Svolta su questioni Isonzo, gestione acque, trasparenza Commissione mista: il Ministero dell'Ambiente risponde alle Istanze del Forum Gorizia. Il nuovo ordine del giorno della Commissione.
COMUNICATO STAMPA
La pluridecennale azione ecologica e politica per la salvaguardia del fiume
Isonzo e per la sua tutela nella dimensione transfrontaliera di fondamentale patrimonio
collettivo dalla sorgente alla foce ha raggiunto un importante risultato,
illustrato oggi in conferenza stampa con i consiglieri comunali Eleonora
Sartori e Andrea Picco (NOI MI NOALTRIS GO!), la consigliera regionale Giulia
Massolino (PATTO PER L’AUTONOMIA) e con Martina Luciani per Forum Gorizia.
Mentre in questa estate 2026, che si è abbattuta sull’Isonzo, e su tutti noi, con
autentica ferocia a causa della sempre più forte pressione del cambiamento
climatico, il Consiglio comunale non è riuscito ad esprimersi sulla crisi del
fiume a valle della centrale idroelettrica di Salcano, e sulle possibili azioni
da intraprendere, succede che il Ministero dell'Ambiente legittima via PEC le istanze inviate dal Forum Gorizia il 12 agosto scorso, risponde punto per punto
alle richieste, inserisce le prospettive suggerite nell'ordine del giorno della
prossima seduta della Commissione mista per l'idroeconomia, il 30 settembre e 1
ottobre prossimi. Il documento del 16
settembre è firmato è stato inviato anche al MAECI, al MIT, all’Autorità di
bacino distrettuale delle Alpi orientali, alla Direzione ambiente della Regione
Friuli Venezia Giulia
Il documento ministeriale esordisce dicendo che la questione
sollevata da Forum Gorizia, nei momenti più drammatici dell’emergenza idrica
sul fiume, al fine di richiedere rilasci urgenti di maggiori quantitativi
d’acqua dalla diga e dall’impianto idroelettrico di Salcano è prevista al punto
5 dell'OdG bilaterale.
Quanto alla stabilizzazione di costanti e maggiori rilasci d’acqua per evitare
la costruzione, con ingenti investimenti di risorse pubbliche, di ulteriori
dighe, o traverse o bacini di rifasamento in territorio italiano, il Ministero
precisa che ai punti 3 e 4 verrà trattato il tema dell’esecuzione di misure
congiunte per gestire la portata dell’Isonzo e della definizione di un
protocollo per affrontare i periodi di siccità.
Il Ministero ci ricorda anche che dal maggio 2024 la Commissione mista ha
deciso di costituire e riattivare specifici Gruppi di lavoro tecnici
bilaterali, specificamente dedicati all'attuazione della Direttiva Quadro sulle
Acque, alla mitigazione degli impatti dell’hydropeaking (i rilasci
intermittenti che distruggono l'ecosistema) e alla definizione di un protocollo
per la gestione dei bassi tiranti idrici in periodi di siccità. La
rappresentanza italiana in questi gruppi di lavoro è garantita dall’Autorità di
Bacino delle Alpi Orientali, dalla Regione FVG e da ARPA FVG.
Su questa importantissima informazione la consigliera regionale Giulia
Massolino del Patto per l’Autonomia oggi dichiara: “La risposta del MASE alla
nostra istanza apre, a mio avviso, un ulteriore e importante fronte di
approfondimento. Perché ci dice che già il 27 e 28 maggio 2024 la Commissione
mista italo-slovena per l’idroeconomia aveva individuato specifici gruppi di
lavoro bilaterali dedicati esattamente alle questioni che oggi sono al centro
del dibattito sull’Isonzo. E ci dice anche che a questi tavoli partecipano, per
la parte italiana, Regione FVG, Autorità di bacino delle Alpi Orientali e ARPA
FVG. Sono temi che abbiamo posto anche nella mozione consiliare n. 229, con cui
abbiamo chiesto una governance realmente transfrontaliera, trasparente e
partecipata dell’intero bacino dell’Isonzo-Soča, una diversa regolamentazione
dei rilasci di Solkan e una struttura permanente di cooperazione tra Italia e
Slovenia.”
“ Ma proprio per questo – precisa
Massolino - vogliamo capire che cosa sia successo in questi due anni:
quali tavoli si siano effettivamente riuniti, quali dati siano stati raccolti,
quali studi e misurazioni siano stati prodotti e, soprattutto, quali soluzioni
siano emerse sul problema dell’hydropeaking. Perché mentre si discute e si
finanzia un intervento da oltre 14 milioni di euro sul tratto italiano
dell’Isonzo, non possiamo non chiederci quali risultati abbia prodotto nel
frattempo il confronto tecnico transfrontaliero che avrebbe dovuto affrontare
proprio quel problema.”
“Per questo – conclude la consigliera del Patto per l’Autonomia - presenteremo
un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta di rendere
conto di questo percorso e di chiarire se e come gli esiti dei tavoli
bilaterali siano stati considerati nelle scelte progettuali e finanziarie già
assunte. Se davvero vogliamo governare l’Isonzo come un unico bacino, dobbiamo
prima di tutto sapere quali conoscenze e quali soluzioni condivise abbiamo costruito
insieme alla Slovenia.”
Il testo ricevuto dal Ministero dell’Ambiente ci fa sapere che la richiesta del Forum Gorizia di avviare la
concertazione per la nascita di una "Commissione Internazionale per la
Protezione e Gestione del Fiume Isonzo-Soča" , sarà valutata e
approfondita nelle competenti sedi istituzionali, analizzando sul piano del
merito, tecnico, giuridico e istituzionale i profili relativi alla governance,
all'equilibrio dei portatori di interesse e all'assetto del diritto di voto.
In merito all’istanza di adeguare il regolamento interno della Commissione
Mista per l’idroeconomia ai princìpi di trasparenza e pubblicità stabiliti
dalla Convenzione di Aarhus, il Ministero assicura l'avvio delle opportune
interlocuzioni bilaterali e ha inserito il tema al Punto 12 dell'Ordine del giorno.
Evidentemente l’argomentazione di Forum Gorizia è stata particolarmente
efficace, visto è prevista la presentazione di un portale web “Isonzo” dedicato
all’attività della Commissione mista italo-slovena per l’idroeconomia, finalizzato
al miglioramento della comunicazione e della collaborazione transfrontaliera
tra i due Paesi. La gestione dell'Isonzo non sarà più una questione diplomatica
senza strumenti di controllo e verifica sui temi, sulle decisioni e relative
motivazioni, nonché sul recepimento coordinato delle decisioni stesse nelle
rispettive legislazioni nazionali e regionali, nei piani di gestione delle
acque e nei piani di governo e pianificazione del territorio delle due nazioni,
rendendo finora impossibile, in capo ai cittadini e ai portatori di interessi
diffusi, l’identificazione delle responsabilità istituzionali, in contrasto
inoltre con il principio internazionale
di accesso alla giustizia in materia ambientale e con il diritto alla tutela
giurisdizionale previsto dall'art. 24 della Costituzione Italiana.

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