lunedì 14 novembre 2016

FERRIERA. Erika Cei espone le sue opere fotografiche a Trieste. Inaugurazione il 16 novembre




Verrà inaugurata nella sala mostre della Galleria Fenice del Circolo Fincantieri Wartsila, il 16 novembre alle 18.30, la mostra di Erika Cei, goriziana di nascita e triestina a tutti gli effetti, intitolata "Ferriera".





Il progetto nasce nell’ottobre dello scorso anno con la finalità di documentare le condizioni di vita delle persone che abitano nei quartieri di Servola e Valmaura, a stretto contatto, dunque, con la Ferriera, stabilimento siderurgico, che ha cominciato a produrre ghisa nel  datato 1897 che è tuttora in piena attività.
" È difficile descrivere  - spiega l'autrice - con poche immagini la vita degli altri. È difficile soprattutto quando ci si trova di fronte a persone che sono malate o che soffrono per la perdita dei loro cari e, oltre a questo, si trovano a combattere quotidianamente, contro fumi, polveri, odori, rumori di ogni genere che rendono la loro vita difficile, per non dire al limite."
Erika Cei, che ha un bellissimo blog intitolato Photofrasando, ha iniziato a interessarsi al reportage grazie ad un workshop con la fotografa Monika Bulaj.


domenica 13 novembre 2016

Marco Cucchini, politologo: il vizio di questa riforma costituzionale è il suo essere un'azione di marketing politico, priva di una vera lettura della società italiana

Marco Cucchini, docente di European Political Systems all'Università di Udine, a Cormons ha spiegato le ragioni del suo NO alla riforma costituzionale. 

 

 

Qualsiasi legge, anche quella costituzionale ha un merito, un metodo e un contesto.  Guardare solo al merito non è mai sufficiente per capirne l'impatto e le conseguenze. Ad esempio, il Jobs Act vi pare forse attuativo dell'art. 36 della Costituzione che stabilisce il diritto del lavoratore ad una retribuzione sufficiente ad una vita libera e dignitosa per sè e la sua famiglia?


di Martina Luciani


Questa riforma è un'azione di marketing politico, non si fonda su una vera analisi della società italiana, ignora e non rispetta il lavoro svolto in precedenza,  non è condivisa e come tale è destinata ad avere vita breve, esattamente come altre prodotte da governi diversi e superate da governi successivi.
Il Senato è privato di dignità perchè, spogliato della funzione legislativa, diventerà di fatto una Camera di ostruzionismo.
Il ritmo della funzione legislativa non dipende dal bicameralismo perfetto, ma dalla politica. Se la riforma si proponeva di togliere gli alibi alla politica, non c'è riuscita.

venerdì 11 novembre 2016

San Martino, nel Medioevo il santo più popolare dell'Occidente, ex dio cavaliere dei celti della Pannonia.

Nato in Pannonia nel 316, era entrato nelle fila dell'esercito romano da cui si congedò, dopo essere stato battezzato, per fondare il più antico monastero europeo e diventare, con riluttanza, vescovo.


di Martina Luciani

Alfredo Cattabiani, nel suo piacevolissimo e dotto Calendario esplora la trasformazione della divinità celtica ( originaria della Pannonia, patria di san Martino di Tours): un cavaliere che vinceva gli inferi, a cavallo di un nero destriero, con indosso una corta mantella, e che fungeva da garante della natura che attraversa la morte invernale per rinascere a primavera.  I Celti festeggiavano il loro Capodanno per una decina di giorni a partire dal 1° di novembre, collegandosi proprio al fatto che i semi in questo periodo scendono nel mondo di sotto, in attesa di rinascere.
La storia del mantello la conosciamo tutti, forse non facciamo caso alla coincidenza della cappa corta, come quella del dio cavaliere celtico di cui Martino fa le veci. Anche l'oca spesso presente nell'iconografia di san Martino era sacra ai Celti, considerata messaggero dal Mondo Altro.
L'11 novembre è la data della sepoltura di Martino, a Tours, nel 397: il suo culto, a volte degno di una divinità, si diffuse rapidamente. In Italia, san Benedetto dedicò a Martino l'ex tempio di Apollo a Cassino, a Roma ebbe una basilica tutta per sè, San Martino ai Monti.
In Francia centinaia di borghi e piccole città portano il suo nome.
Nome che significa " consacrato a Marte". Da questo imprinting forse gli derivarono certe intransigenze e contraddizioni, anche gravi, del suo ministero caratterizzato dall'essere protettore degli oppressi e dei poveri. Come quella di far tagliare gli alberi sacri ai Celti, per rafforzare la sua opera di evangelizzazione. Mi dà così fastidio, questo fatto, che spero sia una leggenda.

giovedì 10 novembre 2016

Il ritorno di Dionysos, azione teatrale del Liceo Classico di Gorizia, riproposta al Kulturni Dom, 11 novembre.



Venerdì 11 novembre, alle ore 20.45, al teatro "Kulturni Dom"di Gorizia, la Compagnia teatrale del Liceo "Dante Alighieri", costituita da circa settanta studenti ed ex studenti del Polo liceale di Gorizia, presenterà nell’ambito del 26° Festival Internazionale Castello di Gorizia, “ Il ritorno di Dionysos". L'attualità della profezia sulla fusione politica e culturale tra la civiltà greca e le civiltà mediorientali.



di Rosy Tucci

Dopo il successo  al Teatro Bratuz , nell’ambito della Rassegna del Teatro Giovani e  il tutto esaurito al teatro Comunale G.Verdi, all’interno dell’evento Classici contro,  la compagnia teatrale del "Dante Alighieri" presenterà, nell’ambito del 26° Festival Internazionale Castello di Gorizia, “ Il ritorno di Dionysos,", per la regia di Rosy Tucci, aiuto regia Cristina Rumich, musiche Angelo Portelli.
Il Progetto teatrale “Dionisio” è una delle attività più prestigiose e seguite del liceo, con una tradizione consolidata ultra ventennale e con un repertorio di allestimenti che vanno dal teatro classico a quello contemporaneo, ai recital e alle letture espressive, con partecipazioni a rassegne e a concorsi regionali, nazionali, internazionali e convegni.
Lo spettacolo è liberamente ispirato alla tragedia "Baccanti", considerato il capolavoro di Euripide. Abbiamo letto nella disarmante ambiguità del testo e nell’insistenza continua sul doppio, la profetica prefigurazione di un nuovo inizio, storicamente ascrivibile all’età ellenistica inaugurata da Alessandro, caratterizzata  dalla  prolifica contaminazione tra Occidente e Oriente che condurrà alla fusione politica e culturale tra la civiltà greca e le vicine civiltà mediorientali, tra Occidente e Oriente, ma contestualizzabile in qualsiasi epoca di cambiamento radicale, che spesso si accompagna  alla reciproca diffidenza  e alla convinzione di essere migliori, destinata a fallire,  se entrambe le parti non siano disposte a   deporre l’orgoglio che  porta a chiudersi superbamente nelle proprie convinzioni.  
Gli studenti hanno utilizzato le diverse competenze artistiche,  traducendole in una mirata scelta di musiche e canti appartenenti prevalentemente, ma non solo, al repertorio sacro, che sostituiscono gli stasimi originali del testo, in una puntuale ricerca filologica di costumi( ideati da Alessia Furlanut), collegati a coerenti e meditate scenografie(delle sorelle Ambra e Giada Bigot e Manuela Rozza con Giulio Moretti) e coreografie(di Giorgia Fumagalli e Nicholas Lorefice): il tutto sinergicamente intrecciato ai cinque episodi recitati.

martedì 8 novembre 2016

La bestialità secondo Ernesto Paulin che espone a Borgo Colmello



La bestialità è tipica dell'uomo, e non passa giorno in cui tale becero comportamento non si manifesti in qualche parte del mondo. Ernesto Paulin, ne rappresenta una propria visione.



di Marilisa Bombi

A Borgo Colmello, nell’ambito della collettiva “Ritratti e bestialità di corte” c’è un’opera che si distingue, nettamente, dalle altre. Ciò in quanto, (seppur raffigura in primo piano un gatto, che nessun altro artista ha illustrato anche se questo animale era, ed è presente, in ogni aia allora ed in ogni cortile oggi) ha interpretato, coerente con la propria poetica, la bestialità in senso lato.
Chi ha avuto modo di conoscere questo artista non potrà non ammirarne la coerenza e l’onesta, anche intellettuale, che gli ha fatto scrivere, in occasione di una mostra che si è svolta lo scorso anno negli spazi espositivi della Biblioteca statale isontina: “L’uomo è ormai immerso nel consumo e di conseguenza carico degli scarti di ogni tipo. […] E’ una preoccupazione che ho da anni. Ho paura che l’uomo soffocherà immerso dagli scarti”
E forse Paulin non sa che Stanton su questo concetto ha girato un cartoon, di notevole successo, e che racconta la storia di Wall-e, ultimo robot rimasto sulla terra dopo che gli umani l'hanno abbandonata perchè invasa dai rifiuti.
Ma gli scarti non sono soltanto i rifiuti, sono anche le bestialità di cui l’uomo, ahimè, è capace. E raccontarla, per Paulin, è esplorare una realtà che sfugge perché facciamo di tutto per ignorarla. Insomma, rappresentarla - per chi la percepisce – è un’esigenza: ciò che c’è dentro va scaraventato fuori. Ed è quello che in questa occasione ha fatto, rappresentando – in una composizione – le più atroci bestialità che l’uomo contemporaneo ha compiuto.

Ernesto Paulin, è nato a Belluno l’8 settembre 1950. E nel momento stesso in cui ho fatto questa scoperta (il luogo di nascita per intenderci) ho avuto una illuminazione. Non riuscivo a capire chi mi ricordasse, ma ogni volta che lo vedevo c’era quasi una sovrapposizione. Era Dino Buzzati, bellunese come lui e, come lui, schivo ma anche corrosivo, seppure in modo amabile. Paulin, ci racconta, dopo il servizio militare, agli inizi degli anni ’70, ha frequentato la scuola di mosaico di Spilimbergo conseguendo il diploma di mosaicista. Ed è quindi inevitabilmente in questi anni che si è formata la sua capacità di comporre i messaggi che trasmette attraverso le sue opere.
Trasferitosi a Gorizia a metà degli anni ’80, da autodidatta – quale ama definirsi – ha iniziato a dipingere ed a eseguire le prime installazioni, allestendo diverse mostre e collaborando con gruppi di artisti impegnati nel sociale. Vive e lavora a Gorizia in via Baiamonti n. 10.

lunedì 7 novembre 2016

Le ragioni del sì e le ragioni del no: a confronto venerdì prossimo a Gorizia


Venerdì prossimo, a Gorizia, Università di via Alviano, confronto ad alto livello sulle due opposte posizioni del sì e del no al prossimo referendum del 4 dicembre.


Lo scorso 8 agosto, l’ufficio Centrale per il Referendum presso la Corte Suprema di Cassazione ha ammesso la richiesta di referendum, depositata in data 14 luglio, sul testo di legge costituzionale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016. Affinché la riforma approvata dal Parlamento possa, dunque, acquistare il rango di legge costituzionale, idonea a modificare la Carta fondamentale ai sensi dell’art. 138 Cost., occorrerà il voto favorevole del corpo elettorale. Giuffrè Editore ha pertanto pubblicato due ebook, scaricabili gratuitamente, attraverso i quali due illustri esponenti del mondo accademico offrono un confronto tra le ragioni del sì, a firma di Beniamino Caravita, Ordinario di diritto pubblico all’Università La Sapienza di Roma e le ragioni del no, a firma di Alessandro Pace, Presidente del Comitato per il No nel referendum sulla legge Renzi – Boschi e Professore emerito di diritto costituzionale all’Università La Sapienza di Roma.

giovedì 3 novembre 2016

Chiusure festive: prova di forza a Gorizia per cinque imprese.



In attesa di conoscere la decisione del TAR regionale prevista per fine mese, c'è tempo per decidere il da farsi per Natale, Santo Stefano ed il primo dell'anno.


di Marilisa Bombi

Per il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzanello, la scelta di imporre le chiusure in particolari ricorrenze era politica: dare un segnale all’interno del libero mercato ed una corretta lettura delle dinamiche commerciali. Sarà. Difficile non chiedersi, tuttavia, se la prova di forza contro lo Stato, competente a legiferare in materia, non sia invece l’ennesima manifestazione dell’arroganza che questa maggioranza ha dimostrato in tanti casi, (a partire dal no al referendum sull'acqua). Fermo restando che, come si è più volte ribadito, la situazione sarebbe stata di tutt’altro tenore se in occasione della recente modifica allo statuto regionale, fosse stata inserita, così come ha richiesto il Trentino Alto Adige di fare per il proprio, la competenza in materia di chiusure e orari degli esercizi di vendita e di urbanistica commerciale.

NO alla riforma costituzionale a Staranzano e Cormons: gli appuntamenti dei Comitati locali per il mese di novembre



I Comitati della Bisiacaria e quello di Cormons per il NO alla riforma costituzionale hanno coinvolto nell'azione informativa Serena Pellegrino, Marco Cucchini, Paolo Serafini, Corradino Mineo, Aldo Pegorer, Guglielmo Cevolin: il giudizio della politica e l'analisi scientifica su una riforma che riteniamo vada bloccata con il referendum oppositivo del 4 dicembre.


Dopo la tornata di incontri goriziani dedicati alle ragioni per cui la riforma costituzionale, così com’è strutturata, non garantisce il mantenimento in Italia della rappresentanza democratica che è presupposto della sovranità popolare,  da domani parte un ciclo novembrino di tre incontri organizzati dal Comitato della Bisiacaria  per il no nel referendum sulle modifiche alla Costituzione.
E subito dopo inizia il ciclo di appuntamenti previsti dal Comitato per il NO di Cormons.
A Staranzano,  i dibattiti si svolgeranno nella sala Del Bianco della Biblioteca comunale in via Zambon 2. Si comincia domani, 4 novembre, alle 18, con la deputata Serena Pellegrino, vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera dei Deputati,  e il professor Marco Cucchini, docente di European Political Systems all'Università di Udine che si confronteranno sul tema "La riforma costituzionale tra retorica e raggiro".

mercoledì 2 novembre 2016

Negli spazi espositivi di LEG Antiqua, in mostra gli acquerelli di Marina Legovini fino al 27 novembre

Nonostante le giornate uggiose non riescano a sbiadire i colori caldi dell’autunno che illuminano il nostro paesaggio, il ricordo dei colori della primavera e dell’estate è comunque un sollievo per lo spirito. E’ per questo motivo che la mostra degli acquerelli di Marina Legovini, infaticabile ed eclettica artista, capace di sintetizzare l’essenza dei luoghi, è uno di quegli appuntamento da non perdere. Sarà aperta sabato prossimo 5 novembre, alle 11.30 la personale di Marina Legovini "Dipingere l'essenza del luogo: il Giardino Viatori e i paesaggi goriziani dal Carso a Grado" realizzata in collaborazione con la Biblioteca statale isontina.
“Oltre una cinquantina gli acquerelli esposti accanto a olii su tela. Diverse le misure per racconti pittorici intimi guardando oltre l'orizzonte, ci informa il comunicato ufficiale della mostra. Tutte le opere però puntano a ghermire e imprigionare i colori, le atmosfere, l’essenza di un istante di luce. Un risultato che oltre alla perizia dell'artista sublima il suo rapporto diretto con il paesaggio, in un dialogo fra anima e essenza della natura.
Belli e intensi gli acquerelli dedicati al “Giardino Viatori”, intrecci di colori e di sfaccettature, innumerevoli e cangianti delle magnolie riflesse nell’acqua, definite con piccole pennellate poetiche in un'insieme variopinto e idilliaco, intimo e raccolto.
E' invece la forza della natura dei colori del Carso e della Laguna di Grado che rende uniche le finestre su un territorio nel quale si fondono le tavolozze più ardite, intrise di rossi, verdi gialli e mille sfumature di blu del mare. Magia e suggestione di panorami visti con gli occhi dell'arte.
La mostra rimarrà aperta negli spazi espositivi di LEG Antiqua, corso Verdi 73, fino al 27 novembre con ingresso libero da martedì a sabato dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30.

lunedì 31 ottobre 2016

Chiusure festive dei negozi: chi sfiderà la Regione?



Da 15 a 36 mila euro la sanzione per gli esercizi della grande distribuzione (con più di 5000 mq di superficie di vendita) che, sfidando la Regione, decideranno di rimanere aperti domani primo novembre. E, in caso di recidiva, è prevista anche la chiusura del negozio da un minimo di 5 ad un massimo di 20 giorni.


di Marilisa Bombi

Quanto una prova di forza contro lo Stato è sinonimo di capacità progettuale, di efficienza, di tutela di una Comunità? Se ci si dovesse limitare a prendere in considerazione la vicenda tragico-comica dell’obbligatorietà delle chiusure domenicali o comunque festiva imposta dalla Regione con la legge 4 di quest’anno la domanda sarebbe addirittura pleonastica. Ciò che comunque è certo e dimostrabile, è il fatto che i comuni sono stati lasciati da soli a fronteggiare una situazione che ha dell’incredibile, al solo riassumere gli eventi che si sono succeduti. Ed oggi i telefoni degli uffici regionali dai quali molti comuni speravano di avere anche solo un minimo di indicazioni operative, hanno suonato a vuoto.

sabato 29 ottobre 2016

Il realismo pittorico di Stefano Ornella

Aperta fino a dicembre, a Borgo Colmello, la mostra "Ritratti e bestialità di corte".


di Marilisa Bombi

Stefano Ornella è uno di quegli artisti che parla poco ma colpisce nel segno e non ho nessun dubbio che, in fatto di disegno, fin da piccolo, nessuno nemmeno tentasse di essere alla sua pari. Ed anzi, credo che la sua insegnante di disegno fosse riluttante a proporre il disegno dal vero. Ciò in quanto, come a volte la fantasia supera la realtà, un disegno può essere talmente perfetto, da dare vita a soggetti fantastici, quando sono stupendamente precisi. Ho avuto la fortuna di conoscere Stefano il decoratore, prima ancora che l’artista, per restare stupita davanti alle sue canne di bambù che spuntano dall’acqua e solo perchè non ho coraggio di osare fino a tanto, non gli ho ancora chiesto di realizzare il bosco dei miei sogni, dove perdermi tra i sentieri.
“La regina esita”, acrilico più veloce e di tocco più libero rispetto ai lavori più realistici degli asini e altri recenti ammirabili nel suo sito d’artista www.stefanoornella.it razzola, come altri galli e galline, nella corte virtuale di Borgo Colmello, ma il suo sguardo è attonito: diffidente ma anche incuriosito. Pare incerto, infatti, nel dubbio: mi vuol tirare il collo o mi porta del cibo? Stefano, per ora, non ci vuole svelare se è inganno o intento.
L’arte di Stefano Ornella, come racconta Cristina Feresin, è un realismo portato all’estremo, fino ai confini della visione onirica, dai forti contrasti cromatici, da soggetti in cui il mondo animale e quello umano si scambiano di ruolo e la spazialità diventa un concetto relativo. E’ visionaria e surreale l’arte di Stefano Ornella, molto vicina per attitudine ed interessi alla pittura contemporanea nordeuropea (Germania, Belgio), con cui condivide l’attenzione per la pittura antica e moderna ma attualizzandone la prospettiva e l’immagine. Le figure che costituiscono le ultime composizioni dell’artista, cavalli, centauri, viandanti resi con un intenso turchese, si innestano su sfondi, dalla profondità appena percepita, monocromatici e di tonalità neutra, e si completano con elementi simbolici, una mano, l’albero, il cancello. Le opere così concepite vanno ben oltre i codici classici della rappresentazione, ponendosi in quello spazio privo di coordinate temporali definite, sospeso tra il visibile e il non visibile.
Stefano Ornella
Nato nel 1969. Originario di Monfalcone,  studia pittura all’Istituto Statale d’Arte di Gorizia e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Venezia diplomandosi nel 1992.
Oltre l’attività di pittore e incisore affianca quella di illustratore e decoratore.
Vive e lavora a Turrida di Sedegliano 33039, Udine, in via Gen. Pressacco 33.
e-mail: imaginariuspictor@gmail.com
www.stefanoornella.it
www.prologoart.it/

giovedì 27 ottobre 2016

Gorizia ha più storia di Waterloo: l'associazionismo cittadino lo dimostri



Fino a 40 mila euro dalla Regione per la gestione e valorizzazione di percorsi legati alla Grande guerra.


di Marilisa Bombi
archivioirredentista.wordpress.com/tag/gorizia/
Una decina di anni fa, su un noto quotidiano nazionale, Paolo Rumiz, di ritorno da Waterloo, si interrogava sui motivi che ancora non hanno indotto, chi avrebbe il potere di farlo, a valorizzare i siti legati alla grande guerra. “Così, luoghi d' orrore diventano luoghi d' incontro e riconciliazione per l' Europa. Una strada dove l' Italia è ancora indietro, anche in luoghi-simbolo come il fronte dell' Isonzo”. Abbiamo un tesoro, insomma, che non siamo in grado di investire, di far sfruttare e si sta anche perdendo la straordinaria opportunità data dal centenario della cosiddetta Grande guerra, perché ciò che è stato fatto è una briciola di ciò che si sarebbe potuto fare, a partire dal recupero dell’immobile (ex case Fogar, di proprietà della Regione, posto sulla riva dell’Isonzo) che soltanto i miopi non riescono a vedere come luogo ideale nel quale realizzare il centro visite dei luoghi legati alla guerra.

mercoledì 26 ottobre 2016

I presidenti Mattarella e Pahor a Gorizia, in occasione del centenario di Gorizia italiana. Unanime anelito all'Europa. Garanzia di pace.



Stanno uscendo le  agenzie e i primi articoli sull’incontro di quest’oggi, a Gorizia, del presidente Sergio Mattarella con il presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor. Ad esempio Askanews, insieme a tante altre; e poi leggeremo e vedremo in abbondanza. Il sindaco Ettore Romoli chiede ufficialmente una zona economica speciale modellata sul bacino del Gect.


di Martina Luciani

Il nostro presidente, al Teatro Verdi affollato di politici, amministratori, cittadini e moltissimi studenti, ha detto molte cose, anche andando oltre la retorica della riconciliazione  collegata al centenario della stramaledetta prima guerra mondiale, e di tutto quel che è venuto dopo. Spiego in coda perché mi permetto di usare la parola retorica.
Mattarella ha ricordato ad esempio che il progetto Europa ha fatto tacere le armi e parlare i popoli, ed è prima un progetto politico e sociale, poi economico. Appunto non da poco, di questi tempi.
L’Unione Europea, se coesa e coerente con i suoi valori fondativi, è in grado di svolgere un ruolo decisivo nello scenario internazionale, e sostenere uno sviluppo equo in ogni parte del mondo.
Se le parole contano ancora, a me questa assunzione di responsabilità europea piace molto.

Affitto casa via web: offerte anche da Gorizia su Airbnb



Se non c'è lavoro, se ne può inventare uno. Via libera alla fantasia. Dall' UberEats alle offerte della casa o anche soltanto di una stanza, la rete offre mille possibilità.


di Marilisa Bombi



La rete racconta di tutto. Da chi si è inventato l'Ufficio informazioni a piacere, a chi guarda con attenzione alla ricerche delle professioni del futuro, dove pare saranno richiesti - secondo le previsioni degli esperti - mestieri come «guida turistica spaziale» o «filosofo di etica delle nuove scienze». Ma rimanendo con i piedi per terra e pensando a ciò che, invece, è fattibile già da oggi, c'è chi ha deciso di fare l'host.
Senza tenere conto dei bed and breakfast, a Gorizia città, sono già cinque, per ora, coloro i quali hanno deciso di mettere a disposizione la propria casa e di promuoverla, attraverso il sito Airbnb, un fenomeno che sta dilagando, a livello mondiale, e che consente – a conti fatti – di avere a disposizione un appartamento al costo di una camera d’albergo. Che, per chi non vuole trovare tutto pronto e non ha problemi a rifarsi il letto alla mattina, è opportunità da prendere attentamente in considerazione.

martedì 25 ottobre 2016

Laura Fasiolo. Scuola e sicurezza. Nuovo disegno di legge per delimitare la responsabilità penale dei dirigenti scolastici in caso di grave pericolo negli edifici.

Presentato oggi dalla senatrice goriziana un ddl che modifica il  decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di sicurezza degli edifici scolastici e  consentirà "ai dirigenti scolastici di essere più sereni nelle scelte che devono assumere per mettere in sicurezza i ragazzi"


di Martina Luciani

Il ddl presentato da Fasiolo, in sala Nassirya, al Senato, nasce dalle riflessioni sulle carenze e incongruenze delle leggi in materia di sicurezza degli edifici scolastici, seguite alla condanna del preside Livio Bearzi, condannato  a seguito del crollo del convitto causato dal sisma del L'Aquila.
Due articoli soltanto, che tuttavia capovolgono la situazione normativa attuale e stabiliscono la possibilità per i dirigenti delle istituzioni scolastiche ed educative - includendo i dirigenti delle pubbliche amministrazioni o pubblici uffici - di interdire l'utilizzo parziale o totale dei locali e degli edifici assegnati, nonché di ordinarne l'evacuazione, evitando in questi casi l'applicazione degli artsicoli del Codice penale. Nei casi suddetti, non si applicano gli articoli del codice penale relativi all'interruzione di pubblico servizio e  procurato allarme.
"Soprattutto alla luce - scrive in una nota Laura Fasiolo - della condanna del preside Livio Bearzi, oggi affidato ai servizi sociali, per le note vicende  conseguenti al crollo del  Convitto nazionale dell'Aquila che nella notte del terremoto causò purtroppo alcune vittime, osservo che, senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria,  la situazione ha posto molti interrogativi a tutti i dirigenti responsabili della sicurezza degli edifici e servizi pubblici, in particolare sulla necessità di sollevare le figure dirigenziali non dalla responsabilità connessa alla funzione, ma da condizionamenti controproducenti che possano intimorire, inibire o anche solo ritardare l'assunzione di decisioni, pressoché istantanee, in caso di percezione del pericolo.  L'esperienza mi dice che non servono sanzioni ulteriori afflittive, servono strumenti e misure, previste nel nostro ddl, che rendano concreta l'efficienza decisionale, quando è necessaria. Mi auguro che il testo, ad oggi firmato e sottoscritto da molti colleghi, possa essere incardinato in commissione Istruzione e Cultura al Senato.
Per la cronaca, a maggio scorso una proposta di legge attinente la questione della responsabilità penae, civile e amministrativa dei dirigenti scolastici, era stata presentata alla Camera dei deputati dall'on. Serena Pellegrino ( SEL - SI)

Prandino Prandi de Ulmhort: lo ricorda Carolina Levetzow Lantieri.



Si celebreranno a Gorizia, domani, 26 ottobre, i funerali di Prandino Prandi de Ulmhort, nella chiesa di Piazzutta.
Un breve scritto di Carolina Levetzow Lantieri.



Ho sempre provato tenerezza ed ammirazione per il conte Prandino Prandi. Quando lo incontravo era come fare un tuffo in un mondo che non esiste piú, quando nobiltá significava rispetto,  umiltá e tradizioni basate su dei valori di cui oggi si sono perse le tracce: uno fra i tanti, la fedeltà alla la parola data.
A chiacchierare assieme,  non potevamo fare a meno di riparlare, spesso usando anche il tedesco, dei tempi quando erano ancora vivi i miei genitori, con i quali aveva rapporti di stretta amicizia nonostante fosse tanto più giovane di loro, quando dopotutto "die Welt schien noch in Ordnung zu sein"  e l'Europa,  nonostante i suoi confini fisici era ancora una realtá culturale sentita, un riferimento ampio e variegato, ma certo e decifrabile, nel bene e nel male.
Prandi era una persona intimamente elegante,  galante con la naturalezza di chi non si da troppa importanza e capace di rivolgere ad una donna complimenti pieni di charme,   ti metteva sempre a tuo agio,  capace di intrattenerti e spiegarti con lucidità questioni complesse senza indurre in alcuno la sensazione di inferiorità o di ignoranza, ma pronto anche di scherzare con quel suo bel modo allegro e però mai invadente.
Quando sposò Corinna, l'amata Mimí, una donna meravigliosa che ha forgiato la mia vita insegnandomi a danzare con passione, ne fui personalmente immensamente felice.
Alla notizia della sua morte, rimpiango di non averlo visto di piú, in questi ultimi tempi.
Ma lui faceva parte di quel gruppo di persone così particolari  che non immagini possano andarsene un giorno, perché circondate da un’aura perenne di eterno presente,  frutto della solidità del loro animo.
Non faremo piú le nostre rilassanti  conversazioni , un pò in italiano ed un pò in tedesco,  a Gorizia chi lo fa più?,  é ormai definitivamente sparita un’epoca culturale che caratterizzava la nostra città, il nostro  vivere qui,  pur così ai margini, quasi in una nicchia di un Europa molto diversa da quella che oggi conosciamo come Unione Europea. Ma per tanti versi infinitamente più ricca e feconda sul piano intellettuale, politico, etico, artistico. 

lunedì 24 ottobre 2016

Michele Nardon, pittore solare, a Borgo Colmello



Tra galline e gallinelle, nell'aia metafisica di Borgo Colmello, razzola anche il gallo di Michele Nardon


di Marilisa Bombi

Michele Nardon, classe 1983, è il più giovane artista che partecipa alla rassegna Ritratti e bestialità di corte che si sta svolgendo a Borgo Colmello, Farra d’Isonzo. Ma pur essendo poco più che trentenne non per questo non può vantare un curriculum di assoluto prestigio, soprattutto per la sua ricchezza e particolarità. Basti pensare alla partecipazione, nel 2009, ad un viaggio a piedi, attraverso le province friulane, in compagnia di un fotografo, uno scultore ed uno scrittore, per ricercare all’interno dei comuni, le tracce lasciate da persone scomparse che usarono la poesia per esprimersi e raccontarsi. Progetto che poi portò alla realizzazione di una mostra itinerante.
Anche Michele proviene dalla quella fucina d’artisti che è l’Istituto d’arte Max Fabiani di Gorizia, anche se successivamente ha proseguito i suoi studi all’Accademia delle Belle arti di Venezia, frequentando il corso di tecniche dell’incisione di Gianfranco Quaresimin e laureandosi con il massimo dei voti discutendo la tesi dal titolo “La figura dell’insetto tra metamorfosi e metafora”, presentando un portfolio contenente incisioni calcografiche, incisioni su vetro ed elaborati pittorici.

Pur essendo, comunque, un grafico, come racconta anche Davide Polo nella gradevolissima presentazione di questo artista, che ha deciso di aprire il suo studio laboratorio a Cormons, per la collettiva a fine benefico ha usato la tecnica pittorica nel rappresentare un gallo, mantenendo inalterata la straordinaria solarità delle altre sue opere. E non potrebbe essere diversamente al solo conoscerlo. Perchè Michele, alto, con la barba, gli occhi buoni è veramente l'ideale rappresentazione del personaggio di una fiaba e non ho alcun dubbio che se vivesse negli USA sarebbe stato già scritturato dagli autori di Once upon a time.