venerdì 6 settembre 2019

Truffe TIM: la creatività dell'imbroglio italico. Ma quando smetteremo di tollerare questa delinquenza?

Con una perseveranza diabolica, continuo a ricevere le chiamate truffa che propongono stupefacenti riduzioni di prezzo sulla mia bolletta TIM linea fissa.

 

 

di Martina Luciani


Evolvono con la rapidità dei virus, che si adattano alle avversità ambientali: sono le proposte truffa, cui TIM reagisce scaricando sugli utenti avvisi e strumenti per difendersi ( mi chiedo se non possa, l'azienda, assoldare un'agenzia di investigazioni e risolverci il problema con reciproca soddisfazione).

Questa l'ultima. Chiamata, rispondo e parte in sottofondo la musichetta della vecchia pubblicità TIM, poi una voce registrata, molto professionale, mi dice che l'azienda offre una riduzione dei costi in bolletta di "almeno" 10 euro. Se sei interessato ad essere richiamato da un operatore, premi 1.
Ecco ci siamo. Premo 1, perchè voglio sentire le novità del sottobosco degli inganni ai consumatori.

La voce registrata mi rassicura sulla velocità con cui sarò richiamata da un operatore, saluti e baci con musichetta di sottofondo.

Il giorno dopo arriva la chiamata annunciata. Non riesco a vedere il numero chiamante perchè ho un telefono antidiluviano, ma non c'è nessun tipo di identificazione tramite codice operatore.
La voce femminile è al corrente quasi perfettamente della mia situazione . Però: quasi, chiede infatti conferme degli importi della mia bolletta.
Che io ovviamente non fornisco: " eh ma io non mi ricordo quanto è, non saprei proprio, cosa vuole non è che leggo le fatture, le paga la banca (non è vero, dovrebbe saperlo che non ho mai voluto attivare il RID perchè non mi fido).
Tuttavia, il possesso di certe informazioni  può far ritenere che il chiamante parla da "dentro" il sistema aziendale/commerciale TIM, altrimenti come vedono le caratteristiche del tuo contratto...
Io: "Mi spieghi pure, velocemente per cortesia, in cosa consiste questo risparmio di 10 euro che mi avete preannunciato"
" Molto semplice,  si tratterebbe di modificarel'intestatario della fattura e rifare il contratto ma con un nuovo numero."
Ah, eccoci, siamo arrivati al dunque! "Escluso, cara, non ci penso minimamente..."
"Allora potremmo cambiarle gestore - insiste - e passare Vodafone."
Scoppio a ridere. Di cuore. "Ma lei operatrice TIM mi propone di cambiare gestore?"
"Signora, lei non è informata, non sa che c'è stata la fusione Vodafone e TIM, sono una cosa sola ormai...la politica ci distrae dalle altre notizie...".Ostrega, ha anche ragione, però non stavolta: "No no no! A me risulta che le due compagnie hanno realizzato una partnership per quella merda del 5G e delle torri, per aumentare infrastrutture e attività in ogni buco del paese e frullarci definitivamente il cervello...piuttosto, cortesemente vorrebbe darmi il suo codice operatore?"
FINE CHIAMATA.

Già un paio di volte, accludendo informative che informano assai poco TIM mi ha avvisato che c'è un giro di truffatori, istituendo anche una sorta di registro dove controllare i codici di chi parla all'altro capo del telefono. In realtà, io avevo segnalato già a giugno scorso il susseguirsi di fenomeni spudoratamente truffaldini, anche se molto ben architettati, direi pericolosamente ben architettati.

Quello che è incomprensibile, tuttavia, non è il movente delle truffe, le sempre nuove modalità con cui sono architettate e la difficoltà di difendersi (a meno che non si abbia la mia genetica e a volte crudele diffidenza che scatta ogni volta che suona il telefono di casa). Nè, come dicevo prima, il fatto che TIM non sradichi questa malaerba per conto proprio.
E' il fatto che non si trova on line un elenco di "partner" TIM, evidentemente se ci sono codici partner vuol dire che esistono agenti commerciali attivi fuori dal 187, anche se poi gli operatori del 187 ti raccomandano di parlare soltanto con loro.
La mia esperienza di partner TIM è stata disastrosa: con una ufficialissima agenzia territoriale TIM ho avuto una serie di grane protratte per anni che si sono risolte ( riconoscendo i miei diritti) solo grazie al Conciliaweb di AGCOM.  Vigilate, gente, vigilate. E se volete leggere qualcosa di TIM e VODAFONE, qui: https://www.hwupgrade.it/news/telefonia/vodafone-e-tim-insieme-per-il-5g-ufficiale-l-accordo-la-rete-sara-condivisa-cosa-cambiera_83642.html



giovedì 5 settembre 2019

Nucleo concretezza: una legge dello Stato su cui riflettere per comprendere a che punto è arrivata la mistificazione della politica.


Quando si mettono in cantiere nuove norme credo negli uffici legislativi siano all’opera anche esperti di marketing (politico) e psicologi della persuasione ( più o meno occulta). Anche in questo caso: tanta fuffa dal punto di vista tecnico al livello di soluzione dei problemi di funzionamento degli apparati della Pubblica Amministrazione, accentuazione del sentimento di dicotomia tra Stato oppressivo e Governo salvifico, insinuazione del convincimento (errato)che al cittadino vengano dati strumenti di controllo.




di Martina Luciani

Invito a leggere sulla Gazzetta Ufficiale le poche norme di cui si compone la legge n.56 del 19 giugno 2019 Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell'assenteismo.
Bel titolo, vero (molto d’effetto a fini comunicativi, sulla falsariga del decreto dignità, della sicurezza che vi libera dalla paura,  o dello spazza corrotti o della buona scuola e via dicendo).
Solletica spudoratamente l’anelito del cittadino a colpire i fannulloni della Pubblica Amministrazione e, sulla base del ridicolo presupposto che le amministrazioni finora hanno operato nell’intangibile quarta dimensione, cioè fuori dalla concretezza, a trascinare nel mondo reale, fatto di carne, sangue e code agli sportelli, le schiere di impiegati pubblici di ogni settore e di ogni livello, gli infermieri e i medici,  gli insegnanti tutti, assieme ai presidi e ai bidelli, agli uscieri e ai dirigenti….
La legge è firmata da Giulia Bongiorno, ministro leghista della Funzione Pubblica ( mentre scrivo  sostituita nel nuovo governo Conte: chiunque sia non potrà esser peggio, anche se politicamente rappresenta il M5S, che questa stessa legge ha sostenuto fianco a fianco con il ministro Bongiorno).

La norma che ha dato il titolo a questo post  è l’art.1, che istituisce il Nucleo  delle  azioni  concrete  di  miglioramento dell'efficienza    amministrativa,    denominato    "Nucleo     della Concretezza".
Dove: nel Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza  del  Consiglio dei ministri.
Con chi: con cinquantatre' unita' di personale,  non una di più non una di meno, di cui una con qualifica dirigenziale di livello  generale e due con qualifica dirigenziale di livello non  generale.
Costoro ( che in effetti sono sempre più numerosi di un qualsiasi gruppo di giustizieri superdotati della Marvel)  a fronte delle migliaia di enti pubblici esistenti ( solo i Comuni sono 8000, immaginarsi il resto, regioni, scuole, province, aziende sanitarie…)  e senza pestare i piedi all’Ispettorato della Funzione Pubblica , dovranno sorvegliare l’applicazione del Piano triennale  delle  azioni  concrete  per   l'efficienza   delle pubbliche amministrazioni, predisposto annualmente  dal  Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei  ministri.
Tale Piano  ( altro capolavoro della comunicazione propagandistica) contiene ( ma non c'è):  
a) le azioni dirette a garantire la corretta  applicazione  delle disposizioni in materia di organizzazione, funzionamento, trasparenza e digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni e  la  conformita' dell'attivita' amministrativa ai principi  di  imparzialita'  e  buon andamento;  
b) le azioni dirette a implementare l'efficienza delle  pubbliche amministrazioni, con indicazione dei tempi per la realizzazione delle azioni correttive;  
c) l'indicazione delle modalita' di svolgimento  delle  attivita' del Nucleo della Concretezza nei confronti delle regioni, degli  enti strumentali regionali, degli enti del Servizio sanitario regionale  e degli enti locali.

Come: i nostri 53 “concretizza tori”  effettueranno sopralluoghi e visite finalizzati a  rilevare  lo  stato  di attuazione   delle   disposizioni   da    parte    delle    pubbliche amministrazioni, nonche' le modalita' di organizzazione e di gestione dell'attivita' amministrativa. Non si precisa se con l’utilizzo di apparecchi per lo spostamento istanteo nello spazio e nel tempo, ma è presumibile debbano venir acquistati dal Ministero in numero congruo.

I commi successivi dell’art.1 spiegano nel dettaglio il bizantinissimo meccanismo che deve seguire ai sopralluoghi, fino al climax procedurale: cosa avviene all’ente che sia stato oggetto di una verbalizzazione negativa ( che è stata trasmessa anche al Prefetto, eh…) e non abbia attuato le “misure correttive” indicate dal Nucleo concretezza? Succede che l’inosservanza  rileva  ai   fini   della responsabilita' dirigenziale e disciplinare e determina  l'iscrizione della pubblica amministrazione inadempiente in un  elenco  pubblicato nel sito del Dipartimento della funzione  pubblica  della  Presidenza del Consiglio dei ministri.
I casi di mancato adeguamento saranno poi sottoposti al Ministro per la pubblica  amministrazione, al Ministro dell'interno e alla Corte dei conti, e saranno anche oggetto di una relazione Camere,  ai fini del deferimento alle competenti Commissioni parlamentari.
Voilà, risolti tutti i problemi.
( Preciso che gli altri articoli di questa legge omnibus spaziano dai buoni-pasto, alla rilevazione delle presenze, dal turn over alle modalità concorsuali di assunzione)

Insomma, in pochi commi la genesi e la filosofia di scopo del nucleo concretezza, che brillerà di luce propria al centro dell’infinita nube galattica delle amministrazioni pubbliche.

Dove stanno i cittadini, gli utenti? Non certo dentro questa legge ( siamo solo spettatori, è ovvio, a meno che non abbiamo la tempra o i soldi per essere formalmente ricorrenti, gerarchicamente o al TAR).
Dove stanno i diritti dei cittadini, i problemi dei cittadini, la difficoltà costante di smantellare le corazze ipocrite della legalità con cui si evita il confronto con la società e si evita di dare risposta alle criticità delle comunità)?  
Ricordo, nell’ambito di procedimenti autorizzatori e nel nostro piccolo mondo goriziano,  le strenue  battaglie dei cittadini per il diritto alla salute e per la tutela dell’ambiente,che non  hanno ottenuto un intervento limitativo della libertà di  iniziativa  economica  privata  semplicemente perché sulla carta sussisteva il teorico rispetto  dei  limiti  di emissione degli impianti contestati, e la PA di turno riteneva la propria discrezionalità inadeguata ad attivare il principio di precauzione, vincolata dal meccanismo autorizzatorio o – mille volte peggio – adeguata ad intervenire a livello costituzionale  sui preminenti diritti della cittadinanza, stabilendo che siano comprimibili dal diritto alla libertà di iniziativa economica privata ).  Non so che dire, la concretezza del legislatore  della legge 56/ 2019 non è la mia, non è la nostra.
Ancora: dove stanno i lavoratori? I dipendenti delle pubbliche amministrazioni? Non so, nel nucleo concretezza non si intravvedono, nemmeno attraverso i sindacati.
In questo contesto cosa significano parole come trasparenza, tempestività, imparzialità, digitalizzazione? Niente.

A me pare emerga, dalla lettura del solo primo articolo, che lo scopo del legislatore in questo caso è la ricerca del consenso per la propria parte politica, anche a costo di produrre soltanto una retorica ( slogan sempre più assonanti a quelli della rivoluzione culturale cinese) che illuda il popolo di avere dalla sua un Governo che lo tutela contro la prevaricazione che esso stesso produce. Che faccia credere esista un controllo, e che questo controllo – in totale assenza di sostanza e di concrete soluzioni ai concreti problemi – basti per vivere meglio di quanto oggi accade.
( PS: la conoscenza di questa legge è richiesta nei concorsi pubblici per le assunzioni nei Comuni).

sabato 10 agosto 2019

La proposta di modifica costituzionale per salvare le generazioni future: stamattina a Gorizia raccolta firme

Dalle 10, nell'area pedonale davanti al teatro Verdi, si può firmare per la proposta di legge Figli Costituenti: due piccole ma decisive modifiche agli articoli 2 e 9 della Costituzione italiana, a tutela delle generazioni future, per uno sviluppo che non devasti l'ecosistema e per una più diretta garanzia dell'ambiente.


di Martina Luciani

Il titolo di questa proposta di legge ( per avviare il procedimento servono 50 mila firme) è bastato da solo per convincermi ( e farmi superare qualche resistenza nei confronti di alcuni dei promotori, che grazie a questa iniziativa ai miei occhi si emendano di alcune irritanti incoerenze del passato): stabilisce infatti lo stretto rapporto tra il significato e gli scopi che i Padri costituenti hanno infuso nella Carta e le istanze rappresentate dalla richiesta di modifica.
In verità non occorre essere giovani per condividere.
L'art. 2 Costituzione afferma: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Figli Costituenti chiede sia integrato con: anche nei confronti delle generazioni future. Promuove le condizioni per uno sviluppo sostenibile.
L'art.9 della Costituzione afferma:
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [cfr. artt. 33, 34]. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Figli Costituenti chiede sia integrato con: Riconosce e garantisce la tutela dell’ambiente come diritto fondamentale.
A questo link una sintesi per comprendere meglio la portata della modifica: https://figlicostituenti.eu/la-proposta/.
 Dove si spiegano, tra l'altro, le conseguenze pratiche delle modifiche richieste ( le future leggi emanate dal Parlamento non potranno essere in contrasto con le modifiche inserite in Costituzione) e si chiarisce come la generica espressione "sviluppo sostenibile" ( usata mille e mille volte a sproposito) sia il grimaldello con cui scardinare il disastroso attuale sistema di governo, adempiendo ai dictat dell'Agenda 2030 ( per la maggior parte di politici e amministratori italiani ancora misterioso strumento: personalmente obbligherei a recitarla prima di confermare le elezioni politiche e le assunzioni nella pubblica amministrazione).

Consiglio la lettura dell'articolo di Emanuele Pinelli, portavoce di Figli Costituenti, intitolato Ecco perchè non vogliamo il benessere di prima.  Condivido in particolare " ...per decenni il nord-ovest del mondo si era procurato il suo benessere attraverso un modello di sviluppo insostenibile, basato su due tacite premesse: primo, che la natura potesse essere sfruttata senza limiti e senza scrupoli; secondo, che gli altri popoli del mondo se ne restassero in uno stato di minorità, a morire di fame lontani dai nostri occhi con un pugno di riso al giorno.
Diciamoci anche che l’Italia, rispetto agli altri paesi industrializzati, ha seguito quel modello di sviluppo con parecchia goffaggine. È riuscita nel capolavoro di allineare un enorme debito pubblico, una tassazione schiacciante, un’evasione fiscale spaventosa (quest’anno è pari al PIL dell’Ungheria), un sistema di imprese a basso valore aggiunto e bassa produttività, salari bassi e una popolazione anziana.
Una miscela bevendo la quale era difficile non intossicarsi. Gli altri paesi industrializzati hanno al massimo un paio di questi difetti, mentre l’Italia li ha collezionati tutti. Il benessere dell’età d’oro, perciò, veniva pagato da tre soggetti: le persone lontane nello spazio, le persone lontane nel tempo, e l’ecosistema che ci accoglie tutti."
Pinelli riprende un aut aut che non riesce pienamente ad entrare nella testa della gente ( distratta da infinite nefandezze delle cronache italiche contemporanee): l'Italia è a un bivio, o cambia sistema o muore. La terza via "millantata dai leghisti, ossia tornare indietro e restaurare il benessere di prima, in realtà non esiste: sceglierla equivale a rimanere in agonia, distraendoci con la caccia al negro e con le foto dei panini."

giovedì 1 agosto 2019

Diario intimo dal bagno degli uomini in autogrill.


Acuto ed ironico osservatore, Rosario Di Maggio quasi quasi introduce una nuova branca dell'etologia umana, forse più precisamente  dell'etologia sociale umana, visto che getta le basi per una classificazione dell'ontogenesi di specifici gesti, oltre che per un'analisi (ampliabile) di alcuni elementi individuali e, visto il contesto cioè i bagni degli uomini negli autogrill, anche sociali del comportamento maschile. Un contributo che gioco forza auspichiamo venga completato con riflessioni provenienti dai bagni delle donne.



di Rosario Di Maggio


Ultimamente, mi sono fatto circa 1000km di autostrada, attraversando longitudinalmente la penisola italiana, da nord a sud. Ora, sarà che il viaggio era piuttosto lungo, sarà anche complice l'età, mi è capitato più di una volta di servirmi dei servizi igienici degli autogrill.
Devo dire che me ne sono servito con atteggiamento di attento osservatore, incuriosito dal comportamento degli altri utenti. Curioso, al punto di rischiare l'equivoco.
Avevo però voglia di capire.

Gli uomini, nei servizi igienici, sono animali strani e variegati. C'è la categoria dei timidi, che rischiano di farsela addosso, in attesa che si liberi un box chiuso, piuttosto che usare gli urinali a parete a disposizione. La poca privacy li blocca, evidentemente. Li riconosci, perchè per placare la prostata saltellano lievi una specie di ridicola danza della pioggia di radice indiana. Sembrano indifferenti, ma i loro occhi esprimono il terrore per il pericolo imminente della mutanda bagnata.

Ci sono invece gli spavaldi che, come se fossero nell'intimità di casa loro, iniziano a sbottonarsi la patta già prima dell'atrio, incuranti degli astanti, e arrivano al dunque con l'attrezzo già bello e pronto all'uso. Il pericolo di atti osceni in luogo pubblico non li sfiora nemmeno. In genere si tratta di persone che disturbano, perchè, potendo scegliere altri urinali liberi anche più lontani da te, comunque ti si piazzano al fianco.
 Una contiguità con il prossimo che io, personalmente, non amo, quando sono impegnato nelle delicate operazioni di deposito liquami.

I fruitori degli orinatoi, normalmente, piuttosto che passare per sessualmente attratti dagli ammenicoli altrui, adottano atteggiamenti di plateale disinteresse. Strategie diverse finalizzate a scansare la possibile onta di essere considerati omosessuali.
In genere molti guardano, a testa bassa, con curiosa insistenza il loro pisello, con amorevole concentrazione e attenzione. Un po' come se fossero per la prima volta davanti a cotanto spettacolo della natura.
Altri, all'opposto, guardano inebetiti in aria, verso un punto infinito sulla parete di piastrelle, immersi in meditazioni che sarebbe bello poter condividere. Sono così fissi nel loro sguardo e posa, che ti viene il dubbio siano rimasti ipnotizzati dal reticolo delle piastrelle.
Trasformati per maleficio, in statue di pietra gocciolanti prive di volontà autonoma.

Tutto va bene finchè non emerge la necessità di rimettere il tutto nuovamente entro le mutande.
Gli uomini ben sanno che l'operazione deve essere necessariamente preceduta da qualche scossa di assestamento, per evitare di finire nei pantaloni ciò che si è iniziato sul sanitario.
Anche qui, si passa da vigorose e plateali manovre (tali da indurre a pensare che si voglia unire l'utile al dilettevole])a più delicate e gentili operazioni, fatte con la segreta paura che il tutto, se agitato eccessivamente, si possa rompere.Sia mai.

Una lavatina frettolosa alle mani (ma anche no) e via felici a mangiare un pessimo panino rovente fuori e gelato dentro, al costo di una aragosta fresca pescata in Madagascar e portata a mano nell'autogrill.

Insomma, nel momento del bisogno (è il caso di dirlo) si svela, in molti ometti, la natura del rapporto tra il “coso” e il suo proprietario. E' uno spettacolo divertente e per certi versi istruttivo. Credetemi, sono pronto a scommettere che osservando bene un uomo impegnato a fare pipì, si possa, con una grande possibilità di successo, ipotizzare perfino la sua inclinazione politica.

 Una sola cosa accomuna tutti (me compreso), a prescindere dalla latitudine.
Noi uomini siamo incredibilmente sporcaccioni. Forse temiamo che, in assenza di almeno due gocce del nostro passaggio lasciate sul pavimento, nessuno si ricordi più di noi.
E, specialmente, della nostra amatissima appendice.

martedì 30 luglio 2019

Entro domani dobbiamo pagare la prima rata TARI 2019. Importi parametrati su numero componenti nucleo familiare: su dai, passate i dati a Iris Acqua! Che da sola non ce la può fare.

Tra oggi e domani ( 31 luglio) è il momento di pagare la prima rata della TARI, porconando ( nel mio caso almeno) perchè l'addebito in conto corrente bancario è stato eliminato e bisogna ricordarsi le scadenze per effettuare F24.Però guardo con ammirazione il dato sul nucleo familiare: ISA lo sa che siamo in quattro!



di Martina Luciani

Sul sito dell'ente gestore dell'acqua IrisAcqua ancora nulla compare per avvisare che le nuove tariffe sono parametrate su nuclei familiari di tre persone e che le famiglie numerose è il caso facciano l'autocertificazione per evitare di sforare i nuovi scaglioni tariffari e pagare un sacco di soldi in più.
Nulla promana nemmeno dall'ineffabile Comune di Gorizia, che a differenza di altre amministrazioni italiane non ha ritenuto di discutere alcunchè in consiglio comunale, nonostante sia socio di IrisAcqua.

Una riflessione sorge spontanea mentre mi accingo a pagare a ISA - Isontina Ambiente la prima delle tre rate del Tributo comunale sui rifiuti - TARI ( uno dei mille adempimenti del cittadino, che nell'era della telematica è regredito dal comodo addebito tramite RID al sistema del pagamento con F 24): il tributo che diligentemente vado a versare è parametrato (anche) sul numero di persone che compongono il nucleo familiare.
Allora, il legislatore regionale, nel 2016, ha creato l'AUSIR, ovvero un ente pubblico economico, cui partecipano obbligatoriamente tutti i Comuni della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per l’esercizio delle funzioni pubbliche relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Quindi esiste persino a livello normativo ( seppur discusso e discutibile) uno snodo tra gestioni di settori diversissimi, che però hanno in comune un fondamentale parametro: quante sono le persone che fanno capo ad una utenza.
Perchè allora i dati relativi alla composizione dei nuclei familiari in possesso del gestore delle scovazze non scivolano con pochi click nel data base del gestore locale del servizio idrico? In modo che le fatturazioni siano corrette e aggiornate, senza aspettare l'improbabile e difficoltoso aggancio con il sistema informatico dell'anagrafe del Comune ( sempre socio di IrisAcqua). PERCHE'?

lunedì 29 luglio 2019

Goriziani che avete interesse a una discussione parlamentare sui beni comuni, dove siete?

Tag cloud di Labsus

Ancora molto molto poche le firme depositate all'Ufficio elettorale di Gorizia al disegno di legge di iniziativa popolare sui beni comuni, elaborazione che parte dal lavoro compiuto dalla Commissione Rodotà. Per fortuna, i termini per la chiusura della raccolta firme sono stati prorogati al 10 agosto: quindi, coraggio, riflettete sul tema e se condividete andate a firmare!



di Martina Luciani

Parliamo molto spesso di beni comuni, soprattutto chi ne percepisce d'istinto il valore di qualcosa di immenso e collettivo che stiamo distruggendo senza freni e senza responsabilità: così spesso che ormai non ci peritiamo più di spiegare che cosa siano.
Ridiscutere del tema è pertanto cosa buona e giusta, a partire dalla definizione contenuta nell'art.3 del disegno di legge di iniziativa popolare: sono beni comuni quelli che "esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona”, che “devono essere tutelati e salvaguardati dall’ordinamento giuridico anche a beneficio delle generazioni future”. Precisazione ulteriore della norma: l'aria è un bene comune. Anche le sorgenti. Anche le foreste....

Sul disegno di legge specifico, è stato scritto molto, ma evidentemente non a sufficienza per sensibilizzare questa comunità; oppure, quanto basta perchè i goriziani non ritengano la proposta di legge meritevole del sostegno popolare.
Il disegno di legge infatti è stato criticato, da autorevoli giuristi e con dovizia di argomentazioni ( qui un'ampia disamina di Paolo Maddalena per il quale il dl è infarcito di errori, tra cui il considerare lo Stato come una “Persona giuridica pubblica” e non come una “Comunità politica” - cioè una “Repubblica democratica fondata sul lavoro”, nella quale la “sovranità” spetta al Popolo - e non prevedere “partecipazione” popolare alla “gestione” dei beni comuni ). Certamente il testo ha elementi che richiedono discussione e approfondita taratura degli obiettivi e degli strumenti individuati per raggiungerli. Ma se non si comincia, nemmeno in ipotesi si arriva da qualche parte.E poi, se aspettiamo che sul tema si muovano i governi o riescano a farlo i parlamentari, campa cavallo che l'erba cresce. 
Suggerisco una  lettura on line, ad esempio su https://www.mountainwilderness.it/editoriale/i-beni-comuni-e-la-proposta-di-legge-di-iniziativa-popolarebozza-automatica/ , o su http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2019/04/ugo-mattei-risponde-ai-nostri-dubbi-collegati-alla-proposta-di-legge-sui-beni-comuni/.

Sul  portale di Generazioni Future è illustrata anche la Cooperativa di mutuo soccorso intergenerazionale ad azionariato diffuso “Delfino”, meccanismo di aggregazione sociale che tramite la partecipazione dei cittadini punta a cambiare le sorti della politica e dell’umanità, a partire da quelle nazionali.

L'Ufficio elettorale del Comune di Gorizia è aperto dalle 9.30 alle 12.00 da lunedì a venerdì,
dalle 16.00 alle 17.00 i lunedì e mercoledì.

martedì 23 luglio 2019

Pastasciutta antifascista di Gorizia - Nova Gorica, 25 luglio 2019: ma dove ne trovate un'altra uguale?

Spicca quella di Gorizia, nella Rete delle Pastasciutte antifasciste. Transfrontaliera, realizzata in una piazza che si chiama tanto Transalpina quanto Trg Evrope, è una festa che sta proprio sopra la linea di confine: perchè l'idea e le declinazioni dell'antifascismo coinvolgono le donne e gli uomini in un unico grande insieme che per sua stesso codice genetico non ha bisogno di classificazioni in base alle residenze amministrative, le età anagrafiche, le lingue parlate. 

Conto alla rovescia in corso. A due giorni dalla manifestazione, sono state effettuate oltre 300 prenotazioni (che si chiudono oggi, 23 luglio!) da tutto il Friuli Venezia Giulia e dalla Slovenia, Ljubljana inclusa.

Vorrei far notare una significativa ricorrenza.
Lo scorso anno  le tavolate furono allestite lungo tutta via Rastello. Pochi giorni prima, il 7 luglio 2018,  piazza Vittoria si era riempita di #maglietterosse in risposta all'appello di Libera, Anpi, Arci e Legambiente per testimoniare l'impegno a fermare l'emorragia di umanità e pretendere per tutti, a cominciare dai bambini annegati in mare di fronte all'Italia e all'Europa, uguaglianza, diritti, solidarietà, pace, sicurezza, giustizia.
Quest’anno, la pastasciutta antifascista è stata preceduta, il 5 luglio scorso, dal grande evento Mai più muri. Nikoli več zidov,  per reclamare che mai più vengano eretti muri, barriere, divisioni tra la gente italiana e slovena.
Mi par di vedere finalmente una serie di forti fili che si intrecciano e formano una gran bella e nuova stoffa.


COMUNICATO STAMPA

Anche a Gorizia, la grande festa della Pastasciutta antifascista.
Seconda edizione, il 25 luglio 2019, in piazza Transalpina – Trg Evrope.


Visto il grande successo dell’anno scorso, ritorna a Gorizia il prossimo 25 luglio la “Pastasciutta Antifascista”.

Questa seconda edizione è organizzata in collaborazione con Nova Gorica e si svolgerà in piazza Transalpina – Trg Evrope: transfrontaliera dunque nello spirito gioioso e spontaneo di amicizia e condivisione, oltre che nella logistica dell’allestimento di tavoli e panche per circa trecento persone a cavallo del confine “che non c’è”.
E’ stato attuato un importante sforzo organizzativo, vista la già prevista e sorprendente partecipazione di cittadini italiani e sloveni ed in considerazione del numero di adesioni e di prenotazioni che continuano peraltro a pervenire di giorno in giorno.
Per esprimere la vicinanza alla manifestazione, il cui significato civile va ben oltre qualsiasi considerazione partitica e si collega ai valori espressi dalla nostra Costituzione, il Consiglio di Zona Isontino di COOP Alleanza 3.0 ha deciso di fornire agli organizzatori e ai partecipanti prodotti alimentari a marchio coop, piatti e posate biodegradabili e compostabili e il caffè finale.
La Pastasciutta Antifascista avrà inizio attorno alle 20, in concomitanza con le tante iniziative analoghe che si svolgono in Italia nella stessa data.

La partecipazione, che prevede un contributo di 5 euro a copertura delle spese, va comunicata per ragioni organizzative entro martedì 23 luglio via sms o whatsapp al numero 347 0404682, specificando nome e numero dei partecipanti.

Questo l’elenco degli organizzatori e delle adesioni finora confermate:

agorè
Anpi Udine
ANPI VZPI Gorizia-Gorica
Arci Comitato Territoriale Udine
Borghi
Casa del Popolo
Circolo ARCI Skianto!
Comunità Nove Itaca
Coordinamento Libertario Isontino
Forum Gorizia
Get Up¡
goriška si
Gorizia c’è
Gorizia è TUA.
Gorizia News & Views
Gorizie
Kulturni dom Gorica
La Sinistra
Monfalcone meticcia
Območno ZB NOB Nova Mip Gorica
Partito Comunista Gorizia
Partito Democratico Gorizia San Floriano
Partito Democratico Gradisca d’Isonzo
Potere al Popolo Isontino
Percorsi Goriziani – Laboratorio di cittadinanza attiva
Piazza Traunik Blog
Rifondazione Comunista
Ronchi dei Partigiani
Verdi FVG



martedì 16 luglio 2019

Maurizio, due ragazzini, Michaestaedter, un cappello di bronzo rubato ed io.

Breve storia goriziana, on the road, via Rastello, là dove la statua di Michaestaedter derubata del suo cappello ha sollevato la questione dei beni comuni. Storia amara di ordinario dissesto sociale e culturale ( questo è il vandalismo, no?) ma che per un caso fortunato ha potuto diventare anche bella.


di Martina Luciani

Maurizio ed io, incontratici per caso, ieri sera stavamo contemplando, in cima a via Rastello, la statua deturpata di Michaestaedter: per la seconda volta, il cappello retto da una mano del filosofo goriziano è stato martellato e asportato. La prima volta, tempo fa, il cappello è stato poi ritrovato nell'aiula di via delle Monache. Stavolta chissà. 
 

Mentre siamo lì, due ragazzini - forse fratello e sorella, 12,14 anni, stesso biondo e stessi occhi celesti - incuriositi si avvicinano e osservano con noi. Mi sentono dire, molto acidamente: saranno stati dei bravi ragazzi!
Subito reagiscono: No no, non siamo stati noi, potete guardare nello zaino.
Sono dispiaciuti e intimoriti.
Scoppiamo a ridere, Maurizio ed io: ma no! certo che non siete stati voi! non ci è passato neanche per l'anticamera del cervello.


I due giovanissimi vogliono sapere. Non conoscono Michaelstaedter, nè tanto meno la sua fine. Spieghiamo, osservano le date, considerano la figura, che forse non avevano mai notato prima.
Ma soprattutto seguono attenti la nostra alternata e intensiva lezioncina on the road sui beni comuni. Sull'importanza di percepire il senso del bene comune, ed averne cura. Sul fatto che restaurare la statua costerà a tutti noi. Che difenderli è compito di tutti a beneficio di tutti.
Non fingono di ascoltare: non si perdono una parola. Il loro silenzio è rispettoso, mi par di sentire il lieve fruscio dei cervelli che registrano in memoria le parole che offriamo loro.

Scatto un paio di foto. Maurizio fa: e adesso scriverai qualcosa!
Il ragazzo chiede subito: lei è una giornalista? Dove scrive?
Rispondo: no no. sono solo una parolaia.
Si impensierisce, esita: non so che mestiere è questo!
Rispondo: sai è un modo di dire, cioè sono una che scrive parole su parole, sperando che alle volte servano a qualcuno per capire meglio ( e mi astengo dal dirgli quanti inveterati e superpagati parolai invadono gli schermi, la carta stampata,i podi dei convegni, che io al confronto sono una nullità).
Sempre più pensieroso: ma guadagna? Fattura?
Rido: certo che no.
Spiego loro come trovare il blog on line.Ci provano subito, sui cellulari.
La ragazzina - o meglio, la fanciulla, perchè così delicata e gentile solo fanciulla la si può chiamare - domanda a sua volta: stasera potremo leggere? La seguiremo, sa...
In conclusione mi dispiace tantissimo per Carlo rimasto senza cappello, e depreco i vandali imbecilli. Ma questa occasione mi ha riempito di una speciale gratitudine ( e credo che anche Maurizio abbia provato qualcosa di simile). Sappiano i due giovanissimi incontrati ieri in via Rastello, davanti alla statua di Carlo Michaelstaedter, che il nostro incontro mi ha fatto stare bene. Le parole non sono (ancora e per fortuna)inutili.

sabato 13 luglio 2019

La ricetta della pastasciutta antifascista di Gorizia, piazza Transalpina, Trg. Evrope. Proposta per il 25 luglio 2019.



Non è una pastasciutta qualunque, è ovvio. E’ la più emozionante della gastronomia contemporanea, dal dal 25 luglio 1943 ad oggi.  Ha tanto sapore quanto carattere,e fa parte delle migliori tradizioni italiane, apprezzata e condivisa senza confini(figurarsi qua da noi).


di Martina Luciani

Numero imprecisato di commensali, orientativamente da tantissimi a una moltitudine.
Le sedie portate da casa sono un’ utile precauzione organizzativa.

Ingredienti:

1_ Un numero adeguato di confezioni di pasta proveniente da aziende agricole che lavorano sulla terra affrancata dal giogo criminale dalle mafie: di solito, come Libera Terra, hanno lo scopo di  creare prodotti di alta qualità utilizzando metodi di coltivazione e di lavorazione rispettosi dell'ambiente e della dignità della persona.  Questa pasta, ottima per di più, venga scelta tra quelle di cooperative che nella pratica quotidiana generano lavoro, indotto ,recupero sociale dei territori.
Il sapore di questa pastasciutta antifascista avrà così anche i confortanti sapori della legalità e della giustizia sociale e ambientale.

2_ Un numero imprecisato di polpa di pomodoro: coltivato secondo i criteri dell’agricoltura sostenibile e raccolto da uomini liberi, trattati come tali e non come schiavi, pagati in maniera adeguata per il lavoro svolto e per assicurare a sé e alla loro famiglia un’esistenza dignitosa.

3_ Olio extravergine di oliva: esistono grandi estensioni di uliveti che fanno parte di proprietà confiscate alla criminalità organizzata. Ed esistono anche progetti per riattivare le masserie e sviluppare la produzione di olio, spesso anche ripristinando i vigneti e i mandorleti.

4_ Basilico, timo, origano: ognuno porti quelli che coltiva a casa, sul balcone, che una finestra o un terrazzo con le aromatiche è segnale di grazia e sensibilità, e anche queste virtù sono necessarie per mantenere vivi i diritti democratici, la fratellanza e la libertà.

5_ Pane: quello artigianale prodotto con la farina del Patto di filiera della farina. Perché l’esperienza democratica , ambientalista e anti consumistica di mettere in rete agricoltori, trasformatori e consumatori genera la condivisione di saperi senza poteri (citazione dal sito del Molino Tuzzi)  svincolando il pane e i prodotti suoi fratelli dalle leggi economiche e dalle bramosie speculative che devastano il concetto stesso di bene comune e del vivere sociale delle comunità.

6_  Vino:  io sono astemia, quindi arrangiatevi, meglio se in sintonia con i sapori e significati della pastasciutta.

7_ Sale, q.b.: ma abbiate il dubbio, salando l’acqua che sta per bollire, che il miglior fior di sale dell’angolo più pulito del Mediterraneo non rechi in sé le tragiche vibrazioni di coloro che su quel mare e in quel mare perdono la vita per cercare un mondo nuovo, libero e giusto.

Tutto ciò, anche tutto ciò, fa parte della mia idea di antifascismo. Buon appetito.
La storia della pastasciutta antifascista, i dettagli organizzativi di questa seconda edizione goriziana, numeri di telefono e altri canali per avvisare della partecipazione etc etc, è tutto sull'
articolo del blog di Forum Gorizia.