mercoledì 8 novembre 2017

Dal Cantiere alle case: il Villaggio di Panzano a Monfalcone. Primo Venerdì d'Architettura a Gorizia, il 10 novembre, in Borgo Castello

Quattro appuntamenti ideati dall'Ordine degli architetti e dedicati al nostro territorio. Si comincia dalla "company town" nata a Panzano a servizio dei cantieri navali di Monfalcone; il ciclo di conferenze darà riconoscimento anche a Max Fabiani e al suo "Acma, l'Anima del mondo" e ad Antonio Lasciac, architetto e urbanista tra Gorizia e l'Egitto.


E’ dedicato alla genesi del villaggio di Panzano il primo dei quattro appuntamenti  organizzati dall’ iniziativa dell'Ordine degli Architetti di Gorizia, in collaborazione con i Musei Provinciali di Gorizia e dell'Erpac del Friuli Venezia Giulia, intitolati “Venerdì d’Architettura” e dedicati al nostro territorio.
La prima conferenza è in programma venerdì 10 novembre, alle 17, nella sala dei Musei di Borgo Castello.  Interverrà il professor Edino Valcovich che illustrerà come è nato il quartiere progettato dall'ingegnere Dante Fornasir, concepito a servizio del cantiere navale dei fratelli Cosulich,inaugurato nel 1927: Dal Cantiere alle case è proprio il titolo dell’incontro.
Il Villaggio di Panzano è uno splendido esempio di quegli interventi propri del paternalismo padronale illuminato che hanno caratterizzato il periodo della Rivoluzione Industriale in Europa ed in Italia a cavallo dell'Ottocento, epoca che si riconosce negli stilemi architettonici  adottati, tipici dell'Eclettismo.        
 E’ composto da uno straordinario insieme di tipi edilizi,  ed è caratterizzato da una struttura urbanistica di tipo gerarchico (case per  operai, per impiegati, per dirigenti) e da un notevole insieme di servizi pubblici (teatri, scuole, alberghi, bagni pubblici, ecc.).
Valcovich è professore ordinario di Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Architettura dell'Università di Trieste. 
Da molti anni si occupa di tematiche relative all’Archeologia Industriale con particolare riferimento all’area del Monfalconese e con questi temi si è misurato anche dal punto di vista professionale con specifici interventi di restauro e recupero.

Venerdì d’Architettura proseguirà il 24 novembre: la dottoressa Patrizia Ugrin racconterà le riflessioni a carattere filosofico di Max Fabiani, espresse nell'opera " Acma, l'anima del mondo".
Il 1° dicembre l'architetto Fabia Cabrini illustrerà i suoi progetti  per il quartiere di Panzano, designati vincitori di un concorso internazionale  e infine l’architetto Diego Kuzmin,  il 15 dicembre,  ragionerà sul lavoro di progettazione urbanistica di Antonio Lasciac, localizzato a Gorizia e in Egitto.

NOBIOMASSEGO. IMPIANTO TRATTAMENTO RIFIUTI ALLUMINIO. Il comitato rivolge al sindaco di Gorizia 4 domande, cui rispondere si o no.



Oggi, 8 novembre 2017, in Comune commissione urbanistica, ottima occasione per accertare finalmente come stanno le cose sulla vicenda dell’impianto di trattamento rifiuti di alluminio, cardine del progetto Three shades of green. Il comitato in una lettera aperta al sindaco, formula quattro domande ancora senza risposta sulla localizzazione dell'impianto di trattamento rifiuti alluminio.




Rimangono ancora senza risposta le domande contenute nella mozione respinta dal consiglio comunale lo scorso settembre, diretta ad impegnare il Comune a fare chiarezza sulla questione del progetto Three shades of green che fu presentato al Patto per lo sviluppo della provincia di Gorizia  a luglio 2014 (in foto la notizia), coinvolgendo il Comune, la Confindustria, la Camera di Commercio, il Comune di Monfalcone, CGIL CISL e UIL e ovviamente la Provincia di Gorizia.
Considerato che oggi si riunisce la commissione Urbanistica del Comune, e che la questione biomasse finirà sul tavolo della discussione, il Comitato ripropone al sindaco le domande, formulandole in maniera che si possa rispondere semplicemente si o no.
1 - Signor sindaco, lei sa che l'impianto di trattamento rifiuti, cardine del progetto Three Shades of green , è dentro il centro abitato così come definito dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 “Nuovo codice della strada”?
2 - Signor sindaco, lei sa che la normativa regionale di riferimento prescrive una fascia di rispetto di 1000 metri dal centro abitato per questo tipo  di attività, che la stessa norma indica senza possibilità di equivoci che il criterio tecnico per la delimitazione del centro abitato stesso è il codice della strada, che sempre la stessa norma indica che tale perimetrazione è fattore escludente? (punto 5.7 criteri localizzativi del piano regionale rifiuti speciali vigente al momento dell’autorizzazione dell’impianto)?

3 - Signor sindaco,  la documentazione progettuale dichiara che l'impianto sta fuori il centro abitato? Noi sappiamo che la realtà dei fatti, che avrebbe dovuto essere accertata in istruttoria, dimostra che è incluso all’interno dello stesso.
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4 - Signor sindaco, non ritiene che il procedimento di AU relativo all’impianto di trattamento rifiuti sia viziato perché i pareri favorevoli si fondano su un presupposto sbagliato?

Comitato NoBiomasseGO

venerdì 3 novembre 2017

MUORE UN ALBERO, DIVENTA UNA SCULTURA. A PALAZZO LANTIERI DI GORIZIA

La morte del grande cedro di Palazzo Lantieri, storica dimora goriziana, è stata vissuta come un lutto dai proprietari. Che hanno trovato il modo di metabolizzare la perdita grazie all'intervento dello scultore Gianpietro Carlesso.


di Martina Luciani


E' stato inaugurata, con un momento di grande intensità e molta attenzione da parte degli esperti e degli "addetti ai lavori", la nuova installazione dell'artista Gianpietro Carlesso, che ha realizzato, per così dire, il passaggio a nuova vita del cedro del Libano del parco di Palazzo Lantieri: creare un'opera dal tronco ormai privo di vita,  ha consentito di riproporre, con le forme dell'arte e con la sensibilità dell'artista, l'energia biologica, e non solo, del vecchio albero. 
Un grande e bellissimo albero, sconfitto dall'attacco dell'Armillaria, nonostante tutte le cure e le attenzioni per preservarlo.  Chi soprattutto non si dava pace per l'inarrestabile deperire del cedro era Carolina Levetzow Lantieri, che di  fronte alla soluzione finale, cioè l'abbattimento, ha accolto con entusiasmo la proposta di uno scultore per conservare l'essenza del guardiano del parco, il suo ruolo nell'armonia, visibile e invisibile, del contesto,  la sua presenza solenne e benigna nel corso di tantissimi anni.
Si chiama "Slancio vitale" l'opera realizzata dall'artista, bolzanino di nascita e cormonese di adozione, che ora svetta nel prato e che va ad aggiungersi alle installazioni di arte contemporanea già presenti a Palazzo Lantieri, tra le quali quella di Jannis Kounellis nella Torre sopra la Porta Oriente, e quella di Michelnagelo Pistoletto, sul soffitto del salone dei ricevimenti.

All'inaugurazione ha partecipato anche il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, accompagnato dall'assessore alla cultura Fabrizio Oreti, che  ha così avuto modo di verificare personalmente come si possa concretizzare l'ipotesi di adottare un intervento simile per risolvere la questione dei tristissimi monconi dei tre cedri morti nel parco del Comune, che troneggiano spettrali, a quanto pare a causa di un "blocco" al loro abbattimento stabilito dalla Sopraintendenza.

L'arte contemporanea, insomma, nonostante le diffidenze manifestate dall'Amministrazione in altre recenti circostanze, ha gli strumenti concettuali e tecnici per dare un senso, e un decoro, ad una situazione che, seppur priva dei risvolti emotivi che hanno dato l'imprinting all'opera creata da Carlesso a Palazzo Lantieri, affligge in maniera pesantemente negativa l'estetica del parco del Comune.


venerdì 27 ottobre 2017

ANTIFASCISMO IN MARCIA. ANCHE A UDINE. INIZIATIVA DELL'ANPI, IL 28 OTTOBRE. L'ADESIONE DEL COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE DEL FVG

 

 

 

 

In coordinamento con un numero sempre più alto di città italiane, anche a Udine si svolgerà una iniziativa per ribadire che la tragica lezione del fascismo l'abbiamo imparata a dovere e che le lancette dell'orologio della storia non permetteremo siano spostate indietro, al 28 ottobre 1922.

L'adesione del Coordinamento Democrazia Costituzionale del Friuli Venezia Giulia. Il comunicato stampa.



COMUNICATO STAMPA, 26 ottobre 2017
Il Coordinamento per  la Democrazia Costituzionale del Friuli Venezia Giulia, con le sue diverse rappresentanze locali, aderisce all’iniziativa organizzata dall’ANPI di Udine  il 28 ottobre prossimo, in coordinamento con tutti i comitati territoriali che nelle città italiane interverranno  a rafforzare la denuncia contro le risorgenti attività di stampo fascista (http://www.anpi.it/articoli/1834/lantifascismo-in-marcia-a-roma-in-campidoglio-levento-centrale-della-mobilitazione-del-28-ottobre). 

E’ di fondamentale importanza che i valori della nostra Costituzione, formulata quale presidio per assicurare all’Italia un futuro democratico e garantire tutti gli anticorpi per non essere mai più infettata dal fascismo, siano oggetto di forte e condivisa testimonianza soprattutto di fronte all’inaccettabile provocazione che forze di estrema destra intendevano realizzare all’EUR di Roma, nella data che coincide con la ricorrenza della marcia armata del partito fascista nel 1922. 
La manifestazione  è stata annullata, ma solo per essere spostata alla data del 4 novembre, commemorazione della fine della Prima guerra mondiale:  cambia il contesto storico di riferimento, rimane identica la retorica e l’intenzione. 

“L’antifascismo in marcia” è il progetto dell’ANPI nazionale, che a Udine verrà declinato con la manifestazione intitolata “Il fascismo, dalle origini alla marcia su Roma”, nella sala della Palazzina delle Associazioni, in Via Brigata Re 29 (http://www.anpiudine.org/a-udine-28-ottobre-lantifascismo-in-marcia/).


domenica 22 ottobre 2017

PROFUGHI A GORIZIA.GALLERIA BOMBI. L'afflusso di richiedenti asilo non è superiore al passato.Il problema è che in questi mesi i bivacchi sono visibili a tutti.

Dall'Azienda sanitaria, oggi, sulla stampa, la raccomandazione: serve un altro centro di accoglienza. Niente paura, i numeri da gestire sono gli stessi del passato, la differenza è che da questa estate non ci sono più le soluzioni di fortuna che nascondevano il problema agli occhi e al cuore della città e soprattutto dei suoi amministratori.


di Martina Luciani

Posso fare l'elenco delle soluzioni che sono state inventate negli anni scorsi per fra fronte alla carenza di posti in regolare accoglienza per i richiedenti asilo. La sede della Caritas, la sala della parrocchia della Madonnina ( il parroco don Valter è uno degli uomini più coraggiosi che io abbia mai conosciuto), l'androne del Pastor Angelicus, una sala della comunità Arcobaleno,  la sede del Forum Gorizia, a turno le sale delle parrocchie, il cosiddetto bunker, gli accampamenti di fortuna nella boscaglia lungo il fiume, cortili e porticati.

Uno sforzo organizzativo che si fondava in massima parte sul volontariato, grazie al quale è stato evitato il peggio in molte circostanze ( morire di freddo si può anche nella civile Gorizia). Che risolveva, anche in maniera precaria ma sufficiente a nascondere: i profughi scomparivano, nessuno li vedeva imbacuccati per terra a dormire, non i cittadini, non il sindaco e la sua giunta, nemmeno i consiglieri comunali.
E' rimasta la galleria Bombi, che esibisce tutta la vergogna di questa città: venerdì sera  i profughi in fila sui giacigli erano quasi 100, tra sabato e domenica ne arrivano sicuramente degli altri. Ma questo non è un picco del fenomeno migratorio, di concentrazioni simili se ne sono viste tantissime volte e sempre, da anni, il volontariato sfama, disseta e porta coperte e indumenti. La differenza è che un rifugio di fortuna e adeguatamente discreto non c'è.

In questo autunno, finora straordinariamente clemente in termini meteo, non si vedono prospettive di soluzione: una immediata soluzione.
Il maltempo e il freddo intenso sta per arrivare, e quello che resta dei diritti umani, della dignità e la sicurezza delle persone, della decenza delle singole vite oltre i numeri e le ordinanze e le ideologie, sta per essere congelato. Ma non è l'ibernazione dei film di fantascienza, quella da cui si esce con uno sbuffo di vapore e senza un brivido: qui, in galleria Bombi, stiamo per costringere ad un'ulteriore prova di resistenza le persone (basta aggettivi e classificazioni!), quella cioè di non poter prender sonno a causa del freddo, di sentire il corpo che cede alla malattia, di subire minuto dopo minuto un disagio fisico sempre maggiore e una vergogna sempre più acuta. 

Queste persone tenteranno di resistere, certo che lo faranno, l'unica cosa su cui il sindaco di Gorizia ha ragione è che questa situazione ignobile è conseguente ad una loro scelta: omette tragicamente di valutare che si tratta di una scelta disperata, in cui sanno di mettere in gioco la loro stessa vita, aggrappati però all'estrema speranza  di ottenere, rispetto ai luoghi da cui provengono, una quantità minima di probabilità di vivere in libertà e con dignità ( ma sono sentimenti che noi non riusciamo nemmeno a immaginare). 


venerdì 20 ottobre 2017

Roma, 24 ottobre 2017: IL COORDINAMENTO DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE IN BARRICATA CONTRO LA LEGGE ELETTORALE.

Martedì 24 ottobre il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ha indetto una manifestazione davanti al Senato per protestare contro la legge elettorale che il governo sta facendo approvare con i voti di fiducia.

Audizione dell'avv. Felice Besostri in commissione I al Senato: nel documento che analizza alcuni aspetti del Rosatellum, anche l'ipotesi del ricorso alla Corte Costituzionale da parte degli stessi parlamentari a tutela della compressione dei diritti connessi all'esercizio della funzione di rappresentatività di matrice costituzionale.



La manifestazione, a Roma, inizierà alle ore 16 nella piazza Corsia Agonale di fronte al Senato della Repubblica).
Il Coordinamento esprime  la piu' ferma opposizione a questa legge che toglie ai cittadini il diritto di scegliere i loro parlamentari e contraddice il principio costituzionale del voto libero ed uguale, compiendo per di piu', con il voto segreto, un'inaccettabile imposizione contro l'articolo 72 della Costituzione.
La manifestazione è aperta a tutti i raggruppamenti politici, alle forze sociali e alle associazioni che esprimono contrarietà a questa legge affinchè possano aiutare la costruzione di una risposta di massa contraria a questo scempio legislativo.
Si invitano tutti i Comitati (soprattutto quelli che sono più vicini a Roma) a partecipare alla iniziativa davanti al Senato ed a moltiplicare azioni simili in ogni luogo possibile.

Il 19 ottobre, la commissione Affari Costituzionali ha svolto una serie di audizioni informali sul disegno di legge elettorale n. 2941. Tra queste quella dell'avvocato Felice Besostri, che è già pubblicata sul suo blog.
Nel suo intervento sono spiegate tutte le situazioni di contrasto del Rosatellum con le norme costituzionali: articoli 3, 48, 49, 51, 56, 58.
Afferma, tra l'altro :  
"L'esito del proprio voto libero, personale ed eguale in connessione alle soglie di accesso nazionali, rende impossibile fare una previsione degli effetti del proprio voto, specialmente se si esprime solo con un voto al candidato uninominale. Questa incertezza sull'effetto del proprio voto rende lo stesso non eguale, non libero e non personale."
Besostri inoltre sviluppa una dettagliata analisi della questione della rappresentanza elettorale delle minoranze linguistiche. E fornisce un importante strumento operativo che ritiene disponibile per i parlamentari i cui diritti siano stati compressi dal meccanismo della questione di fiducia: il parlamentare che ritenga siano sacrificati diritti sostanzialmente collegati alla funzione rappresentativa, cioè diritti che hanno fondamento costituzionale e la cui efficacia non è circoscritta al Parlamento ma si espande all'intero ordinamento, potrebbe adire la Corte Costituzionale attraverso la strada del conflitto di attribuzione sollevato contro la camera di appartenenza. Precisa Besostri:
"Una strada finora non percorsa, che resta a disposizione come monito, per evitare anche che la questione sia posta troppo tardi, attraverso il controllo incidentale di costituzionalità. La via ordinaria potrebbe giungere all'attenzione della Corte costituzionale, come si dice in Toscana, "a babbo morto", cioè ad elezioni già celebrate, con le paradossali conclusioni della sentenza n. 1/2014".