne d.o.o. interamente partecipata  dalla Holding statale HSE.

2_ Per evitare la costruzione, con ingenti investimenti di risorse pubbliche, di ulteriori dighe o traverse o bacini di rifasamento  sull’Isonzo in territorio italiano e garantire, con portate regolari e quantitativamente commisurate alle presenti e prevedibili necessità dirette a realizzare il buono stato ecologico del fiume, la tutela della biodiversità e la conservazione dei servizi ecosistemici, cui si aggiungono i bisogni del comparto agricolo e idroelettrico, è necessario praticare in via definitiva una diversa regolamentazione dei rilasci, da parte dell’impianto idroelettrico di Solkan, della società Soške elektrarne d.o.o., interamente partecipata  dalla Holding statale HSE. Si chiede l’inserimento della questione nell’ordine del giorno della riunione prevista il 30 settembre 2026 a Gorizia.  

3_ La Convenzione di Aarhus (recepita dall'Italia e dalla Slovenija) dispone “Per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere, ciascuna Parte garantisce il diritto di accesso alle informazioni, di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di accesso alla giustizia in materia ambientale in conformità delle disposizioni della presente convenzione”.
La Commissione mista per l’idroeconomia Italia - Slovenija disattende i principi della Convenzione: non contiene nel proprio Regolamento l’impegno a garantire alle generazioni presenti e future il diritto di vivere in un ambiente salubre, non assicura trasparenza sulla propria attività, né permette la partecipazione con lo status di osservatore ufficiale alle ONG ambientali e alle associazioni dei cittadini, né i verbali delle riunioni sono facilmente accessibili su un sito specifico o almeno sui siti del Ministero dell’Ambiente, dell’Autorità di bacino delle Alpi Orientali o della Regione Friuli Venezia Giulia.
Tale assetto definisce l’attività commissariale relativa all’Isonzo Soča come un affare riservato tra Governi senza possibilità di controllo e verifica sui temi, sulle decisioni e relative motivazioni, nonché sul recepimento coordinato delle decisioni stesse - rappresentate esclusivamente nei verbali delle sedute - nelle rispettive legislazioni nazionali e regionali, nei piani di gestione delle acque e nei piani di governo e pianificazione del territorio delle due nazioni, rendendo impossibile, in capo ai cittadini e ai portatori di interessi diffusi, l’identificazione delle responsabilità istituzionali. Ciò determina una palese lesione del terzo pilastro della Convenzione di Aarhus (Accesso alla giustizia in materia ambientale) e dell'art. 24 della Costituzione Italiana, con la compressione del fondamentale diritto alla tutela giurisdizionale.
E’ necessario pertanto che al Regolamento vigente siano apportate le modifiche necessarie a sanare il deficit di trasparenza, accountability e partecipazione del pubblico, con il formale superamento delle logiche dell’Accordo di cooperazione economica allegato al Trattato di Osimo del 1975 e l’altrettanto formale inquadramento dell’attività nelle politiche e nel diritto eurocomunitario. Si chiede l’inserimento della questione nell’ordine del giorno della riunione prevista il 30 settembre 2026 a Gorizia.

4_Si richiede inoltre che l’ordine del giorno della prossima riunione della Commissione Mista preveda l’avvio della concertazione per l’istituzione della Commissione Internazionale per la Protezione del Fiume Isonzo - Soča, sul modello delle commissioni fluviali europee e internazionali, con tre livelli di rappresentanza: decisionale (Stati, Regione FVG, Enti locali territoriali italiani e sloveni, Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, Direkcija Republike Slovenije za vode e  un rappresentante della Direzione Ambiente della Commissione Europea), tecnico-scientifico ( ARPA, ARSO, Università e Istituti di ricerca), e sociale (la cittadinanza, le ONG e le associazioni con lo status di osservatori). Al fine di prevenire i conflitti di interesse insiti nella partecipazione di portatori di interessi strettamente economici, si richiede che questi ultimi siano ammessi esclusivamente in veste di membri consultivi, senza diritto di voto.

Lo scrivente, nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali e di rappresentanza della cittadinanza e degli interessi diffusi del territorio, chiede alle Amministrazioni in indirizzo, ciascuna per le proprie competenze e attribuzioni di accogliere e farsi promotrici delle istanze sopra descritte, sia con le richieste azioni dirette ed urgenti sia in preparazione della imminente seduta della Commissione mista italo-slovena per l'idroeconomia prevista per il 30 settembre 2026 a Gorizia.
Chiede inoltre di fornire allo scrivente tempestivo riscontro scritto, ai sensi degli artt. 1 e 2 della Legge n. 241/1990 e delle disposizioni sul diritto di accesso alle informazioni ambientali di cui all’art.3 del D.Lgs. n. 195/2005, circa la ricezione della presente istanza e le concrete determinazioni che si intendano assumere o promuovere in seno alla delegazione italiana della Commissione Mista in merito ai punti 1, 2, 3 e 4 sopra esposti.



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