mercoledì 16 aprile 2014

Isonzo: conoscere per apprezzare; fruire per salvaguardare



Le iniziative del Comitato

Conoscere per apprezzare; fruire per salvaguardare. Insomma, i goriziani possiedono una grande ricchezza ma non ne hanno assolutamente la consapevolezza. Per questo motivo è necessaria un’azione di sensibilizzazione sulle caratteristiche e potenzialità dell’Isonzo sia dal punto di vista naturalistico che di utilizzo vero e proprio come del resto avveniva all’inizio del secolo scorso, quando la gita al mare era ancora privilegio di pochi. Ed è veramente un peccato che il fiume continui a rimanere un soggetto sconosciuto. Insomma, il naturalista Pierpaolo Merluzzi, nell’incontro organizzato dal Comitato Isonzo al fine proprio di approfondire la conoscenza dell’Isonzo ha lasciato tutti a bocca aperta quando ha dimostrato, foto e dati alla mano, che il Fiume sacro alla Patria è uno scrigno tutto da scoprire: dagli animali che popolano le sue sponde e le sue rive e che denotano un habitat ancora in equilibrio, alla vegetazione che, in alcuni casi, rappresenta una vera e propria specificità non presente altrove. Ed è quindi proprio un peccato che il nome Isonzo ritorni prepotentemente alla ribalta soltanto quando al centro dell’attenzione non è più la sua bellezza (le sponde del fiume Isonzo sono state riconosciute formalmente dal Ministero dei beni culturali “bellezze naturali”) ma il suo sfruttamento a fini economici. Partendo da queste considerazioni, il Comitato, il cui fine è quello di coordinare e rappresentare adeguatamente la tutela dell’Isonzo contro interventi invasivi ha deciso di organizzare, grazie alla disponibilità del relatore Merluzzi, alcune passeggiate alla scoperta delle sponde incontaminate. L’interesse a partecipare può essere comunicato al seguente indirizzo: comitatoisonzo@gmail.com

Riuscirà il ministro Galletti a vedere i primi nativi ambientali d'Italia?

Una riflessione sull'educazione ambientale dei bambini: impossibile se noi adulti non facciamo nostra una diversa percezione dell'unicum uomo ambiente.


di Martina Luciani

 Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti  ha dichiarato che all’interno del ministero dell’Ambiente ci sarà un ufficio o una sotto-direzione che si occuperà di “fare educazione ambientale nelle scuole, nelle famiglie, nell’associazionismo perché, come oggi abbiamo i “nativi digitali”, la sfida è creare una generazione di “nativi ambientali”: i bambini devono imparare prima la raccolta differenziata che scrivere o usare il computer”.
Ma  su quale approccio pedagogico si innesta un percorso di educazione ambientale ( posto che nel tirar su un nativo digitale troppo spesso non c’è nemmeno l’ombra di approccio pedagogico)? Dubito ci possano essere effettivi risultati di educazione ambientale se assieme non faremo sentire – prima ancora che capire – ai nostri bambini che il rapporto con il mondo che calpestiamo non può essere, da parte umana, di sfruttamento, di uso e consumo, di alterità. Che la rigenerazione delle cellule del corpo umano riproduce la stessa capacità rigenerativa dell’ecosistema, e che le interferenze all’una come all’altra producono danni irreparabili e degradano la vita a sopravvivenza e poi la inibiscono e sopprimono. E noi stessi non potremo essere vivi in un ambiente morto: che vuol dire inquinato, sfruttato oltre le sue capacità di sopportazione, cementificato, artefatto, sovraccaricato. I fatti che etichettiamo come conseguenze dei cambiamenti climatici parlano chiaro.

venerdì 11 aprile 2014

Coworking, ovvero come evitare (alle donne) di dover scegliere tra lavoro e figli.


A Trieste si discute e si sperimenta il coworking . Cominciamo a farlo anche a Gorizia.





Laby è il primo spazio di coworking con servizio di cobaby a Trieste, in cui le persone possono lavorare, fare attività sportiva e formazione professionale portando con sé anche i propri figli, che vengono intrattenuti da educatrici professioniste in un’area dedicata. Il modello del coworking può essere un’alternativa innovativa allo schema ormai poco produttivo delle 8-10-12 ore di ufficio e il punto di forza sta nella costruzione di una rete di persone che condividono competenze e fanno circolare idee e nuovi progetti. Un articolo di Bora.la  sul convegno “Cambiare lavoro o cambiare il lavoro?” , svoltosi a Trieste su iniziativa delle associazioni Laby e Fidapa-BPW Italy: con l'auspicio che anche a Gorizia si discuta di quali siano le soluzioni migliori a livello locale per dare nuova energia professionale soprattutto alle donne, che con la crisi risultano essere particolarmente svantaggiate sul posto di lavoro così come nella vita familiare, dal momento che è soprattutto su di loro che pesa gran parte del welfare.
Immagine del Campus moms di Tel Aviv.

martedì 8 aprile 2014

Pasquale De Simone: il sindaco del dialogo



Un uomo ed un luogo che ricorda un evento

di Marilisa Bombi

Oggi, con un gruppo di amici, andrò a visitare il Magazzino 18 in Porto vecchio a Trieste. Come negare che l’interesse, o forse soltanto la curiosità, è riesplosa dopo lo spettacolo di Simone Cristicchi, visto nei giorni scorsi alla tv?. Ho diversi parenti acquisiti che vivono in Istria e tanti compagni di scuola che, ai tempi delle elementari, vivevano, da esuli, alle Casermette: nel terzo millennio esiste ancora una memoria collettiva di ciò che è stato. Ed io desidero vedere ciò che, forse, è diventato un simbolo dell’evento. Un “luogo” triste e abbandonato al quale Cristicchi, questo è il suo merito, ha dato dignità. Dieci anni fa moriva a Gorizia Pasquale De Simone, esule da Pola, con il quale ho condiviso, per alcuni anni, il piacere di scrivere sulla sua Arena di Pola. Settimanale pungente attraverso il quale raccontava la città, ovvero i suoi pregi ed i suoi difetti. Pasquale de Simone è stato sindaco di Gorizia negli anni 70, quando il confine divideva ancora due mondi distanti e la sua azione, i suoi scritti, sono stati determinanti nel processo di distensione nel momento in cui venivano gettate le basi per la definizione dell'accordo di Osimo. La sua riservatezza, la sua atipicità rispetto al carattere dei politici ai quali siamo abituati, ci impone, oggi, di ricordarlo con discrezione ed ammirazione. I suoi compagni d'esilio lo ricordarono come un vecchio leone istriano. A me piace ricordarlo attraverso gli aforismi che pubblicava sull'Arena di Pola, anche se il messaggio che di più tratteggia la sua personalità e l'amarezza per l'incomprensione che, allora, accompagnò la sua uscita dalla scena politica fu questo: «Vorrei andarmene lasciando un messaggio positivo, ma proprio non ne trovo. Fa lo stesso due messaggi negativi?» Questo era Pasquale De Simone. L'ironia anche nei momenti di tristezza. Oggi, nella mia visita al Magazzino 18, attraverso la visione di oggetti e ricordi inanimati testimoni di quello che, comunque, è stato un rilevante fatto storico, cercherò di fare buon uso del suo insegnamento civile di sindaco che ha sempre cercato il dialogo. Ma allora la politica era tutt'altra cosa.

"Immagina una pagina" : "Il ballo"


8 aprile,  libreria Voltapagina, alle 21: il gruppo di lettura goriziano si confronta su un titolo della scrittrice Irina Nemirosky.




"Immagina una pagina", questa sera, alle 21, nella libreria Voltapagina  invita ad un ballo.
Il libro prescelto per il mensile confronto tra gli appassionati bibliofili del gruppo di lettura è infatti "Il ballo" di Irene ( o meglio Irina) Nemirovsky. Ebrea russa di origini francesi, esiliata da San Pietroburgo, durante la rivoluzione bolscevica, a  Parigi, con la sua famiglia, non riuscì, nonostante la fama letteraria e l'ottima posizione sociale e persino la conversione al cattolicesimo, ad ottenere la cittadinanza e nemmeno a scampare la sorte del campo di concentramento.  Grandissimo personaggio della letteratura francese e vittima dello sterminio nazista - morì a 39 anni ad Auschwitz, nel 1942 - Nemirosky è stata definita come esempio di "ebreo che odia se stesso", riflessa nei numerosi personaggi ebraici della sua scrittura Ma anche questa definizione, nella sfida intellettuale che ci impone per cercare di comprenderla, è probabilmente insufficiente a farci entrare " into her shoes": i contesti storici, culturali, artistici e politici dell'Europa d'inizio 900 manifestarono nelle esperienze degli individui e delle comunità complessità e contraddizioni inaudite, tali che forse fu inevitabile nascesse la psicoanalisi.
Dal 2005 la Adelphi ha pubblicato una quindicina di suoi titoli,  arrivando quasi ad un milione di copie. Alle sue opere - dell'ultima, Suite francese" attendiamo l'adattamento cinematografico - si aggiunge la biografia, recentemente riedita.



domenica 6 aprile 2014

Andare e venire da scuola su una carrozzina: ci pensiamo?

Una classe di Scienze umane si trasferisce in atrio accanto al compagno che non può salire in classe.

di Martina Luciani

 
Ti sentirai disabile ed emarginato e frustrato  quanto più attorno a te ci saranno le condizioni e la logistica che te lo ricordano, imponendoti limiti e difficoltà, escludendoti dalla vita di ogni giorno e dai gesti più semplici. Come andare a scuola.
Questa è la prima considerazione che viene in mente dopo l' educata protesta attuata da una classe del Liceo delle Scienze Umane: non riuscendo un loro compagno a raggiungerli in classe - l'ascensore non funzionava e il servoscala non regge il peso della carrozzina - i ragazzi hanno pigliato sedie e libri e insieme al professore l'hanno raggiunto lì dove la serie invalicabile di gradini l'aveva fermato.
Il problema non è di chi - nome, cognome, comune, provincia, regione, assessorato o competenza, partito, -  sia la responsabilità dell'ascensore che spesso si guasta, della rampa che non è mai stata realizzata, del sollevatore inadatto alle moderne carrozzine, della sicurezza nelle scuole.
Questi sono gli aspetti contingenti di  questioni di ordine generale.

venerdì 4 aprile 2014

L'Isonzo a Gorizia: questo sconosciuto

Inizia l'attività del Comitato Isonzo

Il Comitato Isonzo inizia la sua attività di approfondimento rivolta a tutti coloro che hanno a cuore la tutela del fiume, nella consapevolezza del suo valore ambientale e naturalistico.  Di questo valore, che forse ancora non conosciamo a sufficienza e che vogliamo contribuire a identificare e commisurare, dobbiamo pretendere si tenga conto quando si discute  di utilizzo delle risorse naturali per le esigenze delle comunità, per usi civili, per scopi imprenditoriali  e per profitto privato. Il Comitato Isonzo, invitia a partecipare, martedì 8 aprile, alle ore 18, nella sede gentilmente messa a disposizione dal Forum Cultura Gorizia, in via Ascoli 10/A, al primo degli incontri in programma quale contributo per la tutela del fiume Isonzo e quale esperienza di diretta partecipazione dei cittadini alla gestione del territorio, delle sue risorse, identità e potenzialità. “L’Isonzo a Gorizia: questo sconosciuto”: questo il titolo dell’ incontro/dibattito.

giovedì 3 aprile 2014

Andar per cinema a Gorizia: ricordo di Macedonio



L' artista e amico

di Nereo Battello

Ricordare Macedonio mi riporta agli anni 1945, all'immediato dopoguerra a Gorizia, alla sua abitazione in Piazzutta, ai film visti e discussi allora (si rammenti che a Gorizia sotto l'occupazione tedesca i cinema proiettavano - oltre alla produzione italiana: “Ossessione” di Visconti, per esempio, lo vedemmo al cinema Verdi – i film tedeschi, anche sottotitolati, e quelli francesi di Vichy. Finita la guerra, sopravvenuto il Governo militare alleato, vedemmo al cinema la produzione americana e i film neorealisti di Rossellini, De Sica, De Santis, Lattuada, Vergano soprattutto). Ci scambiavamo i (pochi) libri che riuscivamo ad acquistare: ricordo l'antologia di Gerardo Guerrrieri “Palcoscenico di Broadway” edizioni OET – Roma 1945. Macedonio lo utilizzò per le prime regie del “Piccolo” e ciò “Hello di fuori” di Saroyan e “In attesa di Lefty” di Clifford Odets. Ricordo anche, mai però messa in scena, “La puteine respectueuse” di Sartre acquistato da Paternolli nel 1947 ed altri testi teatrali nonché, dal 1948 in poi, la rivista “Cinema” nella sua nuova serie, i costosi volumi di “Bianco e Nero” e più avanti la rivista “Sipario”.

mercoledì 2 aprile 2014

Arrivederci e grazie, maestro.

Domani, 3 aprile, nella chiesa di San Rocco, a Gorizia,  si svolgerà il funerale di Francesco Macedonio.


"Francesco Macedonio non saluterà più l’affezionato pubblico del teatro Bobbio: si è spento il 30 marzo 2014, a ottantasette anni.
Scrivo queste righe con grande tristezza, perché Francesco Macedonio è stato anche per me un maestro di teatro – prima ancora che di recitazione."
Scrive così Paolo Stanese che lo ricorda con affetto e commozione sulle pagine di  
Bora.la.
La foto proviene dal
sito del Teatro stabile La Contrada di Trieste, che Macedonio fondò, assieme agli attori Orazio Bobbio, Ariella Reggio e Lidia Braico, nel 1976 e del quale è stato direttore artistico per 38 anni.

Cultura a Gorizia: Gigante contro Golia.



A proposito di divise e mancato coordinamento  tra le iniziative

di Marilisa Bombi 


E’ probabile che il Comune ce l’abbia messa davvero proprio tutta per cercare di coordinare le iniziative da realizzare in città in occasione del mega evento del centenario della Grande guerra. Ma, evidentemente, qualcosa non è andato nel verso giusto se nelle due (uniche) dimore storiche di Gorizia si celebra l’evento con una iniziativa decisamente similare e, si può quasi dire, nelle medesime giornate, tenuto conto che nei giorni 5 e 6 aprile, nell’ambito dell’iniziativa “castelli aperti”, a Palazzo Lantieri di piazza Sant’Antonio, sarà inaugurata la mostra: “Gli Addii. Da Vienna a Roma, 1914/18" mentre in viale XX settembre la Fondazione Coronini inaugura l’11 aprile la mostra “Uno Stato in uniforme”. Personalmente tifo per la famiglia Lantieri Levetzow che con i propri mezzi a disposizione mette in onda un suggestivo “come eravamo”. E ciò perché sto sempre dalla parte dei più deboli. Nel senso che è molto facile organizzare eventi con i soldi altrui, come sta facendo la Fondazione Coronini, (a proposito della quale sembra qualche velo debba ancora venir scoperto), che – come risulta dal comunicato diffuso per la presentazione della mostra è stata realizzata “grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, e tra i primi eventi espositivi dedicati al primo conflitto mondiale a essere inaugurati in regione”.

lunedì 31 marzo 2014

Castelli aperti a Palazzo Lantieri. Gli addii. Come eravamo tra il 1914 e il 1918.

Il 5 e 6 aprile, mostre, rievocazioni,
concerti del Blechbläserquintett KuKn fanterie Regiment Nr. 97, ristoro in tenda da campo.

di Martina Luciani

L'appuntamento primaverile con "Castelli aperti", il 5 e 6 aprile, vede quest'anno coinvolto Palazzo Lantieri in maniera veramente particolare. Oltrepassato il grande portone che si affaccia su Piazza Sant'Antonio non ci sarà soltanto il Genius loci - che sempre affascina e intriga i visitatori - a trattenere gli ospiti nella particolare dimensione dell'antico palazzo, ma anche un percorso espositivo che si propone quale originale contributo nel descrivere il complesso scenario della Prima guerra mondiale.  “Gli Addii. Da Vienna a Roma, 1914/18." Questo il titolo della principale rassegna, che si aprirà in occasione di Castelli aperti, ma sarà visitabile fino a tutto maggio. Il sottotitolo descrive: "Tristezze e speranze. Come eravamo: abiti, uniformi, documenti, oggetti e una carrozza per viaggiare nel tempo. ...". In realtà, dunque, non si tratta di una semplice esposizione: è piuttosto un entrare  nel clima dell’ epoca che è drammaticamente legata per sempre alla Grande guerra e che gli abitanti di Palazzo Lantieri, così come quelli delle case accanto, nelle vie attorno, in tutta Gorizia , vissero come quotidiana e ineludibile esperienza. Così che la Storia diventi più vicina a noi e più comprensibile attraverso le piccole e immense storie delle persone.

venerdì 28 marzo 2014

Gli errori della Regione





Qualcuno pagherà i costi per le leggi dichiarate
incostituzionali?

di Marilisa Bombi

Insomma, nel momento in cui va in onda la fine in diretta delle province che svolgevano funzioni fondamentali di enti intermedi, in base al principio di sussidiarietà verticale ci si dovrebbe porre il dubbio se, forse, non sarebbe stato meglio sopprimere le regioni, tenuto conto che costano ben di più delle province le quali peraltro qualcosa facevano, mentre delle regioni si potrebbe fare a meno perchè le leggi (e migliori di quelle delle regioni) le fa lo Stato. Se, infatti, le leggi statali, quando non sono emendate in commissione o in aula, sulla base di una o più lobby lecita od illecita essa sia, vengono di norma scritte da fior di giuristi, le leggi regionali vengono scritte dal funzionario di turno, che spesse volte non sa nemmeno che cosa sia la "legistica" e forse non ha nemmeno una cultura giuridica. Sta di fatto che ieri è stata depositata l'ennesima sentenza della Corte, (numero 54) che cassa una legge regionale. Attenzione! Nessuna questione di principio sulla quale spendere il proprio ruolo. Questa volta, infatti, la sentenza è riferita alla normativa che regolamenta lo sportello unico per le attività produttive (il SUAP per intenderci, quello che dovrebbe rappresentare l'unico punto di accesso per il futuro imprenditore). A giudizio della Corte, il SUAP non riguarda le disciplina delle attività economiche e, pertanto, materia di competenza delle regioni in base al riparto disposto dall’art. 117 Cost. Ciò in quanto il funzionamento, l’entrata in vigore e l’organizzazione dello SUAP appartiene alla sfera di competenza dello Stato, perché connesso al settore «coordinamento informativo, statistico ed informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale» di cui all’art. 117, secondo comma, lettera r).

mercoledì 26 marzo 2014

Moratoria OGM approvata in Regione: sanzioni a chi semina mais transgenico

Il Friuli Venezia Giulia abbandona la strada della coesistenza.
Giorgio Fidenato, paladino degli OGM, annuncia battaglia e seminerà comunque. A Vivaro il 6 aprile si svolgerà un presidio contro gli OGM.

di Martina Luciani


Oggi il Consiglio regionale ha concluso il procedimento che ha reso vigente sul territorio la moratoria di 12 mesi relativa al divieto di coltivazione degli OGM.
I voti favorevoli sono stati 31, frutto della convergenza tra centrosinistra, Movimento Cinque Stelle e Lega Nord, a cui si e' unito il consigliere forzista Roberto Novelli. Sette i contrari, espressi dai consiglieri del centrodestra presenti in Aula.
La norma ha solo quattro articoli: il primo contenente la moratoria sugli Ogm, il secondo sul reimpiego nel ciclo colturale dei residui da interventi agricoli e forestali, mentre i restanti applicano le norme finanziarie e l'entrata in vigore.
Le sanzioni previste vanno da 5 mila a 50 mila euro.
L'Aula ha accolto una modifica proposta dal M5S che consente al servizio competente, verificata l'inosservanza del divieto di coltura Ogm e applicata la sanzione, di ordinare di rimuovere le condizioni che determinano l'inosservanza.

domenica 23 marzo 2014

Novità OGM in Friuli Venezia Giulia. Divieto a coltivare mais transgenico: ci siamo quasi



Foto dal sito di Greenpeace Italia

Una legge della nostra Regione all'esame della Commissione europea e la moratoria in attesa dell' approvazione. Ma contro gli Ogm la pressione di opinione pubblica, movimenti, associazioni e politica non può allentare:ancora nubi all’orizzonte.


di Martina Luciani



Per vietare la coltivazione di OGM in Friuli Venezia Giulia è stata predisposta una modifica alla legge regionale 8 aprile 2011, n. 5 (Disposizioni relative all’impiego di organismi geneticamente modificati (OGM) in agricoltura)”. E poi è stata notificata alla Commissione europea: vista la crescente rivendicazione degli Stati membri a decidere ognun per sè se coltivare o meno OGM, speriamo l’approvi. Anche perché è coerente con la raccomandazione della stessa Commissione europea del 13 luglio 2010 che consente di escludere, quale misura di coesistenza, la coltivazione di OGM da vaste aree quando si riscontrino fattori (condizioni climatiche, le caratteristiche topografiche, i modelli produttivi e le strutture aziendali)  che possono influenzare il grado di commistione tra colture OGM e colture convenzionali e biologiche; e quando sia dimostrato che, in tali zone, non è possibile raggiungere un livello sufficiente di purezza con altri mezzi e che le misure restrittive siano proporzionali all'obiettivo di tutela delle esigenze specifiche degli agricoltori che operano secondo metodi convenzionali o biologici.

sabato 22 marzo 2014

Si avvicina la data fatidica del 28 luglio

..... ma il Comune se n'è accorto?

di Marilisa Bombi



E' per caso, anche a Gorizia, iniziato il count-down per le celebrazioni del centenario della Grande guerra? A Gorizia nessuno se ne è accorto, mentre nella vicina Slovenia già da mesi non c'è azienda del settore turisamo che non distribuisca depliant informativi, disponibili in più lingue. Com'è noto, (o meglio ancora dovrebbe esserlo) il conflitto ebbe inizio il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell' Impero austro-ungarico al Regno di Serbia in seguito all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este il 28 giugno 1914 a Sarajevo e si concluse oltre quattro anni dopo, l'11 novembre 1918.  Quindi, domani. Aprendo la home page del Comune di Gorizia, nessun richiamo, nessuna sezione specifica dedicata all'evento. Solo, tra le news, la notizia che il 4 novembre (!!!???) ci sarà un viaggio in treno a Caporetto partendo dalla stazione della Transalpina. Ma con un piccola ricerca in rete si scopre che esiste anche un sito realizzato nel 2012, finanziato dallo Stato per la specifica occasione (rigorosamente soltanto in lingua italiana)  che, peraltro, è un po' inquietante .... dopo aver letto i twitter che vengono postati e dal quale si deduce che non c'è nessun moderatore che vigila impedendo che buontemponi (speriamo siano tali) offendano la memoria dei sacri luoghi. Ma questa è l'Italia e questa, ahimè, è la nostra città. Che non ha saputo o non è stata in grado di valorizzare un evento unico nonstante la storia sia passata proprio attraverso queste strade, queste colline, queste campagne. Per fortuna, comunque, ci ha pensato Monfalcone, il cui Consorzio culturale ha realizzato un ottimo sito  dal quale attingere per eventuali info; che però sono (giustamente) soltanto storico-culturali e non turistiche. Intanto Gorizia resta a guardare!

mercoledì 19 marzo 2014

In visita al carcere di via Barzellini

Più luci che ombre a Gorizia

Come era stato preannunciato nei giorni scorsi, oggi, mercoledì 19 marzo 2014, una delegazione dell’ associazione radicale “Trasparenza è partecipazione” di Gorizia, ha effettuato una visita ispettiva all’interno della Casa circondariale di via Barzellini. La delegazione, accolta dal Comandante della Polizia penitenziaria Bracaglia, ha avuto modo di visitare l’intera struttura, dalla cucina e lavanderia sino alle celle ed agli spazi preposti alle attività alternative.

martedì 18 marzo 2014

Inquinamento da centrale: indagini epidemiologiche e biomonitoraggio.


La Procura della Repubblica di Gorizia ha aperto un fascicolo sulla A2A.La Regione, tardivamente, attiva un Osservatorio Ambiente e Salute


 



di Martina Luciani



A Vado Ligure, pochi giorni fa, la magistratura ha disposto la chiusura della centrale a carbone imputata di essere causa di centinaia di decessi tra la popolazione e migliaia di casi di varie patologie. A Gorizia, la Procura della Repubblica ha avviato indagini sulla centrale A2A di Monfalcone, che già svariate ricerche scientifiche hanno catalogato come un mostro che sputa un cocktail micidiale di metalli pesanti e composti chimici volatili, e consente di appiccicare sulla carta geografica in corrispondenza della città dei cantieri un bollino rosso fuoco (così rosso che nemmeno la Ferriera di Servola se n’è meritato uno uguale), a significare che gli equilibri naturali sono gravemente alterati dagli inquinanti scaricati nell'ambiente ( vedi pag. 26 della Relazione Arpa 2013)

Con raro tempismo – viste le notizie che fioccano sulla stampa locale a proposito delle infauste conseguenze sulla salute pubblica da parte della centrale a carbone di Monfalcone, e su quella nazionale a proposito della centrale di Savona - proprio oggi, Sara Vito, assessore regionale all'Ambiente, e Maria Sandra Telesca, assessore alla Salute, in una conferenza stampa che si è svolta nella sede della Regione a Gorizia, hanno annunciato ( si legge in un comunicato) “l'istituzione di un Osservatorio Ambiente e Salute regionale, per sviluppare una vera e propria rete epidemiologica in Friuli Venezia Giulia ma anche per coordinare indagini su aree specifiche che presentano particolari problematiche di tipo ambientale e sanitario, come appunto Monfalcone.”

Si è anche saputo che la Regione ha avviato una nuova campagna di biomonitoraggio dei licheni in  collaborazione fra l'ARPA e l'Università di Trieste.