sabato 14 gennaio 2017

Cibernauta per necessità a Gorizia



PEC, SPID, CRS: nel terzo millennio l'informatica non può essere più un optional


di Marilisa Bombi

Anno nuova vita nuova. Si dice ancora così, credo. E allora, per mantenere i buoni propositi di fine anno decido di dotarmi, finalmente, della mia PEC (Posta elettronica certificata) che mi consentirà di evitare le file in posta per spedire una raccomandata. In pratica, per chi ancora non lo sapesse, la PEC ha l’efficacia di una raccomandata postale. Solo che, invece di viaggiare secondo i conosciuti e tradizionali sistemi, viaggia in Rete. Insomma, una raccomandata digitale. La posta elettronica certificata (PEC), ci informa il quasisemprepreciso Wikipedia,” è un tipo particolare di posta elettronica, utilizzato attualmente solo in Italia e Hong Kong (ma guarda tu!), che permette di dare a un messaggio di posta elettronica lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale garantendo così la prova dell'invio e della consegna. Anche il contenuto può essere certificato e firmato elettronicamente oppure criptato garantendo quindi anche autenticazione, integrità dei dati e confidenzialità.”

mercoledì 11 gennaio 2017

Anche a Gorizia la NOTTE NAZIONALE DEL LICEO CLASSICO: terza edizione dell’evento, al Dante Alighieri, venerdì 13 gennaio.



Anche il Liceo Classico di Gorizia partecipa alla Terza edizione della Notte nazionale del Liceo classico, che vede coinvolti quasi 400 licei classici disseminati in tutto il territorio italiano da Nord a Sud.
 


Venerdì  13 gennaio, dalle 18.00 alle 24.00, Palazzo Formentini, storica sede del Liceo classico “Dante Alighieri”, in viale XX Settembre aprirà le sue sale alla cittadinanza intera: in programma una serata ricca di eventi culturali , che avranno per protagonisti, oltre agli attuali studenti, docenti e collaboratori, ed anche numerosi professionisti ex studenti del  Liceo.  Sono previste conferenze, dibattiti, performance musicali, coreutiche, teatrali, proiezioni di video, esposizioni di opere di artisti locali, degustazioni.
In particolare, alle 18.05 , in contemporanea con tutti i Licei classici italiani, attori e musicisti della Compagnia teatrale del Liceo presenteranno l’Elogio dell’ ingenium, dall’Antigone di Sofocle;  alle   18.30 Maria Masau Dan, ex Direttrice direttore del Museo Revoltella di Trieste interverrà su “Il futuro delle professioni legate ai Beni culturali e il mancato rinnovamento generazionale nel mondo dei Musei”; alle 19.15 Marco Fucecchi, professore associato di Lingua e Letteratura latina all’ Università di Udine e Alberto Cecon, docente di Lettere, discetteranno di “Storie di magia  e stregoneria nel mondo antico”,  alle 20,  Marco Menato , direttore della Biblioteca statale isontina di Gorizia parlerà su ”Saba, libraio per caso”; alle 21,  Christian Massaro, studente di Teologia, e Vanni Feresin, paleografo interverranno su “La scuola di umanità nella Gorizia del ‘600: il Collegio dei Gesuiti”, alle 23.50,  in contemporanea con tutti i Licei classici italiani, sarà recitato il Lamento di Danae di Simonide di Ceo.
Tutto il programma al link http://www.isisalighieri.go.it/home/temp/notte_classico_ps1.pdf

lunedì 2 gennaio 2017

“Stanca morta” e “ Papir”, due polizieschi goriziani scritti dalla triestina Elena De Vecchi: triangolazione perfettamente riuscita.



Uno stimolante trasferimento di cultura e storia nella letteratura di genere, in bilico sul confine di Stato goriziano, che forse è l’unico punto su cui appollaiarsi per riscoprire la complessità della nostra città e del suo territorio.
Due romanzi di una autrice triestina, entrambi editi da Robin Edizioni nella collana I luoghi del delitto e disponibili anche in ebook.


di Martina Luciani



Emma ha una vita insignificante, scandita dalla quotidianità e dallo stridio degli ingranaggi delle relazioni familiari ( un marito nullità, due figli decisamente strani e assai poco gratificanti, il lavoro in una casa di riposo, i vecchi suoceri: ne ha a sufficienza per essere "Stanca morta"). Una vita di quelle che potrebbe svolgersi ovunque se non fosse per la scenografia goriziana e i cognomi dal suono familiare. 
Poi Emma, senza spiegare alcunché, invita le sue amiche storiche ( ognuna depositaria di un pezzetto della sua storia personale e di parzialissime verità) ad un’eccezionale festeggiamento, organizzato oltre confine, in Slovenia. Offre loro cena, concerto, prenotazione per la notte in hotel, trattamenti nella spa inclusi. Le compagne non capiscono, molto gorizianamente non chiedono di sapere, partecipano contente e attendono la rivelazione delle ragioni di tanta generosa ospitalità: ma al mattino Emma nella sua stanza non c’è, non ci ha nemmeno dormito, e nessuno, incluse le squadre investigative di Gorizia e di Nova Gorizia, ci capisce qualcosa.  L'unica certezza:  Emma è donna misteriosa e sfuggente, e di lei ben poco hanno compreso figli, marito, amici e conoscenti.
Anche il lettore è inizialmente disorientato perché intrigato da una traccia narrativa, delicata e rarefatta, parallela a quella strettamente poliziesca, lungo la quale all’enigma della scomparsa di Emma si aggiungono ampiezze retrospettive inizialmente insospettabili, che solo via via si rivelano elementi essenziali della vicenda. Altro non si può rivelare, perchè si sciuperebbe l'ottima strategia del racconto, la quintessenza della storia ( e del suo titolo). Ma si può anticipare che Elena De Vecchi è convinta che per capire una vita,  e le storie che ne compongono l’architettura, bisogna capire le vite che l’hanno preceduta, le trame del destino che si sono dipanate e aggrovigliate, e non è facile tirare il bandolo della matassa in una terra come la nostra.

domenica 1 gennaio 2017

A Borgo Colmello il tacchino solidale di Mariano Zian



Z come Zian: ovvero gli ultimi saranno i primi.Si conclude, oggi, con Mariano Zian la presentazione degli artisti che hanno aderito alla iniziativa benefica “Ritratti e bestialità di corte”. Ventidue quadri che sono stati esposti da maggio ad oggi, nelle sale di Borgo Colmello a Farra d’Isonzo.



 

di Marilisa Bombi

Mi fa piacere che questa carrellata si concluda con Mariano, amico di sempre, ed i cui disegni hanno per lungo tempo decorato la tavernetta della mia infanzia dove – negli anni ’60/70 – ci ritrovavamo per provare i passi di twist ed hully gully. Insomma, ai tempi pre shake, il cui è tutto dire.
Mariano Zian, goriziano quindi, che quarant’anni fa si è trasferito a Tricesimo divenendo, di fatto, il Forattini friulano per antonomasia. Anche se, a dire il vero, i personaggi di Zian sono ben più definiti di quanto faccia il disegnatore romano, come è stato ben possibile constatare dai numerosi disegni esposti lo scorso anno nella Corte dell’arte dell’infaticabile Marina Legovini, nella mostra che di fatto ha celebrato il suo ritorno a casa, se non fisicamente ancora, perlomeno intanto con lo spirito.
All’occupazione quale disegnatore e progettista di arredamenti a Tricesimo, ha affiancato sempre quella della pittura. I suoi primi dipinti sono datati 1971 (smalti su legno) e, ad oggi può vantare una decina di mostre personali e collettive, con opere in olio, acrilico e tempera. Anche se, ai più è noto per le vignette umoristiche che gli hanno consentito la pubblicazione di ben cinque libri già da tempo andati esauriti.
Per la collettiva Mariano Zian ha scelto un tacchino, il Dindio, insomma. E se ogni preferenza ha un senso, va esaltato il fatto che mai decisione fu più appropriata, visto il carattere e la personalità dell’artista. Ciò in quanto rappresenta il passare veloce e fugace dei propri possedimenti. Perciò esso ci insegna che non vale a nulla accumulare più di quanto si abbia necessità invitando a sacrificare il sovrappiù agli altri cosicché possano anche essi vivere meglio gustando il sapore della vita.
Chi possiede questo tipo di energia, secondo la tradizione degli indiani d’America, tende ad agire per il bene degli altri e della società in maniera altruistica cosa che sorge dal fatto di riconoscere che Il Grande Spirito è presente e vivo in ogni essere vivente e che esiste una legge universale che asserisce che come noi doneremo agli altri anche altri un giorno doneranno a noi.
L'insegnamento del tacchino quindi è la condivisione. E non è un caso se viene usato come simbolo per la festa del ringraziamento in America. Ciò in quanto i nativi americani indicarono ai padri pellegrini, quali prodotti coltivare e quali animali allevare, ovvero granturco e tacchini, dopo che la metà di loro non era sopravvissuta all’inverno, tenuto conto che i semi importati non avevano dato alcun frutto vista la differenza di clima e terreno.

venerdì 30 dicembre 2016

Anno nuovo vita nuova: iniziamolo con la lettura di un libro, magari ambientato a Gorizia



Domani 31 dicembre, entriamo in libreria, ed acquistiamo un libro ambientato a Gorizia. Magari Addio alle armi di Hemingway o Vedrò Singapore? di Piero Chiara. Sono tanti gli autori che hanno dedicato pagine dei propri libri a questa nostra amata/odiata città, a partire da Lorenzo da Ponte, il librettista di Mozart. Ed è probabile che dalle parole di sconosciuti si sveli una città che fino ad oggi abbiamo guardato senza realmente "vedere".



di Marilisa Bombi

Quanti libri hai letto nell’ultimo anno? Cinquanta? Dieci? Uno? Nessuno?! Secondo l’Istat, più della metà degli italiani, per l’esattezza il 53,2%, non ha letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista. Non solo, appena il 15,1% degli intervistati ha letto almeno un libro al mese, circa 12 in un anno.
Difficile quindi sorprendersi se il nostro Paese appare stanco, senza idee e pronto a votare chi la spara più grossa in televisione (sempre questa maledetta televisione). Esiste infatti una precisa correlazione tra la percentuale di lettori in un determinato Paese ed il benessere economico, culturale e sociale di quello stesso Paese. Con questo incipit AndreaGiuliodori dal suo Blog introduce un argomento di estremo interesse: ci sono ben 5 valide ragioni per leggere. Quindi, sotto a chi tocca.
Il fatto strano, che mi ha invogliato a scrivere questo post, è che proprio oggi (delle diverse mailing list alle quali sono iscritta) ne ho ricevute due che trattano, direttamente o indirettamente, la questione libri. La prima, molto stimolante, inviata dalla blogger Simonetta di www.camiciaecravatta.com. “Personalmente – scrive Simonetta - non trovavo mai il tempo di leggere, finché non mi sono imposta di leggere almeno un’ora (i libri che mi interessano) al giorno. E ho iniziato alla mattina alle 5 a colazione, tramite ipad (su amazon trovi tutti i libri che vuoi).
Poi ho aumentato i ritmi riuscendo a coniugarli con quelli del lavoro e delle mansioni di casa, arrivando a leggerne due a settimana. Posso dire senz’altro che io sono diventata... quello che leggo.
Molti libri mi hanno cambiato il modo in cui vedo il mondo, alcuni mi hanno cambiato la vita altri dato delle risposte a delle domande più pressanti.
Se non fosse per i libri che ho letto, non esisterebbe questa Simonetta che voi conoscete.
Leggi tutti i libri che puoi sugli argomenti che ti interessano.
A volte anche solo un libro potrebbe farti risparmiare anni di lotta e sostituirli con anni di felicità e prosperità.”
Insomma, se per Andrea Giuliadori è necessario (e gli dò ragione) leggere almeno 52 libri all’anno, per diventare più intelligente, creativo e seducente, è comunque compito dei genitori condurre i piccoli verso questo percorso di crescita. Ciò in quanto le buone abitudini vanno coltivate fin dalla tenera età.
Sotto questo punto di vista, illuminante, è stata la seconda mail che ho ricevuto oggi e che riguarda, proprio, le letture per i bambini. Una guida che ogni genitore dovrebbe consultare per avviare i piccoli lungo il percorso della vita, con la consapevolezza che un buon libro stimola l’immaginazione e la creatività.
Per gli adulti, invece, che intendono ascoltare il suggerimento iniziale, consiglio la lettura di questo approfondimento di Antonella Gallarotti, riservandomi un aggiornamento personale.
Buona lettura.

giovedì 29 dicembre 2016

Prima i diritti e poi il pareggio di bilancio. Magnifica nuova pronuncia della Corte Costituzionale: impossibile non tenerne conto, a livello nazionale e sovranazionale.


Regalo di Natale della Corte Costituzionale ai sostenitori dello Stato sociale: nella sentenza 275/2016 si enuncia un concetto fondamentale.
La visione corretta del concetto di equilibrio del bilancio si fonda sul principio che è  "la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione."  A Gorizia, in tempo di elezioni, oltre alla numerologia e all'interpretazione dei sogni, i candidati sindaci cosa elaborano a proposito dell'art.81 della Costituzione  e del patto di stabilità interno? Dove sono le prese di posizione sui grandi temi di questo infuocato periodo: Gorizia sta in questo mondo o in un altro?


di Martina Luciani

Gli effetti di questa sentenza sono tutti ancora da analizzare. La pronuncia si incasella in una questione specifica: il fatto cioè che la Regione Abruzzo illegittimamente abbia previsto che il finanziamento per il trasporto degli studenti disabili sia 
erogato "nei limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio e iscritta sul pertinente capitolo di spesa", mentre

"il nucleo invalicabile di garanzie minime per rendere effettivo il diritto allo studio e all'educazione degli alunni disabili non può essere finanziariamente condizionato in termini assoluti e generali".
Ma la Corte ha anche detto che è  "la garanzia dei diritti incomprimibili ad incidere sul bilancio, e non l’equilibrio di questo a condizionarne la doverosa erogazione.”
Il pareggio di bilancio ex art.81 Cost. non è quindi un cardine sui cui far girare tutto il resto, fenomeno che ha prodotto conseguenze enormi e devastanti. Prima fra tutti l'aver reso evanescente l'art. 3 Cost. seconda parte (E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese) con l'implicita  giustificazione che assicurarne l'applicazione rientri in una operazione contabile obbligata al pareggio di bilancio.
Un elenco ( approssimativo) dei diritti incomprimibili, oltre al diritto allo studio: diritto al lavoro, diritto ad avere una casa, diritto alla salute, diritto al rispetto della persona umana, diritto a vivere in condizioni di salubrità e sicurezza, diritto all'ambiente....dalle pensioni alla spesa sanitaria, dal dissesto idrogeologico alle "invenzioni" in materia giuslavoristica, dall' Ilva alla Ferriera di Trieste, dal reddito di cittadinanza al diritto d'asilo....ne avremo di occasioni per richiamare il dictat di questa sentenza.
Incluse le riflessioni sui richiami di JP Morgan a proposito della nostra Costituzione, sulle interferenze nel medesimo ambito della BCE, sulla visione di un' Europa di persone e non di banche finanziarie, sulla produzione legislativa che se ne frega dei referendum in materia di acqua pubblica e servizi pubblici, ed anche sul ruolo del presidente della Repubblica quale primo garante della Costituzione.