venerdì 8 novembre 2019

Domenica 10 novembre, Messa in grotta con lo Speleo Bertarelli del Cai Gorizia nell'Antro di Casali Neri.



Al tradizionale appuntamento interverrà il coro Monte Sabotino del Cai di Gorizia;al termine,pranzo per tutti offerto dallo Speleo Bertarelli.

 

Dall’autunno del 1964, ogni anno a novembre, attorno alla festa di San Martino,  il Gruppo Speleo “L.V.Bertarelli” della Sezione CAI di Gorizia promuove  la celebrazione di una Santa Messa in grotta, momento di riflessione e di incontro di tutti i soci e simpatizzanti della Sezione di Gorizia del Club Alpino Italiano.
Il cinquantaseiesimo appuntamento  è previsto per domenica 10 novembre, nella grotta in località Casali Neri , nei pressi dell'abitato di S. Michele del Carso. Il ritrovo dei partecipanti è previsto alle 10:00 nel prato antistante la grotta, la celebrazione comincerà alle 10.30 e sarà officiata da don Fulvio Marcioni della Parrocchia Madonna della Misericordia di Campagnuzza. Come sempre sarà presente il coro “Monte Sabotino” ed un filmato finale ricorderà i momenti più significativi dell’attività speleologica svolta durante l’anno.
Al termine della cerimonia, nel prato vicino alla cavità, tutti i presenti potranno gustare un assaggio della cucina tradizionale locale, offerto dal Gruppo. L'intera manifestazione avrà luogo con qualsiasi tempo.
 L'Antro di Casali Neri detto anche Grotta sul Monte S. Michele risulta facilmente raggiungibile dalla strada asfaltata che collega S. Martino a S. Michele del Carso (via Sabonare): lungo il percorso vi saranno comunque segnali e tabelle. La grotta si sviluppa sul fondo di una dolina e risulta facilmente accessibile a tutti, grandi e piccini, lungo un breve sentiero parzialmente scalinato; date le notevoli dimensioni della sala principale, la cavità è in grado di ospitare un gran numero di persone; le ultime edizioni hanno spesso contato più di 200 partecipanti di ogni età.

mercoledì 30 ottobre 2019

Appuntamento al secondo olmo tagliato in via Diacono per "In che cerchio sta...?"

Domani pomeriggio, 31 ottobre, alle 15, un manipolo di adulti e bambini proveranno a contare su un ceppo degli olmi abbattuti in via Paolo Diacono gli anni di onorato servizio alla comunità goriziana. Un albero significa fotosintesi clorofilliana, biodiversità, ombra e raffrescamento. Tutte azioni contabilizzabili. E ricordi e bellezza, che non sono contabilizzabili perchè di valore inestimabile.

di Martina Luciani


Da "Alberi a Gorizia", 1996

Verde urbano patrimonio comune: perchè oltre a caratterizzare con elementi di bellezza il paesaggio urbano ed esser parte della memoria e del senso di appartenenza ad un luogo, gli alberi sono i protagonisti dell'azione costante di mitigazione dell'inquinamento e delle sempre più sgradevoli conseguenze del cambiamento climatico. Lo verificheranno già la prossima estate gli abitanti degli edifici affacciati sulla strada che ancora per poche ore sono schermati dal sole e dal riverbero del calore sull'asfalto grazie alle chiome dei "loro" alberi.
Un albero significa fotosintesi clorofilliana, biodiversità, ombra e raffrescamento. Tutte azioni contabilizzabili. L'abbattimento del filare di olmi di via Diacono è una decisione amministrativa che poteva essere evitata con l'applicazione di tecniche di manutenzione appropriate così da conservare, con regolari investimenti dedicati alle potature, il bene comune.
E' solo un'opinione, questa? Può essere, ma il convincimento con cui si va a votare ed eleggere degli amministratori si fonda anche sulle opinioni.

Fatto sta che alle 15 del 31 ottobre, sul ceppo del secondo albero abbattuto, proveremo a contare gli anelli di accrescimento (spiegando perchè e percome si formano)  e stabilire da quanti anni si protraeva la convivenza tra noi e l'olmo siberiano. Faremo di più: indicheremo sulla mappa di cerchi concentrici, con puntine e cartellini, una serie di date. 
In che cerchio sta il ballottaggio elettorale che ha portato alla vittoria l'attuale amministrazione, in concomitanza con l'eccezionale tempesta di vento ( significativo e pessimo auspicio) che riuscì ad schiantare alcuni grandi alberi ( ma nessuno degli olmi di via Diacono)...questo ovviamente lo farò io, infilzando un chiodo con la bandiera della Filibusta. 
I bambini, in questa loro prima esperienza di dendrocronologia, cercheranno la loro data di nascita o il primo giorno di scuola; ma sono convinta che riusciranno con buona probabilità ad individuare il cerchio su cui sta la nascita dei nonni, e sicuramente quello dei genitori.
Ci auguriamo di poter salvare e consegnare alla sensibilità dei nostri piccoli almeno la percezione del legame tra la vita di una comunità e gli alberi che ne sono parte, testimoni bistrattati e malcompresi e raramente degni di rispetto, ma nonostante tutto diligenti esecutori delle loro funzioni sull'ambito urbano e sulla nostra (più o meno cosciente) benefica percezione della loro presenza in mezzo a cemento e asfalto.
Probabilmente nel frattempo, mentre staremo a contare e chiacchierare, poco più in là le seghe continueranno lo scempio e vedremo cadere le piante: che non è piacevole da sentire e vedere, ma è esperienza diretta della brutalità con cui consideriamo quelli che sono gli amici alberi.  Non è poesia, è scienza.

P.S. 1: nel 1996 il Comune di Gorizia - Assessorato all'Ambiente aveva considerato opportuno e coerente con i propri fini istituzionali pubblicare un volume ( fotografie a colori di Giuseppe Assirelli!)dedicato a "...Gorizia, città di alberi..." dove si parlava di estetica ed anche, con rilevanza, di ecologia, di qualità della vita e di ricchezza comune. L'amministrazione di allora era retta dalla giunta del sindaco Valenti.
P.S.Nel mio giardino cresce spontaneamente un esemplare di olmo siberiano. Ancora giovane, siamo convinti sia un figlio dei vicini olmi di via Diacono.

venerdì 18 ottobre 2019

Legge che fai ricorso che ritrovi


A 18 anni dalla riforma costituzionale del 2001 un bilancio del contenzioso tra Stato e regioni, con particolare riferimento al Friuli Venezia Giulia

 

 di Marilisa Bombi

Sono complessivamente 918  le leggi regionali impugnate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in 18 anni, dalla data di approvazione della modifica al Titolo V della Costituzione che ha rideterminato il riparto delle competenze tra Stato e regioni. L’ultima, in ordine di tempo, è la legge n. 15 della Regione Sardegna esaminata dal Consiglio dei ministri nella seduta del 10 ottobre e che fa seguito, peraltro, alla decisione di una settimana prima, ovvero il 3 ottobre, di ricorrere al Giudice delle leggi contro ben 7 leggi regionali. Tra queste, la n. 13 del Friuli Venezia Giulia con la qule il Consiglio regionale ha deciso che gli interventi finanziari di contrasto alla povertà siano attribuibili soltanto a favore dei nuclei familiari che dimostrino di avere un componente residente in regione da almeno cinque anni continuativi. Insomma, prima gli italiani ed i regionali.  Il Friuli Venezia Giulia si è visto impugnare dal 2001 ad oggi complessivamente 57 leggi. La prima, è stata la legge n.28 del 27 novembre 2001 e riguardava l’ attuazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 in materia di deflusso minimo vitale delle derivazioni d'acqua. Complessivamente, una in meno della Regione Veneto che ne vanta 58, ma decisamente maggiore della  Regione Lazio la quale si è vista impugnare soltanto 20 leggi o la Sicilia che ha il primato di 19 provvedimenti.

mercoledì 2 ottobre 2019

A proposito di qualità, come abbiamo respirato durante Gusti di Frontiera?

Richiesta ad ARPA dei dati relativi alla concentrazione di inquinanti rilevati dalla centralina di controllo in occasione di Gusti di Frontiera 2019.
Analoga sollecitazione anche a Legambiente, relativamente alla centralina in funzione nell'ambito del progetto "Che aria tira?"


di Martina Luciani


Si chiama richiesta di accesso alle informazioni ambientali, e si fa comodamente on line. Nel caso specifico riguarda le registrazioni della centralina ARPA dei giorni dal 25 al 30 settembre incluso.
La spinta a questa richiesta è derivata dal vedere e annusare la città invasa da un traffico assai pesante, superiore alle capacità di parcheggio ( legittimo e vietato, tanto la deregulation è un beneficio occulto ma incluso nella promozione della manifestazione), e alla casuale lettura di quanto dichiarava il sindaco Romoli nel 2014. A Gorizia, diceva, per l'edizione di Gusti di Frontiera, sono attesi 120 mila tra automobili, camper e via dicendo.
Cinque anni fa era un'affermazione che faceva inorridire perlomeno quanti avevano partecipato all'iniziativa transfrontaliera organizzata da questo blog, cioè la People's Climate March, realizzata alla Transalpina ( e ripetuta anche l'anno dopo: non per vantare la primogenitura sulle manifestazioni ambientaliste, ma per dire che anche gli adulti di questa città - oltre ai ragazzi che oggi si espongono in maniera massiccia con i FFF - una coscienza ecologica ce l'hanno e si battono di conseguenza).
Oggi, nel 2019, mentre si declama la qualità del mangiare e del bere a Gusti di Frontiera, ci si chiede nuovamente come venga gestita la questione dell'impatto del traffico su una piccola città, visto che non viene impedito l'accesso a imponenti flussi di autoveicoli, trattenendoli in aree esterne e obbligando tutti all'uso di navette.
Auspicando che ARPA risponda, ho chiesto aiuto anche a Legambiente.
L'associazione infatti ha realizzato un progetto, Che aria tira?, grazie al quale è stata installata all'Isi D'Annunzio, una centralina per il rilevamento dell'inquinamento atmosferico, per mezzo della quale gli studenti elaboreranno dati e trarranno conclusioni sulla situazione locale.Vedremo.


lunedì 23 settembre 2019

Equinozio d'Autunno. Con Demetra, Prosperpina ed Ecate, e un po' di archetipi trascurati.


Equinozio d'Autunno. Tutti oggi lo spiegano scientificamente. La verità però potrebbe avere ben altra interpretazione, ed è più emozionante del solo fatto che il Sole appaia perpendicolare sull’Equatore.


di Martina Luciani
Quando Ade rapì Persefone e la portò negli inferi a fare la regina delle ombre eterne, Demetra ( la mamma di Persefone, divinità in cui si riconosce chiaramente la Grande Madre - Potna Teirion che regnava sul mondo almeno 4 mila anni prima di Cristo )si infuriò. Ma proprio tanto. E sparse ovunque la maledizione della sterilità: tutte le piante morirono e lo spettro della carestia si aggirò tra gli umani. L'unico aiuto concreto che Demetra ebbe nella sua disperata ricerca della figlia fu quello di Ecate, personaggio che oggi sottovalutiamo ma che aveva ruoli fondamentali ben prima dei suoi colleghi olimpici, nei primordiali e labili confini tra uomini e dei, dal Mar Nero alla  Caria, nella Frigia, nella Paphlagonia, nella Tracia, sulle  rive e nelle isole dell’Egeo, sugli altopiani dell’Anatolia, verso le sconfinate pianure del Tigri e dell’Eufrate, fino all’Oxus … probabilmente già migliaia di anni prima che gli Egizi si mettessero a tirar su Piramidi.

Ecate, mediatrice ( anzi, forse elemento determinante) delle relazioni tra umano e divino, per sempre ogni anno accompagnerà Proserpina nella discesa agli inferi dove sarà regina e per sei mesi ( tanti quanti i chicchi di melograno che lei ebbe l’avventatezza di mangiare) avrà ai suoi piedi i re con il manto di porpora e i più poveri tra gli uomini, resi uguali dalla morte, assistita dalle Parche condannerà gli empi e darà pace ai pii, ed ogni suo decreto diventerà destino.
Prosperpina dalla stessa Ecate verrà puntualmente riaccompagnata in superficie, e per i successivi sei mesi resterà con la madre (spesso chiamata con l'appellativo Legislatrice) a garanzia del germogliare e fruttificare della natura.
La trinità femminile – Prosperpina, Demetra, Ecate - la spunta su Ade, riafferma e ci garantisce la ciclicità delle stagioni e della vita naturale.Non solo. E' la vittoria della vita sulla morte senza resurrezione (Ade, il tempo lineare dell'oscurità eterna): ciò che appare, con l'Autunno, non è un morire definitivo, è uno stato necessario che prepara i semi alla rinascita. 
Tuttavia Prosperpina, se non avesse avuto una madre tenacissima e la sollecita ed autorevole Ecate, da sola non ce l'avrebbe fatta e sarebbe rimasta regina prigioniera.
Quindi, signore mie, in questo equinozio d'autunno, non immalinconite osservando le foglie che cadono, ricordate quanto è femminile e potente l’archetipo della trinità ( oggi evidentemente maschile, a parte la colomba che però si chiama Spirito Santo e grammaticalmente femmina non è di certo), datevi coraggio l’un l’altra, e non arrendetevi anche se pare che l’oscurità abbia la meglio. Ecate porta la fiaccola per tutte noi.  Anche San Martino porta una lanterna, ma da qua a novembre c’è tanto da aspettare e da riflettere.

PS 1: vorre tanto sapere perchè il nome scientifico della falena detta Sfinge dell'Epilobio è Proserpinus Proserpina. Forse per le macchie circolari di colore arancione sul corpo della larva, simili ai semi del melograno?
PS 2: dedicato alle mie figlie Lodovica e Angelica, per i momenti in cui siamo una e trina, che non dimenticherò mai dovessi vivere ancora 100 vite.


martedì 10 settembre 2019

Riforme istituzionali: prioritaria una legge elettorale con sistema proporzionale. Soltanto poi riduzione del numero dei parlamentari.



Non esiste nessuna ragione di urgenza perché la Camera provveda all’ultima e definitiva votazione di una riforma che dovrebbe entrare in vigore nel 2023. Al contrario è indispensabile far precedere la riforma costituzionale da una profonda modifica della legge elettorale vigente, che va cambiata proprio per mantenere in vita le garanzie della rappresentanza politica, visto che la riduzione del numero dei parlamentari, incrementando notevolmente l’ampiezza dei collegi, accresce la distanza fra gli eletti e gli elettori.




Comunicato del Coordinamento per la democrazia costituzionale.
Roma,9 settembre 2019


Nel suo discorso programmatico il Presidente Conte ha ribadito l’intenzione di “chiedere l'inserimento nel primo calendario utile della Camera dei deputati del disegno di legge costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari – precisando che- questa riforma dovrà essere affiancata da un percorso volto a incrementare le garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, anche favorendo l'accesso democratico alle formazioni minori e assicurando, nello stesso tempo, il pluralismo politico e il pluralismo territoriale. In particolare, occorrerà avviare un percorso di riforma quanto più possibile condiviso del sistema elettorale, avviando contestualmente un percorso per incrementare le garanzie costituzionali, di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale.”

Non è accettabile l’idea che prima di tutto debba procedersi alla riduzione dei parlamentari per poi passare in un secondo momento a delineare un nuovo sistema elettorale e procedere ad ulteriori modifiche della Costituzione

In realtà non esiste nessuna ragione di urgenza perché la Camera provveda all’ultima e definitiva votazione di una riforma che dovrebbe entrare in vigore nel 2023. Al contrario è indispensabile far precedere la riforma costituzionale da una profonda modifica della legge elettorale vigente, che va cambiata proprio per mantenere in vita le garanzie della rappresentanza politica, visto che la riduzione del numero dei parlamentari, incrementando notevolmente l’ampiezza dei collegi, accresce la distanza fra gli eletti e gli elettori.

La riduzione del numero dei parlamentari renderebbe palesemente incostituzionale la legge elettorale vigente, comprimendo il pluralismo e provocando una inaccettabile distorsione fra la volontà espressa dagli elettori ed il risultato in termini di seggi.

Per mantenere viva la rappresentanza “assicurando il pluralismo politico e territoriale”, l’unica strada è quella di adottare un sistema elettorale proporzionale, che garantisca ai cittadini l’eguaglianza nell’espressione del voto e la libertà di scegliersi i propri rappresentanti e quindi non e' accettabile raddoppiare di fatto l’attuale soglia di accesso alla Camera.

E’ inaccettabile il rilancio del maggioritario, propugnato da voci, pur autorevoli, del centro sinistra.

L’introduzione in Italia di sistemi maggioritari, a partire dal 1994 è stata fondata sulla previsione dell’avvento di un sistema politico fondato sul bipolarismo. Le elezioni del 2013 hanno squarciato la camicia di forza del bipolarismo imposta al popolo italiano, dimostrando che il pluralismo politico non può essere soffocato con artifici elettorali.

Insistere nella pretesa di ottenere attraverso le elezioni l’investitura di un governo, comporterebbe una inaccettabile mortificazione delle garanzie della rappresentanza e, in questa fase politica, agevolerebbe l’avvento al governo di soggetti politici che si trovano al di fuori del perimetro della Costituzione.

Non è questa la democrazia che i padri costituenti avevano promesso al popolo italiano quando scrivevano che la sovranità spetta al popolo e che tutti i cittadini hanno diritto di concorrere a determinare la politica nazionale.

Chiediamo che si avvii con urgenza un serio e meditato processo di riforma del sistema elettorale, subordinando ad esso la riforma costituzionale in itinere.

Inoltre occorre ben altro coraggio nel rivedere le proposte sul regionalismo differenziato.

E' stato un grave errore dare spazio alla Lega per norme che sposano posizioni particolaristiche, contro l'unità del nostro paese e a danno del Mezzogiorno che in quella logica verrebbe abbandonato a sé stesso.

Il problema non è solo giungere a una equilibrata distribuzione delle risorse evitando la cd “secessione dei ricchi” in una chiave di eguaglianza dei diritti. È infatti anche decisivo l’argomento che il separatismo nordista pone le regioni economicamente più avanzate del paese in una posizione di sostanziale subalternità rispetto alle economie dei paesi forti d’Europa. È una condizione di debolezza la cui pericolosità è in specie evidente nell’attuale fase, segnata dal rallentamento dell’economia tedesca. Bisogna invece superare il divario Nord-Sud riprendendo la politica dell’Italia come piattaforma logistica centrale in una prospettiva euromediterranea.

Eguaglianza dei diritti e Italia protagonista, e non periferia estrema dell’Europa. In questo doppio scenario trova oggi il suo pieno significato la formula costituzionale dell’unità della Repubblica.

Infine occorre un confronto aperto per fare delle nuove posizione sull'Europa della maggioranza un punto di forza per rivedere l'austerità, con il rilancio di politiche di sviluppo europeo.

Questi impegni saranno possibili se il nuovo governo supererà ogni idea di autosufficienza della politica per ridare centralità al confronto con le parti sociali e per aprire sedi di confronto sulle scelte da compiere con associazioni, esponenti della cultura e della società.

Per queste ragioni chiediamo di essere ascoltati dalla maggioranza e dal governo.
Il presidente del Coordinamento,
Massimo Villone.