sabato 23 luglio 2016

Cucina naturale. Dado per insaporire. Paola Manias ci insegna a farlo da noi, sano, e di stagione.




Dall'olio di palma al glutammato: il celebre dado per dare più sapore alle pietanze è un accorgimento gastronomico sempre meno gradito  ai consumatori più sensibili alle problematiche nutrizionali e ambientali.
Paola Manias, la protagonista della bella esperienza di Cookingpaola, a Gorizia, ci insegna come farlo in casa. Tra gli ingredienti, Paola ci mette anche un'idea che è chiave di volta: "spero che la gente capisca che mangiare sano è il rimedio di molti mali".



di Martina Luciani


Chi mangia naturale, lo evita accuratamente: il glutammato monosodico, additivo artificiale per nulla rassicurante, che serve sostanzialmente a migliorare il sapore di pietanze che non ce l'hanno ( per scarsa qualità delle materie prime) o che ormai non riusciamo più ad apprezzare per il loro gusto autentico ( e questo è ancora più grave). Ma c'è in agguato anche l'olio di palma, grasso a buon mercato e ragione di devastazioni ambientali indescrivibili in poche parole, che si nasconde anche nei prodotti tutti vegetali e biologici.
Paola Manias, chef goriziana con convinzioni che vanno al di là dell'obiettivo di  lusingare i palati dei buongustai  e riconduce le proprie scelte a ragioni di salute ed armonia attraverso il nutrirsi, ci propone la ricetta per un dado in vasetto, autoprodotto secondo le disponibilità stagionali.

giovedì 21 luglio 2016

Immigrazione.Dopo l'accoglienza,arriva l'emergenza integrazione: auspicata maggior consapevolezza sulle criticità presenti e future.


Alcuni giorni fa era uscita la notizia di una intelligente iniziativa dell'amministrazione comunale di Monfalcone rivolta all'integrazione delle donne bengalesi o comunque extracomunitarie. Poi il Comune di Cormons ha istituzionalizzato la figura di un mediatore culturale in lingua araba per assistere l'accesso  ai servizi. Oggi sappiamo che a Gorizia si vuol far nascere il Tavolo provinciale dell'accoglienza, mentre parallelamente si progetta un più severo sistema di controlli. Tiriamo due righe e tentiamo di fare un quadro della situazione.

di Martina Luciani

Una serie ben ritmata di fatti ( la caccia grossa al cigno sul fiume, le molestie, i controlli a tappeto nei parchi cittadini, l'ordine pubblico messo a repentaglio, i rancori di sempre trasferiti e rinfocolati sul tema immigrati etc etc.) delinea sostanzialmente il fallimento delle politiche dell'immigrazione.Più precisamente segnala l'emergenza dell'integrazione mancata: non solo non sappiamo accogliere con metodo strutturato e trasparente, ma poi nemmeno integrare. Ad esempio ci siamo dimenticati di spiegare che i cigni non si toccano e che le relazioni tra le persone, incluse quelle tra uomini e donne, si devono svolgere nei limiti del reciproco rispetto, senza nessuna concessione: oltre, c'è la legge dello Stato che punisce. 
Chi nota quanto sul territorio siano numerosi e zelanti gli imam, e come si siano moltiplicati i veli su teste femminili  che fino a qualche anno fa non li indossavano mai, vede la punta dell'iceberg di un fenomeno di auto segregazione che non mi piace proprio. E' il contrario esatto della interculturalità. E' accontentarsi della multiculturalità, che garantisce e insegna poco o nulla a tutti quanti.
Bisogna discutere sul fatto che nell'accoglienza dei richiedenti asilo ci deve essere anche la richiesta chiara di assunzione di responsabilità: civili, penali, culturali, sociali. La Costituzione italiana  va appoggiata sopra il Corano, la Bibbia e i Vangeli, e non sotto.

Il gallo di Laura Boletic a Borgo Colmello

Appare schiva e discreta ma, sotto sotto, questa artista nasconde il fuoco, come del resto è per Marina Legovini che parimenti ha dipinto un gallo: due donne, due galli, due forti personalità. Ci ha incuriosito questo fatto e Lia Silvia Gregoretti, ha svolto per noi alcune ricerche per capire il senso di questa predilezione. Ciò che è emerso è interessante e significativo.


di Marilisa Bombi 


ll gallo è associato al fuoco, al sole, alla rinascita. Rappresenta il simbolo dell’alba e del risveglio, dell'attività, della vigilanza. 
Si ritiene che quando il gallo canta all’alba allontana gli spiriti maligni. Nell'antica Grecia, Asclepio (divinità che rappresenta morte e rinascita) associava il gallo al sole (rosso, Apollo, il dio del sole) e il nero alla malavita (Ade, dio degli inferi). Tale ambivalenza di valori che ricopre sia la vita che la morte, porta al fatto che il gallo è il simbolo della potenza sessuale. In Cina, esisteva un'immagine di "gallo celeste”, l’uccello dell'alba. Tre volte durante il giorno in cui canta: al mattino, quando il sole si bagna nell’acqua del mare, a mezzogiorno quando è al suo zenit ed, al tramonto. Questo gallo è considerato l'antenato dello yang, l'universo maschile. Inoltre, l'immagine del gallo rosso è stato utilizzato in Cina come un talismano contro gli incendi. Il gallo è anche associato al sole come il guardiano che tutto vede e non gli sfugge niente, e per questo motivo è vivo in molte tradizioni, ed è vigile, la sua immagine si trova sui tetti, sulle banderuole, sugli scrigni porta gioielli.
Nel cristianesimo, il ruolo speciale del gallo si riferiva all'episodio evangelico del canto all’alba, che causò il pentimento di Pietro previsto da Cristo. Inizialmente visto come un segno di rimorso, e più tardi nella tradizione medievale la figura di un gallo fu vista come immagine di vigilanza, veglia spirito, anelito di forza spirituale incorruttibile e duratura. Il gallo è diventato un simbolo d'illuminazione, dal momento che si sveglia all'alba accogliendo con favore il sole - Cristo.
Ma parliamo di Laura!

mercoledì 20 luglio 2016

Il Premio Amidei 2016 al film " Non essere cattivo", sceneggiatura di Claudio Caligari, Francesca Serafini e Giordano Meacci .



Il Premio Amidei 2016, premio internazionale alla migliore sceneggiatura cinematografica  è stato assegnato a Non essere cattivo, regia di Claudio Caligari e sceneggiatura di Claudio Caligari, Francesca Serafini e Giordano Meacci .



Le motivazioni : “Molto spesso la storia del cinema si presenta agli occhi di noi spettatori come un fiume che scorre carsicamente lungo greti tortuosi. La storia, anzi le molteplici storie di cui è fatta la storia si nascondono per poi emergere quando pensiamo non sia più possibile. A volte è un semplice caso, a volte è la presenza di un film dall’assoluta compiutezza tematica e formale a imporre la definitiva consacrazione di chi è sempre stato fieramente ai margini dell’industria. Per la profondità di analisi politico-sociale, per l’originale connubio di rigore estetico e passione cinefiliaca e per la capacità di presentarsi al pubblico come fedele rispecchiamento della personalità del proprio autore, il Premio Amidei 2016 va a Non essere cattivo, regia di Claudio Caligari e sceneggiatura di Claudio Caligari, Francesca Serafini e Giordano Meacci”.

venerdì 15 luglio 2016

Pittura e poesia a Gorizia

Marina Legovini, mercoledì prossimo a Giardino Viatori, mentre oggi l'evento è in via Ascoli per iniziativa dell'Associazione Prologo.


Mentre nella magica e verde cornice di Parco Coronini è iniziata la rassegna dei film selezionati dalla rigorosa giuria del premio Amidei, nella altrettanto  splendida cornice del Giardino Viatori, mercoledì 20 luglio alle 18.30, l’associazione culturale la Corte dell’Arte – SAG, in collaborazione con “Fare voci” rivista di scrittura, presenta “L’acquerello” con Marina Legovini e, a seguire, le letture dei poeti Jurij Paljk, Cristina Micelli, Andrea Tomasin e Francesco Tomada. Il tutto grazie alla disponibilità della Fondazione Cassa di risparmio che continua a promuovere interessanti iniziative tese a valorizzare al meglio questo ricco patrimonio di cui è divenuta erede. 

martedì 12 luglio 2016

Ambrosia: che intenzioni ha il Sindaco per tutelare la comunità cittadina?



Il consigliere comunale Emanuele Traini, Capogruppo della Federazione della Sinistra, ha inviato al Sindaco, autorità sanitaria locale, una interrogazione per sapere se, come numerosi altri sindaci del Nord Italia, ritiene di emanare un’ordinanza per contrastare la pericolosa diffusione dell’Ambrosia.


Questo il testo dell'interrogazione consegnata oggi:

"Premesso che da tempo in diverse regioni le aziende per i servizi sanitari hanno assunto iniziative per divulgare i rischi connessi alla pericolosa diffusione della pianta dell’Ambrosia;
-che in Europa nei prossimi anni ci sarà una vera e propria invasione di ambrosia, una pianta fortemente allergenica originaria degli Usa già presente anche in Italia, soprattutto al Nord.
-che, secondo uno studio  pubblicato su Nature Climate Change, entro il 2050 le quantità di pollini nell'atmosfera potrebbero raggiungere quattro volte i livelli attuali; in appena 25 anni infatti, da pianta sconosciuta, è diventata la causa di una allergia di un bambino su dieci, ha "colonizzato" il Nord Italia e ora si sta spostando verso sud. L'ambrosia artemisiifolia è una pianta dal polline altamente allergenico, che può causare rinite, congiuntivite e asma anche in forme avanzate; la dispersione dei pollini avviene tra agosto e settembre, mesi in cui si raggiunge un picco. Il che, tradotto per i soggetti sensibilizzati, significa che la stagione delle allergie si estende fino all'autunno. Gli scienziati, inoltre, prevedono un aumento dei casi di sensibilizzazione al polline dell'ambrosia e un numero maggiore di persone che manifesteranno in futuro i sintomi dell'allergia in tarda estate;
-che non pare, alla luce dei fatti, che l’Azienda per i servizi sanitari territorialmente competente abbia fino ad ora adottato alcuna iniziativa di sensibilizzazione, con ciò consentendo, implicitamente, la diffusione del vegetale;
- che peraltro, già un anno fa, il Blog cittadino PiazzaTraunik aveva sollevato il problema della pericolosità connesso alla diffusione della pianta, anche nella nostra città;
- che il Sindaco assolve al ruolo di autorità sanitaria locale e, di conseguenza, dovrebbe tutelare la salute della propria comunità anche imponendo obblighi tesi a prevenire future criticità. In questa veste, ai sensi dell'art. 32 della legge n. 833/1978, dell'art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, e dell’art. 50 TUEL può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, così come, peraltro, una moltitudine di sindaci stanno disponendo (vedi esempio comuni Piemonte e Lombardia);  
 In virtù di quanto suesposto
Interrogo

Il Sindaco per sapere se è/fosse a conoscenza del problema connesso alla diffusione dell’Ambrosia ed in caso affermativo se ha provveduto ad emanare apposita ordinanza per la rimozione della pianta infestante;
se, in caso contrario, presa conoscenza della pericolosità intende o meno operare, al pari dei suoi colleghi a livello nazionale, emanando apposita ordinanza diretta:
-ai proprietari e/o conduttori di aree agricole sia  coltivate che incolte, 
-ai proprietari e/o concessionari di aree verdi urbane incolte e di aree industriali dismesse; 
-ai responsabili di cantieri edili pubblici e privati; 
-ai proprietari e/o concessionari di aree edificabili libere e non utilizzate, 
-ai proprietari ed ai gestori della rete stradale non di competenza comunale, 
-alle società che gestiscono le reti ferroviarie,
-ai  proprietari  e/o  concessionari  di  aree  o  porzioni  di  territorio  con  possibile  presenza  di  vegetazione infestante, ciascuno per le rispettive competenze, di vigilare sull’eventuale   presenza   di “Ambrosia”  nelle  aree  di  loro  pertinenza  e, nel caso  di  riscontrata  presenza,  di  eseguire  sulle  stesse periodici interventi di manutenzione e pulizia prevedendo quantomeno tre sfalci da eseguirsi, prima della fioritura della pianta in oggetto, entro le scadenze di seguito indicate:
I sfalcio: entro la terza decade di luglio;
II sfalcio: entro la seconda decade di agosto;
eventuale  III  sfalcio qualora  la  stagione  climatica  dovesse  favorire  un  eccessivo ricaccio con fioritura: entro la seconda/terza decade di settembre."


giovedì 7 luglio 2016

Carcere di Gorizia. Severo rapporto del Garante nazionale dei detenuti: una nota della senatrice Laura Fasiolo. Fondo di 1,3 milioni reso disponibile per la riqualificazione della struttura di via Barzellini




Sollecitato il Ministero della Giustizia , il Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap) ha trattenuto   la competenza sulla gestione del fondo di 1,3 milioni di euro necessario a completare i lavori nella struttura di via Barzellini. Il tavolo di lavoro misto tecnico è già operativo e sta definendo il crono programma degli interventi  funzionali alla ripresa dei lavori nel carcere.



Sono parole nette ed inequivocabili  quelle che il Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, ha scritto nel rapporto sulla visita alla Casa Circondariale di Gorizia svoltasi in data 7 maggio 2016.
Lo scrive in una nota la senatrice Laura Fasiolo (PD)  che riporta in una nota i passi salienti del rapporto.
“ La situazione di completo isolamento, ai limiti della segregazione, la carenza o mancanza di attività ricreative o lavorative sono definite " del tutto inaccettabili", in considerazione del fatto che la richiesta di protezione dei detenuti omosessuali si è declinata in " mera offerta di isolamento, in chiaro contrasto con obblighi internazionali".
“ Il Garante - spiega Fasiolo - prescrive delle raccomandazioni puntuali che accolgono in toto quanto da me sollecitato: ripensare in radice la presenza di una sezione speciale per persone omosessuali, offrire attività quotidiane comuni con i detenuti delle altre sezioni, attivare interventi migliorativi della qualità degli ambienti, non chiudere le celle alle ore 16.00, vietando tassativamente l'isolamento di fatto di qualsiasi detenuto ivi recluso.  Condivido pienamente il forte richiamo del Garante quando afferma che " è necessario offrire immediatamente condizioni paritarie e integrate ai detenuti attualmente ristretti in tale sezione, chiudere progressivamente l'esperimento attuale e predisporre un tavolo di lavoro per ragionare su come organizzare in più Istituti , incluso Gorizia, esperienze di tutela per la piena integrazione nella quotidianità di tutti i detenuti, senza alcuna discriminazione".
“ Anche il forte disagio - prosegue la senatrice -  lamentato dal personale operante nel carcere di Gorizia trova spazio e riscontro nella relazione del Presidente Palma che a riguardo segnala l'urgenza di prendere in considerazione la situazione a fronte di dati allarmanti sulla carenza di personale, dovuta anche ad assenze per malattia, anche di lungo periodo. Avendo personalmente più volte visitato la struttura di via Barzellini non sono rimasta stupita dei contenuti gravi ed impietosi del rapporto del Garante e tuttavia pensare che per anni le condizioni di vita e di lavoro siano state queste, lascia sgomenti. In luoghi fatiscenti e sporchi (parole usate dal Garante) non si può certo pensare di porre in essere quel percorso virtuoso teso alla rieducazione del detenuto che la nostra Costituzione prevede.”

Laura Fasiolo, poco meno di due mesi fa, aveva affermato  affermato che la soppressione della struttura carceraria di Gorizia non fosse assolutamente un'opzione da prendere in considerazione ed anzi, che il suo impegno era diretto in senso del tutto opposto, finalizzato al miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti e degli operatori del carcere, attraverso il completamento dei lavori di riqualificazione delle strutture per consentire un' ottimale riorganizzazione degli spazio vitali.
“ Su questo primo fronte di intervento - si legge ancora - ho ottenuto, grazie alla competenza e alla proficua interlocuzione instaurata con il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, a seguito dell'urgenza da me segnalata sulla necessità di completamento del secondo lotto dei lavori previsti, che il Ministero della Giustizia agisse per trattenere presso il Dipartimento amministrazione penitenziaria (Dap) la competenza sulla gestione del fondo di 1,3 milioni di euro necessario a completare i lavori nella struttura di via Barzellini. Inoltre, il tavolo di lavoro misto tecnico composto da membri del provveditorato regionale (Prap) e sotto il coordinamento del Dap, è già operativo e sta procedendo rapidamente a definire il crono programma degli interventi, funzionali alla ripresa dei lavori, di cui si dettaglieranno gli aspetti tecnici nella riunione convocata a Gorizia per il prossimo 20 luglio.
Don Alberto De Nadai, straordinaria personalità che da sempre, con dedizione, ha tenuto alta la voce dei diritti dei carcerati, insieme alla voce storica dei pannelliani, ha oggi trovato un punto di approdo, perchè si sta compiendo una fondamentale crescita culturale, profondamente recepita dal Ministro Orlando.”

mercoledì 6 luglio 2016

Acqua pubblica. Presentata in Regione dai Comitati per l'acqua la richiesta referendaria per l'abrogazione della legge regionale FVG sul servizio idrico integrato e la gestione dei rifiuti.



I Comitati per l'acqua pubblica del Friuli Venezia Giulia hanno presentato alla Presidenza del Consiglio regionale la relativa richiesta di indizione del referendum per l’abrogazione della  legge regionale 15 aprile2016, n.5 "Organizzazione delle funzioni relative al sevizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani"?» : oltre 1300 firme, molte di più delle 500 richieste.
Venerdì sera un dibattito a Porpetto: AGHIS.


 di Martina Luciani

“ Questa legge - scrive Franceschino Barazzutti, presidente del Comitato referendario FVG   - Acqua bene comune,  in una nota - opera una forzatura sul territorio regionale pretendendo di "attuare il principio dell'unicità di gestione" (art. 1, comma 3), quando il Friuli (lo scriveva già Nievo!), anche in relazione alla presenza dell'acqua, al suo utilizzo, alla cultura, alla storia è estremamente diversificato.
 La bassa friulana - zona delle risorgive - è ricchissima di acque e l'attingimento avviene dalla falda sotterranea le cosiddette fontane da cui zampilla con pressione in superficie dando vita ad approvigionamenti "individuali" o di condominio, escludendo la rete di distribuzione.
Al contrario il medio Friuli non ha sorgenti né pendenza per cui l'approvigionamento avviene necessariamente dalla sorgente principale di Molin del Bosso (tra Artegna e Buja) mediante pompaggio in nella rete che serve tutti i comuni del medio Friuli costituitisi allora in Consorzio (CAFC) ora spa.
La montagna  invece beneficia di abbondanza di sorgenti, forti dislivelli, tanti piccoli acquedotti a servizio di piccoli paesi.”
A Gorizia, il gruppo H2GO, che già ha pubblicamente preso posizione in merito alla legge regionale contestata,  aderisce alla richiesta di indizione referendaria: i respingimenti da parte del Consiglio regionale sull’ammissibilità dei referendum ( UTI, salute e riforma statuto) non possono paralizzare o scoraggiare le istanze della società civile che pretende di avere voce in capitolo nella gestione del territorio. Ad un certo punto ci si dovrà ben interrogare, di fronte alle richieste referendarie che seppur respinte parlano a voce forte chiara dell’insofferenza diffusa della cittadinanza, e seppur al riparo dentro i Palazzi, se cittadini e politica, vita quotidiana e scelte amministrative percorrano la stessa strada, o almeno strade parallele; e se invece tali strade siano, dal momento dello spoglio delle schede elettorali,  irrimediabilmente divergenti.
Ricordiamo che il dibattito sull’acqua pubblica è molto vivo in tutta la Regione. Venerdì sera a Porpetto, nel centro civico, con inizio alle 20.15, si svolgerà una conferenza dibattito intitolata “AGHIS”, organizzata dal Comitato per la vita del Friuli Rurale, da “ per Terzo e da “ Acqua &Acqua”.  Lo spunto è articolato: lo scandalo dei canoni non dovuti, la cacciata del CAFC dal centro di Porpetto, il tentativo di sopprimere le fontane e la legge regionale che apre le porte alla privatizzazione dell'acqua ed al servizio unico, l’aumentare della  consapevolezza dei propri diritti da parte dei cittadini e la necessità di garantire i beni comuni e la qualità della vita.   Si parlerà pertanto delle risorse idriche della Bassa, del futuro delle fontane e del servizio idrico, dei canoni e degli  impianti di depurazione.