Visualizzazione post con etichetta agricoltura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta agricoltura. Mostra tutti i post

sabato 11 luglio 2015

Mela friulana sana, promettente, ma quando sarà matura varrà così poco che forse non la raccoglieranno proprio.

Le aberrazioni del mercato incidono in maniera pesantemente negativa sulla gestione agronomica e fitosanitaria: al punto da rendere economicamente svantaggioso raccogliere la frutta che non asseconda i gusti estetici dei consumatori.


di Giancarlo Stasi

Osserviamo attentamente questa piccola mela, che proviene da un frutteto del Friuli. E' perfettamente sana, promette di diventare lungo tutta l'estate un bel frutto saporito. Ma mostra sulla buccia alcune macchiette rosse, che differiscono dalla distribuzione del colore secondo quanto di solito avviene per questa varietà.
Queste pigmentazioni non sono sintomo di malattia, non incideranno sulla forma, sulle prorietà nutritive e sul sapore del frutto maturo. Difficile dire da cosa dipendano, potrebbe essere anche solo un raggio di sole che ha subito l'effetto lente di una goccia d'acqua.
Fatto sta, che il mercato questa mela non la vorrà, quantomeno non negli scaffali dei negozi: perchè ha le "lentiggini". Quindi il suo valore sul mercato nazionale precipita e la rende utilizzabile forse solo come mela da industria ( valore commerciale bassissimo).
Nessuna possibilità sui mercati esteri. E questo perchè le macchiette rosse sembrano - anche se non sono - le punture di una cocciniglia: il che preclude l'esportazione.
Quindi con tutta probabilità resterà a marcire sull'albero, perchè i costi della raccolta risulterebbero superiori al suo valore commerciale.
E siccome i consumatori siamo noi, vediamo di fare alla svelta un'inversione di rotta nelle nostre scelte al momento dell'acquisto di prodotti agricoli, mettendo il fattore estetico al giusto posto nella nostra scala di valori. Altrimenti gli agricoltori saranno  sempre di più costretti a scegliere pratiche agricole che assicurino determinanti standard estetici: ma questo non significa agricoltura di qualità e nemmeno agricoltura sostenibile per l'ambiente.

lunedì 13 aprile 2015

Udine città degli orti. Parte giovedì 16 aprile l'edizione 2015 dei corsi di primavera.



Udine, città che ha sostenuto i suoi orti urbani facendone una esperienza di eccellenza a livello nazionale, avvia i corsi di primavera 2015, quattro appuntamenti dal 16 aprile al 21 maggio.  Ne diamo notizia immaginando interessino gli orticoltori goriziani. 



Si inizia giovedì 16 aprile alle 18.00 in Sala Ajace, Piazza Libertà: Lorenzo Favia di Coldiretti illustrerà tecniche e consigli per creare un perfetto orto sul balcone, coltivare al meglio il proprio appezzamento secondo i principi dell'agricoltura sinergica e della permacoltura.
Si prosegue venerdì 24 aprile alle 18.00 in Sala Ajace, con "L'orto della salute" alla presenza del responsabile del Servizio di Allergo-Pneumologia della Clinica Pediatrica di Udine Mario Canciani e del farmacista e botanico Antonino Danelutto.

sabato 11 aprile 2015

Glifosate, diserbante Monsanto, potenzialmente cancerogeno. Lo dice l'OMS.

Quando parliamo di agricoltura biotech, ricordiamoci che caratteristica di alcuni mais OGM di Monsanto ( oltre a soia, colza etc.) è la sua resistenza al diserbante: per quanto glifosate sia irrorato per difendersi dalle infestanti,OGM non batte ciglio. Ottimo business per la multinazionale che ha creato la molecola e realizzato l’OGM che la tollera, disastro ambientale e attentato globale alla salute dell’uomo. Da leggere: “ Il veleno nel piatto” di Marie-Monique Robin.

La foto è tratta da "Sportello dei diritti".



di Martina Luciani




Manca poco e in Friuli Venezia Giulia si riparlerà di OGM, di Fidenato e Futuragra, di agricoltura biotech, di diritto alla salute.
In questa primavera, a differenza del passato, c’è un elemento nuovo che cambia drasticamente la prospettiva: non tanto degli addetti ai lavori e relativamente al mais Mon810 ( che è l'unico ammesso in UE e che non è resistente al glifosate), ma dell’opinione pubblica, del consumatore normale che tenta di arrivare alla vecchiezza passabilmente sano.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato probabilmente cancerogeno per gli esseri umani il glifosate, cioè l’erbicida a cui le varietà OGM sono resistenti e che quindi viene usato in quantità immani per tenere i campi liberi dalle erbacce.
E non si tratta solo di mais OGM, ma ad esempio anche della soia, che noi importiamo in gran parte dagli USA per alimentare le nostre vacche e produrre legittimamente i nostri celebri prodotti made in Italy, come il parmigiano.
Rinnovabili.it calcola che in Italia sono commercializzati 750 prodotti a base di glifosate, destinati all’agricoltura e ( qua facciamo attenzione) al trattamento del verde urbano e al giardinaggio: il problema non sta dunque in campagna, e negli alimenti, sta sotto i nostri piedi, lungo i marciapiedi irrorati di erbicida e negli ordinati vialetti del parco dove portiamo a giocare i bambini ( e, se volete, a sgambare i cani). Il glifosato è stato rilevato non solo nel cibo, dunque, ma anche nell’aria e nell’acqua.
Monsanto è furibonda, visto che è la principale produttrice di glifosate ( nome commerciale Roundup) ed ha persino chiesto alla IARC ( Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, che fa parte dell’OMS) di ritirare il rapporto.

lunedì 23 marzo 2015

Canapa industriale anche in Friuli Venezia Giulia: presentata una proposta di legge del M5S

Il MoVimento 5 Stelle ha presentato in Consiglio regionale  la proposta di legge diretta a realizzare una filiera della canapa industriale nel Friuli Venezia Giulia. Il comunicato stampa.
La foto è tratta dal sito www.canapaindustriale.it, in particolare dalla notizia del convegno " Dalla tradizione all'innovazione:la canapa", il prossimo 25 marzo, a Monza, nel corso del quale saranno presentati gli studi del CNR: due progetti scientifici, uno sui diversi prodotti che si possono ottenere dalla pianta, l'altro sulla valenza della canapa nella biodiversità ambientale.



«A differenza della “indica”, canapa considerata sostanza stupefacente e riconosciuta a livello internazionale per i suoi effetti terapeutici, la “sativa”, con un contenuto molto basso di Thc, viene utilizzata in diversi settori e la sua coltivazione non è proibita - spiega Ilaria Dal Zovo, prima firmataria della proposta.
"Oggi ogni parte della pianta di canapa Sativa può essere usata in vari settori: nell’agroalimentare, nell’edilizio e industriale (mattoni, pannelli isolanti termo/acustici, intonaci, malte) e nel manifatturiero (tessile, carta). Un mondo di applicazioni che sta rendendo la coltivazione della canapa allettante per un nuovo mercato che si sta allargando sempre più anche grazie ad un’economia “green”, che prevede l’uso di materie biologiche ed ecosostenibili per alimentare le nuove tecnologie industriali».


«In passato la coltivazione di canapa era estesa proprio per la sua versatilità. Essa fornisce, infatti, da millenni un’ottima fibra tessile. Ricordiamo che importanti paesi produttori sono Cina, Corea del Nord, Ungheria, ex Jugoslavia, Romania, Polonia, Francia e Italia – sottolinea la consigliera regionale pentastellata -. Per centinaia di anni, fino alla seconda metà del Novecento è stata, inoltre, utilizzata anche per la produzione di carta».
«La canapa “sativa” può essere utilizzata anche per bonificare terreni inquinati: queste piante fungono infatti da pompe di calore, assorbono dal terreno metalli pesanti e li stoccano nella foglia e nel fusto. Potrebbe essere questo un modo per riutilizzare i terreni inquinati. Anche in questo caso la pianta non andrebbe buttata ma riutilizzata nell’edilizia o nella produzione di olio industriale. Si potrebbero quindi – prosegue Dal Zovo - bonificare i terreni inquinati e allo stesso tempo produrre fonti di materie prime alternative».
«In altre regioni italiane tutto questo è già realizzabile. Rendiamo anche il Fvg una regione sostenibile e apriamo a questo tipo di filiera che può rappresentare un’alternativa valida alle colture tradizionali e un rilancio per una parte dell’agricoltura. Per questo il nostro motto è "piantiamola". Ora - conclude la portavoce M5S – chiediamo ai cittadini di contribuire direttamente alla stesura della nostra proposta di legge».
Il testo resterà disponibile sul blog di Beppe Grillo per 60 giorni per consentire a tutti di intervenire con eventuali modifiche.