martedì 12 aprile 2016

Legge regionale proposta da M5S sul crimine organizzato domani in Commissione. Ma calendarizzata all'ora di pranzo.



“La lotta alla Mafia deve essere un movimento culturale e morale che coinvolga tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità, quindi complicità”: queste parole del giudice Borsellino sono riportate nella relazione alla proposta di legge regionale 121, presentata dal Movimento 5 Stelle, "Norme in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso". Questione enorme, che include anche la costituzione dell' Osservatorio regionale antimafia, ma la discussione in Commissione viene calendarizzata all'ora di pranzo. Il comunicato del portavoce del gruppo consiliare M5S Cristian Sergo.

Scrive in una nota Cristian Sergo : “Il territorio della regione Friuli Venezia Giulia, in virtù della particolare posizione geografica sta diventando sempre più oggetto di interessi da parte di gruppi familiari residenti sul territorio e collegati al crimine organizzato: essi cercano di insinuarsi nei settori economici della regione in maniera occulta enormi quantità di danaro proveniente da attività illecite. Le infiltrazioni mafiose, quindi, non trovano forme evidenti e clamorose di manifestazione, se si eccettuano sporadici episodi estorsivi, ma si traducono nella partecipazione societaria o nel finanziamento di imprese oltre che nel settore degli appalti pubblici, assai rilevanti, ove si considerino i grandi progetti realizzati o programmati in questa regione e relativi al settore della viabilità, della logistica portuale e dell’edilizia residenziale turistica”.
Crediamo sia la prima volta che l’illustrazione di una proposta di legge venga calendarizzata durante la Pausa dei lavori del Consiglio regionale. Siccome - di solito - i consiglieri vengono convocati in questo breve lasso di tempo destinato al pranzo solo per motivi di urgenza, crediamo si tratti di un bel gesto da parte dell’Ufficio di Presidenza della V commissione considerare urgente l’approvazione di questa legge.
Un provvedimento che il MoVimento 5 Stelle ha voluto portare con forza in Consiglio regionale. La nostra è una delle poche regioni, infatti, a non esser provvista di una legge dedicata al crimine organizzato.

Semplificazione amministrativa: bene le nuove norme ma servono amministratori preparati anche oltre il profilo tecnico-giuridico.



Il Consiglio di Stato si esprime a proposito della Conferenza di servizi: i percorsi amministrativi non sono solo tecnici, servono persone preparate attraverso percorsi formativi ad hoc. Pensiamoci bene, nel momento in cui andremo a votare, se ai candidati e quindi eventuali futuri amministratori, siano o no ben chiari alcuni fondamentali principi.




di Marilisa Bombi

Mutuando ciò che ha scritto il giurista Pietro Virga sul suo blog, se nel campo del diritto pubblico c’è un termine abusato, questo è quello della “semplificazione” amministrativa. Tutti i politici parlano ripetutamente di semplificazione, ma continuano a sfornare disposizioni che prevedono ulteriori adempimenti e che complicano la già difficile vita dei cittadini. È la stessa cosa che succede con le tasse: tutti dicono di volerle tagliare, ma nel frattempo le tasse – sia pure in modo subdolo e spesso fantasioso – aumentano. Personalmente, quando leggo di semplificazione della P.A., provo un fastidio così acuto da essere indotta ad abbandonare presto la lettura dell’articolo che parla di essa. Anche se, professionalmente, mi sento obbligata a farlo.
Comunque, a piccoli passi il processo di semplificazione, quello reale, procede anche se non bastano le leggi. Ciò in quanto le riforme, soprattutto quelle epocali, vanno metabolizzate e ciò molto spesso non avviene, come è il caso dell’istituto della Conferenza di servizi.
Parole sante: sono quelle del Consiglio di Stato, a proposito, di uno schema legislativo proposto dal Governo che ha come fine quello di revisionare l'istituto complessivo. Uno strumento di semplificazione dei procedimenti complessi. Dice il parere, a proposito del fatto che è necessario adottare misure ‘non normative’ di sostegno alla riforma: "- la prima riguarda il ‘fattore umano’, che ricopre un ruolo fondamentale per il successo della riforma. Occorrono amministratori professionalmente ‘capaci’ e in grado di condurre il processo decisionale verso decisioni corrette, tempestive e non incentrate solo su profili giuridico-amministrativi: appare dunque indispensabile un programma formativo ad hoc, che ben potrebbe essere affidato alla supervisione della riformata Scuola nazionale dell’amministrazione (SNA)." Insomma, aggiungo io, l'obiettivo da perseguire è sempre quello della tutela dell'interesse pubblico. Circostanza questa che molto spesso viene dimenticata. Perché, chi è investito della responsabilità di amministrare una comunità, dovre avver ben chiaro un principio: le decisioni non le prendono i tecnici. A loro è attribuito, infatti, il compito, di attuare le decisioni prese a livello politico.

giovedì 7 aprile 2016

A tavola con i conti Coronini. Le piacevolezze aristocratiche all'ora dei pasti e l'evoluzione del lavoro nelle cucine e dispense.



Inaugurazione venerdì 8 alle 17.30, a Gorizia, nella dimora di viale XX Settembre.
La mostra, in collaborazione con l’Accademia italiana della cucina, ripercorre le trasformazioni che tra  700 e 900 rivoluzionarono il modo di stare a tavola. Con un’occhiata anche alle cucine, che senza quelle, e coloro che ci lavorano,  i lussuosi piatti restavano comunque vuoti.



“A tavola con i conti Coronini. Le forme e i rituali dei pasti dal Settecento al Novecento”: un'occasione non solo per percorrere le trasformazioni che tra il XVIII e l’inizio del XX secolo rivoluzionarono le abitudini alimentari e il modo di stare a tavola in Europa, ma anche per andare alla scoperta delle bellezze e dei segreti del Palazzo Coronini.
Samovar, prima metà XIX secolo,
collezione di Palazzo Lantieri
 L'esposizione, promossa dalla Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus, in collaborazione con l’Accademia italiana della cucina, è allestita infatti nella storica dimora di viale XX Settembre a Gorizia e comprende  arredi, porcellane e argenterie appartenenti alle collezioni della famiglia goriziana, alle residenze di altre famiglie nobili goriziane, come il Palazzo Lantieri, o in prestito da privati. La mostra sarà visitabile fino al 16 ottobre, da mercoledì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, periodo che sarà corredato da eventi collaterali e approfondimenti. Da sabato 9 aprile non sarà aperta solo la mostra, ma anche il Palazzo, con il suo prestigioso patrimonio di arredi, quadri, suppellettili, argenti e mobili.
Da privilegio per le classi elevate, ad argomento oggi di moda e di interesse comune: il cibo e le abitudini a esso correlate sono da sempre uno specchio dei tempi e l’allestimento ripercorre i cambiamenti che nel giro di tre secoli contribuirono a creare regole e comportamenti che ancora oggi adottiamo quotidianamente.

martedì 5 aprile 2016

Palazzo Lantieri dedica l'edizione 2016 di Castelli Aperti a Elisabetta d'Austria. Il 10 aprile.





Palazzo Lantieri aderisce all’edizione 2016 di Castelli Aperti del consorzio Castelli Friuli Venezia Giulia, ed apre al pubblico, il 10 aprile, dedicando l’intera giornata a Elisabetta Amalia Eugenia di Wittelsbach, conosciuta e amata come Sissi, consorte di Francesco Giuseppe I d’Asburgo - Lorena, imperatore d'Austria.

Ciò che verrà raccontato ai visitatori fa parte, sullo sfondo della storia scritta nei libri, delle memorie private della famiglia di Levetzow Lantieri,  che intratteneva storici legami e relazioni con la casata Asburgo.  E farà riscoprire anche l'opera poetica di Elisabetta, assai poco conosciuta, e forse sottovalutata: l'ha pubblicata, con il titolo " Diario poetico" la Mgs Press di Trieste.




di Martina Luciani

 

Oltre agli impegni ufficiali alla corte viennese, spesso la famiglia accolse tra le mura del palazzo di piazza Sant’Antonio la giovane imperatrice in occasione delle sue visite in incognito,  autentiche fughe segrete dal Castello di Miramare e dalla vita di corte.
Sarà Carolina di Levetzow Lantieri, attingendo ai suoi ricordi di bambina, ad offrire alcune istantanee delle presenze di Sissi nell’antica dimora di famiglia e dell’amicizia che legava la sovrana a sua nonna Clementina.   
Nella cornice degli interni della storica Schonhaus, oltre a poter ammirare i cimeli storici delle collezioni della famiglia,  gli ospiti di Castelli Aperti  entreranno nell’atmosfera  dell’epoca cui è dedicata l’iniziativa:  verrano suonati brani per pianoforte e il flauto e cantati celebri Lieder di Franz Schubert,  si svolgeranno  letture di poesie, incluse quelle di Heinrich Heine prediletto dall'imperatrice, coreografie danzate nel salone dei ricevimenti, uno storico dialogherà con il pubblico.
A suggellare la giornata , verrà consegnato  in dono ai visitatori un volumetto realizzato per questa specialissima occasione, così che ognuno della giornata a Palazzo Lantieri possa conservare, attraverso  immagini, liriche e racconti,  un ricordo più intimo della sovrana.

giovedì 31 marzo 2016

Alleanza Palazzo Coronini di Gorizia e Goriški Muzej Kromberk di Nova Gorica: visite guidate bilingui.


Progetto per valorizzare il legame storico che intercorre tra Palazzo Coronini a Gorizia e il Castello di Kromberk a Nova Gorica, attraverso una serie di visite guidate congiunte e bilingui e una Card Coronini, con sconti e agevolazioni su entrambe le sedi museali.



La Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus di Gorizia e il Goriški Muzej Kromberk-Nova Gorica si alleano per dare vita a un progetto di collaborazione che muoverà i primi passi ufficiali già nelle prossime settimane.
Obiettivo delle iniziative è quello di promuovere la reciproca conoscenza e l’afflusso di visitatori
italiani e sloveni alle due splendide dimore, autentici gioielli artistici e architettonici . Per chi si addentrerà nelle sale della villa di viale XX settembre ci sarà inoltre la possibilità di ripercorrere le
trasformazioni che tra il XVIII e l’inizio del XX secolo rivoluzionarono le abitudini alimentari e il
modo di stare a tavola, grazie alla mostra “A tavola con i conti Coronini”, in programma dal 9 aprile al 16 ottobre.
La presentazione del progetto  tra Coronini e Kromberk è invece annunciata per martedì
12 aprile alle 20.00, al Castello di Kromberk, alla presenza del sindaco di Gorizia Ettore Romoli e del
primo cittadino di Nova Gorica, Matej Arcon.

mercoledì 30 marzo 2016

Giulio Regeni. Resurrexit. Duro intervento del Comitato per la vita del Friuli Rurale.

Oggi la stampa riporta che la mamma di Giulio Regeni ha riconosciuto il figlio dalla punta del naso, tant'è stato devastato il volto di suo figlio dalle torture subite. Solo ai tempi del nazifascismo si arrivava a tanto, ha detto Paola Regeni. Pubblichiamo l'intervento inviato da Aldevis Tibaldi (che nella richiesta di ritiro del nostro ambasciatoire da Il Cairo ha anticipato quella analoga  del senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per i diritti uman) in rappresentanza del  Comitato per la vita del Friuli Rurale. Tibaldi il giorno di venerdì santo ha esposto a Londra, davanti ad alcune istituzioni inglesi, il cartello Verità per Giulio Regeni.



RESURREXIT

A trucidare per la seconda volta Giulio e ad abbandonarlo nel fossato della menzogna non è solo un satrapo in cerca di una volgare ed ignobile versione dei fatti, bensì la nostra cattiva coscienza, il nostro momentaneo dolore, il nostro immobilismo.
Siamo tutti consapevoli che a muovere le mani degli aguzzini sono stati gli sgherri del regime egiziano e sappiamo anche che costoro si sono sentiti impuniti dal fatto di essere, agli occhi del mondo occidentale, gli arbitri e i guardiani del fondamentalismo islamico, il presidio dei pozzi petroliferi della Libia.
Si sono convinti di essere insostituibili e insieme il crocevia del traffico delle armi e un cliente ideale per l'industria pesante. Tutto ciò è balzato in piena evidenza nella nota intervista resa a Repubblica da Al Sisi, tanto plateale da non aver tralasciato di sottolineare gli affari che intercorrono fra i due paesi e, insieme, la simpatia che lo lega al nostro leader, tanto vanaglorioso da aver subito abboccato all'amo. O per meglio dire - novello merlo della favola -  immediatamente lesto da aprire il becco per far cadere il boccone della sua gratitudine... Intervista che ha toccato il suo culmine nel momento in cui, ignorata la tortura subita dal nostro martire, ha voluto fare pari e patta con una supposta vittima del suo paese.
E' stata proprio quella intervista - e non altro - ad obbligare i genitori di Giulio a recarsi dalle massime cariche dello Stato per chiedere Giustizia e di non recedere dall'obbligo di fare luce su di un crimine tanto efferato: di uscire cioè dai luoghi comuni ed ipocriti delle semplici attestazioni di circostanza.
Oggi, di fronte all'ultima vergognosa versione fornita dall'autorità egiziana e ancor più dalle superficiali prese di posizione italiane, nulla può condizionare l'indignazione generale.
Nulla può abituarci all'ennesimo crimine che resta impunito agli occhi del popolo italiano, tale da consolidare il suo senso di impotenza e quindi la sua arrendevole inerzia che tanto giova alla politica dei corrotti.
Nulla può trattenerci da chiedere un gesto sostanziale e concreto quale il richiamo dell'ambasciatore italiano al Cairo.
Nulla ci deve trattenere dall'esibire la nostra indignazione in ogni dove, così come abbiamo inteso esprimere nella mattinata di questo venerdì Santo dinanzi alle Istituzioni inglesi (Parlamento, Downing Street...)
Nulla ci deve trattenere dallo stare accanto alla famiglia Regeni.
Nulla deve più impedire la Resurrezione delle nostre coscienze.
Comitato per la Vita del Friuli Rurale

sabato 26 marzo 2016

Buona Pasqua (e non solo)



Pasqua, Numi, auguri, Mr. Hyde: pensieri e parole in (assoluta) libertà…




di Nevio Polli

Auguri, auguri, auguri… ancora auguri. Non ci mancano davvero occasioni per farli e scambiarli. Questi, per Pasqua, sono di rito e quindi inevitabili, doverosi e dunque, ........... i migliori auguri di una serena Santa Pasqua. Non sarà però facile trovarla questa serenità, basta guardarci intorno. E si sprofonda nella tenebra più profonda e dolorosa.

Ma torniamo agli auguri. Quanti auguri ci facciamo? E cosa sono questi auguri, da dove vengono, qual è il loro significato, il senso? Quelli collettivi cominciano doverosamente col primo giorno dell’anno e, in teoria, dovrebbero valere e bastare per tutto l’anno, ma poi già subito qualcuno, più malizioso o burlone, approfitta anche del giorno della Befana; arrivano poco dopo quelli molti più teneri e dolci di San Valentino, quindi c’è la festa della Donna e subito dopo quella del Papà; arriva Pasqua, il primo Maggio, la Mamma e ora mi sembra anche i nonni; poi finalmente tregua e si salta direttamente a Natale per poi riprendere subito con Capodanno ecc.. In mezzo però anche una miriade di piccoli rituali domestici e occasioni personali, dai classici buongiorno, buonasera, buonanotte, buon appetito e buona salute ai compleanni, onomastici, comunioni, cresime, matrimoni, nascite, diplomi, lauree… insomma un’infinità di “ti auguro…”.

Ma perché lo facciamo, e perché proprio questa parola “augurio”? E’ una tradizione lontanissima, romana nella sua derivazione etimologica, ma già prima, nel suo rito, anche etrusca, greca, celtica… insomma un’usanza che trova radici praticamente in tutti i popoli e culture. Ci viene dal latino “aùgures”, ossia l’interpretazione (“auspicia”) che gli “Aùguri” (sorta di indovini-sacerdoti) davano per spiegare il favore o meno degli dei difronte ad una possibile scelta che la comunità o un singolo individuo si apprestavano a fare: meglio la pace o si fa la guerra, il raccolto sarà abbondante o ci sarà la carestia, è il luogo adatto per costruire una città, vivrò ancora o dovrò morire… e via così. Un rito di divinazione dunque: se fulmini, nubi, vento, aquile o corvi o altri presagi venivano da sinistra, allora gli dei erano favorevoli, se invece da destra meglio non fare niente. Poi qualcuno, nel tempo, deve aver fatto un po’ di confusione e tutto si è capovolto: ora da evitare sono invece i “sinistri presagi”. Comunque si guardava sempre in alto, verso il cielo, verso il divino, verso colà ove si puote ciò che si vuole. Quindi, riassumendo, gli Aùguri confermavano la benevolenza o meno degli dei, e noi, in veste di moderni Aùguri non facciamo altro che ripetere quei lontani riti, chiedendo a Dio la sua attenzione e la sua benevolenza per la persona alla quale stiamo “augurando” quelle belle cose.

Già, ma a quale Dio, noi Cristiani, oggi, la chiediamo questa benevolenza? A chi ci rivolgiamo inconsciamente affinché il nostro augurio venga ascoltato? Al Figlio, che ha patito come un uomo e si è sacrificato per la nostra salvezza o al Padre che invece l’ha mandato a patire e morire e non ha fatto niente per salvarlo, anzi, aveva già scritto, Lui, tutto? Al Figlio che ha predicato la bontà, l’amore, la fratellanza, o al Padre che invece, per liberare il suo popolo, ha mandato l’Angelo della Morte a far strage di tutti i primogeniti egiziani, colpevoli soltanto di esser nati tali? Al figlio che niente ha chiesto per sé e tutto ha voluto donare agli altri o al Padre, capace della scandalosa richiesta fatta ad Abramo di sacrificare, a Lui, il figlio Isacco? A quale Dio chiediamo intercessione per accompagnare i nostri Auguri? A quello buono, certo… Ma, un momento, Dio Padre e Gesù non sono forse la stessa persona? Il Padre e il Figlio non sono sempre Uno (e qualche volta anche di più)? Ma chi sono allora in realtà queste figure, queste entità soprannaturali alle quali ci rivolgiamo affinché i nostri buoni auguri possano arrivare fino ai nostri cari? Forse che uno è il dio buono e l’altro il dio severo, inflessibile, crudele? E sono sempre Lui-Loro che consentono tutto questo orrore che circonda il nostro quotidiano? O forse semplicemente se ne disinteressano, o (se mai ci sono) hanno altro da fare? O forse sono in realtà un’identificazione simbolica, trascendente, di quel Male e quel Bene che, come dentro ciascuno di noi, anche lassù, nel Settimo Cielo, si guardano, si confrontano e si scontrano? In fondo non abbiamo forse creato Dio a nostra immagine e somiglianza? E dunque perché meravigliarsi se anche lassù c’è un Dr Jekill e un Mr. Hyde.
Oggi però, purtroppo, sul trono c’è Hyde.

Gorizia. Campagna H2GO. Le locali politicuzze da cortile non evolvono nemmeno sul problema dell'acqua a gestione pubblica.




La sollecitazione della campagna H2GO: il Consiglio comunale di Gorizia faccia realmente politica sull’acqua bene comune.
Basta scaramucce nella solita e sterile contrapposizione  che  non affronta le questioni decisive per conservare la gestione dei beni comuni e della democrazia.

Il gruppo di lavoro goriziano su Acqua Bene Comune interviene sui contenuti della funambolica mozione di Forza Italia in consiglio comunale. Che andrà chissà quando all'attenzione del Consiglio comunale, in totale irrilevanza di effetti se, come annunciato, la discussione della proposta di legge 135 sul servizio idrico integrato verrà discussa in consiglio regionale già il 30 marzo. Prosegue il mail bombing lanciato da Campagna H2GO, rilanciato a livello regionale dal Movimento 5 Stelle, unico ad essersi opposto alla 135. A questo link il documento congiunto presentato ( e completamente ignorato) alla IV Commissione regionale il 18 febbraio scorso da  CeVI – Centro di Volontariato Internazionale (componente del Comitatoreferendario FVG Acqua Bene Comune), Legambiente Friuli Venezia Giulia onlus e Cordicom FVG - Coordinamento dei Comitati Territoriali e dei Cittadini associati del FVG.






COMUNICATO STAMPA, 25 MARZO 2016. L’acqua è il  bene comune che meglio di altri è lo specchio della politica  italiana: il processo di privatizzazione avviato negli anni Novanta con la Legge Galli e poi con vari interventi primo fra i quali il noto decreto Ronchi-Fitto (del 2009 Governo Berlusconi), oggetto della consultazione referendaria del 2011, fino al   Decreto Sblocca Italia del Governo Renzi, non ha conosciuto ostacoli tra i vari governi che si sono succeduti.
Ha invece trovato una grande, ma fino ad oggi inascoltata, opposizione  nella volontà popolare. Milioni di persone che dal 2000 in poi, attraverso referendum, proposte di legge, manifestazioni, iniziative europee si battono per l’idea che l’acqua è un bene pubblico indispensabile che  deve essere gestito dalle comunità locali in modo trasparente e partecipato attraverso la fiscalità generale)e le tariffe, sulla base dei consumi, prevedendo il riconoscimento del diritto ad un quantitativo minimo.

Se la politica ha ancora una funzione, chiede il gruppo di lavoro della Campagna H2GO, qual è il senso della mozione presentata dal capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Gorizia? 
Da cittadini attendiamo dai capigruppo e dai segretari  provinciali di sapere quale sia l’elaborazione complessiva sul tema acqua pubblica, a Gorizia, in Regione e in Italia. Tema  che, per ora, ci sembra sia rappresentato, da una parte, dalla banale e sterile strumentalizzazione politica di chi  approfitta dell’occasione per attaccare la giunta Serracchiani, dimentico che la privatizzazione è cavallo di battaglia del suo stesso partito; dall’altra parte,  dalla presa di posizione ( o dal prudente silenzio) di esponenti  del partito di maggioranza in giunta provinciale e in quella regionale,  insensibili al tradimento della volontà popolare e  immemori degli stessi programmi elettorali dei loro partiti.
 In mezzo solo una mozione consiliare che non apre la questione politica ed il cui testo, inoltre, è scritto in quel “ politichese” che rende possibile chiedere il ritiro della proposta di legge 135 ma in subordine se ne legittima l’approvazione con delle modifiche assurde. 
 Insomma una mozione che sull’acqua pubblica dice nulla a noi che la vogliamo.
 Ci aspettiamo dalla politica locale ben altre sollecitazioni e preoccupazioni, proprio in nome della gestione locale che possiamo vantare e vogliamo difendere, a patto sia realmente pubblica e partecipata: iniziative concrete a tutela della nostra salute e delle nostre tasche, presenza costante dei nostri rappresentanti all’interno della Consulta d’ambito, interventi  su problemi  che  riguardano la gestione nell’ambito, valutazione congiunta degli usi agricoli, industriali ed energetici.

Ad esempio vorremmo puntuali verifiche  sull’utilizzo dei soldi che confluiscono al Cato attraverso la quota fissa della tariffa, la più alta d’Italia (82,21 euro, contro i 2,79 di Milano , dati Federconsumatori 2013); spiegazioni intelligibili sugli aumenti tariffari; rassicurazioni con dati analitici alla mano sulla qualità dell’acqua di falda e di quella proveniente dalla sorgente in territorio sloveno ; richiesta di controlli sulla presenza di fibre di amianto nell’acqua distribuita dalla rete; informazioni di una qualche attendibilità sulla gestione transfrontaliera dell’Isonzo, senza aspettare che le Nazioni Unite avviino il progetto Nexus , coinvolgendo frotte di funzionari e politici, visto che degli uni e degli altri incaricati istituzionalmente ne abbiamo già a sufficienza; aggiornamenti sull’erogazione e sull’utilizzo  del contributo statale per l’acquisto dell’acqua dalla Slovenia, un tempo computato quale sconto ai cittadini sui consumi.

La CAMPAGNA H2GO, cui aderiscono i comitati #nobiomasseGo,  #CampiElettromagnetici-Gorizia#, Comitato Isonzo, l’associazione Essere Cittadini,  il Coordinamento Stop TTIP Gorizia,  il blog Piazza Traunik, il gruppo locale Go Possibile,  in collegamento con le azioni messe in campo da autonomie locali e movimenti per l’acqua in tutto il territorio regionale, ha condiviso su  http://piazzatraunikgorizia.blogspot.it/2016/03/campagna-h2go-da-gorizia-sollecitazione.html  un testo da inviare per email a tutti i consiglieri regionali  per fermare l’iter della legge 135 sul servizio idrico integrato e sostenere i principi della gestione pubblica e fuori dai meccanismi del profitto dell’acqua, bene comune.