martedì 10 febbraio 2015

Clausola valutativa su Rilanciaimpresa FVG approvata in consiglio regionale: chissà perchè il centro sinistra non la voleva.



Il Consiglio regionale ha approvato la “clausola valutativa” presentata da M5S. Serracchiani si infuria La nota del Movimento: «È uno strumento fondamentale per effettuare una valutazione seria delle politiche regionali».
 



Grazie a un emendamento presentato dai portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Bianchi, Dal Zovo, Frattolin, Sergo e Ussai e sottoscritto anche da Pustetto di Sel e da Piccin del Gruppo misto, il Consiglio regionale ha finalmente introdotto la “clausola valutativa” sui risultati ottenuti dalle misure contenute nel disegno di legge “RilancimpresaFvg”
«La maggioranza è andata sotto su questo provvedimento che non fa altro che seguire le indicazioni più volte avanzate dalla Corte dei conti - spiegano i portavoce M5S -. La clausola valutativa è uno strumento fondamentale per effettuare una valutazione seria delle politiche regionali e per verificare se e in quale misura l’intervento pubblico ha determinato i cambiamenti previsti. Uno strumento che va visto come un concreto supporto alle scelte future»
«Da adesso in poi il Consiglio regionale dovrà controllare l’attuazione della legge “RilancimpresaFvg” e valutare con attenzione i risultati ottenuti – aggiungono i consiglieri pentastellati -.

lunedì 9 febbraio 2015

Nonno ti vengo a trovare: fantastico progetto di due istituti superiori di Portogruaro.



Generazioni che si incontrano e si scambiano risorse, abilità e potenzialità, incontri che producono relazioni significative tra persone, relazioni che a loro volta fanno nascere conoscenza e reciprocità, al di là di ogni confine dettato dall’età anagrafica. Dal 2 febbraio, 45 studenti del corso Tecnici dei Servizi Socio-Sanitari dell’Isis Gino Luzzatto di Portogruaro,  si stanno recando per un’ora la settimana in orario pomeridiano al domicilio di 15 anziani residenti nei Comuni di Portogruaro e di Concordia Sagittaria.


 
Il progetto  si chiama “Nonno ti vengo a trovare” ed è  inserito a sua volta in un progetto più ampio dei locali Servizi sociali nato per la sensibilizzazione alla generatività, all’accoglienza e all’affido familiare.
“Che piacevole conferma quelle mani alzate, senza esitazione, spinte dall’intento di occupare il proprio tempo libero in modo proficuo ed utile agli altri”. A parlare è Anita Zanco detta Franco, ideatrice del progetto “Nonno ti vengo a trovare” e assistente sociale dell’area Minori e famiglie del Comune di Portogruaro. “E’ proprio così che sono andate le cose: circa 45 ragazzi – prosegue - alla sola idea di spendersi per qualche anziano solo, si sono offerti, senza pensarci troppo, per impiegarsi fuori dall’orario scolastico. E che piacevole sorpresa cogliere nelle persone sole l’intenzione di aprire le porte di casa, andare oltre la diffidenza per accettare la visita settimanale di qualche ragazzo. Che dolcezza percepire i dubbi, “Sarò all’altezza?”, “Cosa gli posso insegnare?”, “Cosa gli posso raccontare?”, e la successiva ansia di iniziare, “Allora quando si comincia?”, “Quando ce li mandate questi giovani?”.

Ascensore al Castello. Aggiornamento: ma è una storia infinita o semplicemente un horror domestico?

Costi in vertiginosa salita, variante per l'interramento di un tratto del percorso, contenzioso in vista: scandalosa storia dell'ascensore cittadino per antonomasia. Una nota di Giuseppe Cingolani, capogruppo PD in Consiglio Comunale. Che invia anche la fotosimulazione qui accanto, relativa al manufatto a copertura della colonna di risalita del secondo ascensore  davanti al Bastione fiorito. Avrà una forma cubica del lato di 6 metri e altezza di 3 metri e 30 cm. 




578mila euro in più richiesti dalla ditta che realizza l'impianto di risalita al Castello, a causa degli imprevisti verificatisi nel corso dei lavori: per il Comune è l'ennesima gatta da pelare, in quella che è ormai la “storia infinita” degli ascensori al Castello di Gorizia.

Il 19 gennaio l'impresa ha presentato le cosiddette riserve, con cui chiede di essere pagata di più rispetto a quanto previsto nell'appalto, in parte a causa dei lavori eseguiti per garantire l'accesso al Castello da via Franconia, ma soprattutto per i maggiori oneri dovuti alle sospensioni dei lavori a cui la ditta è stata costretta.

Secondo il contratto, i lavori avrebbero dovuto durare 520 giorni: dal novembre 2010 all'aprile 2012. Invece i giorni già trascorsi sono oltre 1.500, tra cui si registrano più di 600 giorni di totale inattività del cantiere, e la conclusione dell'opera pare molto lontana.

domenica 8 febbraio 2015

Riforma enti locali. M5S: Gorizia conta poco, e nel futuro conterà nulla.

La critica del M5S al voto in consiglio comunale: tutti, da Romoli a Rossi, con l'astensione della Federazione della Sinistra,  si accodano entusiasti alla riforma della Giunta Serracchiani, capace solo di ridimensionare e schiacciare ulteriormente la nostra città tra gli altri ex capoluoghi


Una nota di Manuela Botteghi


Della Riforma degli Enti Locali varata  dalla Giunta Serracchiani non salviamo nulla: che cosa dovremmo farcene della moltiplicazione dei centri di potere, dell’accentramento delle risorse , dell’esproprio di funzioni delle Amministrazioni  Comunali ? In un turbinìo che assomiglia al gioco delle tre carte ,si spostano funzioni, personale, denari con un disegno copiato, (male), da altre realtà che non hanno a che fare nulla con noi , ma  che soprattutto non hanno una Regione onnipotente e accentratrice come la nostra. Se poi  scendiamo nel nostro particolare vediamo che Gorizia esce con le ossa rotte da questa “riforma” , ridimensionata e ulteriormente schiacciata tra gli  altri  ex-capoluoghi. Se prima contava poco , domani non conterà nulla. Il tutto con buona pace di Romoli, Sindaco e capo del CAL, di Rossi e dei Capigruppo del Consiglio Comunale goriziano che, con l’esclusione dell’astenuto Traini,  hanno accettato con entusiasmo l’idea di tornare alla “vecchia Provincia con la nuova Unione”.

sabato 7 febbraio 2015

OGM, importante sentenza del Consiglio di Stato: quando la stampa scrive e non sa di cosa parla.

Mentre si attende la pubblicazione del nuovo decreto interministeriale che vieta la coltivazione di OGM in Italia, bocciato anche dal Consiglio di Stato il ricorso sul decreto del 2013.L'applicazione del principio di precauzione non richiede l'esistenza di evidenze scientifiche.Non ci serve insomma la sicurezza scientifica sugli impatti negativi di Mon 810, ci basta e avanza l’incertezza scientifica sulla sicurezza degli OGM.



di Martina Luciani


Ieri su Corriere.it, notiziona: il Consiglio di Stato respinge il ricorso contro il decreto che blocca per "altri" 18 mesi la coltivazione di OGM in Italia.
E tutti trasecoliamo: Fidenato è un drago, paladino irriducibile di Monsanto, ma anche il Consiglio di Stato non scherza, come diavolo hanno fatto a ricorrere e pronunciarsi contro un decreto che i Ministri dell'ambiente, delle politiche agricole e della salute hanno firmato il 23 gennaio?
Non l'hanno fatto, semplicemente. Il ricorso è relativo alla battaglia sul precedente decreto interministeriale, quello del luglio 2013. Bastava leggere, non dico la sentenza del 6 febbraio ( peraltro disponibile on line) ma almeno le corrette agenzie di stampa.

giovedì 5 febbraio 2015

Dehors dei bar, ciclabili e pedoni: come far stare tutti assieme in Corso Italia.

Secondo i gruppi  consiliari del centro sinistra, bisogna modificare la viabilità ciclabile (progetto già approvato dalla Giunta) e stabilire con determinati criteri un regolamento per i tavolini all'aperto dei bar( va al prossimo Consiglio comunale).
Una nota congiunta di PD, Gorizia è tua, Idv, Federazione della sinistra, SEL.




Secondo i Gruppi consiliari del centrosinistra vanno modificati sia il progetto sulla viabilità ciclabile in Corso Italia, sia la bozza di regolamento sugli spazi di ristoro esterni ai bar (i cosiddetti dehors). Il primo, compreso nel piano di riqualificazione di Corso Italia, è stato approvato dalla Giunta alcuni mesi fa, mentre il secondo è stato presentato alle Commissioni e sarà portato nel prossimo Consiglio comunale. Si tratta di due aspetti connessi, sui quali vanno evitati errori che danneggerebbero la viabilità cittadina e un commercio già in forte difficoltà.

Oggi in Corso Verdi sono presenti due piste ciclabili monodirezionali ai due lati opposti della carreggiata, le quali, nel progetto della Giunta, dovrebbero confluire in una sola, più larga e percorribile in entrambe le direzioni, all'inizio di Corso Italia. Quest'unica pista, però, dovrebbe procedere a zia zag, costringendo i ciclisti ad attraversare la strada per ben due volte.

martedì 3 febbraio 2015

Andazzi goriziani sull’accoglienza profughi in un inchiesta de L’Espresso.




L’ingranaggio Cara  Gradisca d'Isonzo/Connecting People/Prefettura di Gorizia  fa un impressionante e crescente rumore di lamiere arrugginite.
Alcuni spunti dell'autore dell'inchiesta, Fabrizio Gatti, rendono irresistibile la tentazione di soffermarsi: a partire dal dramma dei dipendenti dell'ente gestore senza stipendio ( che oggi fanno turni serrati visto l'ampliamento dell'accoglienza nell'ex CIE), passando per l'intermezzo allucinante del capannone di via Trieste, approdando alla risoluzione consensuale del contratto di gestione attualmente in essere. L'editoriale del direttore  Vicinanza suggella con adeguato aggettivo la condizione dell’accoglienza attraverso tutti i Cara. "Terrificante".

di Martina Luciani


Strutture incivili e mangiasoldi: così sono definiti i Cara italiani nell’editoriale del direttore de L’Espresso, Luigi Vicinanza, sul numero del 21 gennaio scorso.
Vicinanza introduce l’accurata inchiesta  sui Centri di accoglienza asilo  firmata da Fabrizio Gatti con una più che esaustiva definizione “ Un quadro terrificante. Il sistema produce disadattati, disoccupati, persone potenzialmente pericolose. Facile massa di manovra per la criminalità del Sud ma anche al Nord”. Poi Gatti comincia il suo viaggio.

lunedì 2 febbraio 2015

C’era una volta il Mercato Coperto di Gorizia



A proposito della vicenda del mercato coperto di Gorizia, straordinario esempio d architettura Liberty,  a proposito del quale ci si è già soffermati a seguito di una questione sollevata dal consigliere comunale Bressan, ecco oggi l'intervento di Manuela Botteghi, esponente del movimento 5 stelle che, già candidata Sindaco, è consigliere comunale a Gorizia.

Dopo molto tempo  il Sindaco Romoli batte un colpo sul quasi defunto Progetto di riqualificazione del Mercato Coperto. Lo avevamo denunciato, nella discussione sul una parte del “tesoretto di Iris”, quando chiedemmo di utilizzarne una parte per la ristrutturazione del Mercato. Naturalmente  la proposta non venne raccolta, nemmeno dal centrosinistra che vota spesso compatto con il centrodestra sulle “cose di sostanza”. Il Sindaco ci dette in Aula  ampie rassicurazioni che a breve sarebbe stato pubblicato il nuovo bando e che, se questo fosse andato nuovamente deserto, avrebbe proceduto con fondi del Comune a ristrutturare il manufatto. E’ passato più di un anno e del bando non c’è traccia visto che siamo ancora agli approfondimenti tecnici che sono in corso da mesi, vedi la risposta alla nostra interrogazione in un lontano Consiglio Comunale nella quale si affermava di stare approfondendo elementi tecnici del bando . Quanto al “recupero delle risorse”, che già c’erano ma che sono state spese altrove, siamo curiosi di vedere da quale cilindro magico salteranno fuori visti i tempi di  vacche magre e le continue lamentazioni di scarsità di fondi. Nel frattempo nel Mercato si gela d’inverno e si muore dal caldo d’estate, le strutture cadono a pezzi e gli operatori son sempre più stufi di lavorare in situazioni  di precarietà di ogni genere.
Che cosa si sta  aspettando? Che il Mercato si spopoli del tutto? Che tutti i banchi siano restituiti? Che ci crolli il tetto in capo? Oppure si sta confezionando un bando su misura? Quel che non  viene mai detto è che il Comune non “concederà l’utilizzo” , ma cederà la proprietà delle aree a scapito del proprio patrimonio in cambio delle meraviglie dell’ennesimo supermercato, di un improbabile parcheggio sotterraneo, dei soliti enunciati posti di lavoro, (Ikea docet). 


Il catasto tavolare resta a Gorizia



tra pensieri e ripensamenti… 

di Diego Kuzmin


Compito degli Amministratori dovrebbe essere l’efficienza del percorso amministrativo, analizzandone continuamente il meccanismo e perfezionandolo rispetto ogni intoppo riscontrato. Quando qualcosa non funziona bene, si provvede modificando in meglio.

Ultimamente non sembrava proprio questo l’obiettivo. Si sono favoriti infatti momenti di demagogia inefficiente e costosa, come la chiusura del Tribunale di Tolmezzo, milioni senza neanche aprirlo, o quello di Palmanova, milioni per trasferirlo a Udine, invece dell’accorpamento gratuito con Gorizia.

Tra le frange demagogiche delle scelte della Pubblica amministrazione, era rimasta la chiusura del Tavolare di Gorizia, che invece, per una lungimirante visione della conduzione amministrativa, proprio a Gorizia avrebbe dovuto essere potenziato.

Ne aveva scritto infatti il compianto giudice Mario Bassi, nel suo fondamentale “Compendio di Diritto Tavolare”, Edizioni della Laguna 2010, raccontando l’efficienza del sistema ex asburgico rispetto quello italiano, per la probatorietà e pubblicità degli aggravi sui beni immobili. Nel primo dopoguerra, ci fu perfino l’illusione che il farraginoso catasto italiano avrebbe potuto trarne lezione, conformandosi lodevolmente a quello ex asburgico, ben più trasparente. Pia illusione ovviamente, come tante cose che si potrebbero imparare dall’estero, ma che non si vuole, per ispirarsi invece alla decrepita legislazione romana.

Ma come funziona il Tavolare all’estero, per esempio a Nova Gorica?

Gli Uffici, in pieno centro dietro le piscine, sono ubicati al pian terreno di uno stabile seminuovo nella centralissima Rejčeva ulica, mentre quelli del Catasto Terreni si trovano al primo piano, in modo da ben collegarsi funzionalmente. Il Giudice tavolare, addetto alla firma di tutti gli atti predisposti da questi Uffici, si trova nel portone a fianco, a venti metri, in una succursale nuova del Tribunale appositamente realizzata in contiguità con i Catasti, proprio al fine di funzionalità e speditezza.

Bene ha fatto quindi la Amministrazione regionale a recedere dalla scelta di spostare il Catasto Tavolare a Gradisca. Bisogna dare atto che per un amministratore non è facile cambiare idea rispetto la scelta presa, nemmeno rispetto la consapevolezza che questa potrebbe non andare a buon fine. Un grande plauso va dato quindi alla Presidente Serracchiani, per l’elasticità dimostrata riguardo la capacità di cambiare idea, quando ci sono argomentazioni differenti, logiche e suffragate.

Una scelta lungimirante e di buon auspicio. Che sia foriera di un futuro più razionale e migliore, per Gorizia e la Regione?




Ti interessa l'istituzione dei Corpi civili di pace? Si firma in Comune per la legge di iniziativa popolare.

Anche in provincia di Gorizia, su iniziativa di un comitato appositamente costituitosi, si firma per  presentare alla Camera dei deputati la proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione dei Corpi Civili di pace. A Gorizia i moduli sono disponibili all'ufficio elettorale del Comune.


 


Si è costituito un comitato locale che aderisce alla campagna "Un'altra difesa è possibile" del Movimento Nonviolento.
La proposta di legge si intitola  “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta” e configura l'istituzione di un Dipartimento che comprenda i Corpi civili di pace e l'Istituto di ricerche sulla Pace e il Disarmo e che abbia forme di interazione e collaborazione con il Dipartimento della Protezione civile, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ed il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.
"Si tratta di dare - si legge sul sito nonviolenti.org - finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra, e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale, cioè la realizzazione di una difesa civile alternativa alla difesa militare, finanziata dal bilancio statale e finanziata direttamente dai cittadini attraverso l'opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi." Il Parlamento istituisca - è l'appello del comitato organizzatore provinciale - una seria alternativa agli interventi armati come quelli dei caschi blu ONU che finora, proprio perché armati, non hanno risolto alcun fatto di guerra." 
Il comitato organizzatore della sottoscrizione nei comuni della Provincia ha indicato in un comunicato stampa gli orari in cui i cittadini elettori possono recarsi ai comuni di residenza per firmare gli appositi moduli. In particolare a Gorizia, l'ufficio elettorale del Comune è aperto al pubblico dalle 8.45 alle 12, tutti i giorni escluso il sabato, e anche dalle 14 alle 17 il lunedì e mercoledì.
Entro il 28 maggio 2015 in tutta Italia gli organizzatori devono aver raccolto 50 mila firme per la presentazione della proposta.

venerdì 30 gennaio 2015

Fucile appresso sempre e comunque! La corte costituzionale dice no



Dichiarata incostituzionale la disposizione della legge regionale del FVG che consentiva: "L’attività di recupero è svolta con l’utilizzo dell’arma da parte del recuperatore abilitato, nel rispetto dell’articolo 13 della legge n. 157/1992, ogni giorno della stagione venatoria compreso i martedì e venerdì, senza limiti di orario e fino a due giorni dopo la chiusura della stagione venatoria nell’intero territorio regionale"


di Marilisa Bombi

Li chiamano emendamenti d’aula. Alcune volte la manina inserisce, proprio l’ultimo momento, quella norma che in Commissione non sarebbe passata mai. E’ successo questo con l’articolo 18 della legge regionale comunitaria del 2012 che è andata a modificare, su iniziativa dei due relatori (allora di maggioranza) Piccin e Marin la legge 6/2008 dal roboante titolo: Disposizioni per la programmazione faunistica e per l'esercizio dell'attività venatoria. Ma la Corte costituzionale l’ha stoppata su ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

martedì 27 gennaio 2015

Un orto botanico al parco Basaglia? Bello e possibile.



Tra natura e passione: proposte pratiche per valorizzare la peculiarità di un luogo.La riuscita collaborazione tra il ŠENT sloveno (Slovensko združenje za duševno zdravje, Associazione slovena di salute mentale) e il CSM (Centro di salute mentale) e le prospettive di sviluppo di un'agricoltura sostenibile transfrontaliera.

di Thomas Scholz

Tempo fa ho avuto l’occasione di descrivere tramite questo sito la mia esperienza di volontariato nell’ambito dei così detti ‘orti sociali’ al Parco Basaglia (link). Avevo concluso l’esposizione con un auspicio in forma di domanda: Sarà possibile creare al centro del parco Basaglia un piccolo orto botanico? La proposta di organizzare a proposito una conferenza rivolta al pubblico, sia per promuovere una partecipazione attiva, sia per coinvolgere enti ed istituzioni che operano nel campo dell’agricoltura e dell’ambiente, non è stata accolta dai responsabili con molto entusiasmo e chissà se e quando si farà.
Già in settembre era stato pubblicato un simpatico articolo sul periodico del comune di Šempeter con il significativo titolo Vrtiček ne pozna meja, l’orticello senza confini. L’articolo parla della riuscita collaborazione tra il ŠENT sloveno (Slovensko združenje za duševno zdravje, Associazione slovena di salute mentale) e il CSM (Centro di salute mentale) italiano e conclude con l’augurio che questo progetto possa continuare. Invitando personaggi che operano nel campo a relazionarsi su argomenti che riguardano l’orticultura, la conferenza avrebbe avuto lo scopo di sviluppare e migliorare questo progetto di orto comune. Vorrei esporre solo alcune idee raccolte assieme agli utenti e operatori del ŠENT ed a tutti quelli che vi hanno partecipato.


Salvaguardare la biodiversità, compito comune


Punto di partenza per la concezione dell’orto era l’idea di realizzare un centro che si occupasse della salvaguardia di antiche varietà di ortaggi. Ci sono già realtà operanti in questo campo e il parco Basaglia sarebbe un luogo ideale come punto di riferimento. Il compito di selezionare e migliorare le sementi, in tempi passati era in mano a numerosi contadini e ortolani che assicuravano la vitalità del vasto patrimonio agricolo acquisito nei millenni.

domenica 25 gennaio 2015

Richiedenti asilo all'ex CIE o Cara Extra Large: altra promessa mancata del Prefetto di Gorizia.

Sono trascorse due settimane dal frenetico sabato pomeriggio in cui la Prefettura di Gorizia con alcune ore di super lavoro ha sistemato una quarantina di richiedenti asilo accolti in ricoveri di fortuna. I profughi sono ancora dove sono stati inviati: in un'ala dell'ex CIE, con le modalità di accoglienza dell'annesso Cara. Precisazioni e sollecitazioni del sindaco di Gradisca Linda Tomasinsig: si chiuda il CIE e sia resa nota la finalità dei lavori di ristrutturazione ancora in corso. Caritas e volontariato sempre in barricata.


di Martina Luciani

Nessuna delle ipotesi che costituivano alternativa all'allargamento del Cara si è sviluppata in maniera positiva: mille ostacoli, palesi e non, lasciano il meccanismo di accoglienza diffusa sul territorio provinciale ancora bloccato. Mentre ulteriori complicazioni giungono dall'annunciato sciopero dei 70 dipendenti del Cara, da diversi mesi senza stipendio: il 27 febbraio. E speriamo che sia l'occasione finalmente per chiarire una volta per tutte il meccanismo che vede i lavoratori letteralmente in balia di quello che pare essere un audace gioco delle parti tra Prefettura e Connecting People, che gestisce il Centro.
Ma torniamo alla mancata promessa del Prefetto in ordine alla provvisoria sistemazione di 40(o 50 ?) persone in un'ala dell'ex CIE. Il sindaco di Gradisca, Linda Tomasinsig, aveva fin dal primo momento paventato quello che sta accadendo.Il 10 gennaio pareva che la sistemazione dei profughi dovesse durare tre, quattro giorni al massimo: dopo 15 giorni, il sindaco è del tutto legittimato a ritenere, e a scrivere, che
è "sostanzialmente in atto una forma di riconversione della struttura a CARA".

giovedì 22 gennaio 2015

OGM: le regioni chiedono interventi al Governo per vietare le coltivazioni. FVG unica regione OGM free grazie a una legge già vigente.

In attesa del recepimento nell'ordinamento nazionale della direttiva UE, recentemente approvata (con modifiche) dal parlamento europeo,servono iniziative del Governo che prolunghino l'efficacia del decreto interministeriale ormai in scadenza.Il Friuli venezia Giulia una legge ce l'ha già: basterà per evitare le semine imminenti di mais ogm?


di Martina Luciani

Chissà che per una volta,noi quassù nell'estremo lembo etc. etc., non facciamo la parte dei primi della classe. Su una questione importante come quella degli OGM.
Il Friuli Venezia Giulia, infatti, è l'unica regione italiana attrezzata adeguatamente sul piano normativo per impedire le coltivazioni di mais OGM.
La notizia esce indirettamente nel contesto della sollecitazione che le Regioni italiane stanno esprimendo affinchè la fisiologica scadenza del decreto interministeriale del 12 luglio 2013 che vieta la coltivazione di OGM sul territorio nazionale non lasci l'Italia sprovvista di tutela.
A livello europeo, pochi giorni fa è stata approvata dal parlamento europeo la modifica alla direttiva comunitaria che consente agli Stati membri di vietare in tutto o in parte la coltivazione di OGM: ma dovremo arrivare alla fine di quest'anno ( se tutto fila liscio) per veder completato l'iter procedurale di recepimento nel nostro ordinamento. La stagione delle semine però non aspetta. Quindi le regioni italiane hanno predisposto un ordine del giorno con cui impegnano il Governo a rinnovare il decreto ministeriale in scadenza o a produrne un'altro seguendo l'esempio della Francia( l'ordine del giorno su www.regioni.it).

Aggrediti giornalisti della Rai in Friuli

Il Friuli Venezia Giulia non è più un'isola felice

http://www.fogliogoriziano.com/wp-content/uploads/
cani-allevamento-abusivo.jpg

Riportiamo, per dovere di cronaca, il comunicato diffuso dall'Associazione della stampa Fvg emesso a seguito dell'aggressione subita da due giornalisti a Torsa di Pocenia, durante la realizzazione di un servizio.
Si tratta di un episodio gravissimo - si afferma - che non fa onore alle tradizioni di civiltà della terra friulana. Inaccettabile sempre il ricorso alla violenza, ma ancor più se questa viene rivolta nei confronti di chi sta svolgendo il proprio lavoro. Il sindacato dei giornalisti condanna sempre e comunque tutte le azioni volte a limitare o impedire il diritto dovere di cronaca, presidio irrinunciabile di ogni democrazia che sia degna di questo nome. Ma ecco il comunicato del Comitato di redazione della Rai Fvg:
La rappresentanza sindacale della sede RAI del Friuli Venezia Giulia condanna fermamente la violenta aggressione subita dai loro colleghi Rita Micoli e Lorenzo Cecutti impegnati nella realizzazione di un servizio sul sequestro di cuccioli in un allevamento di Torsa di Pocenia . Mentre dal marciapiedi antistante  il canile l' operatore Lorenzo Cecutti stava riprendendo le operazioni del corpo della guardia forestale, il titolare della struttura senza alcun preavviso lo ha aggredito scagliandolo a terra, colpendolo con calci e pugni e stringendogli violentemente le mani attorno al collo fino a provocargli una lesione delle corde vocali. Immediatamente ricoverato in ospedale il nostro collega ha riportato una prognosi di dieci giorni oltre ad avere la telecamera pesantemente danneggiata. La rappresentanza sindacale della sede Rai Friuli Venezia Giulia esprime tutta la vicinanza al collega ferito ed auspica che questa inaccettabile aggressione possa essere sanzionata dall'autorità giudiziaria nella maniera più esemplare a tutela non solo dell'incolumità di tutti i giornalisti impegnati nel loro lavoro ma anche del più generale diritto di cronaca.
Il comitato di redazione della TGR del Friuli Venezia Giulia