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lunedì 26 ottobre 2015

Scampare la guerra, progetto didattico e videoinstallazione al Museo Diego de Henriquez a Trieste.

La video
installazione "Scampare la guerra" è stata  realizzata dagli studenti delle Scuole Secondarie di primo e secondo grado di Trieste e Provincia: importante progetto educativo-didattico finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e curato dalla Cooperativa Sociale La Collina. Inaugurazione domenica 8 novembre, al Museo "Diego de Henriquez".



Un centinaio di studenti tra gli 11 e i 18 anni delle scuole medie e superiori di Trieste e provincia hanno realizzato, durante lo scorso anno scolastico, "Scampare la guerra",  un progetto articolato in diverse tappe per approfondire tematiche inerenti alla Grande Guerra con visite nei luoghi della memoria, laboratori storici e rielaborazione finale dei contenuti in filmati ideati e realizzati direttamente da loro. Un modo nuovo ed originale di educare coinvolgendo direttamente i destinatari finali nei processi di didattica. L'inaugurazione è prevista per domenica 8 ottobre, alle 16.30,  nel Civico Museo della guerra per la pace “Diego de Henriquez” in Via Cumano 22, a Trieste. Oltre a poter visionare Scampare la guerra, sarà anche presentata una pubblicazione finale, correlata da uno “speciale” su supporto usb, che raccoglie i materiali dei laboratori e i contributi scientifici dei principali attori del progetto, fra cui Lucio Fabi, storico, autore di significativi studi sulla prima guerra mondiale e collaboratore di importanti musei storici; un compendio sulla Grande Guerra utile anche per l’insegnamento e per chiunque voglia saperne di più.

mercoledì 26 agosto 2015

Domenica del Corriere, settembre 1958: un emozionante articolo da Gabria, di Paolo Caccia Dominioni. Ricordando la settima battaglia dell'Isonzo.

Si intitola "Quella mattina del 14 settembre".
Nell'occhiello:" Oggi tutto è come allora, la casa che fu ospedale è intatta, c'è ancora la glicine, ci sono ancora gli ippocastani e nei tronchi i buchi delle schegge." L'ha scritto Paolo Caccia Dominioni nel 1958, tornato a Gabria 42 anni dopo aver combattuto nella settima battaglia dell'Isonzo, per La Domenica del Corriere. 
A Trieste, prolungata fino a fine settembre la mostra a lui dedicata, " Un artista sul fronte di guerra", nella Biblioteca Stelio Crise, la stessa che per davvero troppo breve tempo ( due mesi a fine 2013) è stata allestita a Gorizia in diverse sedi.



di Martina Luciani

Un regalo incredibile, che ricevo dalle preziose riserve di memorie e libri di Elena Guerra: una copia del 7 settembre 1958, della Domenica del Corriere, supplemento storico del Corriere della Sera. A pagina 21, ho riconosciuto, ancor prima di inforcare gli occhiali e cominciare a leggere, lo stile e l'anima dei disegni di Paolo Caccia Dominioni. Non l'ho mai conosciuto di persona ma  per mille motivi è e rimane nel mio cuore, insieme ad altre meravigliose e canute presenze della mia giovinezza, ancor prima mi arrivasse, nel 1985,  la lettera con cui mi ringraziava ( e mi lusingava con semplici ed elegantissimi complimenti) per la recensione che avevo scritto sul suo piccolo gioiello letterario, " La casa del perduto amore", pubblicato da Leonardo Formentini Editore.
Scrive Caccia Dominioni: " La sesta battaglia dell'Isonzo, quella che conquistò Gorizia, era finita da qualche settimana, quanto bastava per maturare la settima." 
" Ci fecero muovere prima dell'alba, qualche ora dopo l'inizio del tiro d'artiglieria: traversammo una serie di villaggi ridotti a ruderi spettrali, e terreni che un tempo erano stati splendenti querceti o abetaie o castagneti e ora sembravano distese di crateri lunari."