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giovedì 17 marzo 2016

Bookcrossing: ovvero trasforma il mondo in una biblioteca



Investimento culturale o soldi buttati al vento? La Provincia di Gorizia fa il bilancio del "suo" Bookcrossing.


di Marilisa Bombi


Mi è sempre piaciuta molto l’idea del libro circolante ed ho da tempo aderito al progetto mondiale di bookcrossing anche se, a dire il vero, non ho mai costretto alcuno a registrarsi nel sito, segnare dove l’ha trovato, dove l’ha lasciato e via dicendo. Preferisco, insomma, il bookcrossing easy. Ho abbandonato, infatti, e senza formalità alcuna, moltissimi libri sulle panchine di corso Italia e, proprio due giorni fa, “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello, sul tavolino del bar da Titta a Sant’Anna. Bookcrossing significa condivisione di libri, significa leggere un libro e poi decidere di abbandonarlo, per permettere ad altri di leggerlo, di provare emozioni.

martedì 29 dicembre 2015

Three shades of green: Procura pensaci tu!



Il comitato #nobiomasseGO ha consegnato, ufficialmente, alla Procura di Gorizia la segnalazione relativa al progetto ”Three shades of green” dell’impresa goriziana Rail services srl. Lo informa un comunicato diffuso stamani e che viene riportato, integralmente, in fondo pagina.

 

di Martina Luciani


In merito al progetto della Rail Services Srl,  il lavoro svolto dal Comitato non poteva avere un epilogo diverso. Dopo mesi di ricerca, studio, analisi e approfondimento il paradosso è innegabile: come è possibile negare ciò che è evidente,  e cioè che la collocazione del previsto impianto di trattamento rifiuti di alluminio è in un’area incompatibile dal punto di vista normativo?  A corollario: come è possibile che il Presidente della Provincia , sollecitato dal Comitato ad annullare l’autorizzazione rilasciata alla Rail Services sulla base di un presupposto errato, abbia rimandato al mittente la richiesta basandosi su una dichiarazione del Comune che non riguardava il motivo del contendere?
Riguardo al Comune di Gorizia tre sono le questioni rilevanti attinenti la complessa vicenda.
La prima è che ha indotto in errore la Provincia tacendo un aspetto sostanziale, ovvero che nella zona individuata dalla Rail services non sono ammessi impianti di trattamento rifiuti speciali.
La seconda (che ha dell’incredibile) è la dichiarazione di sostegno alle iniziative del comitato, pubblicamente resa dal Sindaco Romoli, in disaccordo con la maggioranza dei consiglieri, al termine di una sofferta discussione a proposito del progetto dell’imprenditore goriziano. Ma se il Sindaco condivideva la tesi del Comitato perchè non ha imposto agli uffici di agire in conseguenza o perlomeno non ha acquisito un parere di terzi  rispetto il quale confrontarsi?
La terza, la più complessa, investe responsabilità politiche ataviche. E’ sufficiente leggere i verbali delle sedute del Consiglio comunale, in occasione delle quali l’organo elettivo rappresentativo della comunità cittadina  avrebbe dovuto esprimere formalmente un parere, a proposito di uno dei due impianti biomasse facenti parte del progetto Three shades of green, per valutare l'operatività dell'organo elettivo e dell'esecutivo, e comprendere quindi quali siano i rapporti interni alla PA tra amministratori e dirigenza. La segnalazione alla Procura della Repubblica  espone anche le criticità rilevate a proposito della variante 36 a PRGC del Comune di Gorizia, del primo impianto di trattamento dell’alluminio end of waste, delle centrali a biomasse sud e nord, dei progetti di teleriscaldamento.  Verrà inviata anche al Ministero della Salute.

IL TESTO DEL COMUNICATO.


L’autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Gorizia per l’impianto di trattamento rifiuti di alluminio, il 13 maggio 2015,  è illegittima perché si basa su presupposti errati (l’ubicazione in centro abitato e l’inesistenza delle condizioni per applicare una eventuale deroga) ? Ed ancora, il rilascio delle autorizzazioni per i due impianti biomassa Nord e Sud è stato preceduto da una accurata ponderazione degli interessi contrapposti, ovvero l’interesse economico della impresa proponente e la tutela della salute dei residenti? Ed i soggetti che hanno partecipato alla Conferenza dei servizi convocata ai fini del rilascio dei titoli autorizzatori erano stati legittimamente investiti del potere di rappresentare l’Ente? La tipologia di attività industriale che dovrebbe venir svolta dalla Rail Services è ammissibile nel centro cittadino in base alla classificazione del Ministero della salute?
Sono questi alcuni dei punti che il Comitato #noBiomasseGO  ha segnalato alla Procura di Gorizia in una dettagliata relazione di circa 20 pagine consegnata stamane negli uffici del Tribunale di Gorizia.
Il comitato, sorto inizialmente al fine di chiedere trasparenza sull’iter procedimentale del complesso progetto industriale Three shades of green della impresa cittadina Rail services, che prevede la realizzazione di due impianti a biomassa al fine di alimentare un impianto di trattamento rifiuti speciali per il recupero di alluminio, ha cercato, in ogni modo, di chiedere alle istituzioni preposte di annullare in autotutela l’autorizzazione per lo stabilimento indicando, con precisione, a Comune e Provincia, i motivi della sua presunta llegittimità.
Ma a fronte del muro opposto ad ogni pur possibile intervento amministrativo, il Comitato non ha avuto altra possibilità che segnalare la vicenda alla Procura cittadina perché la stessa possa valutare se nel complesso iter procedimentale che ha accompagnato l’emanazione degli atti per l’attuazione del progetto della Rail Services, sono state, o meno, violate delle norme e se vi siano responsabilità  da attribuire per tali violazioni.
La segnalazione del comitato espone a tale scopo anche le criticità rilevate a proposito della variante 36 a PRGC del Comune di Gorizia, del primo impianto di trattamento dell’alluminio end of waste
( autorizzazione il 4 aprile 2014) , delle centrali a biomasse sud e nord, dei progetti di teleriscaldamento.  

martedì 6 ottobre 2015

#NoBiomasseGo, localizzazione impianto trattamento rifiuti per il recupero dell'alluminio e dialogo tra sordi.


La Provincia respinge la richiesta di annullamento dell’autorizzazione (presentata dal Comitato #NoBiomasseGo) concessa alla Rail Services Srl per la realizzazione di un impianto trattamento rifiuti di alluminio in via Trieste: dialogo tra sordi o tra enti che si considerano al di sopra della legge?


di Martina Luciani

Si presta alle più diverse interpretazioni la situazione che vede Comune e Provincia palleggiarsi la responsabilità di una autorizzazione che è stata rilasciata sulla base di presupposti errati, sui quali tutt'ora il comitato #noBiomasseGo non ha ricevuto una risposta soddisfacente a inquadrare la questione.
Dice la Provincia, rivolgendosi al Comitato: “La vostra istanza di annullamento si basa sul presupposto che l’impianto trattamento rifiuti ricada all’interno del centro abitato di Gorizia e, quindi, in una zona nella quale il piano regionale non ammette impianti tecnologici di smaltimento o di recupero rifiuti. Il Comune di Gorizia, interpellato al proposito, ha confermato che il parere di compatibilità urbanistica rilasciato in seno alla conferenza dei servizi sia da considerarsi pienamente legittimo, pertanto non vi sono i presupposti per procedere ad un annullamento d’ufficio del provvedimento autorizzatorio”.
Ma che cosa c'entri il parere di conformità urbanistica in tutta questa storia non è per nulla chiaro, anzi fuorviante. Perché è un modo per non rispondere al quesito specificatamente posto: è stata accertata l’esatta ubicazione del futuro centro di recupero, in relazione al fatto che il piano regionale dei rifiuti speciali non li ammette all’interno del centro abitato così come definito dal codice della strada e determinato dal Comune? Nella relazione dell’Amministrazione comunale redatta da Marco Marmotti e datata 12 gennaio 2015 non c’è alcun riferimento a tale delimitazione. Vorremmo capire perché. E vorremmo capire se lo stare dentro o fuori uno spazio circoscritto per poter realizzare oppure no un impianto di trattamento rifiuti speciali non pericolosi  è un vezzo descrittivo del legislatore o una prescrizione da rispettare.
La risposta del presidente Gherghetta se da un lato, non accoglie la richiesta del Comitato di procedere all’annullamento dell’autorizzazione illegittimamente rilasciata perché basata su un presupposto errato,  dall’altro non fornisce nemmeno alcuna risposta all'ulteriore questione, e cioè che le deroghe, di competenza della Provincia, possono essere concesse ( lo dice la legge regionale, non il comitato) soltanto in vigenza di un piano approvato. E la Provincia di Gorizia non ce l’ha.
Il Presidente Gherghetta ha inviato la risposta anche alla Regione, con ciò coinvolgendo formalmente la Presidente Serracchiani, che sprovveduta non è. Con la conseguenza che un suo intervento è prevedibile o quantomeno auspicabile, perlomeno ai fini di escludere ogni ipotesi di condivisione di responsabilità in relazione al fatto che parte del procedimento relativo all’impianto di trattamento rifiuti è stato istruito anche dai suoi uffici.

mercoledì 17 giugno 2015

Centrale a biomasse Nord e Giunta provinciale: autorizza, autorizza con prescrizioni, non autorizza?



Quanto vale nel percorso
autorizzativo la rappresentazione
degli interessi diffusi
dei cittadini? Quanto vale la carta "teleriscaldamento" nella considerazione dell'impatto ambientale e nell'immaginario collettivo?


di Martina Luciani


Questione centrale a biomasse: a che punto siamo, visto che dichiarazioni e atteggiamento del presidente della provincia di Gorizia fanno presumere che la pronuncia favorevole della Conferenza dei servizi costituisca il punto dirimente della questione e induca ( nuovo termine di diritto amministrativo coniato apposta per questa vicenda) la Giunta ad esprimere l’Autorizzazione unica?  Nonostante  il no del Comune di Gorizia ( nessuna disposizione di legge prevede che il Comune debba esprimere una parere di compatibilità urbanistica mentre è evidente che gli compete una valutazione complessiva di rilevanza politica inequivocabile).
Le prospettive non sono mica molte, in effetti.

martedì 5 maggio 2015

Carso 2014. Un paradiso per i progettisti e i comunicatori. E poi?




Riflessioni sui risultati finora ottenuti da Carso 2014, operazione a quanto pare più mediatica che concreta della Provincia di Gorizia. Basta leggere le delibere on line.



 
di Martina Luciani

La Giunta provinciale ha recentemente votato ( il 1° aprile scorso,delibera n.43)  all’unanimità un atto di indirizzo per la ridefinizione dell’Accordo di programma tra la Provincia di Gorizia e la Regione Friuli Venezia Giulia inerente la realizzazione di interventi di recupero storico – culturale e di valorizzazione turistica dei siti legati alla prima guerra mondiale. Questo perché -  semplificando al massimo -i finanziamenti erogati non sono stati utilizzati se non in parte, a partire dal lontanissimo 2009 quando la Regione concesse 4 milioni di euro; e in più, nei meccanismi degli equilibri finanziari cui gli enti sono tenuti,  sono venuti meno gli spazi finanziari a disposizione della Provincia.
Nell’ambito dell’accordo di programma con la Regione ( che prevedeva 3.6 milioni per i lavori e 400 mila euro destinati alla comunicazione) sono state finora riconosciute alla Provincia 7 rate dell’importo totale, inclusa la rata del 2015, per complessivi  2 milioni e 800 mila euro.
Finora, per Carso 2014, è stato speso o impegnato 1 milione di euro: di questi soldi,  50 mila euro sono andati in “lavori”, 300 mila in “ concorso progettazione”, 250 mila in progettazione, e 400 mila in “comunicazione”. Dal 2009 ad oggi? Si cercano chiarimenti sulla filosofia di questa operazione.