Il comitato #nobiomasseGO ha consegnato, ufficialmente, alla
Procura di Gorizia la segnalazione relativa al progetto ”Three shades of green” dell’impresa
goriziana Rail services srl. Lo informa un comunicato diffuso stamani e che viene riportato, integralmente, in fondo pagina.
di Martina Luciani
In merito al progetto della Rail Services Srl, il lavoro svolto dal Comitato non poteva
avere un epilogo diverso. Dopo mesi di ricerca, studio, analisi e
approfondimento il paradosso è innegabile: come è possibile negare ciò che è
evidente, e cioè che la collocazione del
previsto impianto di trattamento rifiuti di alluminio è in un’area
incompatibile dal punto di vista normativo?
A corollario: come è possibile che il Presidente della Provincia , sollecitato
dal Comitato ad annullare l’autorizzazione rilasciata alla Rail Services sulla
base di un presupposto errato, abbia rimandato al mittente la richiesta
basandosi su una dichiarazione del Comune che non riguardava il motivo del
contendere?
Riguardo al Comune di Gorizia tre sono le questioni rilevanti attinenti la
complessa vicenda.
La prima è che ha indotto in errore la Provincia tacendo un aspetto
sostanziale, ovvero che nella zona individuata dalla Rail services non sono
ammessi impianti di trattamento rifiuti speciali.
La seconda (che ha dell’incredibile) è la dichiarazione di sostegno alle
iniziative del comitato, pubblicamente resa dal Sindaco Romoli, in disaccordo
con la maggioranza dei consiglieri, al termine di una sofferta discussione a proposito
del progetto dell’imprenditore goriziano. Ma se il Sindaco condivideva la tesi
del Comitato perchè non ha imposto agli uffici di agire in conseguenza o
perlomeno non ha acquisito un parere di terzi
rispetto il quale confrontarsi?
La terza, la più complessa, investe responsabilità politiche ataviche. E’
sufficiente leggere i verbali delle sedute del Consiglio comunale, in occasione
delle quali l’organo elettivo rappresentativo della comunità cittadina avrebbe dovuto esprimere formalmente un parere,
a proposito di uno dei due impianti biomasse facenti parte del progetto Three
shades of green, per valutare l'operatività dell'organo elettivo e
dell'esecutivo, e comprendere quindi quali siano i rapporti interni alla PA tra
amministratori e dirigenza. La segnalazione alla Procura della Repubblica espone anche le criticità rilevate a proposito
della variante 36 a PRGC del Comune di Gorizia, del primo impianto di
trattamento dell’alluminio end of waste, delle centrali a biomasse sud e nord,
dei progetti di teleriscaldamento. Verrà
inviata anche al Ministero della Salute.
IL TESTO DEL COMUNICATO.
L’autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Gorizia per
l’impianto di trattamento rifiuti di alluminio, il 13 maggio 2015, è illegittima perché si basa su presupposti
errati (l’ubicazione in centro abitato e l’inesistenza delle condizioni per
applicare una eventuale deroga) ? Ed ancora, il rilascio delle autorizzazioni
per i due impianti biomassa Nord e Sud è stato preceduto da una accurata ponderazione
degli interessi contrapposti, ovvero l’interesse economico della impresa
proponente e la tutela della salute dei residenti? Ed i soggetti che hanno
partecipato alla Conferenza dei servizi convocata ai fini del rilascio dei
titoli autorizzatori erano stati legittimamente investiti del potere di
rappresentare l’Ente? La tipologia di attività industriale che dovrebbe venir
svolta dalla Rail Services è ammissibile nel centro cittadino in base alla
classificazione del Ministero della salute?
Sono questi alcuni dei punti che il Comitato #noBiomasseGO ha segnalato alla Procura di Gorizia in una
dettagliata relazione di circa 20 pagine consegnata stamane negli uffici del
Tribunale di Gorizia.
Il comitato, sorto inizialmente al fine di chiedere trasparenza sull’iter
procedimentale del complesso progetto industriale Three shades of green della
impresa cittadina Rail services, che prevede la realizzazione di due impianti a
biomassa al fine di alimentare un impianto di trattamento rifiuti speciali per
il recupero di alluminio, ha cercato, in ogni modo, di chiedere alle
istituzioni preposte di annullare in autotutela l’autorizzazione per lo
stabilimento indicando, con precisione, a Comune e Provincia, i motivi della
sua presunta llegittimità.
Ma a fronte del muro opposto ad ogni pur possibile intervento amministrativo,
il Comitato non ha avuto altra possibilità che segnalare la vicenda alla
Procura cittadina perché la stessa possa valutare se nel complesso iter
procedimentale che ha accompagnato l’emanazione degli atti per l’attuazione del
progetto della Rail Services, sono state, o meno, violate delle norme e se vi
siano responsabilità da attribuire per
tali violazioni.
La segnalazione del comitato espone a tale scopo anche le criticità rilevate a
proposito della variante 36 a PRGC del Comune di Gorizia, del primo impianto di
trattamento dell’alluminio end of waste
( autorizzazione il 4 aprile 2014) ,
delle centrali a biomasse sud e nord, dei progetti di teleriscaldamento.