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sabato 9 gennaio 2016

Giornalismo a Gorizia. A volte la penna non riesce a celare prevenzione ed ostilità.

Un quotidiano locale ci ha offerto ieri una perla di giornalismo: la sintesi dell’inchiesta e dell’opinionismo di alta levatura culturale e politica. Troppo elevata per il mio punto di osservazione raso terra, da malmostosa blogger dell'oscura provincia e incompetente portatrice di richieste di verità e obiettività.


di Martina Luciani



La notizia è quella del trasferimento di cento richiedenti asilo da Gorizia ad altre sedi di accoglienza: con il conforto di sapere che tutte le pratiche sono trasferite nelle prefetture di destinazione e quindi ( siamo salvi!) questi profughi non dovranno più ritornare a Gorizia, come invece è accaduto nel passato ( bel passo avanti!). Poi citazione della dichiarazione del sindaco. Beh, lui è contento, auspica che queste operazioni si possano fare ogni settimana, così che a Gorizia restino solo i 150 profughi accolti al centro Caritas.

Non è un centro Caritas. Con il cosiddetto Nazareno, struttura oggetto di convenzione tra Prefettura e un ente gestore,  la Caritas non c’entra nulla. Ma son bazzecole; altri sono gli elementi  utili “a garantire l’informazione più puntuale su questo delicato argomento”, compito cui aspira ogni bravo giornalista.

Come ad esempio il fatto che al campo San Giuseppe, alla cancellata che da sempre consente l’accesso da via Grabrizio e che non si capisce in che modo possa somigliare al portone militarizzato del Cara, c’è un mediatore culturale: ed è uno straniero. Cioè uno come la badante polacca della nonna, l’autista serbo del TIR, la colf filippina,  la conduttrice televisiva svedese,  il politologo rumeno, il cantante israeliano.

Nel caso specifico, uno che parla come minimo inglese, pastho, urdu,  probabilmente anche farsi, magari anche qualche parola di curdo, e pure si arrangia con l’italiano.

domenica 20 dicembre 2015

Gorizia, sito d'accoglienza rifugiati al San Giuseppe: primi inserimenti in corso. Letti,servizi igienici adeguati, assistenza.


Comincia un'esperienza di accoglienza che corrisponde agli standard normalmente riferiti alla dignità umana e alla sicurezza sanitaria: attorno all'organizzazione una cordata di volontariato.


di Martina Luciani

Ieri sera, 19 dicembre, sono stati accolti nel sito di Medici Senza Frontiere di Gorizia 25 profughi afghani e pakistani. Grazie all'intervento congiunto dei volontari e dei mezzi di Croce Verde, il gruppo dei rifugiati è stato trasferito dal campo della parrocchia Madonnina

al San Giuseppe. Accolti, muniti di una scheda personale di riconoscimento, istruiti sul funzionamento della struttura e sulle regole che ne governeranno i tre mesi di attività, hanno potuto dormire in condizioni decorose e provvedere alla pulizia personale. Tutto questo senza oneri per le finanze pubbliche.   In fasi successive, il campo sarà portato a regime e consentirà nel periodo più freddo dell'anno di sopperire alle fondamentali necessità di persone che sono in attesa di una sistemazione a cura delle istituzioni pubbliche competenti (secondo i criteri indicati dalle norme vigenti). Si è saputo che nei giorni scorsi alcuni richiedenti asilo fuori convenzione hanno avuto il coraggio di lavarsi nelle acque del fiume: condizioni estreme producono soluzioni estreme, a loro volta gravide di conseguenze, che preferiremmo non dover aggiungere alla già penosa storiografia locale dell' immigrazione. I cento posti del sito di Medici Senza Frontiere e la loro organizzazione logistica e sanitaria; l'accoglienza che Caritas continua ad assicurare al dormitorio Faidutti; il coordinamento con il volontariato locale su specifiche attività; il tendone della Madonnina per le situazioni " emergenza dell'emergenza"; il meccanismo dei trasferimenti in altre località, da parte della Prefettura, che pare aver trovato un suo nuovo e incoraggiante ritmo: tutto ciò dovrebbe consentirci di trascorrere un inverno meno drammatico del precedente, di attendere con maggior serenità le risultanze del nuovo bando della Prefettura di Gorizia e di riprendere un dibattito sull'accoglienza e sulle nuove responsabilità politiche e sociali che l'attuale situazione internazionale impone tanto ai grandi sistemi di governo quanto alle amministrazioni locali.

lunedì 23 novembre 2015

All'emergenza profughi di Gorizia la risposta umanitaria: un tendone alla Madonnina e alloggi in moduli abitativi al San Giuseppe

Medici senza Frontiere attivano l'operazione umanitaria a Gorizia. Da domani, nell'area retrostante il San Giuseppe ci si prepara per installare i moduli abitativi e realizzare uno spazio temporaneo di assistenza ai profughi. In attesa di completare l'allestimento dell'area MSF, negli spazi della parrocchia Madonnina, sempre domani, verrà innalzata una tenda di circa 24 x 10 metri, necessaria per dare ricovero immediato ai richiedenti asilo senza convenzione e senza riparo, ad oggi oltre 180. In una nota l'appello di MSF alle autorità.

di Martina Luciani

Parte finalmente l'operazione al San Giuseppe: " MSF ha proposto - si legge in una nota giunta poco fa - in accordo con la Caritas locale, la creazione di un alloggio temporaneo nell’area di San Giuseppe per ospitare i richiedenti asilo che arrivano in città e hanno diritto a ricevere assistenza. Un’equipe medica di MSF collaborerà con l’azienda sanitaria locale e la Croce Rossa per rinforzare il servizio medico. L’intervento proposto è temporaneo e ha l’obiettivo di consentire agli attori istituzionali locali di adottare soluzioni strutturate in grado di rispondere in maniera stabile alle necessità di accoglienza."


Si tratterà dunque di garantire " alloggio temporaneo per offrire assistenza medico-umanitaria urgente a decine di richiedenti asilo che da settimane e mesi vivono a Gorizia, ma non hanno ancora trovato una situazione stabile a causa della mancanza di posti di accoglienza. "
"MSF chiede alle autorità italiane e locali - si legge nella nota -  di rispettare i propri obblighi fornendo e gestendo spazi idonei, dove le persone possano essere accolte con un riparo, cibo, servizi igienici e assistenza medica.