La vicenda dei profughi scortati e sorvegliati in Galleria Bombi continua ad essere fraintesa. La proposta del Forum Gorizia per evitare che il bivacco istituzionalizzato sia l'unica proposta possibile nella nostra città: le emergenze si prevedono e si governano con strumenti appositi, trasparenti e coordinando pubblico e volontariato.
di Martina LucianiUno dei principali problemi della mancata accoglienza dei richiedenti asilo attraverso le convenzioni ( non parlo di principi umanitari, che infastidiscono molti esemplari concittadini, parlo di logistica nuda e cruda) è quello di non farli morire di freddo lasciandoli a dormire per strada durante l'inverno.
Per questo motivo Caritas decide di aprire la sala sotterranea che sta sotto l'edificio all'interno dell'area di prima accoglienza, il campo San Giuseppe di via Grabrizio.
I Vigili del Fuoco la dichiarano agibilie per 40 persone, 50 al massimo.
Con uno sforzo enorme da parte del volontariato, questa iniziativa tampona la situazione lungo lo scorso freddo inverno che trascorre relativamente tranquillo, anche se qualche volta, vista la situazione, tocca ricorrere anche al pianoterra della Caritas in piazza San Francesco per dare un rifugio notturno.
Un lavoro faticoso, gratuito, spesso snervante. Sempre più difficile, visto che il numero delle persone accolte aumenta di continuo. Condizioni ingestibili, ben oltre i limiti della sicurezza e della prudenza. Il direttore della Caritas, Paolo Zuttion ( del quale ho enorme stima, e detto da anticlericale vale doppio) ha le spalle larghe, tiene duro, e lo sparuto gruppo di volontari con lui.
Visto che il bunker era stato aperto per fronteggiare la cattiva stagione, l'arrivo della primavera ne fa venir meno l'esigenza primaria "salvavita". Quindi si pensa di chiudere: attenzione, a me non risulta che si chiuda repentinamente. Caritas ha comunicato la sua intenzione e le ragioni di sicurezza che la motivavano, ha temporeggiato ancora mentre la situazione diventava sempre più difficile, ma in questo nel frattempo nulla accade. Come se nessuno sapesse, nessuno si fosse reso conto della gravità della situazione.