Marco Cucchini, docente di European Political Systems all'Università di Udine, a Cormons ha spiegato le ragioni del suo NO alla riforma costituzionale.
Qualsiasi legge, anche quella costituzionale ha un merito, un metodo e un contesto. Guardare solo al merito non è mai sufficiente per capirne l'impatto e le conseguenze. Ad esempio, il Jobs Act vi pare forse attuativo dell'art. 36 della Costituzione che stabilisce il diritto del lavoratore ad una retribuzione sufficiente ad una vita libera e dignitosa per sè e la sua famiglia?
di Martina Luciani
Questa riforma è un'azione di marketing politico, non si fonda su una vera analisi della società italiana, ignora e non rispetta il lavoro svolto in precedenza, non è condivisa e come tale è destinata ad avere vita breve, esattamente come altre prodotte da governi diversi e superate da governi successivi.
Il Senato è privato di dignità perchè, spogliato della funzione legislativa, diventerà di fatto una Camera di ostruzionismo.
Il ritmo della funzione legislativa non dipende dal bicameralismo perfetto, ma dalla politica. Se la riforma si proponeva di togliere gli alibi alla politica, non c'è riuscita.