domenica 6 luglio 2014

Rubare per fame



Pare impossibile, ma succede…

di Diego Kuzmin 


Letto su Il Messaggero Veneto del 4 luglio:

CERVIGNANO. Episodio a dir poco movimentato, ieri mattina, verso le 12, al supermercato Coopca di via XXIV Maggio al civico 4, poco distante dal centro della cittadina. Una donna di 30 anni, residente a Cervignano, in difficoltà economica, ha rubato otto confezioni di pomodori pelati da uno scaffale del supermercato. Stando a quanto riferito, la trentenne, che ha perso il lavoro, sta attraversando un periodo di grave difficoltà economica. Esasperata, avrebbe cercato di rubare perché non aveva i soldi per comperare i pelati. Sul posto sono arrivate le forze dell’ordine, contattate dalla titolare del Coopca. Il valore del furto ammonterebbe a circa 7 euro. La trentenne è stata denunciata all’autorità giudiziaria per rapina.

Che dire, una vergogna, l’atteggiamento dei responsabili della Coopca, che poi sarebbe quanto rimane della Società Anonima Cooperativa di Consumo Carnica, nata il 29 aprile del 1906, a Villa Santina, con evidenti intenti sociali di cooperazione e solidarietà. Una vergogna questo atteggiamento punitivo nei riguardi di chi non si può permettere, invece della giusta misericordia che dovrebbe essere il sentimento umano che in casi come questo dovrebbe avere luogo. Una vergogna, per 7 euro di pelati. Il messaggio qual’è? Boicottare la CoopCa e tutte le grandi distribuzioni, che denunciano chi ruba per fame!!

venerdì 4 luglio 2014

CIE, diritti umani negati.Intervento dell' Associazione radicale di Gorizia "Trasparenza è partecipazione" .



L'avvocato Marzia Pauluzzi interviene nel dibattito sulla riapertura del CIE di Gradisca d'Isonzo e sulle dichiarazioni del Prefetto di Gorizia. Pubblichiamo la sua nota "Carceri o CIE, è sempre questione di diritti umani negati."

Le sconcertanti parole del sig. Prefetto di Gorizia, rappresentante del Governo sul territorio, testualmente riportate dal dott. Covaz nell'articolo apparso qualche giorno fa, costringono  - chi da tempo denuncia le inumane condizioni di detenzione cui lo Stato costringe le persone private della libertà e ristrette - a proporre una riflessione pubblica.
E' importante si sappia che all'interno dei CIE, che sono veri e propri luoghi di detenzione,  si accede senza aver necessariamento commesso reati, né gravissimi né lievi, per il solo fatto di non possedere, o non possedere più, un regolare titolo di soggiorno: e così accade che vengano rinchiusi al CIE anche persone che per anni hanno regolarmente soggiornato in Italia, con permesso di lavoro, lavorando regolarmente, pagando imposte e contributi.

CIE di Gradisca d'isonzo: mistificazione e disinformazione.


Scrive  la Tenda per la Pace e i Diritti sulla pagina web di Progetto Melting Pot Europa : "Il ruolo dell’informazione nel giustificare le politiche securitarie degli ultimi governi in materia di immigrazione (alimentando un clima di disinformazione e paura assolutamente incomprensibile) è assolutamente primario, e pertanto sentiamo di dover proporre un’analisi ragionata di quanto letto nell’articolo de Il Piccolo."


Tra gli approfondimenti:  "Al CIE di Gradisca ci sono stati inoltre anche tentativi di suicidio, c’è chi ha provato ad impiccarsi, chi si è tagliato le vene e chi ha ingurgitato grandi quantità di psicofarmaci. La sofferenza portata dalla detenzione non può essere banalizzata o svilita a mera strategia di fuga. All’uscita da una visita il responsabile del Dipartimento di Salute Mentale ha dichiarato "Non vedevo persone ridotte in questo stato dall’ultima volta in cui sono entrato in un manicomio, è terribile".
Sulla posizione del Governo. "E’ curioso che Il Piccolo abbia riportato frasi che il Ministro Alfano non ha mai pronunciato, quando a chiunque era accessibile da subito il video della sua udienza presso il Comitato (e non Commissione) parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione da cui si evinceva chiaramente che quell’annuncio non era mai stato fatto.

Acque: in Italia il business e l'impatto ambientale di quelle minerali e in Europa l'indagine sull'acqua potabile.



L'Europa chiede a cittadini informazioni e opinioni sulla qualità e sulla gestione dell'acqua potabile: rispondiamo al questionario on line.
Legambiente e Altreconomia: troppe bottiglie d'acqua minerale e concessioni a canoni stracciati.


 

Legambiente e Altreconomia hanno recentemente calcolato che l'acqua in bottiglia viene mediamente venduta a un prezzo di 0,26  euro al litro, mentre alle Regioni le aziende imbottigliatrici pagano  in media 1 euro ogni 1.000 litri, ovvero un millesimo di euro per  litro imbottigliato, con ampi margini di guadagno. Anche considerando che il profitto delle aziende si fonda su un bene pubblico, i canoni di concessione delle acque minerali sono ancora troppo bassi, ne beviamo sempre di più, ma aumenta anche l'impatto ambientale. Questi sono alcuni dei dati  ottenuti dalla ricerca “Regioni imbottigliate” effettuata da Legambiente e Altreconomia.

giovedì 3 luglio 2014

Il CIE riapre? Incauto e inopportuno gossip estivo o fuga di notizie?



Appello ad Angelino Alfano: una conferenzina stampa per chiarire non ci starebbe male. Anche per correggere il tiro e l’intonazione delle dichiarazioni rilasciate dal prefetto di Gorizia al giornale locale.

di Martina Luciani

Il CIE di Gradisca d’Isonzo riapre. Lo sostiene alcuni giorni fa  Roberto Covaz sulla cronaca de Il Piccolo, pur velando l’informazione con le opportune accezioni dubitative, visto che Angelino Alfano, nel bene e nel male pur sempre ministro degli interni in carica, ha detto, anche recentemente, che il CIE resta chiuso. Il tutto in un contesto fantascientifico, dove un prefetto, quello di Gorizia ( che sta traslocando a fare il commissario prefettizio al Comune di Venezia!) evidentemente ignaro del peso istituzionale del suo ruolo, si piglia con sé un giornalista ed entra con lui a fare un giretto al CIE, proprio mentre veniva negata una visita ad autorità e rappresentanti delle istituzioni. Il prefetto, poi, si esprime in controtendenza rispetto al suo vertice gerarchico ( il ministro) ed elargisce al redattore ( di suo convinto che i reclusi del CIE son tutti criminali e che “Il settore che più angoscia del “nuovo” Cie è quello degli impianti sportivi. Due campetti di cemento dove si può giocare anche al calcio. Anche qui il perimetro è delimitato da travi di acciaio” ) concetti molto poco appropriati in bocca ad un rappresentante del Governo.

mercoledì 2 luglio 2014

Le meraviglie delle erbacee perenni, a Vitovlje.



Il vivaio Trajnice nella vicinissima Slovenia propone una visione del giardinaggio alternativa, fuori alle tendenze della floricoltura massiva: una scelta culturale  prima ancora che aziendale.

di Martina Luciani

Ha la grazia di una fata delle pinete soleggiate, che sono alle sue spalle, a pochi passi: ci appare con il volto incorniciato dall’ombra leggera di un grande cappello di paglia, e la sua salopette verde da giardiniera, nella cornice del suo regno, il vivaio Trajnice Golob Klančič, sulle pendici del grande contrafforte montuoso ,sopra la valle del Vipacco, a Vitovlje. E’ Mojca Rehar Klancic, direttrice del vivaio, laurea in agronomia. Risuona nella sua voce tutta l'armonia dei suoni latini con cui si esprime la botanica classica.
Descrizione  iniziale: ordinate sequenze di piante erbacee perenni, suddivise in grandi terrazzamenti che si affacciano sulla vista mozzafiato della valle  e del mare ben visibile in lontananza.

domenica 29 giugno 2014

Essere Cittadini: il punto nascita non si tocchi. E i politici si dedichino al giardinaggio

L'Associazione Essere cittadini, in una nota del suo presidente Stefano Cosolo, prende posizione a favore del mantenimento del punto nascita dell'ospedale di Gorizia. Dura critica al PD, anche a proposito del Tribunale, e all'intera classe politica che ha governato negli ultimi 30 anni.


Punto nascita come Tribunale, come scuole, come mille altre cose: " Oggi i governi regionali - scrive Cosolo - di destra e sinistra, non solo invocano per i loro interessi di partito la specialità della nostra Regione ma, nello stesso tempo, perseguono con determinazione il progetto dell’eliminazione dalla geografia regionale, della Provincia di Gorizia e, in particolare, della città di Gorizia. Motivo? I territori "di periferia", le "minori realtà locali" sono un intollerabile e insopportabile fonte di sperpero per le avide e insaziabili lobbies politiche più forti. E così tutti a ripetere quell'insopportabile e insignificante frase: "Gorizia non ha i numeri!" Cosolo critica l'intera classe politica goriziana degli ultimi 30 anni. E punta l'indice, per il presente, sul PD. 

Punto nascita di Gorizia: loop con stallo.

Incassiamo la chiusura del sottoutilizzato reparto e puntiamo ad altro. Un pronto soccorso efficiente. Un Tribunale efficiente.

di Martina Luciani

Gorizia è maestra di avvitamenti, di attivazione di considerevoli quantità di energia sul problema del depauperamento e del mantenimento della propria, ormai sbiadita, identità di capoluogo. Piuttosto investire intelletti e tempo sulla proposizione di un ruolo effettivo o sulla creazione di massa critica nel gioco Monopoli della politica regionale o sulla definizione di  funzioni innovative rispetto il territorio regionale.   La storia del punto nascita ne è esempio. La città continua a tempestare su una battaglia evidentemente persa, lo fa senza alcuna reale capacità negoziale sul tema specifico, con vaghe minacce legate al pacchetto di voti rappresentato localmente e pressioni più o meno bipartisan sui delegati politici e sugli amministratori regionali.

Raccolta differenziata: le pretese di Iris



Obbligatorio usare i sacchi marcati Iris: è un abuso

di Marilisa Bombi 


Ma la dirigenza di Iris è consapevole degli abusi che impone ai cittadini obbligandoli ad usare i sacchi a pagamento? Insomma, fino a che punto è legittimo il comportamento degli operatori di Iris che non ritirano il sacchetto se non è quello disponibile soltanto a pagamento?

Perché succede anche che il sacco del tutto trasparente che contiene la plastica, ma non è quello ufficiale, viene lasciato davanti alla porta di casa. In spregio a chi cerca di ottimizzare al massimo le risorse disponibili. Con la conseguenza che si vorrebbe inserire i sacchi in un sacco. Cose dell’altro mondo ….

Insomma, sarà anche corretto individuare i requisiti di conformità del servizio porta a porta (che prevede appunto l’obbligo del sacco ufficiale) come sta facendo la società preposta, ma pare proprio che tale imposizione sia del tutto irragionevole.

Tra l’altro, l’art. 23 del Costituzione considera uno degli aspetti delle prestazioni imposte: il “diritto” a non subire imposizioni tributarie o di altro genere se non in base alla legge. E’ una norma di garanzia, una norma posta a difesa dell’individuo contro interventi arbitrari da parte dello Stato e degli enti pubblici.

mercoledì 25 giugno 2014

OGM, fine degli equilibrismi giuridici. Da oggi coltivare mais OGM è un delitto punibile con reclusione e multa.

La tutela dell'ambiente, della salute, dell'agricoltura tradizionale e biologica, dei diritti delle persone contro la prevaricazione delle multinazionali e dei poteri economici, tutto ciò attraverso lo slogan NO OGM, ha da oggi uno strumento normativo fondamentale:  l'art.8, comma 4,  decreto  n.91, pubblicato oggi in Gazzetta.

di Martina Luciani


In un contesto curioso, cioè la tutela della mozzarella di bufala campana Dop,  il decreto legge 24 giugno 2014 n.91, pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale, stabilisce che chi violi specifici divieti di coltivazioni - il linguaggio normativo, tradotto, significa  mais OGM - commette un delitto punibile con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa da 10 a 30 mila euro. La norma è contenuta all'art.8, comma 4 ( tecnicamente intrusa, ma da accogliere con applausi calorosissimi per quanto l'abbiamo invocata e attesa) e risolve la questione della carenza - sarebbe meglio di dire la non immediata evidenza, in realtà - dell'apparato sanzionatorio a corredo del famosissimo decreto interministeriale del luglio 2013.

Edilizia scolastica: emendamento del centro sinistra per destinare maggiori risorse agli interventi sulle strutture.

Scuole fatiscenti e insicure non solo sono illegali, mettono a rischio la vita dei nostri figli. Figurarsi se consentono il miglioramento dei piani di offerta formativa. I gruppi del centro sinistra in consiglio comunale si fanno portavoce delle richieste ed esigenze dei cittadini e associazioni e chiedono un diverso utilizzo del tesoretto Iris e delle risorse del bilancio previsionale 2014, portando a 850 mila euro gli investimenti sulle scuole.
Gorizia è o no tra i comuni italiani per i quali il Consiglio dei ministri ha previsto una deroga al Patto di stabilità su specifici progetti di edilizia scolastica? Notizia che,  per i due progetti di scuole materne in Vicolo del Mulino e in Campagnuzza, vorremmo sentir confermare ufficialmente.

di Martina Luciani

I conti sono presto fatti e lasciano esterrefatti.
Nel 2013 sono stati stanziati 1 milione e 260mila euro per interventi sulle scuole esistenti. La Giunta per il bilancio del 2014 prevede a questo scopo solo 250mila euro. L'entità dell'ultima cifra è ancora più sconcertante se si consideri che  il “Piano provinciale dell'edilizia scolastica”, reo pubblico dal Comune nel febbraio 2013, calcola in 16 milioni e 625mila euro l'ammontare degli interventi necessari di adeguamento, messa a norma e ristrutturazione degli attuali 24 edifici scolastici di competenza del Comune, tra scuole dell'infanzia, elementari e medie.
La situazione è stata illustrata oggi in una conferenza stampa da Giuseppe Cingolani, affiancato da Rosi Tucci e Stefano Abrami (Gorizia è tua) e Livio Bianchini (SEL).

lunedì 23 giugno 2014

La frustrazione di un magistrato del Tribunale di Gorizia: piuttosto che andare avanti così, chiudete questa sede.


 

 

Un Tribunale come un'azienda: ma non è il caso di Gorizia. Una conferenza per spiegare il ruolo centrale del Palazzo di giustizia in una comunità, il suo valore nelle dinamiche sociali, economiche, territoriali, il suo peso nel sostenere il progresso civile della collettività.

di Martina Luciani

La perseveranza del presidente dell'Ordine degli avvocati di Gorizia, Silvano Gaggioli; le iniziative del sindaco Ettore Romoli; le interpellanze di alcuni parlamentari; la petizione al Parlamento inviata dall'associazione Essere Cittadini; le promesse dei politici: finora nulla è servito ad arrestare l'agonia del Tribunale di Gorizia, né attraverso la riforma della geografia giudiziaria, con l'accorpamento del Tribunale di Palmanova, né attraverso un qualsiasi altro provvedimento diretto a rafforzare l'organico e che consenta alla nostra sede di funzionare dignitosamente.
Questa sera nuovamente se n'è discusso, in occasione dell'incontro
" Un Tribunale efficiente e la sua utilità sociale", organizzato da Silvano Gaggioli che ha chiamato sindaci dell'Isontino, parlamentari e politici ad ascoltare  Giovanni Sansone, Presidente del Tribunale  e 
 Giuseppe Salvo, Procuratore della Repubblica (rispettivamente a sinistra, al centro e a destra nella foto).
Se Gaggioli ha sentito la necessità di richiamare nuovamente l'attenzione pubblica sul concetto proposto evidentemente non è ancora chiara l'importanza, per i cittadini di una città capoluogo e della sua provincia oltre che per i settori economici, del disporre di una sede dove la giustizia sia amministrata con efficienza, dove sia possibile la specializzazione delle competenze e dove l'organizzazione del lavoro sia ispirata da una logica aziendalistica. 

I Radicali di Gorizia chiedono alla Regione l'abolizione dell'indennità di fine mandato.

A fine mandato, sindaci e presidenti delle province hanno diritto, in base ad una norma regionale, ad una indennità pari ad una mensilità per ogni anno di mandato. Appello dei Radicali ai sindaci affinché sostengano la richiesta di abolizione di questo privilegio.



I Radicali dell’Associazione “Trasparenza è Partecipazione” di Gorizia continuano la battaglia di legalità sulla cosiddetta indennità di fine mandato, questa volta puntando direttamente al Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia.
“In questi giorni abbiamo mandato un appello con posta elettronica certificata a tutti i sindaci della Provincia di Gorizia” – spiega in una nota  Michele Migliori, segretario dei Radicali goriziani – “con il  quale chiediamo al Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia di abolire l’iniqua legge regionale circa l’Indennità di Fine Mandato (IFM), che  assegna ai Sindaci ed ai Presidenti di Provincia una indennità corrispondente ad una somma pari ad una mensilità per ogni anno di mandato."
"Ritenendo la suddetta indennità un’inaccettabile spreco di denaro pubblico, soprattutto in un momento di gravissimo disagio sociale ed economico come quello attuale - continua Michele Migliori - crediamo che l’adesione dei Sindaci della Provincia isontina possa essere un grande segnale di trasparenza e legalità, dovuto a tutta la comunità contribuente. Tra due settimane presenteremo la petizione a Trieste con le firme di coloro che vorranno aderire, ed entro il mese di agosto depositeremo a Gorizia la raccolta firme di petizione popolare sull’indennità del sindaco Romoli”. 

domenica 22 giugno 2014

Val Resia: in difesa del torrente, da tutta la Regione.


E’ tempo di ridiscutere cosa sia la sostenibilità ambientale. Anche quando valuteremo il futuro Piano regionale delle acque.

di Martina Luciani
Solstizio d’estate in Val Resia: trascorso a difendere le trasparenti acque del torrente che nasce alle pendici del Canin e insieme il diritto delle persone ( anche e soprattutto quando hanno smesso i panni di elettori) di progettare per se stesse e per i propri figli un futuro che non svenda il patrimonio naturalistico, sul quale si fonda l’identità della comunità stessa, in nome di un ipotetico vantaggio economico.
Questo il senso della manifestazione “Voglio scorrere libera. Giù le mani dal Resia” che ha riunito ieri, 21 giugno, lungo le sponde del torrente - e attorno alla protesta contro i progetti di derivazione elettrica che devasterebbero l’assetto della valle - associazioni, comitati e movimenti a tutela della natura e delle acque della Regione ( incluso il Comitato Isonzo), WWF, Legambiente, Cai, e moltissimi giovani. A testimoniare quanto sia diffusa la consapevolezza che le acque sono innanzitutto una ricchezza pubblica prima di essere una risorsa, tantomeno un’occasione di profitto privato. E che le Valutazioni di impatto ambientale non sono sufficienti a tutelare le aspirazioni delle comunità a progettare e gestire il territorio.

mercoledì 18 giugno 2014

A Mossa si fanno degustazioni di vini in un immobile di proprietà dell'Asl destinato ai malati psichiatrici



di Marilisa Bombi

In provincia di Gorizia, secondo l’Asl, è possibile utilizzare una struttura a destinazione pubblica, e presumibilmente realizzata con fondi regionali, per meri fini economici.
Ed in spregio alla memoria di chi ha fortemente creduto nella possibilità di ridare opportunità lavorative a coloro i quali ricevono cure e assistenza dal Dipartimento di salute mentale che gerarchicamente dipende dalla medesima direzione dalla quale dipende il SERT che si occupa di contrastare l’alcolismo.
Perché nell’immobile a destinazione d’uso B1 e, quindi, per uso pubblico, a Mossa, nell’area denominata “oasi del Preval, Max Krammar” si offrono degustazioni di vini oltre a pranzi e cene e l’organizzazione di eventi fino a tarda notte. Con buona pace di chi ritiene che i cavalli ospitati nell’adiacente maneggio, possano trarre il medesimo beneficio dalla musica di chi è abituato a tirar tardi dove birra e vino scorrono a fiumi. Ma tant’è.

Là  dove doveva nascere un progetto di inserimento lavorativo di soggetti seguiti dal CSM (e pare che ciò non avvenga da tempo e se mai c’è stato le cosiddette borse lavoro si potrebbero contare sulle dita di una mano) si mangia, si beve e si fa festa, con il beneplacito dell’Azienda per i servizi sanitari. Che, ad una richiesta di informazioni a proposito della legittimità di ciò che avviene nel territorio del Comune di Mossa, ha burocraticamente citato leggi, articoli e commi per comunicare che nessun chiarimento è dovuto a chi non ha titolo per ottenerlo. Ed ha concluso  la nota precisando che l’area complessiva è stata affidata, “nell’ambito dell’appalto di servizio avente ad oggetto la riabilitazione delle persone con disturbo mentale, al Consorzio di cooperative sociali “Il Mosaico” che, in virtù della sua natura consortile, ha facoltà di utilizzare le proprie consorziate per la gestione delle attività di cui è titolare”.
Letta la richiesta che è stata inoltrata alla Direzione dell’Asl e letta la risposta della Direzione in questione, c’è qualcun altro, oltre all’autrice di queste brevi note che esprime perplessità e sbigottimento per una vicenda che ha dell’incredibile?
Forse il Comune di Mossa che dovrebbe aver autorizzato l’attività di somministrazione che vi si svolge e l’attività di trattenimento, ma sempre tenendo in considerazione il fine sanitario dell’iniziativa? O forse coloro i quali conservano la memoria storica dell’esperienza del Preval? Forse la Corte dei Conti relativamente ad una struttura utilizzata per fini diversi rispetto quelli per i quali, probabilmente, il contributo regionale era stato concesso?

Leggere come respirare: se leggi bene vivi meglio. Come pietre nel fiume.


Dedicato al romanzo di Ursula Hegi l'incontro di giovedì, 19 giugno, alle 18.30, alla libreria Voltapagina di corso Verdi.


di Martina Luciani


Non è frequente, in un percorso squisitamente romanzesco (che costringe al coinvolgimento emotivo piuttosto che ad una più algida lettura di tipo storiografico)esplorare la situazione del popolo tedesco  nell'elaborazione, da parte delle comunità e dei singoli, di quanto prodotto dal nazismo. La scena di questa analisi è quella di una piccola città sul Reno, circondata dalla distruzione, impregnata dal puzzo dei forni crematori diffuso ovunque e pervasa dal dolore delle perdite causate dalla seconda guerra mondiale, dalla stupefazione, dall'annichilimento. La visione è quella di una bambina, adolescente e poi donna, cui il destino ha donato intelligenza vivissima e insieme assegnato un durissimo compito: imparare a vivere da zwerg. Nano. Per scelta dell'autrice vocabolo al maschile, rispettato e conservato tal quale nella traduzione.
Il nazismo, ispirato da un uomo il cui nome è stato impresso, come un maledetto memento, sui neonati di quegli anni,  ha fatto sparire i tuoi vicini di casa, sterminato conoscenti vicini e lontani, devastato l'assetto sociale in cui generazioni hanno convissuto senza problemi, reso la diversità fisica e l'handicap un abominio da estirpare, costretto i legami di amicizia alla clandestinità, trasformato in tradimento la generosità verso il prossimo e la logica stessa, reso il figlio nemico della sua stessa madre, assassinato la dignità e trasformato tutti, di fronte ai sopraggiunti salvatori/inquisitori americani, in potenziali sostenitori e attivisti del regime, con l'onere e l'umiliazione di dover dimostrare, pur innocenti, la propria estraneità. Perché il nazismo è stato di più e di peggio dell'olocausto. E' stato il martirio delle coscienze e della ragione.
Ma questo è solo uno degli aspetti del complesso intreccio di " Come pietre nel fiume", di Ursula Hegi, il romanzo di cui si parlerà domani sera, 19 giugno, alle 18.30, nell'ambito delle iniziative organizzate dalla libreria Voltapagina, in corso Verdi 54, dedicate alla buona lettura e alle proposte che esulano dalle mode letterarie.

martedì 17 giugno 2014

La Val Resia difende il suo Torrente dall’assalto della speculazione idroelettrica. Giù le mani!


 

Sabato prossimo, 21 giugno 2014, manifestazione “ Voglio scorrere libera…giù le mani dal torrente Resia”, alle 9.00 in località Tigo, a San Giorgio di Resia.  Ha annunciato la sua partecipazione alla passeggiata l’Assessore regionale all’ambiente Sara Vito.
Aderisce all'iniziativa  il "Comitato Isonzo".

 di Martina Luciani

Ormai meno del 10% dei corsi d’acqua alpini si trova allo stato naturale o quasi, il resto del reticolo idrografico è invece compromesso in maniera più o meno elevata a causa di prelievi a fini idroelettrici e irrigui o per inquinamento. Secondo la Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in base all'ultimo aggiornamento disponibile ( dicembre 2011!)   gli impianti idroelettrici esistenti in regione sono 158, e di questi oltre 130 in area montana o pedemontana con una densità per km2 che, rapportata alle esigue dimensioni del nostro territorio, non ha eguali in nessuna altra parte delle Alpi.
Anche il Resia e l’Arzino stanno subendo un incredibile assalto: sono state presentate, per le aste principali,   ben 10 richieste di concessione di derivazione d’acqua a fini idroelettrici, dormienti ad oggi presso i competenti uffici regionali. Nove  provengono da soggetti privati, con nessun beneficio, neanche economico, per le comunità locali.
“La Val Resia  - spiega Anna Micelli Comitato Spontaneo No Centralina Idroelettrica Resia 2 Ponte Rop - non vuole diventare una valle di centraline a cascata, come purtroppo è accaduto in vallate vicine come la Val Raccolana.


lunedì 16 giugno 2014

La Magistratura chiamata a valutare le semine OGM in Friuli Venezia Giulia.

Esposto presentato oggi, dai deputati di SEL Serena Pellegrino e Franco Bordo, alle Procure della Repubblica di Pordenone e Udine: sancire l'illegittimità delle coltivazioni significa ripristinare la tutela del diritto all'ambiente e alla salute.


Quest’oggi, i  deputati di Sinistra Ecologia Libertà Serena Pellegrino, componente della Commissione Ambiente e Franco Bordo, componente della Commissione Agricoltura, hanno presentato alle Procure della Repubblica di Pordenone e di Udine un esposto per chiedere  se sia ravvisabile  ipotesi di reato nelle avvenute semine di mais Ogm nelle campagne di Vivaro,  Mereto di Tomba e Colloredo di Montalbano.
“ L’apparato normativo su cui possiamo far conto nel rivolgerci alla Magistratura – ha dichiarato Pellegrino in conferenza stampa, a Udine – è una costruzione solida e non ci sono passaggi segreti e porte di servizio per interpretazioni  che si discostino dal divieto di coltivare mais OGM in Friuli Venezia Giulia e in Italia. Dico questo perché le norme nazionali e quelle regionali si incastrano l’una nell’altra senza  falle, e l’interrogazione parlamentare presentata recentemente da Franco Bordo ha illustrato perfettamente il meccanismo di cui disponiamo.  Ulteriore conferma di questa situazione è giunta proprio nei giorni scorsi  da Palazzo Spada, attraverso il rigetto dell'istanza di sospensiva della sentenza del Tar del Lazio con la quale due mesi fa è stato bloccato l'ennesimo assalto al divieto di coltivazioni transgeniche stabilito con decreto interministeriale  a luglio dell’anno scorso. ”

domenica 15 giugno 2014

Iniziativa del Forum Cultura sul disagio mentale

 

Martedì 17 giugno 2014, alle ore 18.00, incontro con la psichiatra Assunta Signorelli.

 

Su iniziativa del Forum Cultura, martedì sera, nel giardino Faber accanto alla Sinagoga, la psichiatra Assunta Signorelli svilupperà in un incontro pubblico il  tema: Persone e servizi. Il ruolo dell'istituzione nel sostegno ai soggetti con disagio mentale: strutture, strumenti, e
competenze professionali.
La proposta del Forum, nell'offrire agli operatori del settore un momento
di condivisione e confronto di esperienze diverse, intende favorire la conoscenza della problematica ad un pubblico allargato ed è rivolto a tutti i cittadini interessati.
La psichiatra Assunta Signorelli, impegnata già negli anni Settanta come volontaria al seguito di Franco Basaglia nel manicomio di Colorno e in quello di Trieste, partecipò al lavoro di smantellamento dell'OPP  di Trieste e all'apertura, nel 1980, del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Trieste, caratterizzato sin da subito come servizio senza mezzi di contenzione e a porte aperte.  E' stata co-fondatrice della Cooperativa Sociale “Il Posto delle Fragole”, tuttora attiva a Trieste. Ha diretto e seguito progetti a favore di nomadi e donne migranti, si è occupata della
questione femminile in salute mentale. È stata dirigente dei Dipartimenti di Salute Mentale di Siena e  di Trieste. Oltre a lei interverranno qualificati operatori professionali del passato e del presente dei "centri" di Gorizia, Udine e Ajdovščina.