Sulla sicurezza degli
edifici scolastici occorre trasparenza: i sindaci subentrano alla Provincia e diventano responsabili di tutte le strutture scolastiche, gli utenti abbiano accesso ai documenti di valutazione dei rischi ( agibilità statica, prevenzione incendi, il libretto dell'impianto termico, ecc.).
La nota di GO Possibile.
Il terremoto del 24 agosto ha
ridestato l'attenzione dei media sul problema del rischio sismico delle
strutture scolastiche. Non possiamo dimenticare che il territorio isontino ricade tra le zone a
rischio sismico, in particolare, in una scala che va da 1 a 4, nella fascia
“Zona sismica 2”, ovvero “Zona con pericolosità sismica media dove possono
verificarsi terremoti abbastanza forti” (il Comune di Amatrice, tanto per fare
una comparazione, rientra nella zona sismica “1” ovvero “Zona con pericolosità
sismica alta, zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti”).
Secondo la
normativa vigente vi è l'obbligo di compiere le verifiche di vulnerabilità
sismica su tutti gli edifici, ciò significa che gli edifici che ospitano plessi
scolastici devono essere assoggettati ad accertamenti tecnici che tengano conto
del comportamento della struttura principale
(dalle fondazioni, fino alla copertura) e di tutti gli aspetti
riguardanti la sicurezza (la stabilità) di elementi non strutturali
(controsoffitti, impianti, corpi illuminanti, scaffalature, comignoli, ecc.).
All'inizio
dell'anno scolastico 2016/2017 Go Possibile si rivolge ai Sindaci dei Comuni dell'isontino,
enti locali che, in conseguenza dell'abolizione delle Province, sono diventati
competenti e responsabili di tutte le strutture scolastiche presenti nel
territorio comunale, per chiedere di informare i genitori, in modo trasparente
e chiaro, dello stato in cui versano gli edifici che ospiteranno i loro figli.
