sabato 24 dicembre 2016

Giorgio Valvassori e la positività del gallo



Ancora qualche settimana per visitare, a Borgo Colmello, la mostra "Ritratti e bestialità di corte"

di Marilisa Bombi

Spero che Giorgio non me ne vorrà se, oggi, nel presentare la sua opera – penultima di questa collettiva realizzata a fini benefici – celebro l’amico anziché soltanto l’artista. E lo stesso farò per l’ultimo degli autori nei prossimi giorni, il goriziano ma trapiantato in Friuli, Mariano Zian.
Ciò in quanto mi diventa difficile, oltre che spinoso, anche soltanto pensare di cimentarmi in un giudizio critico, nella più ampia accezione del termine, di artisti che possono vantare recensioni qualificate da parte di chi “valuta” per mestiere.
Peraltro, nel sito personale di ciascuno dei poeti-pittori che hanno ridato vita alla corte virtuale- (per certi versi ancestrale) sono disponibili qualificate analisi da parte degli addetti al mestiere. Quelle di Giorgio Valvassori a questo indirizzo.

Profughi a Gorizia. Ampliare la capienza del campo San Giuseppe e gestirlo con le regole apprese da Medici senza Frontiere.




La Prefettura, cioè il Governo dislocato sul territorio, cerca di arrangiarsi con la Caritas per dare un tetto notturno ai richiedenti asilo.

Insostenibile leggerezza delle gestione emergenza perenne dei profughi. Gli spazi e gli strumenti ci sono, perchè tanta indecisione, perchè tante trattative, perchè far conto sulla rappresentanza locale della divina provvidenza e sull'instancabile opera del volontariato?



di Martina Luciani

Spero sia un eccesso di sintesi necessaria alla brevità del titolo, nell' articolo della stampa locale di ieri, perchè se l'approccio metodologico alla questione è questo, soluzioni immediatamente non ne vedo. Per la cronaca, la soluzione “arrangiata” è la sala al pianterreno della Caritas, sacchi a pelo e unico servizio igienico per 40 persone ed oltre. Generosa offerta ( e generosi fin quasi al martirio i volontari coinvolti), e fondamentale per evitare che qualcuno muoia di freddo e che tutti si ammalino rovinosamente: ma per una notte, per alcune notti soltanto. Immediatamente dopo bisogna requisire, affittare, occupare spazi adeguati, attrezzare quelli individuati. Dove reperire i soldi è compito del neo ministro agli Interni Minniti, che fa lodevoli accordi con l'Anci per la distribuzione ripartita dei profughi ma non ci dice cosa fare di tutti quelli che, nella vita vera, continuano ad affluire là dove sono operative le commissioni territoriali. 
Soluzione facilmente praticabile nell'immediato: utilizzare l’ampio locale sottostante l’edificio all’interno del campo San Giuseppe, tempo fa preso in considerazione per essere adibito a mensa.  A patto, ovviamente, che la gestione del centro, attualmente strutturata in maniera piuttosto approssimativa con una convenzione tra Prefettura e cooperativa locale, faccia riferimento ai criteri e alle rigorose modalità utilizzate da Medici Senza Frontiere durante lo scorso inverno e istituzionalizzi il ruolo, sempre fondamentale eppure sempre formalmente sottovalutato, del volontariato. Sappiamo perfettamente che le soluzioni ben organizzate e ben governate funzionano con vantaggi che riguardano direttamente la comunità ospitante, volente o nolente che sia.   
Quanto al  pressing che la Prefettura afferma sussistere nei confronti del Ministero degli Interni evidentemente non funziona, nemmeno per ottenere direttive che consentano di andar oltre l’affidamento alla divina provvidenza, ruolo in questo paese saldamente assegnato alla chiesa cattolica. Ma una prefettura come la nostra, sopravvissuta solo ed esclusivamente perché situata in zona strategica e “calda” nella gestione di confine delle rotte migratorie,  dovrebbe pretendere maggior autorevolezza ed ascolto, anche attraverso fattive prese di posizione degli enti rappresentativi della comunità territoriale. Questo tipo di sostegno si definisce innanzitutto come "politico", e vorrei percepirlo con meno vaghezza anche nelle priorità delle candidature sul fronte delle elezioni amministrative cittadine.   
Aspettare che la Slovenia si attrezzi giuridicamente e logisticamente a far da muraglia, mi pare un po' una vigliaccata sul piano del diritto e dell'etica; e non è nemmeno il cardine della questione.
Il cardine è l’'approssimazione gestionale che regna sovrana nella questione richiedenti asilo e flussi migratori. Proporre, come ha fatto il sindaco di Gorizia, di recintare le rive del fiume è uno degli esempi  di questa insostenibile leggerezza, a tutti i livelli istituzionali; ma lo è, a parer mio, ancor di più affermare che recintare le aree fluviali impedirebbe a chiunque ne abbia la necessità di accedervi. La necessità?  Ma siamo ancora liberi di circolare sul suolo patrio o no?  
Ancora. E’ comprensibile che la Prefettura cerchi di evitare lo strumento estremo della requisizione per trovare un riparo ai profughi, non è comprensibile che le dichiarazioni ufficiali facciano della Caritas l’unico interlocutore possibile e disponibile.
Altro esempio: ritenere che lo Sprar e l’accoglienza diffusa siano una soluzione . Lo Sprar a livello provinciale è un ectoplasma, che ha una sorta di capofila, il Comune di Romans d’Isonzo, ma nessun altro ente ufficialmente coinvolto in una delibera  della Giunta provinciale che pare un auspicio piuttosto che un programma concreto: perché ed a causa di chi non importa.  E se anche esistesse, non sarebbe tecnicamente lo strumento per far fronte agli incessanti arrivi.

sabato 17 dicembre 2016

Poveri noi! Gorizia è al 19simo posto per la qualità della vita. E allora?

da www.blublog.net

Riflessioni in vista del 2017: dovrebbe partire dalla tutela dell'ambiente una proposta elettorale credibile in vista delle prossime elezioni amministrative.


di Marilisa Bombi



Strano Paese il nostro, vittima della passione del gioco, ahimè non a seguito della interpretazione dei numeri, il che potrebbe anche essere intrigante, come un tempo quando si faceva la fila davanti allo sportello del gioco del lotto, una sola volta alla settimana, e si sperava nella sorte.  Oggi non si giocano più i numeri sognati o collegati alla cosiddetta smorfia. Oggi, il gioco, è l’azzardo in senso stretto: sia attraverso quello che sembra un innocuo gratta e vinci (diomio quanti euro gettati al vento) sia le terribili slot machine a proposito delle quali mi sono molto spesso soffermata e forse anche dilungata. Sta di fatto che è proprio notizia di ieri, del riciclaggio internazionale dei proventi da imposte non pagate su gioco online e vlt che ha visto tra gli arrestati il “Re delle Slot”, l’ex parlamentare Amedeo Laboccetta (mai il brocardo nomen omen fu più azzeccato) e vari professionisti, con il sequestro per centinaia di milioni.

martedì 13 dicembre 2016

Fuori i riformisti costituzionali dal nuovo Governo: abbiamo già detto NO



Il Blog Piazza Traunik si fa promotore di una campagna nazionale per l'invio di una petizione al Presidente Mattarella


Inaccettabile che l'ex ministro Boschi sia nominata sottosegretario alla presidenza del Consiglio! E che insieme a lei abbiano ottenuto ruoli governativi le persone che hanno condiviso il suo progetto a fronte dei milioni di cittadini  che hanno votato contro la riforma costituzionale e hanno ritenuto di preservare l’architettura democratica della nostra Carta.
L'avvocato Maria Elena Boschi ha condotto, insieme ad altri ministri e sostenitori della sua riforma, una campagna elettorale intrisa di toni offensivi e in palese disprezzo dei suoi interlocutori: ad esempio nei confronti delle donne impegnate per il NO e  nei confronti dell'ANPI.  Ci ha paragonato a Casapound, sono stati vilipesi i valori civili, democratici e culturali su cui fondavamo l’istanza di non stravolgere la Costituzione, ha viaggiato in Italia e all'estero in veste istituzionale per propagandare la sua riforma, ha lanciato messaggi ambigui e ricattatori in merito agli scenari post vittoria del NO, ha lasciato intendere che la Costituzione oggi non garantisce cure mediche per gravi malattie e che tali cure sarebbero assicurate grazie alla riforma, e via dicendo.
Il fatto che, mentre Matteo Renzi si ritira o finge di farlo, Boschi sia stata nominata «sottosegretario alla presidenza del Consiglio con funzione di segretario del Consiglio dei ministri», comporta la  sua «firma dei decreti, degli atti e i provvedimenti di competenza del presidente del Consiglio dei ministri» e potrà prendere parte al Consiglio dei Ministri e alle attività di stesura dei decreti.
Milioni di cittadini esigono coerenza da parte del Governo e rispetto del risultato referendario, unitamente a un minimo di decenza: Renzi ha scelto di andarsene, se ne vadano anche i suoi ministri.
Per firmare la petizione è sufficiente seguire le indicazioni cliccando qui.

lunedì 12 dicembre 2016

L'oca danzante di Sergio Valcovich a Borgo Colmello

Aperta fino a Natale la collettiva, a scopo benefico, "Ritratti e bestialità di corte"




di Marilisa Bombi

In tempi remoti, i quadrupedi elessero il leone, e gli uccelli l’oca, come loro rispettivi re.
L’oca d’oro aveva una figlia bellissima e, quando la giovane raggiunse l’età da marito, il padre le concesse di scegliersi lo sposo.
Perché potesse guardarsi accuratamente intorno, fece chiamare a raduno tutti gli uccelli. Arrivarono in volo grandi e piccoli: colombe, aquile, pavoni, oche, sparvieri, passerotti e quaglie.
Quando non mancò più nessuno, il re chiamò sua figlia e le disse: “Mia cara, tutti gli uccelli sono qui riuniti. Ora scegli accuratamente tra loro il tuo sposo”.

sabato 10 dicembre 2016

CONTRO IL FASCISMO OLTRE OGNI FRONTIERA: in un libro la straordinaria storia della famiglia Fontanot.



Presentazione martedì 13 dicembre, a Gorizia, in sala Dora Bassi, alle 18,  del volume edito da KappaVU: Marco Puppini e Anna Di Gianantonio hanno raccolto in un libro le memorie di Nerina Fontanot, superstite e custode delle memorie della famiglia monfalconese, parte integrante dell'antifascismo al confine orientale e di quello europeo.




Ci vollero tre giorni di intervista a Nerina Fontanot, oggi quasi centenaria, tre giorni intensissimi ed emozionanti, per raccogliere i ricordi della superstite e poter quindi ricostruire 
le vicende di una delle famiglie più in vista del monfalconese, i Fontanot. Un'avventura umana e politica straordinaria, che si è svolta in mezza Europa dai primi anni del Novecento fino alla fine della seconda guerra mondiale, attraverso le guerre, la  lotta partigiana contro fascisti e nazisti in Italia, la  partecipazione al gruppo della Resistenza francese costituito dal poeta armeno Manouchian.
Spiega Anna Di Gianantonio, coautrice con Marco Puppini: " Non uscimmo mai di casa e per tre giorni Nerina raccontò con grande fatica la sua vicenda. Registrai per almeno una ventina di ore i suoi ricordi. Nerina mostrava costantemente una caratteristica: la quasi totale incapacità di parlare di sè, dei propri sentimenti e delle proprie emozioni, schiacciati forse o mortificati dalla Storia che narrava e dalla tragica fine dei suoi parenti.Stare ad ascoltarla fu affascinante. La storia era epica e tragica, il suo modo di narrarla aveva una finezza, un senso della misura e dell'equilibrio,una grande chiarezza e nettezza di idee e di posizioni politiche relative al passato e al presente. Nerina è una donna veramente straordinaria, che ha fatto della sua vita un'occasione per mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti, una donna per cui la politica è stata una dimensione esistenziale.La cura della memoria, la consapevolezza che essere parte di un contesto storico e sociale che ci determina non ci impedisce di essere soggetti, la passione per leguaglianza, l'odio per il razzismo, le ingiustizie, lo sfruttamento: sono tratti fondamentali della sua identità".
Alla storia della Resistenza francese ed alle memorabili azioni del gruppo Manouchian, cui partecipavano due fratelli di Nerina ed un suo cugino, fucilati dai nazisti e poi insigniti della medaglia d'oro al valor militare dal governo francese, il regista Robert Guédiguian, nel 2009, ha dedicato un film, L'Armée du crime, presentato anche al Premio Amidei.
Il libro, intitolato " Contro il fascismo oltre ogni frontiera. I Fontanot nella guerra antifascista europea", sarà presentato da Alessandra Kersevan. All'incontro, organizzato dal Forum Gorizia, da ANPI e Kappa VU. Parteciperanno gli autori.

mercoledì 7 dicembre 2016

Alfiero Grandi, vicepresidente Comitato per il NO: l'attività dei comitati deve proseguire nelle nuove condizioni create dal voto referendario.



Una nota di Alfiero Grandi, emanata poco fa, annuncia che il Comitato per il No al referendum costituzionale e quello contro l'Italicum intendono definire il progetto di rilancio dell'attività dei comitati nelle nuove condizioni create dal risultato del voto. L'attività dei 750 Comitati territoriali che si sono mobilitati per il referendum proseguirà,  "mentre tuttora è in atto un tentativo mediatico strumentale, presente durante tutta la campagna elettorale di ignorare i Comitati di cittadini, di schiacciare il No sui partiti, perfino quando la loro presenza è stata irrilevante o tardiva nella campagna referendaria". Prima questione, la nuova legge elettorale.



" Straordinario risultato nel referendum del 4 dicembre che ha bocciato la deformazione della Costituzione proposta dalla Renzi- Boschi e insieme ha reso inservibile la legge elettorale ipermaggioritaria per la Camera (Italicum), che per di più è in attesa del giudizio della Corte costituzionale.
Il primo grande risultato è l'affluenza al voto. Hanno votato i 2/3 degli aventi diritto, in controtendenza con le recenti consultazioni, confermando che gli elettori quando sanno di poter contribuire a decidere partecipano e votano.
Grazie alle elettrici e agli elettori italiani per questa prova di maturità e di impegno.
Per di più questo conferma che la Costituzione non è affatto lontana dall'attenzione dei cittadini, che invece si sono dimostrati ben consapevoli della sua importanza a garanzia della convivenza civile nel nostro paese, della qualità della nostra democrazia, dell'attuazione effettiva di diritti fondamentali (lavoro, salute, istruzione, ecc.) in essa ben descritti e per la cui attuazione occorrono assetto istituzionale e modalità decisionali coerenti con gli obiettivi.
Chi pensava che aumentando il numero dei votanti avrebbe vinto il Si ha sbagliato i suoi conti.

martedì 6 dicembre 2016

Gorizia, Comitato per il No alla riforma Costituzionale. Il giorno dopo il referendum.

L'impegno è stato grande, nel nostro piccolo. Il risultato è stato grande, in Italia. Oltre a questo, ci restano preziose esperienze e osservazioni, presidi di futuri ragionamenti.  La conta di chi c'era in campagna elettorale, e di chi proprio non si è fatto vedere: imbarazzi ideologici o troppo impegnato nella sua  campagna elettorale personale? Il voto dei fuori sede: studenti e lavoratori che vivono a Gorizia.


di Martina Luciani

Aver svolto un ruolo di coordinamento per il Comitato di Gorizia per il NO alla riforma costituzionale, insieme ad un gruppo di volonterosi e instancabili, mi conduce oggi ad  alcune riflessioni.
Innanzitutto l'emozione delle innumerevoli richieste di studenti fuori sede, che frequentano l'Università a Gorizia e che si sono sottoposti alla trafila per essere nominati rappresentanti di lista e di conseguenza poter votare a Gorizia, evitando viaggi lunghi e comunque costosi, nonostante gli sconti previsti. Ma anche diversi lavoratori fuori sede hanno chiesto al Comitato di attivare analoghe procedure. Tutti consapevoli ed attenti, anche bisognosi di chiarimenti tecnici, tutti decisi a votare. Una situazione, quella degli studenti e giovani lavoratori, che rappresenta una autentica discriminazione sul diritto al voto, rispetto a tutti gli altri cittadini, inclusi quelli residenti all'estero: ma che differenza c'è tra un cittadino di Cagliari che studia a Gorizia e uno che sta facendo un tirocinio a Villacco? Sempre lontano da casa sua: ma il primo deve rientrare, il secondo accede al voto attraverso le specifiche modalità per l'estero.
Provo un sentimento d'affetto per questi giovani, che ho incontrato anche più volte e con i quali sono rimasta in contatto fino alla chiusura dello spoglio elettorale, cui hanno partecipato con grande senso di responsabilità: mi par quasi che il loro voto valga più del mio.
Quanto alla partecipazione alla campagna elettorale, strada facendo è apparso evidente che i futuri candidati sindaco alle prossime elezioni amministrative sostenitori del NO nella prospettiva del Comitato per il No alla riforma costituzionale sono solo due, Roberto Criscitiello e Andrea Picco. Con tanto di adesione formale al Comitato di Gorizia. Precisando che M5S a Gorizia è andato per la sua strada.

venerdì 2 dicembre 2016

Giornalisti schierati, Rai, giornali e referendum

Lettere strumentali, precisazioni, omissioni. 


Forse, soltanto il referendum, peraltro allora abrogativo, della legge sul divorzio che si svolse nel 1974, spaccò il Paese come sta avvenendo oggi con il referendum confermativo per la riforma costituzionale, comunemente chiamata Renzi-Boschi. Eppure, contrariamente ad allora dove le due Italie erano divise nei schieramenti laico/cattolico, oggi i sostenitori del sì e del no sono confinati in aree anomale, non chiaramente identificabili, e pertanto il prossimo referendum ha un esito  assolutamente imprevedibile.

giovedì 1 dicembre 2016

Riforma Costituzionale. Riveliamo il nome dell’assassino: la ricostruzione di Enzo Palumbo del percorso politico che ci ha trascinato alla revisione costituzionale Renzi - Boschi.



Critica Liberale ha messo un on line un corposo, ma leggibilissimo, dossier intitolato
“Una controriforma da bocciare”. Molti gli autorevoli interventi, suggeriamo di avviare la lettura partendo da quello di Enzo Palumbo, nella sezione dedicata a “ Riveliamo il nome dell’assassino”.



Enzo Palumbo, che ha svolto attività politica con il Partito liberale, è stato membro laico del Consiglio superiore della Magistratura e con l’avvento della seconda Repubblica è tornato a fare l’avvocato civilista,  segue questa pista: “ma questa “deforma” costituzionale, chi l’ha realmente voluta ?“  (da pagina 45)
Uno stralcio dall'avvincente e avvilente "giallo", pagine di storia patria necessarie anche a valutazioni ulteriori rispetto la decisione di votare NO al referendum del 4 dicembre.

“ Per quel che se ne sa, la storia sembra essere cominciata il primo giugno del 2012, allorché Jamie Dimon, amministratore delegato della banca d'affari,  statunitense JP Morgan, organizza una cena a palazzo Corsini di Firenze, invitando il sindaco Matteo Renzi e l’ex primo ministro inglese Tony Blair, ormai da quattro anni consulente speciale della banca, con compenso multimilionario.
Ci sono anche altri ospiti, e quindi non c’è modo di parlare tranquillamente, cosicché i due si danno appuntamento per il giorno dopo all’Hotel St Regis, dove pranzano insieme a due renziani doc come Marco Carrai e Giuliano da Empoli, tuttora attivi nel giglio magico…(omissis)....Il 29 maggio 2013, inizia il tentativo di modificare la nostra Costituzione introducendo una singolare deroga alla procedura di revisione costituzionale prevista dall’art. 138; la Camera approva la mozione Speranza ed altri con cui si delibera di istituire una Commissione bicamerale (20 deputati e 20 senatori) incaricata di redigere entro 18 mesi, in sede referente, un progetto di revisione dei Titoli I, II, III e V della Costituzione, da trasmettere poi alle Camere per l’approvazione definitiva, e salva restando la possibilità di successivo referendum confermativo.
Il 4 giugno, a tamburo battente, Letta istituisce un comitato di 35 esperti incaricati di individuare le riforme da sottoporre a quell’inedita commissione bicamerale, e il 10 giugno viene depositato in Senato il DDL costituzionale di deroga all’art. 138, poi approvato, in prima lettura, l’11 luglio dal Senato e il 10 settembre dalla Camera, e poi ancora il 23 ottobre dal Senato in seconda lettura, per essere poi trasmesso alla Camera per la definitiva approvazione: un iter velocissimo, che fa giustizia delle critiche che siamo continuamente costretti ad ascoltare sulle presunte lungaggini del bicameralismo paritario.
Mentre il Parlamento lavora senza sosta per ottemperare ai suggerimenti di JP Morgan, il 21 ottobre Renzi vince le primarie per la segreteria del PD, e due giorni dopo, durante l’annuale riunione renziana all’ex stazione Leopolda di Firenze, afferma tra l’altro che “ci vuole una legge elettorale educativa” (sic !), mentre il 19 novembre l’Ambasciata USA avvisa Washington di possibili “riorganizzazioni” nelle dinamiche del Governo italiano.
E a questo punto ricompare sulla scena Tony Blair, che il 10 dicembre, in una dichiarazione a ADN Kronos, commenta entusiasticamente l’elezione di Renzi a leader del PD......."
Dal link, o attraverso la home page della Fondazione Critica Liberale, la lettura integrale del dossier, scaricabile gratuitamente.