domenica 7 giugno 2015

#noBiomasseGO. Anche FVG nell’Accordo per difendere nel bacino padano la qualità dell’aria dalle emissioni inquinanti da…combustione di biomasse.



Un Accordo firmato due anni fa da 5 ministri, sei presidenti di Regione e due Province autonome riconosce che la combustione di biomasse è tra le principali fonti di emissioni inquinanti.



di Martina Luciani
"Le parti si impegnano ad attuare interventi relativi ai seguenti settori emissivi, individuati tra quelli maggiormente responsabili delle emissioni inquinanti: combustione di biomasse, trasporto merci, trasporto passeggeri, riscaldamento civile, industria e produzione di energia, agricoltura."
Parole,queste, che riflettono chiaramente le crescenti preoccupazioni scientifiche sulle biomasse, per le quali  l’Agenzia europea per l’ambiente ha dichiarato che l’ipotesi per cui “la combustione delle biomasse fosse di per sé neutra dal punto di vista dell’emissione di anidride carbonica è errata”. Che ovviamente non basta a smontare l’enorme meccanismo di interessi economici in gioco, ma almeno è un onesto inizio.
Ma vediamo chi sono le parti e dove e come si sono impegnate, anche con l’individuazione di  misure a breve, medio e lungo termine. Stiamo parlando dell’Accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano, firmato il 19 dicembre 2013 di ministri dell’Ambiente, Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti, Politiche agricole, Salute,i presidenti di sei Regioni e di due Province autonome. C’è anche il Friuli Venezia Giulia, firmataria l’assessore all’Ambiente Sara Vito, delegata dalla presidente Serracchiani.
Questo elenco dimostra che tutti, ma proprio tutti, i principali interlocutori istituzionali del dibattito cittadino sulle centrali a biomasse da far funzionare in ambito residenziale, sono al corrente degli obiettivi dell’Accordo.

sabato 6 giugno 2015

Carso 2014. Un tram che si chiama desiderio.

Gira per Milano un tram del 1923 "vestito con le immagini e i colori della Grande Guerra nella valle dell’Isonzo. Progetto di Carso 2014 della Provincia di Gorizia, che intanto dovrà restituire alla Regione la cifra con molti zero non utilizzata.


di Martina Luciani


Il tram dei desideri, chiamato piuttosto banalmente e con scarsissima efficacia simbolica"isontino", è uno strumento di comunicazione, serve a per rilanciare l’importanza del turismo storico e della collaborazione tra Italia e Slovenia nella promozione di pacchetti congiunti che valorizzino le peculiarità del territorio. Probabilmente i soldi per progettarlo e realizzarlo fanno parte dei 900 mila euro circa che costituiscono il grosso degli investimenti di Carso 2014.
Ma il desiderio che questo tram rappresenta, l'aspirazione a promuovere una iniziativa che intrinsecamente ha certamente senso ma che strada facendo ha perso il suo valore pratico ( se non quello di spendere soldi pubblici a beneficio di una serie di professioni e servizi), si vanifica e si contraddice perchè l'unica realizzazione di Carso 2014, è la ristrutturazione delle cannoniere del San  Michele: operazione incompiuta.
Non c'è potuto andare nemmeno il presidente della Repubblica, in visita nei luoghi simbolo dell'eccidio della prima guerra mondiale, nonostante l'occasione fosse ghiotta per " mostrargli tutto ciò che stiamo facendo per recuperare e valorizzare le preziose testimonianze della Prima guerra mondiale".

giovedì 4 giugno 2015

#noBiomasseGO si rivolge all'assessore regionale all'Ambiente e fa richiesta di accesso agli atti in Provincia



Il Coordinameno #noBiomasseGo ha presentato oggi istanza di accesso agli atti in Provincia, in particolare per ottenere l'istruttoria e i verbali della Conferenza di servizi relativi all'autorizzazione della centrale a biomasse Nord; necessario un Tavolo di confronto dove rappresentare le istanze dei cittadini, analisi dell'aria, valutazione sul possibile cumulo dei singoli impatti ambientali del progetto Three Shades of Green.


I cittadini chiedono  la costituzione di un Tavolo, del quale facciano parte i rappresentanti del Coordinamento e di altre associazioni portatrici d'interesse che lo richiedano, al fine di consentire la rappresentazione delle istanze della cittadinanza in ordine alla tutela dell’ambiente e della salute. Chiedono inoltre  di avviare parallelamente e con la massima urgenza un'analisi approfondita della qualità dell'aria del Comune di Gorizia, in particolare dei quartieri di S.Andrea, S.Anna e Campagnuzza  e nelle aree immediatamente prossime alle centrali a biomassa attualmente funzionanti (vie Ressel e Gregorcic).

mercoledì 3 giugno 2015

Installazione telefonia mobile a Sant'Anna. Cittadini al Comune di Gorizia: questa antenna è una follia! Nasce il comitato #BASTAANTENNEAS.ANNA#



Il comitato #BASTAANTENNEAS.ANNA#  lancia una raccolta firme per chiedere al Sindaco, quale massima autorità sanitaria locale, alla Giunta e a tutti i Consiglieri Comunali di Gorizia di attivarsi con la massima urgenza per bloccare e impedire l’installazione attualmente in corso di un’antenna della telefonia mobile presso il Parco Marvin in zona S. Anna a Gorizia.
Il 6 giugno, banchetto informativo in piazzale Czoernig.
Il comitato di cittadini chiede anche che l'istituzione locale impedisca la costruzione di altre antenne in qualsiasi altro sito del quartiere, trattandosi di un quartiere ad elevata densità di popolazione che ospita una concentrazione rilevante di ricettori sensibili, soprattutto per la presenza di molti bambini. Il comunicato stampa.




Siamo molto preoccupati per l’installazione di questa ennesima antenna in quanto essa sarà posizionata in un parco giochi comunale e nelle vicinanze di un asilo nido (“Scoprire e Giocare” di via Max Fabiani), di due scuole dell’infanzia (“Soncek” di via Max Fabiani e scuola dell’infanzia di via Garzarolli), di due scuole primarie (“Pecorini” e “Ungaretti” di via Cipriani), a una trentina di metri di distanza soltanto dal condominio di via Garzarolli 161, oltre che nel mezzo di un'area densamente popolata. La presenza nel quartiere di S. Anna di un’altra antenna della telefonia mobile, già posizionata da anni all’incrocio tra via Garzarolli e via dei Faiti, assieme all’installazione dell'antenna nel parco Marvin, porterebbe all’instaurarsi di una situazione paradossale sul piano del principio di cautela, in quanto il complesso asilo nido–scuola dell’infanzia di via Max Fabiani e la parrocchia di S. Anna – entrambi ricettori sensibili con molti bambini - si troverebbero vicini a due antenne e da entrambe ne risulterebbero irraggiati, con conseguenze possibili e difficilmente prevedibili sulla salute dei bambini in essi ospitati.

martedì 2 giugno 2015

Quote regionali profughi e numeri delle reali presenze: Gorizia, emergenza immigrazione o emergenza dell’accoglienza?



Le riflessioni di don Paolo Zuttion, direttore della Caritas di Gorizia: quanti richiedenti asilo arriveranno oggi, questa è la trascurata ma fondamentale variabile nella costruzione dell’accoglienza. L’osservanza delle leggi  non esclude il rispetto per il dramma dei richiedenti asilo.


di Martina Luciani



Mentre il piano regionale stabilisce le linee guida dell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e la quota di profughi da assegnare a Gorizia, si continua accuratamente a trascurare il fenomeno che vede ogni giorno aumentare il numero delle persone che giungono in città e accrescono le fila di quanti  sono senza alloggio, senza assistenza, senza adeguate condizioni igieniche. Per costoro, a volte solo due persone, a volte venti, non c’è un manuale di istruzioni:  ottima cosa pretendere che il territorio attui l’accoglienza diffusa, ma la prima accoglienza a Gorizia non esiste. Tant'è che una novantina di persone dormono dove capita, umiliati e spaventati, ridotti a miserabili indesiderati dai quali distogliere gli occhi e il naso. 
Il volontariato locale, che in qualche modo cerca di sopperire è malvisto, considerato con sospetto se non addirittura rancore, e si arriva a reputare che quella minima assistenza fornita( di fatto, un pasto e, nei limiti della trentina di posti nel dormitorio Caritas, un luogo dove ricoverarsi la notte; per gli altri, quando ce ne sono, coperte) trasformi la città in una meta privilegiata nella scelta delle destinazioni dei migranti.
 
 “Il lavoro collettivo che vede coinvolta la Caritas diocesana e volontari appartenenti ad altre realtà e associazioni non è una guerra contro qualcuno o qualcosa: è il tentativo di ripristinare giustizia, legalità e solidarietà nei confronti dei richiedenti asilo. Se in questo percorso perdiamo di vista il senso etico e giuridico deviamo dall’obiettivo condiviso di consentire ai profughi l’esercizio dei loro diritti nel rispetto della dignità umana”.
Lo afferma don Paolo Zuttion, direttore della Caritas diocesana, intervistato sulle difficoltà della situazione, prima fra tutte, il fraintendimento dell’emergenza.
“L’emergenza si manifesta nelle criticità che dobbiamo affrontare per accogliere nell’immediato le persone che giungono a Gorizia; non è in sé il flusso migratorio, che dovremmo ormai aver capito essere un fenomeno strutturale. Abbiamo ora un piano regionale, numeri di riferimento: come facciamo con le persone che stanno fuori da quei numeri?"
“Quando improvvisiamo soluzioni per l’accoglienza, siamo noi per primi in emergenza, con risorse limitate e difficoltà di coordinamento con gli interlocutori istituzionali,  ma cerchiamo di muoverci nella prospettiva di migliorare e risolvere i problemi.

sabato 30 maggio 2015

Ditemi qualcosa di destra (ma che abbia un senso). A proposito degli slogan di Casa Pound



da http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/05/28

"Italia...Risorgi, combatti e vinci!" è lo slogan con cui è stata indetta la minifestazione di Casa Pound (Ezra non Sterlina) a Gorizia (o Zia Gori, come affettuosamente soprannominata da un mio amico bisiaco) il 23 maggio. Partendo da questo, un'analisi di come certi termini, a volte, vengano usati a sproposito. 

Corrado Altran

Dunque, premesso che i titoli ormai sono più importanti dei contenuti degli articoli e aiutano ad apparire meglio vista l'involuzione del linguaggio che caratterizza l'epoca televisionista e telefonin-dipendente in cui viviamo, non c'è altro messaggio da considerare se non questi tre "esortativi"... 1) Risorgi: ma a quale "Italia" ci si vuole riferire? quale Italia sarebbe morta e si vorrebbe risorgesse...? Già qua probabilmente, in un Paese con migliaia di sigle sindacali, di associazioni di difesa dei consumatori, organizzazioni governative o non governative che si occupano della stessa materia...sono sicuro che ne sentiremmo delle belle e comunque affatto diversificate opinioni. Diciamo che su 100 persone "italiane" prese a caso lungo tutta la penisola, forse ne troveremmo al massimo 5 o 6 d'accordo su quale Italia morta debba risorgere. Quindi sarebbe bello che aggiungessero qualche specificazione...tipo "Italia del ventennio" o "Italia monarchica"...sarebbe più chiaro. 2) Combatti! dunque, serve un nemico. Lo studio delle guerre ci insegna che senza un nemico è difficile si scateni un combattimento. Anche per spendere miliardi di dollari per le guerre in iraq e in Afghanistan gli stati uniti d'america hanno dovuto inventare un nemico. E lo hanno combattuto eccome! Grandi anche i risultati... E' colpa dell'asimmetria delle guerre di questi secoli bui... Ma chi è il nemico contro cui una certa Italia risorta deve combattere? Mi inquieta la risposta.... Se fosse l'italia monarchica social-fascista del ventennio, il nemico sarebbe...?  La democrazia (che è già abbastanza malata di suo) E i combattenti...cioè gli italiani convinti della bontà della risorta Italia, chi sarebbero? Siamo un Paese di vecchi...non mi pare ci sia questa grande massa pronta a sacrificare la vita...neanche per il nuovo ducetto Salvini, neanche per Borghezio, tanto meno per gli orfani di Hitler e Mussolini... 3) Vinci! Ogni volta che c'è una guerra, ma anche una competizione qualsiasi... il principio decoubertiano non è preso mai in considerazione, ovviamente. Ma come in ogni competizione bisogna ricordarsi che c'è anche l'altro...il concorrente o il nemico (se proprio vogliamo la guerra). Il problema è che la vittoria non è mai scontata. E molto spesso lo studio degli effetti a breve, medio e lungo termine delle guerre ci insegna che alla fine tutti perdono. Se lasciamo perdere ogni propaganda...Dov'è la vittoria? Specie poi se il nostro alla fine è un popolo (anzi una moltitudine di popoli...) e quindi un esercito di persone in là con l'età, mai d'accordo su qualcosa in percentuali significative, formato (anzi disinformato) dalla televisione...e cui comunque "gli piace vincere facile!" imbrogliando anche a briscola.
E non siamo neanche in grado di fare la manutenzione del territorio o rendere efficiente il trasporto delle merci o di offrire servizi integrati ai milioni di turisti che ogni anno -e mi stupisce sempre- invadono l'italia perchè "è il Paese più bello del mondo..." "It is the best Country in the world!" "es el país más hermoso del mundo!" ecc...  Ma allora, non è morta?!!! quindi...casca l'asino. E solo pura provocazione...contro il nemico più vicino al confine?

venerdì 29 maggio 2015

Immigrazione e accoglienza: i volontari di Gorizia evidenziano nuove criticità. Ma sono quelle di sempre.



I volontari che operano accanto alla Caritas di Gorizia segnalano l’ennesimo allarme accoglienza:in tre soli giorni sono giunte una cinquantina di persone, attualmente abbandonate a se stesse e senza rifugio per la notte,nella quasi totalità ignare della lingua inglese. Difficoltà crescenti ad operare senza risorse e senza supporto dell'istituzione pubblica. 

 

La nota inviata alla stampa dal gruppo di volontari che opera accanto a Caritas di Gorizia. 


Nella serata di ieri sono arrivati a Gorizia altri  24 richiedenti asilo. Forse qualcuno in più.  Per queste persone la Caritas diocesana non ha potuto far altro che fornire ad ognuna due coperte, di cui una termica, e qualcosa da mangiare. Non ci sono possibilità di accogliere, nel rispetto di elementari normi igieniche e di quel minimo di decoro che è dovuto ad ogni essere umano, queste persone in nessun locale coperto. Anche la fornitura di cibo sta diventando sempre più difficile in termini organizzativi e finanziari.

I nuovi arrivati hanno trascorso la notte insieme agli altri richiedenti che non hanno alloggio e assistenza, in balia dell'ordinanza antibivacco con cui si è creduto di poter volatilizzare nel nulla uomini in carne e ossa: 54  persone, in soli tre giorni, per i quali non ci sono servizi igienici e non ci sono altri posti dove stare se non nei parchi cittadini e lungo il fiume.

#noBiomasseGo.Domani, 30 maggio, ore 17, manifestazione pubblica.

Un corteo partirà poco dopo le 17 dall'area dell'ex McDonald's e raggiungerà la zona pedonale di Corso Verdi dove, durante la giornata, proseguirà la raccolta di firme.


 

Sabato 30 maggio, i cittadini che condividono le preoccupazioni e le istanze di partecipazione pubblica sulla centrale a biomasse di via Trieste e sull'interezza del progetto industriale che la ricomprende, sono invitati dal Coordinamento #noBiomasseGo al corteo che attraverserà la città per raggiungere la zona pedonale di Corso Verdi: appuntamento alle 17, nell'area antistante l'ex Mc Donald's, alle cui spalle dovrebbe essere innalzata la prima delle due centrali a biomasse previste, già autorizzata.
Durante la giornata di sabato, inoltre, proseguirà, sempre in Corso Verdi, la raccolta di firme indetta per quantificare e rappresentare il dissenso dei residenti nei quartieri di Sant'Andrea, Sant'Anna e Campagnuzza e di tutta la cittadinanza su una questione di cui si lamenta mancanza di trasparenza, di attenzione per gli interessi generali della comunità, di considerazione degli aspetti che riguardano la tutela della salute, dell'ambiente in cui risiediamo e dei diritti dei cittadini.
Il Coordinamento #noBiomasseGO è formato da:
Comitato Cittadini Sant'Anna-Sant'Andrea-Campagnuzza, Essere Cittadini, Forum per Gorizia, Legambiente Gorizia, Blog Piazza Traunik, Circolo culturale Štandrež,  S.S. Juventina v, S.K.D. Oton Zupancic.

Medico e scrittore, togolese e italiano: Kossi Komla-Ebri, sabato a Gorizia.



Nell’ambito del progetto Voci migranti tra l´integrazione e il co-sviluppo - Scritture migranti  è stato organizzato un incontro con Kossi Komla-Ebri,  sabato 30 maggio, nella sala Open Art Space di via Diaz 6, alle 18.00.



La lingua italiana per i migranti è una scelta, non un’imposizione come l’inglese o il francese nei paesi d’orgine:  parlando l’italiano non dobbiamo dimostrare niente, solo comunicare, rinascere. Siamo come uccelli migratori: arrivati qui con le penne malconce, rinascere in un’altra lingua ci consente di far ricrescere nuove piume e ci permette di tornare a volare.  
L’ha detto Kossi Komla-Ebri, medico e scrittore italo-togolese, autore di una serie di libri sul tema della integrazione e  delle identità plurali delle società multiculturali. Nell’ambito del progetto Voci migranti tra l´integrazione e il co-sviluppo - Scritture migranti  è stato organizzato un incontro con Kossi Komla-Ebri,  sabato 30 maggio, nella sala Open Art Space di via Diaz 6, alle 18.00:  letture da alcuni suoi lavori e dibattito per approfondire la letteratura degli autori di origine straniera che scrivono in italiano ma anche per riflettere su integrazione e discriminazione razziale.
Nella prefazione del libro  Imbarazzismi, una raccolta di aneddoti divertenti e  amari e folgoranti, arma gentile ma efficace contro il razzismo latente,  Cécile Kyenge  ha scritto che ogni nero che vive in Italia ha un proprio ricco repertorio di “imbarazzismi”.  Ovvero situazioni che non rientrano nei casi di discriminazione crudele, violenta o quantomeno intenzionale, ma piuttosto episodi di razzismo di piccolo calibro, che avvengono senza che il loro autore se ne sia reso propriamente conto,  lapsus freudiani che svelano giudizi e pregiudizi rimossi.  Feriscono comunque le loro vittime.
L’iniziativa è organizzata da  Euroafricando, organizzazione Afro Europea di cooperazione e solidarietà in collaborazione con l’associazione Kulturhaus Görz e con il contributo dell’8xmille della Chiesa Valdese.

giovedì 28 maggio 2015

Coordinamento #noBiomasseGo dal presidente della Provincia. Il 30 maggio corteo per manifestare contro la centrale a biomasse. E non solo

Significativo incontro dei rappresentanti delle diverse identità che compongono il Coordinamento con il presidente Enrico Gherghetta: annunciato il corteo di protesta dei cittadini, sabato, con inizio alle 17.00, dall'ex mcDonald. Un dibattito è possibile, a patto che, secondo i cittadini, le valutazioni tecnico- scientifiche tengano conto degli interessi diffusi e dei valori prioritari da tutelare, che siano integrate dalla visione complessiva del progetto industriale, che siano  predisposti subito opportuni monitoraggi sull'inquinamento atmosferico oggi esistente. Sopra tutto, il principio di precauzione e di prevenzione e il riconoscimento del diritto alla tutela della salute e all'ambiente quale limite ai principi di iniziativa privata.


di Martina Luciani




Gli enti competenti ad esprimersi nella cornice della Conferenza dei servizi hanno preso in considerazione l’impatto ambientale che deriva dalla somma dell’attività dei singoli impianti -  riciclo alluminio e due centrali a biomasse – che compongono l’unico progetto (seppur spacchettato, com’è uso in Italia nonostante le sanzioni europee) chiamato Tre tonalità di verde, inserito come un cuneo tra i quartieri cittadini di Sant’Andrea, Sant’Anna e Campagnuzza?
Esiste un monitoraggio sulla situazione attuale della qualità dell’aria della città, rispetto il quale considerare il futuro contributo dei tre impianti?
L’esercizio della discrezionalità della pubblica amministrazione nel ponderare gli interessi contrapposti nei procedimenti autorizzativi di questi impianti ha considerato le istanze della popolazione coinvolta ed ha inserito il principio di precauzione e prevenzione quale elemento ineludibile di valutazione? Cioè, esiste o è puramente teorica l’assunzione di responsabilità amministrativa in ordine alla rappresentazione degli interessi diffusi? Insomma, sappiamo ancora perseguire l’interesse generale e i precetti costituzionali nel progettare lo sviluppo di un territorio?
Sono alcune delle domande che i rappresentanti dei cittadini e delle associazioni goriziane riunite nel Coordinamento #noBiomasseGo hanno posto al presidente della Provincia Enrico Gherghetta nel corso di un incontro che ha anticipato cronologicamente la seduta della Conferenza dei servizi sul tema, in programma per oggi. 

lunedì 25 maggio 2015

Centrale a biomasse. Italia dei Valori: invito alla Giunta provinciale, sulle questioni ambientali non si viene a patti.

Afferma Stefano Abrami, referente provinciale di IDV e consigliere comunale a Gorizia: il progetto biomasse in via Trieste porta vantaggi esclusivamente all'imprenditore privato e produce pesanti oneri pubblici. Niente trattative su salvaguardia dell'ambiente, tutela del cittadino, trasparenza e partecipazione ai processi decisionali. Il testo della nota.



Sull’insediamento della centrale a biomasse in via Trieste, al di là delle motivazioni ed argomentazioni già ampiamente sottolineate, riteniamo di dover evidenziare un aspetto fondamentale: si tratta di un progetto animato da un interesse squisitamente privato, sebbene del tutto legittimo, in quanto destinato a portare vantaggi esclusivamente all’imprenditore a fronte di pesanti oneri pubblici di vario genere.
Si va dai costi tipicamente ambientali (già certificate dai pareri tecnici di A.S.S. e ARPA le emissioni inquinanti in atmosfera e l’inquinamento acustico) ai rischi per la sicurezza e l’incolumità di cose e persone (altrettanto richiamati nelle relazioni di RFI e VVFF), per arrivare ai costi economici del sistema di incentivi e contributi destinati all’insediamento, ma a carico evidentemente del cittadino.
Su quest’ultimo punto non è stato reso noto il piano finanziario alla base dell’iniziativa, per cui non si conosce a quanto ammonti l’apporto dell’imprenditore e quali siano i fondi pubblici di cui beneficia, tanto per l’insediamento quanto per il funzionamento.

#noBiomasseGo incontra i cittadini: gazebo informativo in Corso Italia il 26 maggio.



Le iniziative del coordinamento cittadino‪ #‎noBiomasseGO proseguono, affiancando agli incontri dedicati all’approfondimento tecnico/giuridico della vicenda che interessa direttamente i quartieri cittadini una serie di azioni rivolte al pubblico e agli interlocutori delle pubbliche amministrazioni coinvolte: una giornata informativa domani e una marcia di sensibilizzazione il 30 maggio.




 
Tra le esigenze  rispetto le quali  i cittadini di Gorizia lamentano mancate risposte c’è quella della trasparenza e dell’informazione sulla realizzazione della centrale a biomasse in città, inserita in un progetto che comprende anche, già autorizzati , un impianto per il recupero dell’alluminio e un’altra centrale a biomasse. Quindi, per informare le persone e per evidenziare la necessità di un coinvolgimento della popolazione in scelte di politica industriale/energetica  e pianificazione territoriale che coinvolgono direttamente la popolazione, #noBiomasseGO ha organizzato per  martedì 26 maggio, lungo l’intera giornata, un punto di incontro  in Corso Italia n. 55, sul viale pedonale all'altezza del palazzo della Provincia.
Tra le iniziative avviate dal coordinamento, verrà anche illustrata e pubblicizzata la camminata di sensibilizzazione sulla questione dell’impianto a biomasse, prevista per il 30 maggio, con partenza dal parcheggio ex McDonald  e arrivo nella zona pedonale di Corso Verdi.
Il coordinamento #noBiomasseGO è composto da Comitato Cittadini Sant'Anna-Sant'Andrea-Campagnuzza, Essere Cittadini, Forum per Gorizia, Legambiente Gorizia, Blog Piazza Traunik, Circolo culturale Štandrež,  S.S. Juventina v, S.K.D. Oton Zupancic.

domenica 24 maggio 2015

Stefano Abrami, referente provinciale IDV, e Edoardo Grassi, hanno ideato e reso grafica l'emozione di noi tutti in questi giorni.


PD di Gorizia:se la Giunta comunale sostiene i fascisti del III millennio, deve dimettersi.

La città ha bisogno di unità, non di estremismi,
dichiara Giuseppe Cingolani, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale. Il comunicato stampa.



Che Silvana Romano, assessore del Comune di Gorizia, salga sul palco di Casapound ed esprima sostegno e vicinanza nei confronti del movimento d'ispirazione neofascista venuto a manifestare in città, è inaccettabile. Rivolgeremo immediatamente un'interrogazione al Sindaco, affinché ci dica se il gesto dell'assessore esprime la posizione dell'intera Giunta: assistiamo a una deriva dell'Amministrazione comunale verso posizioni della destra estrema?
Sarebbe umiliante per Gorizia, e in questo caso tutta la Giunta dovrebbe dimettersi: la città ha bisogno di unità, non di estremismi, richiede urgentemente progetti e idee per il futuro, non derive nostalgiche verso un terribile passato.
Una cosa è affermare la libertà di chiunque di esprimere e manifestare le proprie idee, nel rispetto degli altri e della legge. Tutt'altro è partecipare al corteo e al comizio di Casapound, esprimendo attiva solidarietà verso un movimento i cui esponenti si autodefiniscono “fascisti del terzo millennio”.