domenica 20 settembre 2026

ISONZO. ll sindaco perora l'invaso sul fiume da tre milioni di metri cubi (quello del 1978?) E cerca per la sua personale nuova diga i soldi della quota slovena


Sul quotidiano Il Piccolo del 20 settembre 2026, il sindaco di Gorizia - neoeletto presidente della Commissione politiche comunitarie dell'ANCI (!) - infila nuove perle di saggezza alla collana, a molteplici giri, della follia locale. Perle verde Isonzo, bel colore ma così imperfette che, esigenti come siamo, ne facciamo volentieri a meno. 

di Martina Luciani

L'esordio dell'esternazioni parte dalla richiesta di un invaso da 3 milioni di metri cubi. Fermo restando che il progetto della Regione FVG/Consorzio di bonifica prevede 1 milione di metri cubi, con opere in alveo a valle del ponte del Torrione, le quantità invocate dal primo cittadino sono quelle della prima, vecchia ipotesi di bacino di rifasamento.
Ricordo, che con un'operazione molto discutibile sul piano del diritto, il Consiglio comunale di Gorizia, nel 1977, ottenne che la Commissione mista per l'idroeconomia recepisse e attuasse il cosiddetto sistema globale, autentica idiozia di stampo nazionalistico (racconterò come ci si è arrivati a breve): Jugoslavia faccia la diga e l'impianto idroelettrico, l'Italia, faccia il bacino di rifasamento in Italia, con uno sbarramento al ponte del Torrione. Ipotesi che abbandonava la previsione degli accordi internazionali: diga e sbarramento in territorio jugoslavo e entrambi in joint venture.

Di questa criticità era ben consapevole il sindaco di allora, Pasquale De Simone ( altra tempra e levatura politica, i sindaci di una volta) che nella sua interlocuzione di allora con il ministro Forlani si dichiarava consapevole della discrepanza che la modifica presenta con gli Accordi bilaterali sottoscritti a Osimo, anche perché se l’opera non fosse stata compresa tra quelle previste dagli Accordi stessi avrebbe dovuto essere realizzata con finanziamenti ad hoc.

 
Discrepanza perché la disposizione dell’art. 3 dell’Accordo per la promozione della cooperazione economica dice: «I due Governi raccomanderanno alle rispettive organizzazioni ed imprese di cooperare [...] ai fini dell'utilizzazione idroelettrica dei corsi d'acqua che interessano i due Paesi, e in particolare dell'Isonzo, e della regolazione dei bacini e corsi d'acqua d'interesse comune»: ovvero  la “costruzione, nei pressi di Salcano, di una diga sull'lsonzo e di un impianto idroelettrico.”  Con ulteriore precisazione: "Qualora la costruzione di questo impianto non dovesse sembrare conveniente dal punto di vista tecnico o economico, si provvederà a costruire, per mezzo di joint ventures, un bacino in territorio jugoslavo, destinato a migliorare il regime delle acque dell'Isonzo e ad irrigare i terreni situati in territorio italiano a sud di Gorizia.”

Piazza Traunik: Isonzo: il grande equivoco transfrontaliero cominciato 35 anni fa

In più, non è che alla Jugoslavia piacesse granchè il bacino da tre milioni di metri cubi, perchè era prevedibile il cosiddetto "rigurgito" delle acque oltre confine, a casa loro, e inoltre nel 1962 le sponde del tratto dell'Isonzo dal ponte del Torrione verso monte ( unico sito in cui potrebbero starci tre milioni di metri cubi d'acqua vista l'altezza delle sponde) furono poste sotto tutela Decreto Ministeriale del 6 marzo 1962
(pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 81 del 28 marzo 1962) che sancì la "Dichiarazione di notevole interesse pubblico delle sponde del fiume Isonzo nel Comune di Gorizia".

Successivamente il sindaco fa propria, seppur in maniera sbrigativa, la richiesta dell'ordine del giorno dei consiglieri Sartori e Picco diretta a risolvere il problema dell'inadeguatezza delle norme pattizie di Osimo e la loro obsolescenza sia rispetto la rivoluzione in materia ecologica sul piano della scienza, del diritto internazionale, europeo e nazionale sia a fronte delle nuove regole di vita e di governo che ci vengono imposte dalla violenza del cambiamento climatico. Sta scritto nell'ordine del giorno non ammesso alla discussione del Consiglio comunale: 
la pressione crescente del cambiamento climatico e il susseguirsi di crisi idriche senza precedenti hanno reso del tutto obsoleti i modelli idrologici, i parametri matematici e gli obiettivi della gestione dei bacini idrici, così che gli accordi bilaterali fissati decenni fa sulla base del Trattato di pace del 1947 e del Trattato di Osimo del 1975 sono oggi incoerenti con la presente situazione ecologica, con l’emergenza climatica e con l’evidenza del prevalere della salvaguardia, della salute e della sicurezza dei corpi idrici sulle logiche di sfruttamento unicamente industriale dell’acqua. 

Infine salta fuori che per il progetto dell'invaso ( presumo quello da 3 milioni di metri cubi) la quota italiana dell'opera è stata finanziata, ma altrettanto non è avvenuto per la quota slovena.
Da dove si ricavi questa cronaca io proprio non so, e ne ho passate di carte sul tema. Pronta a ricredermi ovviamente. Tuttavia faccio sapere al sindaco che il 13 luglio1995 fu varata una legge, la
 295, che fu così illustrata all'aula del Senato << I finanziamenti originariamente previsti per la cooperazione economica con l'ex Jugoslavia vengono qui espressamente rimodulati. In particolare, le somme precedentemente vincolate alla costruzione di una diga a valle di Salcano, prevista dagli accordi di Osimo, non verranno erogate per tale opera. Tale progetto è stato fortunatamente abbandonato perché avrebbe avuto un devastante impatto ambientale sul fiume Isonzo in territorio italiano.>>
La legge del 1995 dunque costituisce il cambio di

rotta dello Stato italiano, anticipatorio delle future politiche ambientali europee, una sorta di cometa che indicava una direzione rispetto la quale siamo andati in direzione ostinatamente contraria. Non so nemmeno come sia stato possibile che a metà degli anni 90 si manifestasse in Parlamento la visione di 
Isonzo – Soča come un'unica condivisa entità ecologica. 

Sotto questo sconclusionato intervento del primo cittadino, ci si ristora il cervello con la conferenza stampa tenuta ieri per illustrare la risposta del Ministero dell'Ambiente all'istanza formale inviata l'11 agosto scorso. Sul Piccolo di oggi ma anche qui: Piazza Traunik: Gorizia, 19 settembre 2026: Ministero dell'Ambiente risponde all'istanza inviata ad agosto da Forum Gorizia. E inserisce le richieste nell'odg della prossima riunione della Commissione mista per l'idroeconomia










sabato 19 settembre 2026

Gorizia, 19 settembre 2026: Ministero dell'Ambiente risponde all'istanza inviata ad agosto da Forum Gorizia. E inserisce le richieste nell'odg della prossima riunione della Commissione mista per l'idroeconomia


Svolta su questioni Isonzo, gestione acque, trasparenza Commissione mista: il Ministero dell'Ambiente risponde alle Istanze del Forum Gorizia. Il nuovo ordine del giorno della Commissione.

COMUNICATO STAMPA

La pluridecennale azione ecologica e politica per la salvaguardia del fiume Isonzo e per la sua tutela nella dimensione transfrontaliera di fondamentale patrimonio collettivo dalla sorgente alla foce ha raggiunto un importante risultato, illustrato oggi in conferenza stampa con i consiglieri comunali Eleonora Sartori e Andrea Picco (NOI MI NOALTRIS GO!), la consigliera regionale Giulia Massolino (PATTO PER L’AUTONOMIA) e con Martina Luciani per Forum Gorizia.

Mentre in questa estate 2026, che si è abbattuta sull’Isonzo, e su tutti noi, con autentica ferocia a causa della sempre più forte pressione del cambiamento climatico, il Consiglio comunale non è riuscito ad esprimersi sulla crisi del fiume a valle della centrale idroelettrica di Salcano, e sulle possibili azioni da intraprendere, succede che il Ministero dell'Ambiente legittima via PEC le istanze inviate dal Forum Gorizia il 12 agosto scorso, risponde punto per punto alle richieste, inserisce le prospettive suggerite nell'ordine del giorno della prossima seduta della Commissione mista per l'idroeconomia, il 30 settembre e 1 ottobre prossimi. Il documento  del 16 settembre è firmato è stato inviato anche al MAECI, al MIT, all’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali, alla Direzione ambiente della Regione Friuli Venezia Giulia

Il documento ministeriale esordisce dicendo che la questione sollevata da Forum Gorizia, nei momenti più drammatici dell’emergenza idrica sul fiume, al fine di richiedere rilasci urgenti di maggiori quantitativi d’acqua dalla diga e dall’impianto idroelettrico di Salcano è prevista al punto 5 dell'OdG bilaterale.

Quanto alla stabilizzazione di costanti e maggiori rilasci d’acqua per evitare la costruzione, con ingenti investimenti di risorse pubbliche, di ulteriori dighe, o traverse o bacini di rifasamento in territorio italiano, il Ministero precisa che ai punti 3 e 4 verrà trattato il tema dell’esecuzione di misure congiunte per gestire la portata dell’Isonzo e della definizione di un protocollo per affrontare i periodi di siccità.

Il Ministero ci ricorda anche che dal maggio 2024 la Commissione mista ha deciso di costituire e riattivare specifici Gruppi di lavoro tecnici bilaterali, specificamente dedicati all'attuazione della Direttiva Quadro sulle Acque, alla mitigazione degli impatti dell’hydropeaking (i rilasci intermittenti che distruggono l'ecosistema) e alla definizione di un protocollo per la gestione dei bassi tiranti idrici in periodi di siccità. La rappresentanza italiana in questi gruppi di lavoro è garantita dall’Autorità di Bacino delle Alpi Orientali, dalla Regione FVG e da ARPA FVG.

Su questa importantissima informazione la consigliera regionale Giulia Massolino del Patto per l’Autonomia oggi dichiara: “La risposta del MASE alla nostra istanza apre, a mio avviso, un ulteriore e importante fronte di approfondimento. Perché ci dice che già il 27 e 28 maggio 2024 la Commissione mista italo-slovena per l’idroeconomia aveva individuato specifici gruppi di lavoro bilaterali dedicati esattamente alle questioni che oggi sono al centro del dibattito sull’Isonzo. E ci dice anche che a questi tavoli partecipano, per la parte italiana, Regione FVG, Autorità di bacino delle Alpi Orientali e ARPA FVG. Sono temi che abbiamo posto anche nella mozione consiliare n. 229, con cui abbiamo chiesto una governance realmente transfrontaliera, trasparente e partecipata dell’intero bacino dell’Isonzo-Soča, una diversa regolamentazione dei rilasci di Solkan e una struttura permanente di cooperazione tra Italia e Slovenia.”
“ Ma proprio per questo – precisa   Massolino - vogliamo capire che cosa sia successo in questi due anni: quali tavoli si siano effettivamente riuniti, quali dati siano stati raccolti, quali studi e misurazioni siano stati prodotti e, soprattutto, quali soluzioni siano emerse sul problema dell’hydropeaking. Perché mentre si discute e si finanzia un intervento da oltre 14 milioni di euro sul tratto italiano dell’Isonzo, non possiamo non chiederci quali risultati abbia prodotto nel frattempo il confronto tecnico transfrontaliero che avrebbe dovuto affrontare proprio quel problema.”
“Per questo – conclude la consigliera del Patto per l’Autonomia - presenteremo un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta di rendere conto di questo percorso e di chiarire se e come gli esiti dei tavoli bilaterali siano stati considerati nelle scelte progettuali e finanziarie già assunte. Se davvero vogliamo governare l’Isonzo come un unico bacino, dobbiamo prima di tutto sapere quali conoscenze e quali soluzioni condivise abbiamo costruito insieme alla Slovenia.”

Il testo ricevuto dal Ministero dell’Ambiente ci fa sapere che la  richiesta del Forum Gorizia di avviare la concertazione per la nascita di una "Commissione Internazionale per la Protezione e Gestione del Fiume Isonzo-Soča" , sarà valutata e approfondita nelle competenti sedi istituzionali, analizzando sul piano del merito, tecnico, giuridico e istituzionale i profili relativi alla governance, all'equilibrio dei portatori di interesse e all'assetto del diritto di voto. 

In merito all’istanza di adeguare il regolamento interno della Commissione Mista per l’idroeconomia ai princìpi di trasparenza e pubblicità stabiliti dalla Convenzione di Aarhus, il Ministero assicura l'avvio delle opportune interlocuzioni bilaterali e ha inserito il tema al Punto 12 dell'Ordine del giorno. Evidentemente l’argomentazione di Forum Gorizia è stata particolarmente efficace, visto è prevista la presentazione di un portale web “Isonzo” dedicato all’attività della Commissione mista italo-slovena per l’idroeconomia, finalizzato al miglioramento della comunicazione e della collaborazione transfrontaliera tra i due Paesi. La gestione dell'Isonzo non sarà più una questione diplomatica senza strumenti di controllo e verifica sui temi, sulle decisioni e relative motivazioni, nonché sul recepimento coordinato delle decisioni stesse nelle rispettive legislazioni nazionali e regionali, nei piani di gestione delle acque e nei piani di governo e pianificazione del territorio delle due nazioni, rendendo finora impossibile, in capo ai cittadini e ai portatori di interessi diffusi, l’identificazione delle responsabilità istituzionali, in contrasto inoltre con il principio  internazionale di accesso alla giustizia in materia ambientale e con il diritto alla tutela giurisdizionale previsto dall'art. 24 della Costituzione Italiana.

venerdì 18 settembre 2026

Il testo dell'istanza dell'11 agosto 2026 del Forum Gorizia ai Ministeri dell'Ambiente, degli Esteri, delle Infrastrutture, all'Autorità di Bacino Alpi Orinetali e alla Regione Friuli Venezia Giulia


Oggetto: Istanza in materia ambientale concernente l'attuale emergenza ecologica del fiume Isonzo, la Commissione mista per l’idroeconomia Italia - Slovenija e la gestione transfrontaliera del fiume Isonzo - Soča.

1_Richiesta urgente al Governo della Repubblica di Slovenija di maggiori rilasci d'acqua dalla diga di Salcano- Solkan da parte dell’impianto idroelettrico della società Soške elektrarne d.o.o. interamente partecipata dalla Holding statale HSE per fronteggiare l’attuale emergenza idrica dell’Isonzo in territorio italiano

2_Proposta di inserimento all’ordine del giorno della prossima seduta della Commissione mista per l'idroeconomia della stabilizzazione e delle modifiche in aumento dei rilasci d’acqua dalla diga della Soške elektrarne d.o.o. con la finalità di assicurare nel tempo il regolare Deflusso Ecologico del fiume in territorio italiano, le necessità del comparto agricolo e idroelettrico e la gestione delle emergenze ecologiche

3_ Richiesta di prioritaria revisione del Regolamento interno in materia di trasparenza e pubblicità delle sedute della Commissione Mista per l'idroeconomia Italia - Slovenija.

4_ Richiesta di avvio della concertazione per la costituzione di una Commissione Internazionale per la Protezione e Gestione del Fiume Isonzo – Soča.

 
Lo scrivente presidente dell’Associazione Forum Gorizia e consigliere comunale di Gorizia
Andrea Picco  rivolge la presente istanza ai Ministeri dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Regione Friuli Venezia Giulia e all’Autorità di Bacino Alpi orientali affinchè si provveda come descritto nei punti seguenti:

1_a causa della pressione congiunta della crescente crisi climatica sull’intero bacino idrografico transnazionale e dell’hydropeaking, determinato dalla gestione irregolare e insufficiente dei rilasci d’acqua dalla diga di Salcano - Solkan, è necessario fronteggiare, in stato di emergenza e con un intervento diretto al Governo della Repubblica di  Slovenija, la gravissima crisi idrica ed ecologica in cui si trova il fiume Isonzo, ottenendo maggiori rilasci d'acqua dalla diga da parte dell’impianto idroelettrico  della società Soške elektrarne d.o.o. interamente partecipata  dalla Holding statale HSE.

2_ Per evitare la costruzione, con ingenti investimenti di risorse pubbliche, di ulteriori dighe o traverse o bacini di rifasamento  sull’Isonzo in territorio italiano e garantire, con portate regolari e quantitativamente commisurate alle presenti e prevedibili necessità dirette a realizzare il buono stato ecologico del fiume, la tutela della biodiversità e la conservazione dei servizi ecosistemici, cui si aggiungono i bisogni del comparto agricolo e idroelettrico, è necessario praticare in via definitiva una diversa regolamentazione dei rilasci, da parte dell’impianto idroelettrico di Solkan, della società Soške elektrarne d.o.o., interamente partecipata  dalla Holding statale HSE. Si chiede l’inserimento della questione nell’ordine del giorno della riunione prevista il 30 settembre 2026 a Gorizia.  

3_ La Convenzione di Aarhus (recepita dall'Italia e dalla Slovenija) dispone “Per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere, ciascuna Parte garantisce il diritto di accesso alle informazioni, di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di accesso alla giustizia in materia ambientale in conformità delle disposizioni della presente convenzione”.
La Commissione mista per l’idroeconomia Italia - Slovenija disattende i principi della Convenzione: non contiene nel proprio Regolamento l’impegno a garantire alle generazioni presenti e future il diritto di vivere in un ambiente salubre, non assicura trasparenza sulla propria attività, né permette la partecipazione con lo status di osservatore ufficiale alle ONG ambientali e alle associazioni dei cittadini, né i verbali delle riunioni sono facilmente accessibili su un sito specifico o almeno sui siti del Ministero dell’Ambiente, dell’Autorità di bacino delle Alpi Orientali o della Regione Friuli Venezia Giulia.
Tale assetto definisce l’attività commissariale relativa all’Isonzo Soča come un affare riservato tra Governi senza possibilità di controllo e verifica sui temi, sulle decisioni e relative motivazioni, nonché sul recepimento coordinato delle decisioni stesse - rappresentate esclusivamente nei verbali delle sedute - nelle rispettive legislazioni nazionali e regionali, nei piani di gestione delle acque e nei piani di governo e pianificazione del territorio delle due nazioni, rendendo impossibile, in capo ai cittadini e ai portatori di interessi diffusi, l’identificazione delle responsabilità istituzionali. Ciò determina una palese lesione del terzo pilastro della Convenzione di Aarhus (Accesso alla giustizia in materia ambientale) e dell'art. 24 della Costituzione Italiana, con la compressione del fondamentale diritto alla tutela giurisdizionale.
E’ necessario pertanto che al Regolamento vigente siano apportate le modifiche necessarie a sanare il deficit di trasparenza, accountability e partecipazione del pubblico, con il formale superamento delle logiche dell’Accordo di cooperazione economica allegato al Trattato di Osimo del 1975 e l’altrettanto formale inquadramento dell’attività nelle politiche e nel diritto eurocomunitario. Si chiede l’inserimento della questione nell’ordine del giorno della riunione prevista il 30 settembre 2026 a Gorizia.

4_Si richiede inoltre che l’ordine del giorno della prossima riunione della Commissione Mista preveda l’avvio della concertazione per l’istituzione della Commissione Internazionale per la Protezione del Fiume Isonzo - Soča, sul modello delle commissioni fluviali europee e internazionali, con tre livelli di rappresentanza: decisionale (Stati, Regione FVG, Enti locali territoriali italiani e sloveni, Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, Direkcija Republike Slovenije za vode e  un rappresentante della Direzione Ambiente della Commissione Europea), tecnico-scientifico ( ARPA, ARSO, Università e Istituti di ricerca), e sociale (la cittadinanza, le ONG e le associazioni con lo status di osservatori). Al fine di prevenire i conflitti di interesse insiti nella partecipazione di portatori di interessi strettamente economici, si richiede che questi ultimi siano ammessi esclusivamente in veste di membri consultivi, senza diritto di voto.

Lo scrivente, nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali e di rappresentanza della cittadinanza e degli interessi diffusi del territorio, chiede alle Amministrazioni in indirizzo, ciascuna per le proprie competenze e attribuzioni di accogliere e farsi promotrici delle istanze sopra descritte, sia con le richieste azioni dirette ed urgenti sia in preparazione della imminente seduta della Commissione mista italo-slovena per l'idroeconomia prevista per il 30 settembre 2026 a Gorizia.
Chiede inoltre di fornire allo scrivente tempestivo riscontro scritto, ai sensi degli artt. 1 e 2 della Legge n. 241/1990 e delle disposizioni sul diritto di accesso alle informazioni ambientali di cui all’art.3 del D.Lgs. n. 195/2005, circa la ricezione della presente istanza e le concrete determinazioni che si intendano assumere o promuovere in seno alla delegazione italiana della Commissione Mista in merito ai punti 1, 2, 3 e 4 sopra esposti.



giovedì 17 settembre 2026

Gorizia e l'Isonzo: sulla questione della gestione transfrontaliera il sindaco può esternare come gli pare ma un'odg dei consiglieri comunali sullo stesso tema si ferma alla dogana dell'inammissibilità e non ha accesso alla discussione politica.

 


Che nella centrale di governo di questa comunità sussista un corto circuito istituzionale, intellettuale e politico probabilmente senza precedenti è evidente. Serve un elettricista con laurea in Ingegneria elettrica o basta cambiare amministrazione alle prossime elezioni amministrative? 

di Martina Luciani

Il sindaco di Gorizia scrive una lettera, la invia al ministro Pichetto Fratin del MASE, al ministro degli esteri, all’assessore regionale all’ambiente, e si esprime su questioni che riguardano la gestione transfrontaliera, attingendo all’ordine del giorno dei consiglieri Eleonora Sartori e Andrea Picco, i quali oggi con ammirevole eleganza politica rivendicano con un comunicato stampa (che riporto sotto)  la primogenitura dell’analisi e delle richieste in buona parte “copiaincollate” nella lettera del sindaco.
Preventivamente il segretario comunale aveva bollato come 'inammissibile' l’ordine del giorno dei consiglieri Eleonora Sartori e Andrea Picco per la tutela dell'Isonzo, con una giustificazione giuridicamente surreale: l'atto proposto sarebbe troppo perentorio su questioni che riguardano uno Stato estero.

 Secondo questa logica giuridica, un Consiglio Comunale eletto dai cittadini non avrebbe il diritto di impegnare la propria Giunta a fare pressione sul proprio Governo nazionale per salvaguardare il fiume che attraversa la città insieme agli interessi che e ai diritti che sono riconosciuti agli utilizzatori a valle del confine attraversato da un fiume internazionale.
Tuttavia il sindaco, nella sua perorazione al ministro, tratta le stesse identiche dinamiche italo-slovene, gli stessi presupposti del diritto eurounitario, la stessa problematica di obsolescenza delle norme dei trattati bilaterali discesi dal Trattato di pace del 1947, le modalità di rilascio dell’acqua dalla centrale idroelettrica di Salcano, che per inciso è di proprietà statale, la stessa crescente pressione del cambiamento climatico.
Delle due l'una: o la lettera del Sindaco è anch’essa un’ingerenza politica nei confronti della Repubblica di Slovenia, oppure – come è evidente –lo stop del Segretario maschera una precisa scelta politica della Giunta. Il problema non è la competenza del Consiglio comunale su materia transanazionale (che tanto il profilo specifico non sussisteva), è che non si deve discutere sul progetto della diga finanziato dalla Regione.
Infatti l’ordine del giorno (lo leggete qui: Piazza Traunik: Crisi Isonzo. Il sindaco di Gorizia scrive agli amici ministri e assessore regionale, e copia incolla dall'odg della minoranza mai ammesso in Consiglio comunale) chiedeva di mettere nero su bianco il no del Comune di Gorizia all'invaso di Piuma da 14 milioni di euro, elargiti dalla Regione FVG al Consorzio di bonifica Pianura Isontina, con ciò stabilendo la tutela ecologica del fiume ed escludendo colate di cemento in alveo. Il Consiglio Comunale è stato esautorato, mentre sotto i riflettori (potenziati dal fatto che siamo ormai in campagna elettorale) ci sono il pieno, entusiastico consenso del Comune al progetto “consortilregionale” ( quindi il rafforzamento dei legami con la Giunta regionale e dell’amicizia con il Consorzio di bonifica) e il suo nuovo talento eco-illogico (ma a che futura carriera si sta preparando il sindaco?)


Da ricordare che in occasione di una audizione nella IV Commissione regionale, il 17 ottobre del 2024, il sindaco aveva inviato un documento in cui si legge: “É opportuno evidenziare che ogni intervento, anche parziale, orientato alla riduzione dei fenomeni indesiderati sul fiume Isonzo dovrà basarsi su uno studio adeguato delle possibili soluzioni alternative dimostrando che le scelte progettuali corrisponderanno alla migliore soluzione, tra quelle tecnicamente ed economicamente percorribili, in grado di rispondere alle esigenze di tutela della sicurezza idraulica e alla salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema. Per quanto attiene alle problematiche presenti nel territorio del Comune di Gorizia si rappresenta la necessità di porre massima attenzione a tutte le potenziali situazioni di instabilità delle sponde, che potrebbero aggravarsi in conseguenza degli aumenti del livello nel fiume all’interno dei bacini di rifasamento. Alla luce di quanto sopra osservato il Comune di Gorizia resta pertanto in attesa di poter al più presto esaminare il progetto (PFTE) che predisporrà il Consorzio di bonifica della Venezia Giulia, per l’apporto di eventuali suggerimenti e proposte volte alla miglior riuscita possibile dell’investimento.”
Una posizione non di chiusura, ma estremamente cauta. Un accettabile minimo sindacale. 
Allora, è ben vero che nel frattempo, nonostante tutto, molta acqua è comunque passata sotto i ponti, ma si vorrebbe sapere su che basi ora il sindaco ha la certezza che le scelte progettuali corrispondono alla migliore soluzione, tra quelle tecnicamente ed economicamente percorribili, in grado di rispondere alle esigenze di tutela della sicurezza idraulica e alla salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema; che la questione delle instabilità delle sponde (in seguito c’è stato un crollo poco oltre il ponte del Torrione) è stata esaminata; che il Comune ha esaminato il progetto e magari proposto suggerimenti per la migliore riuscita dell’investimento.
Insomma vogliamo sapere cosa sa il sindaco che noi ancora non sappiamo e dopo quale discussione partecipata con i consiglieri comunali, eletti dai cittadini, il sindaco afferma che il progetto della diga risolverà pressochè definitivamente il problema delle portate dell’Isonzo: a vantaggio, in questo ordine, del sistema irriguo, della produzione idroelettrica e, infine, della tutela dell’ambiente. 

La nota di Eleonora Sartori e Andrea Picco, di oggi, 17 settembre.

Dal Pantone Isonzo all'azzurro di Forza Italia con un colpo di prestigio del primo cittadino

Ci vuole un certo talento, bisogna ammetterlo. Trasformare un’iniziativa della minoranza in un solitario assolo del primo cittadino è un’opera d’arte burocratica che merita un applauso spontaneo.

In queste ore abbiamo ri-letto con vivo interesse la missiva inviata dal Sindaco ai Ministri e all’Assessore regionale competenti per riaccendere i riflettori sulla crisi ecologica dell’Isonzo. Un gesto nobile, accorato, tempestivo. Se non fosse per un piccolo, delizioso "dettaglio di produzione": quella lettera non è tutta farina del suo sacco, ma il frutto confezionato di un Ordine del Giorno presentato dai consiglieri di opposizione Andrea Picco e Eleonora Sartori lo scorso 17 agosto e letta in aula di Consiglio il 14 settembre.

La storia è quasi poetica nella sua dinamica d'aula: l'Ordine del Giorno sul tema Isonzo giaceva in Consiglio comunale, pronto per essere iscritto e finalmente dibattuto. Ma siccome i tempi dell'aula – si sa – sanno essere tiranni (o forse la prospettiva di un dibattito aperto spaventava più del dovuto), il testo non si poteva discutere. Che fare dunque? Semplice: applicare la nota legge del riciclo amministrativo.

Con un agile gioco di prestigio, la proposta dell'opposizione è stata tolta dal bancone del Consiglio, impacchettata al volo e tramutata direttamente in una "comunicazione del Sindaco", ipotesi sulla quale abbiamo manifestato la nostra adesione pur di affrontare la questione in tempi rapidi, diventando poco dopo la lettera spedita a Roma e Trieste e letta nel corso della seduta. Un vero miracolo della transustanziazione politica: l'iniziativa consiliare entra da una porta come proposta della minoranza ed esce dall'altra con il timbro personale del Sindaco.

Non ce ne lamentiamo, sia chiaro: che l'Amministrazione attinga a piene mani dalle idee dell'opposizione per ricordarsi che l'Isonzo esiste e soffre è un fatto del tutto positivo. Siamo felici di fare da ghostwriter gratuiti per Palazzo Attems se questo serve alla causa del nostro fiume.

L'importante, però, è che tra una firma in calce e un comunicato trionfale, ci si ricordi la sorgente da cui nascono le cose, per restare in tema fluviale.

Noi continueremo a proporre; al Sindaco lasciamo volentieri l'onere di firmare, sperando solo che alla rapida appropriazione delle idee senza citarne le fonti segua una pari celerità nel pretendere risposte concrete per la tutela del nostro territorio.

martedì 15 settembre 2026

Crisi Isonzo. Il sindaco di Gorizia scrive agli amici ministri e assessore regionale, e copia incolla dall'odg della minoranza mai ammesso in Consiglio comunale


I
l sindaco espone in una lettera la sua personale opinione sulla crisi dell'Isonzo, in parte ispirandosi all'ordine del giorno dei consiglieri Sartori e Picco, in parte glorificando il progetto da 14 milioni di euro per un invaso da un milione di metri cubi a Piuma. L'odg non è stato ammesso alla discussione in Aula con una giustificazione risibile che cela la preoccupazione di attivare un confronto politico in Consiglio sul progetto della diga a Piuma.
Chi ha scritto e cosa. E un po' di link per i più diligenti che vogliono approfondire.


di Martina Luciani

Ieri, 14 settembre 2026, in Consiglio comunale il sindaco di Gorizia ha illustrato la lettera inviata al ministro della Transizione Ecologica e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e per conoscenza al vice premier Antonio Tajani e all'assessore regionale all'Ambiente Fabio Scoccimarro. Così scrive il giornale on line Il Goriziano, prendendo uno svarione sul fatto che il Ministero oggi si chiama "dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica" (il MITE ha cambiato nome nel 2022). Leggete i contenuti qui: Isonzo, portata e tutela dell’ecosistema, Ziberna scrive al Governo: «Servono interventi strutturali» • Il Goriziano.

Quel che non leggerete è che l'iniziativa non è stata per il sindaco una sorta di illuminazione come quella di San Paolo sulla via di Damasco ma la sua lodevole seppur parziale ripresa dell'ordine del giorno presentato dai consiglieri Eleonora Sartori e Andrea Picco il 17 agosto scorso.
Odg peraltro che l'ingessatissima postazione giuridica rappresentata dal segretario comunale ha giudicato inammissibile al voto del Consiglio, impedendo così una discussione che certamente avrebbe avuto risvolti interessanti. Forse, va detto, l'inammissibilità è una mossa strategica per evitare che in Consiglio comunale si parli e ci si esponga politicamente sulla questione del progetto della diga, progetto finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, con l'amico assessore Scoccimarro, e 14 milioncini di euro messo in mano al solito Consorzio di bonifica Pianura Isontina e il suo solito presidente Lorenzon.

Di seguito il testo dell'ordine del giorno di Sartori e Picco, che costituisce il passo successivo all'invio, da parte del Forum Gorizia, nel clou dell'atroce estate 2026 vissuta malamente dall'Isonzo e da noi tutti, un'istanza formale al Governo, alla Regione Friuli Venezia Giulia e all'Autorità di bacino di cui ho già dato notizia qui: Piazza Traunik: L’Isonzo muore, serve più acqua dalla diga di Salcano. Forum Gorizia sollecita il Governo, la Regione e l’Autorità di bacino.
E se ne parla anche sulla rivista Il Passo Giusto: Isonzo tra due Stati, ritardi culturali, burocrazie miopi e interessi parziali - Il Passo Giusto

Ricordo che l'istanza, oltre a indicare l'urgenza estrema di una diversa regolazione dei rilasci dalla diga di Salcano e a chiedere una vera e competente Istituzioni internazionale che governi il fiume transfrontaliero, pone l'annosa questione del deficit di trasparenza, accountability e partecipazione del pubblico in capo alla Commissione mista per l'idro-economia, con il formale superamento delle logiche dell'Accordo di cooperazione economica allegato al Trattato di Osimo del 1975.  

Ecco il testo dell'ordine del giorno "inammissibile"

Premesso che l’ Isonzo costituisce un patrimonio idrico, ecologico, agricolo ed economico il cui depauperamento, per qualsiasi ragione, determina un danno ambientale incalcolabile

 Considerato
che la gestione dei flussi d'acqua risente pesantemente dei rilasci intermittenti (hydropeaking) dell'impianto idroelettrico sloveno di Salcano (Solkan), che i rilasci effettuati vengono calcolati come portata media e non come deflusso costante tale da assicurare la vita dell’intero ecosistema Isonzo a valle del confine italo sloveno.

 Considerato
che è evidente come la pressione crescente del cambiamento climatico e il susseguirsi di crisi idriche senza precedenti hanno reso del tutto obsoleti i modelli idrologici, i parametri matematici, gli obiettivi della gestione dei bacini idrici, così che gli accordi bilaterali fissati cinquant'anni fa sulla base del Trattato di pace del 1947 e del Trattato di Osimo del 1975 sono oggi del tutto incoerenti con la presente situazione ecologica, con l’emergenza climatica, con la consapevolezza dei servizi ecosistemici e della prevalenza della salvaguardia ambientale, della salute e della sicurezza dei corpi idrici sulle logiche di sfruttamento industriale dell’acqua.

Evidenziato
che la Commissione mista italo-slovena per l'idroeconomia opera in forza dell’Accordo di cooperazione economica del Trattato di Osimo del 1975 con competenza a trattare “proposte relative all’utilizzazione, nell’interesse comune, delle acque dell’Isonzo” ( art. 3 dell’Accordo per il funzionamento della Commissione mista permanente, 3 febbraio 1978), ferma restando la possibilità per i due Governi di trattare anche direttamente le questioni di competenza della Commissione stessa.

Valutato
che gli studi scientifici in continua evoluzione e i parametri della Direttiva Quadro sulle Acque dell'Unione Europea (2000/60/CE), con riferimento alla Common Implementation Strategy, in particolare i Documenti di Orientamento n. 31 sul deflusso ecologico e n. 37 sulle misure di mitigazione per i corpi idrici modificati, impongono oggi il passaggio dal vecchio concetto burocratico di mera spartizione delle acque da "portata minima" a quello dinamico di "flusso ecologico". https://www.ecologic.eu/sites/default/files/publication/2020/guidance-no-37-steps-defining-and-assessing-ecological-potential-for-improving-comparability-hmwbs.pdf

https://circabc.europa.eu/sd/a/d1d6c347-b528-4819-aa10-6819e6b80876/Guidance%20No%2037%20-%20Steps%20for%20defining%20and%20assessing%20ecological%20potential%20for%20improving%20comparability%20of%20Heavily%20Modified%20Water%20Bodies.pdf


Valutato che il Considerando 35 della Direttiva Acque 2000/60/CE stabilisce testualmente che "nei bacini idrografici ove l’utilizzo dell’acqua può avere ripercussioni a livello transfrontaliero, i requisiti per il conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dalla presente direttiva e, in particolare, tutti i programmi di misure dovrebbero essere coordinati per l’ultimo distretto idrografico", escludendo logiche industriali non coordinate con il Distretto idrografico di riferimento a valle, all’insegna di una trasparente corresponsabilità ecologica transfrontaliera, perfettamente coerente con le premesse e i principi espressi nel corso della Capitale europea della cultura 2025.

Valutato che il Considerando 18 della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE sancisce espressamente che il conseguimento degli obiettivi comunitari "richiede un'azione coordinata della Comunità e degli Stati membri nonché l'adozione di provvedimenti da parte delle autorità locali", incardinando l'azione di sollecitazione al Governo italiano da parte del Comune di Gorizia nel quadro dei doveri istituzionali europei.


IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
_a sollecitare con massima urgenza il Governo Italiano, affinché nella prossima riunione della Commissione mista del 30 settembre si descriva formalmente l’insostenibile criticità dell'attuale quadro regolatorio con cui opera il soggetto gestore dell’impianto idroelettrico di Salcano e si proceda a concordare la ridefinizione, dalla diga di Salcano, di rilasci graduali e di un deflusso minimo costante più alto, con la rimodulazione  gestionale e operativa dell’impianto idroelettrico come già adottato in altri contesti europei;
_a chiedere che il Governo si attivi per superare il limite della delega "meramente attuativa" della Commissione Mista, promuovendo la revisione degli accordi bilaterali del 1975 per adeguarli agli standard scientifici europei sul deflusso ecologico;
_a sollecitare con urgenza la controparte slovena affinchè vengano adottate rigorose misure di mitigazione dell'hydropeaking da attuarsi esclusivamente alla fonte, ovvero tramite la rimodulazione gestionale, informatica e operativa dei tempi di rilascio direttamente presso l'impianto di Salcano, in linea con i modelli di flessibilità delle turbine già adottati in altri contesti europei;
_a escludere categoricamente, nell'ambito di tali interlocuzioni e delle conseguenti pianificazioni locali, il ricorso a nuove opere infrastrutturali grigie di sbarramento, svaso o rifasamento artificiale in alveo nel tratto italiano del fiume Isonzo, riaffermando che la salute del corpo idrico si tutela ripristinando il flusso ecologico naturale a monte e non tramite ulteriori cementificazioni o alterazioni morfologiche a valle;
_a richiedere formalmente la fine del regime di segretezza della Commissione Mista, esigendo la pubblicità dei verbali d'accordo e l'istituzione di un tavolo permanente di audizione che garantisca il coinvolgimento democratico del Comune di Gorizia e delle rappresentanze dei portatori di interesse del territorio isontino.
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Se confrontate le tematiche, noterete le consonanze e le differenze.
Ad esempio quando si parla degli enormi sforzi dei nostri agricoltori per passare dall'irrigazione a pioggia all'irrigazione a scorrimento si tralascia che questi sono stati pagati con enormi quantità di denaro pubblico; e quando salta fuori la solita diga, Il Goriziano, scrivendo, prende un altro svarione e dice "Tale opera, pur essendo stata autorizzata dagli Enti competenti e pur avendo visto lo stanziamento delle somme necessarie per la quota italiana, non è purtroppo mai stata realizzata dalla controparte slovena», il che è evidentemente assurdo; nè nel testo del sindaco di Gorizia c'è scritta una simile cretineria, leggendo invece che l'invaso previsto nel 1976 doveva essere armonizzato con le opere già realizzate in territorio sloveno". 
Ma se la vedranno i redattori del giornale on line. 
Quel che mi preme sottolineare è che il sindaco si permette di esporre la sua personale opinione sul progetto della diga, ritenendo il milione di metri cubi invasati a Piuma avrebbero un "impatto positivo sul fronte della resilienza irrigua", che si " " risolverebbe pressochè definitivamente il problema della portata dell'Isonzo, poichè il suo compito fondamentale è regolare il regime delle acque, distribuendole in modo omogeneo nell'arco della giornata e ottimizzando al contempo la produzione idroelettrica sull'intera asta fluviale."
Infine, la tutela dell'ambiente. 
ECCOCI QUA, SIAMO ALLE SOLITE! L'ordine delle priorità è chiaro, è esattamente quello che rasserenerà l'assessore Scoccimarro e il Consorzio di bonifica, gli equilibri pre-campagna elettorale sono tutelati ( altro che l'Ambiente!) L'Isonzo è una risorsa per l'agricoltura, l'industria e se salviamo i pesci siamo a posto. E tralascio piacevolezze come l'Unità di crisi, che oggi va tanto di moda farle e disfarle, che dovrebbe avere piena autonomia ( ma da chi? DA CHI?) e disporre le variazioni dei rilasci delle portate ( personalmente non so se ridere o piangere, i rilasci delle portate sono disposti dal gestore sloveno, che è una società statale alla quale l'unità di crisi non avrebbe alcuna competenza a dare ordini).
Ah, poi c'è anche una task force di tecnici di entrambi gli Stati che agirebbero su formale mandato operativo della Commissione Mista nel definire accordi e procedure di emergenza. Ma forse è sempre l'Unità di crisi. 
Il Consiglio comunale che ne dice? Gli ambientalisti? I cittadini in cerca di verità e giusta lettura degli eventi? 

Io concludo evidenziando che il sindaco nella sua lettera stigmatizza il fatto che alla riunione bilaterale italo slovena di oggi, 15 settembre 2026,  il Comune di Gorizia non è stato invitato:  se fosse stato, non sarebbe comunque stata per noi cittadini una garanzia di puntuale rappresentazione della situazione dell'Isonzo, del suo ecosistema e dei diritti dell'ambiente costituzionalmente garantiti.