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venerdì 22 gennaio 2021

Forum Gorizia, il 23 gennaio, partecipa alla Marcia Global che apre quest'anno l'edizione virtuale del Forum Social Mundial

 

Sabato alle 18.30 il Forum Gorizia è inserito nel programma del Forum Social Mundial, precisamente nella Marcia Global,che consiste,in forma virtuale a causa della pandemia, in un webcast dal vivo di 24 ore sulle lotte, le visioni e le esperienze dei movimenti di tutto il mondo.


di Martina Luciani


Il video, collegato alle sezioni della Cultura, Democrazia e Cooperazione internazionale  è intitolato “Nova Gorica_Slovenia e Gorizia_Italia” ed è dedicato alla nomina della città slovena, che ci ha voluto collegati a sé in questa grandiosa esperienza, a Capitale europea della Cultura 2025.
Più in particolare è un omaggio del Forum Gorizia a tutti i cittadini sloveni e italiani che per anni, anche quando il vento dell'ostilità e dell' inimicizia rendeva difficili le relazioni tra le due popolazioni e i rispettivi governi, hanno creduto e posto le basi per il superamento del passato e del confine, per la pacificazione e la creazione di una comunità estesa, collaborando e fondando relazioni tese a valorizzare la complessità linguistica, culturale ed etnica delle città e dei rispettivi territori. Essere per un anno intero cittadini di una capitale europea della cultura è un grande impegno, prima, durante e dopo. Non si tratta solo di lavorare per presentarsi all’altezza dell’evento e di utilizzare al meglio la grande opportunità di sviluppo di un territorio condiviso, ma bisognerà anche assumersi il ruolo di garanti, nei confronti delle generazioni future, affinchè le parole dette siano poi promesse mantenute, gli impegni presi siano le fondamenta della progettazione comune e quanto creato resti a vantaggio dei cittadini che ci sono e ci saranno, in un ambiente – culturale ed anche naturale, sociale ed economico – migliore per tutti.


Vorrei spiegare perché Forum Gorizia ha voluto partecipare a questo evento internazionale, che dal 23 si prolunga fino al 31 gennaio.  E’ molto semplice. Perché riconosce fondamentali affinità tra il proprio DNA e la Carta dei Principi, che tutti devono sottoscrivere per entrare a far parte dell’enorme e articolato programma,con naturalezza e convinzione.
Laddove è stato richiesto di sintetizzare la mission dell’organizzazione partecipante, nella scheda disponibile a tutti, Forum Gorizia ha scritto:  elaborare in forma partecipata un modello di buone pratiche per lo sviluppo multiculturale della comunità e per la gestione del territorio nella visione transfrontaliera;
realizzare progetti che salvaguardino il patrimonio collettivo e producano benefici anche per le generazioni future;
lo sviluppo economico e sociale deve tutelare l’ambiente e le diversità culturali e deve dipendere dalle necessità di rispetto, inclusione, partecipazione e di cura di ogni persona.

Il video sarà visibile sabato sera utilizzando il link https://join.wsf2021.net/?q=activities
come già detto a partire dalle 18.30 ora italiana ( ma lo troverete in corrispondenza delle 17.30 UTC) e resterà in seguito disponibile perché caricato sulla piattaforma You Tube.
Ma abbiamo pensato di organizzare, alle 19, anche una diretta cui accedere sia da https://www.facebook.com/PiazzaTraunikGorizia
sia da
https://www.facebook.com/ForumGorizia





venerdì 13 novembre 2020

GECT GO: possiamo far evolvere gli obiettivi statutari in tema energetico e ambientale, attualmente prigionieri nella parola "sfruttamento"?

Forum Gorizia ha chiesto al presidente del GECT GO la modifica statutaria di uno degli obiettivi dell'ente: "sfruttamento" delle risorse energetiche e ambientali locali è un concetto archeologico, responsabile di disastri ammbientali, economici e sociali irreparabili. La Polis transfrontaliera merita aspirazioni e strumenti coerenti con le politiche ambientali ed energetiche europee. E si comincia con le parole, che sono sostanza che determina la forma.



di Martina Luciani

Forum Gorizia ha partecipato all’incontro regionale di approfondimento del Manifesto per la Società della cura, organizzato da Stop TTIP di Udine – per proporre una riflessione sul paragrafo 4 del Manifesto stesso, nel quale si legge:  “la sfida, anche culturale, è progettare il futuro come un sistema di comunità aperte, cooperanti, includenti e interdipendenti. Questo comporta anche la ri-territorializzazione delle scelte politiche, con un ruolo essenziale affidato ai Comuni, alle città e alle comunità territoriali, quali luoghi di reale democrazia di prossimità i cui abitanti partecipano fattivamente alle decisioni collettive.
Attraverso forme di riappropriazione popolare delle istituzioni di livello nazionale ed internazionale si potrà garantire, tutelare ed affermare l’uguaglianza nei diritti e nelle relazioni fra le diverse aree dei sistemi paese, dei sistemi regionali e continentali e del sistema mondo.”

A Gorizia, queste prospettive e questi obiettivi hanno ovviamente una dimensione tranfrontaliera. Certamente non sono mancate negli anni le sperimentazioni e le iniziative di relazione, condivisione e cooperazione, anche se molto spesso non sono state metabolizzate come stabili scelte politiche e culturali,  ma di volta in volta come utilità reciproche, scambievole cura di specifici interessi per la distribuzione di vantaggi senza far torto a nessuno e sostenere rapporti di buon vicinato.
Tuttavia oggi possiamo dire che è maturata la visione che gli interessi non sono talvolta coincidenti e basta,ma sono comuni – il GECT nasce con questo corredo genetico – e persino i  diritti fondamentali e la pretesa di giustizia sociale e ambientale sono comuni. E che la democrazia di confine è  oggi transfrontaliera,  affiorata dalla percezione che la comunità ha di se stessa.  Ne abbiamo avuto una dimostrazione eclatante con la forte e affollata reazione di protesta in piazza Transalpina/Trg Europe quando si è parlato di erigere un muro confinario quale strumento di contrasto ai flussi migratori; e successivamente abbiamo visto come è stata vissuta e sofferta la rete che ha diviso in due la stessa piazza durante la prima emergenza sanitaria, rete che ha distanziato fisicamente ma non socialmente la polis transfrontaliera.

Al confronto sul Manifesto per la Società della Cura, propedeutico alla manifestazione nazionale che si svolgerà il 21 novembreprossimo, sviluppato tra gli altri dai rappresentanti di Stop TTIP/CETA, Comitato Stop Pesticidi, Extintion Rebellion FVG, Climazione, CEVI, Forum Beni Comuni, Il Forum Gorizia ha illustrato la richiesta di modifica dello Statuto del Gect GO indirizzata in questi giorni al presidente dell’ Assemblea Matej Arčon, in particolare dell’obiettivo che focalizza lo “sfruttamento e gestione delle risorse energetiche e ambientali locali”, testo italiano lievemente diverso in lingua slovena.


In ogni grande o piccola costituzione, dallo statuto  di un’associazione a quello di una persona giuridica europea, come il Gect GO – Gruppo europeo di cooperazione territoriale, fino agli atti costitutivi  di un’ organizzazione sovranazionale e alla Costituzione di uno Stato, le parole sono struttura, principi che innervano ogni attività, strumento di interazione con i cittadini e per i cittadini nel loro rapporto con l’istituzione.  

Per questi motivi Forum Gorizia ha chiesto di modificare radicalmente l’obiettivo statutario. In questo obiettivo è contenuta una dichiarazione di scopi soprendentemente antiquata per una istituzione nata nel 2010, priva di qualsiasi riferimento a politiche ambientali ed energetiche, alla conversione ecologica dell’economia, ai principi dello sviluppo sostenibile, alla crisi climatica.
Il termine sfruttamento è parola tossica, che ha avvelenato l’economia, la società, il lavoro, il pianeta intero. Anche la parola gestione senza un aggettivo che ne stabilisca le finalità appare superficiale.
Le parole dello Statuto del Gect Go devono esprimere adeguatamente modalità e finalità dell’azione cooperante su un tema come delle risorse energetiche e ambientali che è fondamentale per delineare il futuro della Polis transfrontaliera e garantire i diritti fondamentali e gli interessi collettivi dei cittadini di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba, esplicitando la necessità di una ben diversa considerazione delle risorse/beni comuni del territorio transfontaliero.

Questa la proposta inviata a Matej Arčon:

• tutela e gestione ecosostenibile delle risorse energetiche e ambientali locali, nella prospettiva di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere le risorse che serviranno alle generazioni future, garantendo loro qualità della vita e qualità ambientali, anche indicando uguali iniziative e  buone pratiche da introdurre congiuntamente nelle tre amministrazioni comunali in tema di valorizzazione dei servizi eco sistemici, tutela della biodiversità e salvaguardia ambientale nelle pratiche di progettazione urbanistica, pianificazione territoriale, valutazione ambientale strategica, valutazione di impatto ambientale.

L’auspicio del Forum Gorizia è che sulla proposta si apra un dibattito, nelle sedi del GECT che riuniscono i rappresentanti dei tre Comuni,  ma anche nei rispettivi consigli comunali e tra i cittadini.

 

mercoledì 8 luglio 2020

Traffico transfrontaliero illecito di rifiuti e mafie: sotto i nostri occhi, impariamo a vedere e capire. Iniziativa di Forum Gorizia, il 10 luglio.


EC(C)O MAFIE. Venerdì 10 luglio. Kulturni Dom, via Brass 20, Gorizia, alle ore 18.30.

I territori di confine come quello in cui viviamo sono inevitabilmente aree di transito del traffico illecito di rifiuti: lo sanno bene le Procure e la Direzione investigativa antimafia.  

 

 Un traffico che è solo un segmento della filiera criminale, che prospera attorno e grazie alle enormi quantità di rifiuti, prezzo esoso della società dei consumi; filiera che a sua volta si esprime attraverso attività e imprese criminali fin dal momento della raccolta dei rifiuti urbani, speciali o pericolosi che siano.
Le chiamiamo ecomafie, con l’avvertenza importante che non sempre gli illeciti in materia di rifiuti sono riconducibili ad associazioni mafiose ma “solo” a reati individuali o ad associazioni a delinquere, ispirati tuttavia alle modalità delle mafie  e con l’analogo scopo di produrre abnormi profitti a danno della collettività, in un sistema che coinvolge Paesi vicini e lontani.
Anche l’offesa, il danno e la pericolosità per i cittadini non cambiano: attraverso diversificate attività illegali vengono violati, spesso in maniera devastante anche per le generazioni future, il diritto alla salute e all’ambiente salubre, oltre che norme penali, norme fiscali, norme amministrative e giuslavoristiche. Insomma, tutele fondamentali, giustizia e sicurezza diventano esse stesse dei rifiuti.


Forum Gorizia ha deciso di introdurre la riflessione e il dibattito sulle ecomafie perché la sensibilità dei cittadini è fondamentale nell’attivare i meccanismi di controllo e investigazione delle Forze di polizia, oltre che per sollecitare la costante e  a volte troppo superficiale attenzione della politica e delle amministrazioni pubbliche.
La cittadinanza attiva, che si consolida nella cosiddetta antimafia sociale e che ha in Italia presidi coraggiosi e capillarmente attivi, nasce dalla consapevolezza e dall’informazione. Che nel nostro caso, e nella prospettiva di un confine nazionale così aperto da poter realizzare una città comune tra Gorizia e Nova Gorica, prescinde dalla formale separazione amministrativa tra Stati e dalla nazionalità del reato, dell’inquinamento, del rischio per le popolazioni.

Ec(co) Mafie è l’appuntamento organizzato per il 10 luglio, al Kulturni Dom di via Brass 20, a partire dalle 18.30. L’iniziativa è il primo approccio ad un problema spesso difficilmente identificabile nella vita quotidiana, perché sempre ben nascosto, che si tratti del capannone dismesso riempito poco per volta di rifiuti mai avviati a corretto smaltimento o di connivenze celate, anche a partire dai pubblici appalti,  lungo tutta la filiera dei rifiuti. Grandissime quantità di rifiuti, mescolati in cocktail venefici che nessuno è riuscito a controllare e fermare, e che una volta oltrapassati i confini non sappiamo dove finiscano e quali disastri vadano a causare altrove. In aggiunta, ormai i soggetti collusi con le organizzazioni mafiose non sono gente che gira con la lupara a tracolla ma sono sempre più spesso discreti e competenti imprenditori e professionisti ai quali non facciamo caso.

Capiremo di più e meglio delle specifiche modalità di infiltrazione criminale e mafiosa  nel settore dei rifiuti grazie la testimonianza di due donne che lavorano in prima linea: la direttrice del consorzio Polieco Claudia Salvestrini e la giornalista Alessandra Tommasino.
Polieco è il consorzio obbligatorio che  riunisce i produttori e gli importatori, gli utilizzatori ed i distributori di beni in polietilene ed i riciclatori ed i recuperatori di rifiuti: svolge un ruolo attivo nella sorveglianza e denuncia delle attività illecite, inclusa l’esportazione illegale dei rifiuti.  Per queste competenze Claudia Salvestrini, per la sua battaglia contro i crimini ambientali e contro ogni genere di abuso ed ingiustizia, è costante interlocutore delle forze dell’ordine e della Magistratura, oltre ad essere stata chiamata a dare conto della propria diretta esperienza in Italia e all’estero anche nell’ambito della Commissione parlamentare d’inchiesta sul traffico transfrontaliero.
Alessandra Tommasino, giornalista e ingegnere per l’ambiente e il territorio, collabora con la testata napoletana Il Mattino, uno dei principali quotidiani italiani e segue da anni, nel filone del miglior giornalismo di investigazione e denuncia, la gestione illecita dei rifiuti, l’infiltrazione criminale nelle pubbliche amministrazioni, lo scempio urbanistico. E’ impegnata con Comitato Don Peppe Diana, il coordinamento di associazioni fondato in memoria del parroco che si oppose alla camorra dei Casalese e che venne assassinato a Casal di Principe nel 1994.





lunedì 27 novembre 2017

Profughi a Gorizia. Chiudere Galleria Bombi, come prevedibile, ha spalmato altrove il problema, incluse le rive dell'Isonzo. Bel colpo!

Dopo la sconcertante serie di salamelecchi e rimpalli sull'operazione chiusura di galleria Bombi, è di queste ore la notizia che il Prefetto di Gorizia e la Presidente della Regione FVG hanno esaminato la questione dei bivacchi sul fiume.
Forum Gorizia e circolo VerdeRosso di Sinistra Italiana scrivono  alla Prefettura di Gorizia per un banale suggerimento organizzativo.


di Martina Luciani

Era ovvio che la chiusura di galleria Bombi ( disposta da un sindaco di destra con specifico riferimento allo strumento normativo  noto come decreto Minniti sulla sicurezza urbana)  non avrebbe risolto il problema del flusso di richiedenti asilo che giungono a Gorizia.
Infatti è bastato un fine settimana di chiusura delle istituzioni preposte perchè i volontari si trovassero di fronte un nuovo gruppo di persone da gestire. Senza calcolare le persone che hanno scelto di nascondersi nei bivacchi lungo il fiume.
La soluzione è saltata fuori dalla triangolazione Caritas, parrocchia del Duomo e volontariato: generosa tanto quanto provvisoria, ovviamente, in attesa dell'allestimento del tendone nell'area di proprietà della Diocesi di Gorizia in via Garzarolli ( data di scadenza 90 giorni, non sarà nemmeno passato l'inverno).
Tuttavia la preoccupazione è che lo spazio messo a disposizione  si riveli in breve insufficiente se i meccanismi di inserimento "istituzionale" nelle strutture convenzionate non si semplificano e accellerano. 
Per questo motivo, Andrea Picco - consigliere comunale per il Forum Gorizia - ed io - a nome del circolo VerdeRosso di Sinistra Italiana FVG, abbiamo oggi scritto al prefetto Marchiesello e al viceprefetto Gulletta segnalando l'utilità di modificare, in via temporanea, le modalità di accesso dei richiedenti asilo allo hub di prima accoglienza San Giuseppe.
Attualmente, infatti, l'ingresso nella struttura è possibile solo attraverso la segnalazione, da parte della Prefettura alla direzione del centro di accoglienza, dei nominativi delle persone ammesse. Abbiamo semplicemente suggerito che, vista la situazione, sia consentito l'accesso diretto, con i criteri usati nel 2016 durante la gestione di Medici senza Frontiere.


martedì 23 maggio 2017

Profughi in Galleria Bombi: siamo capaci di fare meglio? Si, ci vuol coraggio e organizzazione, ma si può fare.

La vicenda dei profughi scortati e sorvegliati in Galleria Bombi continua ad essere fraintesa. La proposta del Forum Gorizia per evitare che il bivacco istituzionalizzato sia l'unica proposta possibile nella nostra città: le emergenze si prevedono e si governano con strumenti appositi, trasparenti e coordinando pubblico e volontariato.

di Martina Luciani

Uno dei principali problemi della mancata accoglienza dei richiedenti asilo attraverso le convenzioni ( non parlo di principi umanitari, che infastidiscono molti esemplari concittadini, parlo di logistica nuda e cruda) è quello di non farli morire di freddo lasciandoli a dormire per strada durante l'inverno.
Per questo motivo Caritas decide di aprire la sala sotterranea che sta sotto l'edificio all'interno dell'area di prima accoglienza, il campo San Giuseppe di via Grabrizio.
I Vigili del Fuoco la dichiarano agibilie per 40 persone, 50 al massimo.
Con uno sforzo enorme da parte del volontariato, questa iniziativa tampona la situazione lungo lo scorso freddo inverno che trascorre relativamente tranquillo, anche se qualche volta, vista la situazione, tocca ricorrere anche al pianoterra della Caritas in piazza San Francesco per dare un rifugio notturno.
Un lavoro faticoso, gratuito, spesso snervante. Sempre più difficile, visto che il numero delle persone accolte aumenta di continuo. Condizioni ingestibili, ben oltre i limiti della sicurezza e della prudenza. Il direttore della Caritas, Paolo Zuttion ( del quale ho enorme stima, e detto da anticlericale vale doppio) ha le spalle larghe, tiene duro, e lo sparuto gruppo di volontari con lui.

Visto che il bunker era stato aperto per fronteggiare la cattiva stagione, l'arrivo della primavera ne fa  venir meno l'esigenza primaria "salvavita". Quindi si pensa di chiudere: attenzione, a me non risulta che si chiuda repentinamente. Caritas ha comunicato la sua intenzione e le ragioni di sicurezza che la motivavano, ha temporeggiato ancora mentre la situazione diventava sempre più difficile, ma in questo nel frattempo nulla accade. Come se nessuno sapesse, nessuno si fosse reso conto della gravità della situazione.

martedì 16 maggio 2017

Biomasse in città: dura candidarsi a sindaco di Gorizia ( o consigliere comunale) e aver sostenuto chi vuole biomasse e impianti di rifiuti tra le case

Considerazioni sul ruolo della questione #NoBiomasseGO in campagna elettorale: il riciclo è una pratica virtuosa dell'economia circolare, ma con le posizioni politiche non funziona.  
Presidio del Comitato davanti al Kulturni Dom in occasione del confronto fra candidati sindaci, in sala però si evita di chiarire il posizionamento e gli schieramenti. Non importa, lo facciamo qua, per chi ancora non avesse colto.

di Martina Luciani


BIOMASSE IN CITTA'. Incluso un impianto per il trattamento dei rifiuti di alluminio del cui posizionamento ancora non si è scoperto ufficialmente se sia conforme alla legge. E un altro reparto per la lavorazione dell'alluminio end of waste.
Le simpatiche attrezzature industriali di proprietà privata, così carine che molti Illuminati se le metterebbero nel giardino di casa,  produrranno lievi aromi di gelsomino e viole aleggianti sopra i popolari quartieri di Sant'Andrea, Sant'Anna e Campanuzza, renderanno forti i bronchi di bambini e anziani, e diletteranno le orecchie dei residenti con delicate armonie angeliche, produrranno un aumento del valore immobiliare della zona trasformando l'area abitativa nella zona residenziale più appetibile in città. 
Ecco la manifestazione della  Green Economy, falsificata e corrotta,  suadente e venefica sceneggiata per arricchirsi, anche grazie agli incentivi che lo Stato paga con i soldi pubblici: imprenditoria e politica intrecciano "danze" paludati di veli in gradevoli sfumature di verde.  Ma son veli molto, molto trasparenti.

Biomasse, un tabù per la politica locale, che ci ha fatto attorno i suoi inchini, oppure non ha inteso valutarne il peso. Una patata bollente che non lasceremo raffreddare, nonostante scotti dai tempi lontani dell'approvazione della variante urbanistica 36. 
Il Comitato è stato sentito recentemente dal Procuratore della Repubblica, ed ha appena inviato ulteriore segnalazione a Vigili urbani, Procura, Regione - Direzione ambiente e NOE. Quindi anche i cittadini (oltre che l'imprenditore,reduce da bella festa nuziale con tanta bella gente che si preoccupa della salute dei bambini) continuano a lavorare. 
Non si capisce perchè il tema non sia stato esplicitamente inserito in una occasione come quella del 15 maggio, il dibattito fra i candidati sindaci ( cfr. Vincenzo Compagnone su Messaggero Veneto del 16 maggio): non è forse europeo l'obiettivo di operare migliorando le condizioni ambientali, non sono forse europee le sanzioni che l'Italia si piglia per i livelli di inquinamento dell'aria?

C'è chi tace - Portelli, Collini, Ziberna, Gaggioli, Bertin, Criscitiello, Cecot, ed è meglio viste le posizioni/omissioni ( non so cosa sia peggio) sostenute nel passato e le responsabilità assunte;
e chi ne parla a sproposito - Maraz - tentando l'approccio laterale ma avendo ormai da illo tempore perso tutte le occasioni buone per schierarsi con i cittadini alla ricerca del bandolo della matassa.

E c'è chi continua a sostenere quanto sempre detto, fin dal principio, cioè fin da quando l'esordiente comitato
#NoBiomasseGO si pigliava confezioni extralarge di disprezzo (agitatori, ignoranti), ostilità
(terroristi psicologici) o, al meglio, totale indifferenza ( biomasse, cosa?)
Gli impianti industriali devono stare fuori dalla città, il profitto privato deve avere una utilità sociale e non può comprimere i diritti fondamentali dei cittadini. Questa è politica. Questo è il limite ecologico delle scelte amministrative. Tutto questo è curriculum. Ed è difficile immaginare che nel 2015 fosse una mossa di opportunismo in vista della campagna elettorale del 2017.
Semplicemente il Forum Gorizia e
Andrea Picco stanno da questa parte della barricata: una scelta che risale al 2015, certificata. Lo specifico capitolo del programma elettorale, inserito nella sezione Ambiente, non ha dovuto essere discusso e illustrato: semplicemente lo avevamo già pronto.

mercoledì 12 aprile 2017

Forum Gorizia: da Gorizia al parlamento di Lubiana per parlare di diritti, ambiente e partecipazione


Andrea Picco, con alcuni rappresentanti del Forum Gorizia, ha incontrato al Parlamento di Lubiana il deputato Nikola Janovic Kolenc, esponente di Sdruzena Levica, partito che si riconosce nei temi dell'ecosocialismo.


Avrà risvolti importanti l'incontro  dell'11 aprile, nella capitale slovena, tra il candidato sindaco del Forum per Gorizia, Andrea Picco e il deputato della Sdruzena Levica, Nikola Janovic Kolenc. Presente anche Matej Vatovec, altro  esponente della compagine che rappresenta la sinistra all’opposizione nel contesto politico sloveno.
La discussione ha toccato soprattutto i temi della collaborazione transfrontaliera, dei diritti umani, dell’ambiente e dell’importanza dell’unità della sinistra, sia in Italia che in Slovenia.
“Con questo incontro abbiamo ufficialmente chiesto di iniziare una nuova forma di collaborazione tra Gorizia e Lubiana che non termini con le prossime elezioni amministrative. L’obiettivo è che il Forum diventi un interlocutore privilegiato in questo processo anche dopo i risultati elettorali”- riporta Picco e precisa: “Attualmente i membri della Sdruzena Levica guardano a Gorizia come a un punto di riferimento significativo, dato che anche loro avranno le elezioni l’anno prossimo. Siamo particolarmente soddisfatti e onorati di questa nuova relazione politica”.
Janovic e alcuni esponenti del suo partito nelle prossime settimane giungeranno  nel capoluogo isontino per un appuntamento ad hoc in questa fase elettorale.
“ Si è convenuto, durante l'incontro - conclude Picco - dell'importanza di cominciare a pensare a Gorizia e a Nova Gorica come a un’unica città, con prospettive e peculiarità comuni. Bisogna lavorare alla creazione di un unico punto di vista tra chi vi abita. Abbiamo individuato la Sdruzena Levica come partner per affrontare questa fase di cambiamento e contemporaneamente di sviluppo della due città, per portarle al futuro. Si tratta di un nuovo modo di intendere la politica, che non sia quello di una parte o dell’altra ma quello di una visione comune del territorio. Questo non può nascere senza che esistano relazioni tra le persone. Le due comunità devono concepirsi come parte di uno stesso territorio, non di due realtà al confine di due nazioni. Il Gect sennò non avrà senso di esistere e sarà solo una scatola vuota dove mettere i soldi”.

venerdì 17 febbraio 2017

Forum Gorizia: biomasse a Gorizia era questione politica prima che tecnica. Trasparenza: in questi giorni, dati ambientali inaccessibili su sito Provincia




Un comunicato di Andrea Picco per il Forum Gorizia, che è componente del comitato NoBiomasseGO fin dall'esordio, nel maggio 2015. La questione politica delle biomasse. Il problema della trasparenza dei dati della pubblica amministrazione: irragiungibile la sezione del sito della provincia dove stanno autorizzazioni e proroghe delle centrali a biomasse.  La necessità della partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano.



Il fatto che il progetto noto come Three shades of green stia, secondo le notizie stampa,  per essere concretamente avviato, pone alcune questioni politiche alle quali non si può evitare di dare risposta:
quel progetto osteggiato dai cittadini perché troppo vicino alle case, all’asilo, alla ferrovia, doveva essere per forza realizzato in quell’area? I cittadini sono interlocutori della pubblica amministrazione o meri spettatori, se non addirittura soggetti contrapposti quando pretendano di avere voce in capitolo? 

Secondo il Forum Gorizia la risposta è una, e sta scritta nella Costituzione italiana, all’art.41: c’è un limite alla libertà di iniziativa privata quando questa produce una compressione dei diritti delle persone,  inclusi quelli connessi all’ambiente e alla salute pubblica. Il principio di precauzione, tanto più in assenza di dati puntuali sull’inquinamento ambientale esistente, fa il resto: e cioè impone particolari cautele, e perlomeno rende necessario che i cittadini siano coinvolti nei processi decisionali. DURANTE i processi decisionali, non in campagna elettorale e basta.

In quanto portatori di diritti diffusi e interessi soggettivi, i cittadini del Forum Gorizia hanno partecipato dell’esperienza del comitato NoBiomasseGO relativa a due impianti di trattamento rifiuti, uno dei quali classificato come industria insalubre, e due centrali alimentate a biomasse.
Oggi abbiamo scoperto di avere un nuovo problema: i dati relativi alle autorizzazioni uniche e relative proroghe sul sito dell’Amministrazione provinciale non sono più accessibili.

domenica 18 settembre 2016

Immigrazione. Rotta Balcanica: martedì 20, a Gorizia, se ne parla prima all'Università con Migramed,e poi al Kulturni Dom, con "L'inverno sta arrivando".



 Doppio appuntamento. Alle 18, al Kulturni Dom,
su iniziativa del Forum Gorizia, l'inaugurazione della mostra fotografica dedicata al viaggio dei profughi sulla rotta balcanica, preceduta, alle 16, all'Università di via Alviano dal convegno internazionale "Storie di Frontiera".



Fa base a Gorizia l'edizione 2016 di Migramed, quattro giorni di studio, visite  e dibattito tra la Caritas italiana e le organizzazioni gemelle europee e del bacino del Mediterraneo: lo scopo è quello di focalizzare l'attenzione sulla rotta balcanica dei movimenti migratori e di sviluppare un percorso informativo e formativo con oltre un centinaio di partecipanti.
 

Alle 16, all'Università di via Alviano, il convegno " Storie di frontiera"  indicherà il contesto delle visite e degli incontri che poi si articoleranno fino al 23 settembre, tra Italia, Austria e Slovenia.
Oltre alla relazione del direttore dell'Isig di Gorizia, Daniele Del Bianco, sono previsti interventi relativi all'impegno del Migramed sulle frontiere anglo francese, greco turca e macedone, italo francese, italo austriaca e slovena e un approfondimento su " L'Europa di fronte alle sfide dell'immigrazione".
 
 La mostra fotografica, che verrà inaugurata martedì alle 18, al Kulturni Dom,  intitolata “L'inverno sta arrivando. Il viaggio dei profughi lungo la rotta balcanica.  Prihaja Zima. Potavanje beguncev vzdolžbalkanske poti” è stata realizzata da Stefano Lusa, giornalista e scrittore.

Le foto rappresentano il viaggio, pieno di ostacoli e muri, che i profughi hanno affrontato, cercando di attraversare le frontiere greco-macedoni, serbe, ungheresi, austriache e slovene per arrivare nel cuore dell'Europa. Gli scatti registrano le innumerevoli difficoltà e la repressione che si è abbattuta contro coloro che hanno cercato un' esistenza migliore attraversando la rotta balcanica nel 2015 e le condizioni di vita all'interno dei centri raccolta migranti. Si tratta di immagini che suscitano emozioni forti e riflessioni attorno ad un problema, quello degli spostamenti di popolazione e le politiche degli stati europei, che è di importanza capitale nella nostra epoca. Accanto all'autore che racconterà del suo viaggio, interverranno Igor Komel, Marco Barone e Tommaso Montanari.
Ad organizzare la mostra sono il Forum di Gorizia, in collaborazione con la Comunità italiana “Santorio Santorio” di Capodistria, Radio Capodistria, Kulturni Dom di Gorizia. La mostra è stata realizzata con il contributo di RTV SLO e UNHCR.