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venerdì 13 novembre 2020

GECT GO: possiamo far evolvere gli obiettivi statutari in tema energetico e ambientale, attualmente prigionieri nella parola "sfruttamento"?

Forum Gorizia ha chiesto al presidente del GECT GO la modifica statutaria di uno degli obiettivi dell'ente: "sfruttamento" delle risorse energetiche e ambientali locali è un concetto archeologico, responsabile di disastri ammbientali, economici e sociali irreparabili. La Polis transfrontaliera merita aspirazioni e strumenti coerenti con le politiche ambientali ed energetiche europee. E si comincia con le parole, che sono sostanza che determina la forma.



di Martina Luciani

Forum Gorizia ha partecipato all’incontro regionale di approfondimento del Manifesto per la Società della cura, organizzato da Stop TTIP di Udine – per proporre una riflessione sul paragrafo 4 del Manifesto stesso, nel quale si legge:  “la sfida, anche culturale, è progettare il futuro come un sistema di comunità aperte, cooperanti, includenti e interdipendenti. Questo comporta anche la ri-territorializzazione delle scelte politiche, con un ruolo essenziale affidato ai Comuni, alle città e alle comunità territoriali, quali luoghi di reale democrazia di prossimità i cui abitanti partecipano fattivamente alle decisioni collettive.
Attraverso forme di riappropriazione popolare delle istituzioni di livello nazionale ed internazionale si potrà garantire, tutelare ed affermare l’uguaglianza nei diritti e nelle relazioni fra le diverse aree dei sistemi paese, dei sistemi regionali e continentali e del sistema mondo.”

A Gorizia, queste prospettive e questi obiettivi hanno ovviamente una dimensione tranfrontaliera. Certamente non sono mancate negli anni le sperimentazioni e le iniziative di relazione, condivisione e cooperazione, anche se molto spesso non sono state metabolizzate come stabili scelte politiche e culturali,  ma di volta in volta come utilità reciproche, scambievole cura di specifici interessi per la distribuzione di vantaggi senza far torto a nessuno e sostenere rapporti di buon vicinato.
Tuttavia oggi possiamo dire che è maturata la visione che gli interessi non sono talvolta coincidenti e basta,ma sono comuni – il GECT nasce con questo corredo genetico – e persino i  diritti fondamentali e la pretesa di giustizia sociale e ambientale sono comuni. E che la democrazia di confine è  oggi transfrontaliera,  affiorata dalla percezione che la comunità ha di se stessa.  Ne abbiamo avuto una dimostrazione eclatante con la forte e affollata reazione di protesta in piazza Transalpina/Trg Europe quando si è parlato di erigere un muro confinario quale strumento di contrasto ai flussi migratori; e successivamente abbiamo visto come è stata vissuta e sofferta la rete che ha diviso in due la stessa piazza durante la prima emergenza sanitaria, rete che ha distanziato fisicamente ma non socialmente la polis transfrontaliera.

Al confronto sul Manifesto per la Società della Cura, propedeutico alla manifestazione nazionale che si svolgerà il 21 novembreprossimo, sviluppato tra gli altri dai rappresentanti di Stop TTIP/CETA, Comitato Stop Pesticidi, Extintion Rebellion FVG, Climazione, CEVI, Forum Beni Comuni, Il Forum Gorizia ha illustrato la richiesta di modifica dello Statuto del Gect GO indirizzata in questi giorni al presidente dell’ Assemblea Matej Arčon, in particolare dell’obiettivo che focalizza lo “sfruttamento e gestione delle risorse energetiche e ambientali locali”, testo italiano lievemente diverso in lingua slovena.


In ogni grande o piccola costituzione, dallo statuto  di un’associazione a quello di una persona giuridica europea, come il Gect GO – Gruppo europeo di cooperazione territoriale, fino agli atti costitutivi  di un’ organizzazione sovranazionale e alla Costituzione di uno Stato, le parole sono struttura, principi che innervano ogni attività, strumento di interazione con i cittadini e per i cittadini nel loro rapporto con l’istituzione.  

Per questi motivi Forum Gorizia ha chiesto di modificare radicalmente l’obiettivo statutario. In questo obiettivo è contenuta una dichiarazione di scopi soprendentemente antiquata per una istituzione nata nel 2010, priva di qualsiasi riferimento a politiche ambientali ed energetiche, alla conversione ecologica dell’economia, ai principi dello sviluppo sostenibile, alla crisi climatica.
Il termine sfruttamento è parola tossica, che ha avvelenato l’economia, la società, il lavoro, il pianeta intero. Anche la parola gestione senza un aggettivo che ne stabilisca le finalità appare superficiale.
Le parole dello Statuto del Gect Go devono esprimere adeguatamente modalità e finalità dell’azione cooperante su un tema come delle risorse energetiche e ambientali che è fondamentale per delineare il futuro della Polis transfrontaliera e garantire i diritti fondamentali e gli interessi collettivi dei cittadini di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba, esplicitando la necessità di una ben diversa considerazione delle risorse/beni comuni del territorio transfontaliero.

Questa la proposta inviata a Matej Arčon:

• tutela e gestione ecosostenibile delle risorse energetiche e ambientali locali, nella prospettiva di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere le risorse che serviranno alle generazioni future, garantendo loro qualità della vita e qualità ambientali, anche indicando uguali iniziative e  buone pratiche da introdurre congiuntamente nelle tre amministrazioni comunali in tema di valorizzazione dei servizi eco sistemici, tutela della biodiversità e salvaguardia ambientale nelle pratiche di progettazione urbanistica, pianificazione territoriale, valutazione ambientale strategica, valutazione di impatto ambientale.

L’auspicio del Forum Gorizia è che sulla proposta si apra un dibattito, nelle sedi del GECT che riuniscono i rappresentanti dei tre Comuni,  ma anche nei rispettivi consigli comunali e tra i cittadini.

 

domenica 9 febbraio 2020

Non si finisce mai di imparare, al consiglio comunale di Gorizia. Un ripasso dalla A di Anhovo alla V di vuoto.

Non avevo ancora capito che i progetti finanziati dagli INTERREG non hanno risultati pratici, nè che il GECT GO è una cosa tanto carina ma le "fattive" collaborazioni transfrontaliere bisogna andarsele a costruire "al di là". E il sindaco, responsabile della salute e incolumità pubblica? Un concetto dietro il quale c'è il vuoto, dice l'assessore tecnocrate ( ma già lo sospettavamo,ahinoi!)


di Martina Luciani


In occasione di due interrogazioni, dei consiglieri Maraz e Picco, relative alle emissioni del cementificio/inceneritore sloveno di Anhovo, l'assessore comunale all'ambiente mi ha permesso di aggiornare e correggere una serie di informazioni

Partiamo dal sindaco. Che nulla può, secondo l'assessore, relativamente all'attuazione concreta di monitoraggi sulla situazione ambientale o all'assunzione di altre iniziative ( ad esempio la convocazione di ASL e ARPA ad un tavolo conoscitivo e tecnico), nemmeno quando abbia preoccupazioni relative alla salute e incolumità pubblica.Questo perchè: 1 - il sindaco non ha potere di vita e di morte su tutto ciò che accade nel comune ( e ci mancherebbe altro, dico io!) 2 - tra i compiti dei Comuni non c'è il monitoraggio ambientale.

Quindi, in questa condizione di dichiarata impotenza, l'unica alternativa considerata da questa amministrazione ( che si barrica dietro modalità di gestione meramente tecniche e burocratiche, come se non esistessero discrezionalità politica e spazi di gestione legittimamente paralleli ai binari delle leggi e regolamenti) è stata chiedere l'intervento di un parlamentare ( nel caso specifico Rizzetto, Fratelli d'Italia) affinchè interrogasse il Ministro dell'Ambiente: cosa che Rizzetto ha fatto in Commissione ambiente, e rivolgendosi anche al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, chiedendo dati e rassicurazioni sulla tutela delle persone e dell'ambiente.
( Ci sono state due autonome interrogazioni  anche il consiglio regionale, una di Ilaria De Zovo - M5S e una di Massimo Moretuzzo, Patto per l'autonomia; nessuno dei consiglieri di Fratelli d'Italia/An si è mosso, nè tantomeno giungono notizie dall'assessore all'Ambiente Scoccimarro, Fratelli d'Italia pure lui, guarda caso).
L'ARPA: l'assessore ha detto che esistono proficui rapporti, che l'Agenzia sapeva poco o nulla della questione sollevata su Anhovo e che non ha rapporti con l'istituzione omologa slovena (W la cooperazione transfrontaliera e tutte le norme che la prevedono e la raccomandano!!!!, questo non l'ha detto l'assessore, sia chiaro, lo dico io perchè mi pare una notizia clamorosa)


Ma cosa si poteva fare d'altro?

Si poteva SOLLECITARE, FARE FUOCO E FIAMME NEI PALAZZI E NELLE SEGRETERIE POLITICHE DA QUI ALLA CAPITALE, ATTACCARSI AI MALLEOLI DI CHI HA LE COMPETENZE NECESSARIE E NON MOLLARE.

Linguaggio poco istituzionale, lo riconosco. E mi spiego meglio.

Secondo me, dopo la serie di notizie su quanto potrebbe uscire dalle ciminiere del cementificio di Anhovo alimentato a rifiuti (raffrontato ad esempio con la situazione dei territori attorno al cementificio di Fanna vicino a Maniago, che utilizza quale fonte energetica il CSS, combustibile solido fatto con i rifiuti), un sindaco consapevole del suo ruolo e preoccupato per la propria gente, elettori e non, dopo essere passato nel Palazzo del Governo in piazza Vittoria e aver discusso il problema con il Signor Prefetto di Gorizia, si presenta corrucciato al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, chiede che all'incontro partecipino anche gli assessori all'Ambiente, alla Salute e magari anche alle Finanze visto che Zilli  ha delega su INTERREG Italia Slovenia, e lo sollecita calorosamente ad attivarsi, in base alla legge regionale 18 giugno 2007, n.16.

Il che significa come minimo disporre, da parte della Regione e di concerto con ARPA e l’Azienda sanitaria, controlli e analisi sull’eventuale presenza di ripercussioni per la salute dei cittadini goriziani (questa è una cosa che la Regione  ha già fatto per la questione Livarna) e annunciarlo urbi et orbi. 

Il sindaco, ancora, può prendere l'aereo, va a Roma, piazzarsi davanti all'ufficio del Ministro dell'Ambiente prima e poi di quelli degli Affari esteri e cooperazione internazionale e della Salute finchè non venga ricevuto ed abbia la possibilità di esporre la questione e il complesso contesto transfrontaliero  in cui si inserisce.
Inoltre, sempre a spese dei contribuenti, sale un altro aereo stavolta diretto a Bruxelles e poi su un taxi per arrivare alla  Direzione generale dell’Ambiente della Commissione europea, annunciando che lì rimane con tutta la sua rispettabile mole e aspetta  finchè un responsabile di adeguato livello non lo riceva e ascolti.
Suggerimenti  ( di non trascurabile effetto mediatico) che corrispondono perfettamente al ruolo di un sindaco custode e rappresentante della sua comunità.

Arriviamo ai progetti INTERREG ( per questo ho citato in precedenza l'assessore regionale alle finanze - Lega).
Non hanno risvolti pratici, servono solo a far lavorare studi professionali.
Apperò!
Quindi il progetto Jedis, svoltosi tra il 2005 e il 2007, che ha avuto come capofila il Dipartimento di Biologia dell'Università di Trieste e come partner ARPA - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente del Friuli Venezia Giulia, il Dipartimento di scienze economiche - Università degli Studi di Udine , il Comune di  Nova Gorica, il Politecnico  di Nova Gorica e l'Istituto per la tutela sanitaria  di Nova Gorica, è stato un bell'esercizio di scienza e tecnica e basta?
Jedis è stato citato in consiglio dal consigliere Picco.
Joint Environmental Decision-support Information System, più diffusamente in italiano "Sistema informativo per la valutazione dell’efficacia delle azioni di miglioramento ambientale finalizzate allo sviluppo sostenibile del territorio transfrontaliero", si è concluso nel 2007 con la realizzazione di una metodologia condivisa Italia-Slovenia per la valutazione della qualità ambientale del territorio allo scopo di supportare decisioni e interventi di pianificazione in ambito transfrontaliero.
Gli obiettivi specifici del progetto erano: la progettazione di protocolli di armonizzazione delle reti di monitoraggio ambientale esistenti e di condivisione tra le autorità pubbliche dei dati ambientali e dei relativi servizi; la realizzazione di una infrastruttura transnazionale per l’informazione territoriale (Spatial Data Infrastructure - SDI); l’implementazione di metodologie di confronto degli indicatori dello stato dell’ambiente e delle misure di risposta per la realizzazione di scenari di sviluppo a limitato impatto, superando l'handicap di metodi e indicatori differenti che producono risultati non sono sempre confrontabili e condivisibili.
Tanto per spiegare uno dei risvolti pratici del progetto Jedis, che evidentemente l’assessore comunale all’ambiente non ha avuto modo di conoscere,  il successivo progetto transfrontaliero GEP ( 2011 – 2014) per la protezione delle risorse d’acqua potabile in caso di emergenza a causa di rischi tecnologici o naturali, tra Friuli Venezia Giulia e le regioni statistiche slovene di Goriška, Gorenjska e Obalno-kraška,  si è occupato anche di elaborare una mappa dell’uso del suolo generale nella quale si è dato peso soprattutto alle diverse categorie agricole, che sono la causa di un inquinamento diffuso e continuo dovuto all’uso di pesticidi e fertilizzanti. Per fare (anche) questa cosa si è appoggiato sul sistema informativo territoriale (GIS) che era l’aggiornamento di quello adottato con il progetto Jedis, che già nel tempo si era sviluppato e che è giudicato valido e idoneo per gli utilizzi previsti dal GEP semplicemente attraverso alcuni aggiornamenti e l’aggiunta di nuove funzionalità.
Se volete sapere a cosa è servito il GEP:

http://www.gepgis.eu/it/wp-content/uploads/2014/10/Comunicato_14-10-2014.pdf.

Nonostante il Comune di Gorizia, va precisato, non sia stato partner di progetto di nessuno dei due progetti - a differenza di quello di Nova Gorica - non mi pare che il flusso di denaro impegnato dai due progetti sia stato buttato al vento.
Sarebbero stati invece buttati al vento i monitoraggi ordinati dal Comune per le problematiche collegate alla Livarna  ( fatto raccontato dall'assessore in Consiglio, ) e giudicati inutili dal dirigente dell'Azienda sanitaria che si occupa di salute pubblica - presumo l'assessore intendesse il Dipartimento di Prevenzione. Questo perchè non è compito del Comune monitorare ( ma è anche vietato? io credo di no) e perchè le analisi non si erano svolte con la metodologia corretta ( quindi i i risultati erano sbagliati? ma chi diavolo li aveva fatti, questi monitoraggi?). Lasciamo perdere. 


Altra questione: a cosa serve il GECT GO visto che anche di questa istituzione l’assessore all’ambiente ha un’opinione scarsamente entusiastica? Il sospetto, del resto, è legittimo considerato che delle 7 commissioni 5 non si riuniscono proprio, nel totale disinteresse di tutti. 
Allora, invece di reputare il GECT GO un bel fiore all'occhiello o poco più - preoccupazione espressa anche
dalla Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 settembre 2018 sul rafforzamento della crescita e della coesione nelle regioni frontaliere dell'UE in cui si deplora che il potenziale del gruppo europeo di cooperazione territoriale non venga sfruttato appieno - il Comune di Gorizia potrebbe sollecitare energicamente i Comuni di  Nova Gorica e di  Šempeter-Vrtojba  affinchè siano pienamente attivate, in materia ambientale e di salvaguardia della salute pubblica contro gli inquinamenti, le previsioni statutarie.


Il GECT per statuto DEVE promuovere il benessere e l’aumento della qualità della vita dei cittadini dell’area di competenza, garantire le risorse umane e finanziarie necessarie allo svolgimento delle attività e il raggiungimento degli obiettivi prefissati ( cioè anche il benessere e la qualità della vita) , assicurare un adeguato flusso di informazioni e dati, nonché divulgare e portare a conoscenza della cittadinanza i risultati e le attività svolte; sostenere e difendere gli interessi e le istanze dei territori in cui esso opera nel processo decisionale europeo rispetto alle politiche regionali e settoriali, nel quadro istituzionale dell’UE e delle sue procedure; assicurare il dialogo e confronto in materia di tutela dell’ambiente.

Se non si sapesse da che parte cominciare per attivare il GECT GO in materia ambientale, potrebbe essere utile rileggere il Rapporto prodotto nel 2007 dalla Commissione tecnico scientifica sperimentale transfrontaliera STATO AMBIENTALE ED IGIENICO AMBIENTALE DELLA ZONA DEL COMUNE DI GORIZIA PROSPICENTE AL CONFINE STATALE, creata per studiare e rappresentare l'impatto della fonderia Livarna, e composta anche da rappresentanti nominati dal Comune di Gorizia.
Tra parentesi: in quello studio si erano riscontrati - analisi sulle matrici ambientali e sul sangue - valori di zinco giudicati elevati, escludendo però una correlazione con la fonderia perchè non correlato nè alle attività di acciaieria nè di fonderia. Ma è curioso che lo zinco sia considerato tra le emissioni inquinanti degli inceneritori: http://www.epidemiologiaeprevenzione.it/materiali/ARCHIVIO_PDF/2004/E&P1/E&P1_48_int3.pdf.
Però, prima di essere operativi in modalità transfrontaliera, sarebbe assolutamente necessario modificare la previsione statutaria del GECT GO: l'art. 2 individua tra le missioni "sfruttamento e gestione delle risorse energetiche e ambientali locali". Direi, che a fronte dell'evoluzione della consapevolezza ambientale e della necessità impellente, trasferite in previsioni normative a livello internazionale, comunitario, nazionale e regionale, di diminuire gli impatti ambientali e rendere economia ed attività umane sostenibili per l'ecosistema, le parole "sfruttamento" e "gestione" sono medioevali. Ecco, questa modifica statutaria - e la sua applicazione in azioni concrete -  sarebbe un esiziale nuovo fondamento all'attività del GECT GO da qui al 2027. Di cui si sa ancora niente.


Restiamo in attesa di conoscere le "fattive collaborazioni" che l'assessorato all'ambiente goriziano ha in mente di realizzare sulla necessità di monitoraggi ambientali per il controllo dell'inquinamento transfrontaliero, nell'aria, nel suolo e nelle acque.
Anzi, le pre-ten-dia-mo, perchè la Convenzione di Aarhus
( che immagino l'assessore comunale all'Ambiente consideri uno strumento privo di effetti pratici) proclama una generale e borderless necessità di salvaguardare, tutelare e migliorare lo stato dell’ambiente e di assicurare uno sviluppo sostenibile e senza rischi per l’ambiente, riconoscendo che un’adeguata tutela dell’ambiente è indispensabile per il benessere umano e per il godimento dei diritti fondamentali, compreso il diritto alla vita, che ogni persona ha il diritto di vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere e il dovere di tutelare e migliorare l’ambiente, individualmente o collettivamente, nell’interesse delle generazioni presenti e future.
La stessa Convenzione  impegna gli Stati in questo modo: Per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere, ciascuna Parte garantisce il diritto di accesso alle informazioni, di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di accesso alla giustizia in materia ambientale in conformità delle disposizioni della presente convenzione.