sabato 17 maggio 2014

Bliz dei Radicali di Gorizia davanti alla prefettura: amnistia o scatta l'infrazione da parte dell'Unione Europea

La proposta dei Radicali in vista del 28 maggio, quando scade il termine indicato dalla Corte di Strasburgo per  risolvere la situazione di vergognoso  sovraffollamento nelle carceri e violazione dei diritti umani dei detenuti.


di Martina Luciani

Il 28 maggio l'Italia dovrà dimostrare alla Corte dei diritti dell'uomo che è intervenuta per ripristinare lo stato di degrado delle carceri italiane. Dopo tale data, scatterà la procedura d'infrazione dell'Unione Europa per il mancato rispetto dei diritti umani dei detenuti nel nostro Paese causati dal sovraffollamento nelle carceri.
 Qualcuno ha calcolato, e forse è stato ottimista, in 150 milioni di euro la multa, compensazioni pecuniarie e rimborsi. L'origine di questa vicenda, che alcuni configurano come "flagranza di reato dello Stato italiano" è la
sentenza Torreggiani, considerata "pilota" perché  la Corte, attraverso la trattazione di  singoli ricorsi, ha identificato un problema strutturale, e stabilito una violazione ricorrente dello Stato contraente.
La crisi del sistema carcerario è stata ricordata questa mattina, davanti alla Prefettura, dall’ Associazione Radicale “Trasparenza è Partecipazione” di Gorizia che  ha deciso di mandare un forte segnale alle istituzioni ed alla cittadinanza esponendo uno striscione di 15 metri  con la scritta " amnistia".
Ha dichiarato Michele Migliori, segretario dei Radicali di Gorizia:
“La sentenza Torreggiani  rappresenta l’ennesima infamia per la giustizia e la salvaguardia dei diritti nel nostro paese. La sanzione monetaria che deriverà da questa condanna, verrà riversata direttamente sui cittadini, con un aumento conseguente delle imposte. Chiediamo al Parlamento italiano di votare immediatamente un provvedimento che preveda l’amnistia e l’indulto."

venerdì 16 maggio 2014

A Romans d'Isonzo (ri)vivono i Longobardi. Rievocazione storica nel fine settimana.


Mentre a Gorizia ricordiamo con nostalgia le atmosfere medioevali del Dies Domini in Castello, a Romans d'Isonzo parte una tre giorni dedicata ai Longobardi. 


Ce ne parla Eliza Winkler,  componente di una associazione, Oblitus homine,  che con il lavoro sapiente delle mani, supportato  dalla ricerca culturale e con i metodi dell'archeologia sperimentale, ricrea manufatti, contesti e situazioni sociali dell'antichità, da quella più remota fino al Medioevo. Un affascinante viaggio nel tempo e un omaggio al popolo Longobardo che ha saputo produrre la sintesi delle culture germanica e latina, contribuendo a scrivere - ben leggibile dai posteri -  la storia culturale e artistica della nostra regione, e dell’Italia intera: si concretizza nella seconda edizione di Romans Langobardorum, da oggi al 18 maggio, nel parco didattico archeologico di Romans d’Isonzo.
La passione per l’antica presenza longobarda, testimoniata dalla necropoli romanese considerata tra le più vaste d’Italia, ha prodotto un poderoso programma. Grazie alla collaborazione tra  l’ Associazione Invicti Lupi e l'Associazione I Scussons, e con la partecipazione di gruppi storici e di associazioni,   per tre giorni il pubblico  avrà modo di immergersi nelle atmosfere tardo medioevali e partecipare a diverse attivita’, tra le quali il campo storico, la rievocazione dei combattimenti, conferenze, diverse didattiche, spettacoli e animazioni, musica dal vivo, mercato antico, cucina longobarda e chioschi, visite guidate, spettacoli equestri e mostra estemporanea fotografica.
Eliza Winkler
Associazione Oblitus homine

giovedì 15 maggio 2014

Allo Slataper soffitti sicuri. Ma dello scivolo per gli studenti in carrozzella non si parla più.


Conclusa l'attività di controllo sull'edificio di via Diaz, disposta dalla Provincia dopo il crollo del controsoffitto al Liceo Classico.


di Martina Luciani

I genitori dei ragazzi della scuola media Ascoli, del Liceo delle Scienze Umane e del Liceo Classico di Gorizia possono stare un po' più tranquilli per la sicurezza  dell'edificio di via Diaz che ospita probabilmente la più numerosa popolazione scolastica della città.
Si sono conclusi i controlli disposti dall'Amministrazione provinciale, che in sostanza hanno stabilito l'agibilità dell'edificio nelle parti in cui è utilizzato dagli studenti ( il seminterrato è off limits da molto tempo ormai). L'abbiamo saputo perchè oggi è stata letta ( avremmo preferito non sentirne il riassunto dai ragazzi, ma riceverla o trovarla sul sito) una circolare sul tema.
Il monitoraggio ha evidenziato una serie di criticità relative ad elementi non strutturali, che sono stati opportunamente delimitati e isolati. Ma niente che faccia prevedere di ritrovarsi un soffitto sulla testa. Ovviamente, da parte della Provincia  andranno previsti lavori di manutenzione e ripristino per ridare piena integrità ai punti e ai manufatti danneggiati.
Non si è saputo invece più nulla del progetto per realizzare una pedana che consenta ai ragazzi che si muovono con le sedie a rotelle di superare la ormai famosa barriera di gradini all'interno della scuola, e quindi di arrivare in classe, o scappare fuori in caso di emergenza, anche se l'ascensore non funzioni. Voci citano un iperbolico preventivo di 40 mila euro, che per uno scivolo di pochi metri, seppur bisognoso di una specifica progettazione, sembrano veramente incongrui. Comunque, se queste sono le cifre d'approccio al problema, è evidente che a Provincia dovrà indire un bando di gara. Attendiamo informazioni in merito.

Concerto corale e letture dedicati a " La Grande Guerra"


Finalmente notiamo evidenziato un concetto poco evocato nelle commemorazioni della Prima guerra mondiale: "L'inutile strage".

 

di Martina Luciani

Chi ha scelto un titolo è stato chiarissimo: “L'inutile strage”. Sottotitolo: Per una cultura della pace.
C'era proprio bisogno che qualcuno ricordasse l'insensatezza sanguinosa che la Prima guerra mondiale stese come un sudario su uomini, donne, bambini. A forza di sentir parlare delle ragioni politiche, dei contesti storici, delle strategie militari, dei singoli fatti e dei singoli personaggi, l'infinito elenco di vite sacrificate sull'improbabile altare delle patrie ( moltitudini avrebbero preferito starsene a casa loro invece che partire soldati e morivano bestemmiando la loro disperazione, non già declamando versi)diventa un dato che si misura in numeri e non in sangue e visceri, strazio, memorie dolenti, ritratti listati a lutto per sempre nelle piccole grandi Storie delle famiglie.
Le canzoni saranno cantate dal coro Alpi Giulie di Trieste, in collaborazione con quello del liceo Oberdan, Senior di Trieste. L’appuntamento è fissato per sabato sera, 17 maggio al Kulturni center Bratuž di viale XX settembre 85, alle 20.30.
Tra  gli organizzatori, l'Istituto Giuliano di Storia, Cultura e Documentazione e l'Unione Società corali del Friuli Venezia Giulia.

A proposito del voto del 25 maggio .....



Alcune riflessioni sul ruolo degli elettori europei

di Marilisa Bombi

E’ iniziato il countdown per il rinnovo del Parlamento europeo. Si tratta tuttavia di elezioni che molto spesso vengono percepite sottotono perchè contestuali alle amministrative. Oppure, e peggio ancora, sono considerate dai più come luogo dove il vecchio politico intende concludere, indisturbato da un improbabile controllo degli elettori, la propria carriera.. Infatti, non esistono più, ahimè, personaggi, interessati a passare alla storia, che decidono di ritirarsi a vita privata, alla scadenza del mandato elettivo, come fece il sempre citato Cincinnato. Ciò in quanto nessuno è disposto a rinunciare ai privilegi della Casta. Senza parlare poi del palcoscenico politico, molto ambito da nani e ballerine che vi aspirano, senza tenere conto che in questo modo non fanno altro che aumentare il discredito, già elevato nei confronti dell’Italia. Tocca a noi elettori aggiustare e correggere: il prossimo 25 maggio, cerchiamo di dare la preferenza a persone competenti che abbiano almeno un minimo di conoscenza su ciò che fa e che cos’è l’Unione europea.

martedì 13 maggio 2014

Scuola: non siamo gli ultimi!


Il Friuli Venezia Giulia risulta a livello nazionale la regione con la più ricca offerta di servizi per la formazione dei minori. E i nostri figli sono tra quelli che leggono di più, fanno più sport e abbandonano di meno i percorsi scolastici.

di Marilisa Bombi

Mentre l’attenzione locale è puntata tutta sul Punto nascita (anche se, in cambio di strutture qualificate ed efficienti, poco importa se sia necessario percorrere qualche decina di chilometri per raggiungerle) viene reso pubblico un interessante rapporto sulla qualità dell’offerta formativa per i minori. Da questo emerge che il Friuli Venezia Giulia detiene il primato della regione "con la piu' 'ricca' offerta di servizi e opportunita' di formazione per i minori", distinguendosi "per numero di bambini che legge (il 75,7% ha letto almeno un libro nell'ultimo anno), che fa sport (il 56%, poco meno della Valle d'Aosta), per livelli di dispersione scolastica (11,4%) vicini alla soglia della media Ue, edifici scolastici mediamente in buone condizioni (il 73,2% delle scuole ha certificato di agibilita')". I dati sono stati forniti dalla Conferenza delle regioni che ha fatto sintesi dell’indagine “Scuola e povertà educativa: Rapporto Save the children”.

CIE di Gradisca d'Isonzo: la Procura della Repubblica faccia chiarezza sui fatti dell'agosto scorso.

Tenda per la Pace e di Diritti di Staranzano e  Melting Pot Europa  hanno presentato ieri, 12 maggio, un esposto al Tribunale di Gorizia. Stessa cosa è accaduta e accadrà nei prossimi giorni a Roma, Palermo, Napoli, da parte di altre associazioni, sempre con il coordinamento di LasciateCIEntrare.


di Martina Luciani

Il concetto/pilastro su cui si fonda l'argomentazione dell'esposto è che, per quanto siano complesse le problematiche legate all'immigrazione e per quanto gravi siano valutate le conseguenze sul piano dell'ordine e della scurezza pubblici i flussi migratori incontrollati,  la dignità personale è un diritto universale, inviolabile  ed appartiene alle persone non in quanto partecipi ad una comunità politica ma in quanto esseri umani.
L'esposto ricostruisce i disordini, le rivolte e le repressioni attuate all'interno del Cie di Gradisca a partire dall'8 agosto 2013, la cui gravità continua ad essere oggetto di drammatica attenzione, in particolare dopo aver saputo della morte, dopo mesi di coma, del giovane caduto dal tetto del Centro.
Il documento descrive la situazione attraverso le testimonianze delle persone che riuscirono ad entrare al CIE, entra nel dettaglio delle condizioni delle strutture e della gestione, denuncia la somministrazione di psicofarmaci ai detenuti, l'utilizzo di lacrimogeni altamente tossici in ambienti chiusi, riporta documenti, relazioni, interrogazioni, dichiarazioni, norme e sentenze.

lunedì 12 maggio 2014

Chi ha letto " La biblioteca di Gouldy"?

Il Gruppo di lettura "Immagina una pagina" affronta martedì, 12 maggio, il confronto di opinioni sul romanzo di Bernard Quiriny.



di Paolo Bonnes

Domani sera, alle 21, ci ritroviamo a Voltapagina per rivelare l'un l'altro le nostre impressioni su " La biblioteca di Gould" dello scrittore  Bernard Quiriny ( nella foto), giovane scrittore belga ( che fa anche il docente di filosofia del diritto).
" Ogni pagina è un pacco-sorpresa pieno di paradossi insoliti. E si visita questo gabinetto di curiosità come una galleria di specchi dove il senso delle proporzioni si smussa mentre la logica perde la bussola.": lo scrive
Grégoire Leménager su Le Nouvel Observateur,  evidentemente attratto per fascinazione dall' "eccentrica biblioteca di Gould, questo dandy deliziosamente maniaco".
Così maniaco che dichiara " non riesco più a leggere nessun libro senza chiedermi se l'autore non vi abbia per caso nascosto dei sottolibri, se al suo interno non si trovino grotte e sotterranei, se non si debba pertanto scavare più in profondità. E così, a furia di cercare sottotesti, ormai non leggo più: scruto, esamino, ispeziono da tutti i lati...". Vero, nei grandi libri ci sono “strati invisibili cui si accede solo scavando, proprio come agli strati geologici di ogni genere, rocce, minerali”. Spelelogia dei bibliofili, affascinante...un'altra illuminante recensione l'ha scritta Emmanuela Carbè e  la trovate qui.

domenica 11 maggio 2014

Quanto costano gli europarlamentari

Un po' di conti in tasca agli uscenti dalle aule europee.  Cercando anche di capire cosa hanno prodotto a fronte di significativi stipendi e quali responsabilità si sono assunti con i loro voti e iniziative, così da aiuta  scegliere con forse maggiori consapevolezze tra gli attuali candidati.

di Martina Luciani

Mentre riflettiamo per decidere chi mandare all’Europarlamento,  potremmo deviare su alcune considerazioni laterali ma non irrilevanti.  La prima: cosa hanno prodotto nella conclusa legislatura gli eletti del Bel Paese. Ad esempio, Ciriaco De Mita, Clemente Mastella, la ricandidata Silvia Costa, Elisabetta Gardini, David Sassoli... Sarebbe gradito un resoconto della loro attività senza dover andare a spulciare nel web. E per il passato, almeno sui grandi temi, avrei voluto che voti espressi in seno ai diversi organismi europei non fossero stati semplicemente targati "Italia" ma avessero avuto un nome e un cognome ( OGM e ambiente, tanto per fare degli esempi). Ma l'attività europarlamentare non ha sui nostri media molto risalto. Troppo lontana da noi? Fuori prospettiva nazionale? Accidenti, non lo è per niente, vista la rilevanza diretta che le decisioni europee producono negli ordinamenti degli Stati membri.Quindi vediamo che i prescelti abbiano competenze e adeguate motivazioni ideali ancor prima che comprovata lealtà politica ai rispettivi elettori.

La seconda: i nostri eletti non sono inviati ai lavori forzati. Gli europarlamentari costano 1,756 miliardi all’anno.Un quinto del costo dell'intera macchina amministrativa UE.

sabato 10 maggio 2014

E' morto il 30 aprile il ragazzo marocchino precipitato dal tetto del CIE di Gradisca.

La Tenda per la Pace ed i Diritti pubblica la notizia, definendo il CIE di Gradisca un luogo di negazione non solo dei diritti ma della vita stessa.
Si chiamava Abdelmajid El Kodra, e la notte dell' 8 agosto scorso era salito sul tetto del CIE di Gradisca, insieme ai compagni: protestavano contro le condizioni di quella che di fatto è una detenzione senza sentenza di condanna, ed a condizioni durissime.
Majid è caduto, ha picchiato la testa. Ricoverato a Cattinara a Trieste, è stato operato. Come scrive il comunicato della Tenda, dopo un breve periodo di clamore mediatico, i riflettori si sono spenti e il più assoluto silenzio ha accompagnato i mesi di coma del giovane. Trasferito all'ospedale di Monfalcone, è morto il 30 aprile. Riferisce la Tenda che la famiglia è stata avvisata una settimana dopo.
Lunedì, leggiamo in un comunicato stampa, nel Tribunale di Roma e in quello di Gorizia verrà presentato un esposto alla Procura della Repubblica per chiarire le circostanze dei disordini e delle responsabilità connesse alla rivolta di agosto al Centro di Gradisca. In particolare : la totale assenza dei requisiti strutturali per il trattenimento di persone e la richiesta di accertamento per un possibile uso improprio della forza da parte della polizia L'esposto è firmato dalla Tenda per la Pace, da LasciateCIEntrare, da altre associazioni, cittadini e alcuni parlamentari.

La vocazione turistica del comune di Gorizia



..... leggendo il bilancio del Comune.


di Stefano Cosolo
 
A leggere la relazione dei revisori dei conti al rendiconto per l’Esercizio contabile 2013 del Comune di Gorizia salta all’occhio la tabella relativa alle spese in conto capitale. Queste spese, definite anche spese di investimento, contengono tutti quegli interventi deliberati nel corso dell’esercizio (per esempio interventi sul patrimonio, per costruzioni, acquisti, ecc.) che, tra le altre cose, dovrebbero costituire l'utilizzo delle risorse finanziarie derivanti dalle entrate fiscali per implementare il capitale produttivo della comunità, cioè di Gorizia.  Il dato che sbalordisce è lo zero corrispondente alle voci “Cultura e beni culturali”, “Turismo” e “Servizi produttivi”. Curioso anche lo zero alla voce “Giustizia” considerata la nota situazione dell’edificio del Tribunale.  Ma è lo zero investimenti per il turismo che, francamente lascia perplessi in una città che da un lato vive molto pesantemente l'attuale crisi non solo economica ma anche culturale e, dall'altro, ha in sè un patrimonio storico e naturale straordinario per cui  dovrebbe puntare proprio sul turismo per il proprio rilancio e la sua sopravvivenza. E allora ci chiediamo perché non investire sulle risorse naturali, in primis l’Isonzo, risorsa naturalistica e storica eccezionale: esistono dei  progetti per sviluppare dei camminamenti lungo  le sponde del fiume, piste ciclabili, punti di osservazione scientifica, o addirittura per la creazione di un museo storico-naturale? E, ancora, perché non investire sulla riqualificazione delle aree confinarie con progetti urbanistici transfrontalieri? E il museo del complesso Santa Chiara? Perchè non investire  su strutture ricettive come gli ostelli, con annessi pacchetti turistici  a costi ridotti e comprensivi di musei, escursioni organizzate, ecc.?  Insomma al posto dello zero avremmo voluto leggere qualche piccola cifra anche solo per pubblicizzare Gorizia e le sue risorse attraverso manifesti (magari da affiggere in posti come l’aereoporto di Ronchi dei Legionari!), depliant e info point aperti la domenica.

Stefano Cosolo è presidente dell'Associazione "Essere cittadini"

venerdì 9 maggio 2014

La Fondazione contravviene alle volontà del conte Coronini



Ma i cittadini di Gorizia sono tenuti all’oscuro, perché chi li rappresenta non si è mai appassionato troppo.

di Marilisa Bombi


La Fondazione Coronini sta contravvenendo alle disposizioni del conte Guglielmo, alienando immobili ubicati a Gorizia? Sembrerebbe proprio di sì se è vera la notizia che da un po' di giorni circola in città e che riguarderebbe un immobile ubicato in borgo castello, proprio di fronte ai musei provinciali. Per tale immobile la Fondazione sarebbe in attesa di conoscere se la Soprintendenza intende esercitare il diritto di prelazione previsto dalla legge, essendo lo stabile vincolato. Peraltro, in città, gira anche voce di qual è l’importo proposto per la vendita. Lo statuto, stilato dal conte Coronini, prevedeva l’assoluta invendibilità degli immobili goriziani, verosimilmente nell’ottica che dagli affitti sarebbero scaturite le risorse economiche per mantenere la fondazione. Ottiche evidentemente di altri tempi.

Dalla festa della mamma ai festeggiamenti di halloween: ovvero l'ebetismo consumistico

Dolcetto o bacetto?
La festa della mamma dei
Fratelli d'Italia. 

di Marilisa Bombi

Mi è capitato, nei giorni scorsi, per quell'insieme di coincidenze che la rete ti concede quando non ti imponi di seguire la rotta, di leggere alcune considerazioni svolte da papa Benedetto XIV e che, oggi, calzano a pennello, dopo aver avuto modo di leggere un comunicato diffuso da Fratelli d'Italia in occasione della "festa della mamma" che dovrebbe ricorrere domenica prossima, ovvero dopodomani.

Da un eccezionale lapsus freudiano alle iniziative di questi giorni a tutela dell’ambiente e contro l’abuso del territorio.

Il segreto nella parola Tiare, le azioni politiche contro il consumo di suolo in Consiglio regionale, sabato 10 maggio insieme a Legambiente Gorizia con Let's clean up Europe e ad Orgnano (UD) con “La giornata della Terra”.

di Martina Luciani 

Partiamo dal monumento al consumo di suolo più vicino a noi. Il centro commerciale di Villesse. Fabio Trevisan – che, se lui mi permette, è un maestro del viaggiare culturale e consapevole più che un accompagnatore di turisti in terre lontane  - ha colto un lapsus freudiano pazzesco. Già molti di noi avevano ragionato sull’incongruenza di chiamare il centro Tiare, visto che la terra l'ha sigillata in un imperituro sepolcro. In più, Trevisan  ci mette a parte dell’assonanza del termine friulano  e la parola araba “tijara”, che vuol dire "fare commercio".
Ed è inevitabile pensare ad un affioramento dei reali intenti del centro commerciale  attraverso le pur strette maglie dell’astuta  censura pseudo culturale che ha tentato di attenuare lo scempio del territorio e l’abbrutimento consumistico delle dinamiche commerciali.
(La foto di Fabio Trevisan mostra il mercato di Ibra in Oman, dove commercianti e acquirenti sono esclusivamente donne). Contro il consumo di suolo segnaliamo l’iniziativa di SEL in consiglio regionale, cui hanno aderito i capigruppo di minoranza e maggioranza: un ordine del giorno, presentato durante l’approvazione del disegno di legge sulle attività produttive,  ha impegnato la Giunta a privilegiare, nel meccanismo di approvazione di contributi,  l’insediamento  di nuove imprese e l’ampliamento di quelle esistenti   che invece di costruire ex novo effettuino il recupero del patrimonio edilizio non più utilizzato in ambito agricolo, artigianale , commerciale e industriale.

giovedì 8 maggio 2014

Finanziamenti per il tratto sotterraneo dell'ascensore al Castello e per i costi di gestione: se domandi non ci sono risposte.

 

Giuseppe Cingolani  interviene nel dibattito/saga sull’impianto di risalita ed evidenzia ulteriori incongruenze di una situazione sempre meno realistica e sempre più incandescente sul piano politico.

di Martina Luciani

Sgradevole sensazione di procedere sulle sabbie mobili: ce l’abbiamo in molti mentre cerchiamo risposte e numeri sulla vicenda dell’ascensore del Castello di Gorizia.   
La Sopraintendenza, dopo circa un anno e mezzo, ha dato parere positivo alla realizzazione dell’opera, con due prescrizioni: parte terminale del percorso ipogea ( che vuol dire sotterranea) e opera di mitigazione ambientale ( che vuol dire tentare di attenuare  con opportune e scenografiche piantumazioni lo scempio visivo dell’opera). Questo ha comportato una variante in corso d’opera. Quindi un ulteriore progetto per definire la prosecuzione ipogea del tracciato, con annessi e connessi.  Sappiamo che tale progetto è stato realizzato, sappiamo quanto è costato ( poco meno di diecimila euro)  e che la Sopraintendenza ha dato il suo
nullaosta. Non sappiamo se lo stesso progetto includa o meno le opere di mitigazione ambientale, assolvendo con ciò alla seconda prescrizione della Sopraintendenza.         
Rispetto a questa non irrilevante complicazione della saga dell’ascensore goriziano, Giuseppe Cingolani, capogruppo PD in consiglio comunale, ha fatto durante l’ultima assemblea cittadina una domanda gravida di conseguenze. Quanto costa la realizzazione del tratto sotterraneo e terminale del percorso? 

Rose a Castagnevizza, all’Abbazia di Rosazzo e a Trieste.


Le manifestazioni di questi giorni nel nome della rosa, e l’emozionante monito che risuona dal roseto del Parco di San Giovanni di Trieste: la bellezza ci salverà.

di Martina Luciani


Sub rosa: quel che si dice sotto una rosa non può essere riferito. La rosa mantiene quindi i suoi segreti e sarà forse per questo motivo o forse perché è splendida, affascinante, seducente che è considerata la regina dei fiori. Difficile elencare tutte le manifestazioni che celebrano questo simbolo. Ci limitiamo ad elencare stavolta a Castagnevizza, all’Abbazia di Rosazzo e all’iniziativa al Parco di San Giovanni a Trieste. E quest'ultima con una particolare emozione. 

lunedì 5 maggio 2014

Ferrante Gorian, architetto paesaggista goriziano. Ovviamente l'abbiamo dimenticato.

Ricordando Ferrante Gorian, proponiamo l'agenda di maggio dei principali appuntamenti locali per gli appassionati dei  giardini e delle private bellezze dei nostri "paradisi terrestri".

di Giancarlo Stasi

 Maggio è sicuramente il mese più propizio per i giardini e per chi se ne occupa. Dopo il  periodo invernale, che si è sviluppato in maniera anomala e non ci ha lasciato ancora definitivamente, c’è un gran fiorire  nei giardini e di manifestazioni che riguardano questi  nostri “paradisi terrestri”. Sfiorite oramai le manifestazioni  al castello di Strassoldo ed “Horti tergestini”: in particolare, alla manifestazione triestina è stato presentato il libro “I Giardini di Ferrante Gorian" curato dal figlio Fabio.  Ferrante Gorian, goriziano di nascita (classe 1913), figlio d’arte - il nonno Francesco era floricoltore e aveva creato “la fioreria”, come punto vendita del vivaio, la cui ultima localizzazione era invia Garibaldi -  è stato un apprezzato architetto del paesaggio, attivo in Italia (soprattutto in Veneto, ma ha anche progettato alcuni spazi verdi per il comune di Gorizia, come ad esempio il giardino alla confluenza tra via Manzoni e via Paolo Diacono) ed in Uruguay.
Dispiace che l’anno scorso, centenario della nascita di questo paesaggista, nella nostra città la ricorrenza sia stata completamente dimenticata anche se, come risulta dalle memorie dello stesso Ferrante, la sua istruzione presso la fiorentina Regia Scuola Agraria Media, con specializzazione anche in giardinaggio, sia stata sostenuta dal Comune di Gorizia, dalla Cassa di Risparmio e dall’Istituto di Credito Fondiario per le Venezie.

Alluvione nelle Marche. Una testimonianza. E infinite riflessioni.

Pubblichiamo una testimonianza che arriva da Senigallia. L'autore è Marco Lion, e la sua storia rivela l'incommensurabile dissesto idrogeologico del nostro territorio, per il quale si continua a piangere i morti e pagare i danni delle devastazioni piuttosto che intervenire con investimenti, ricerca, progettazione, organizzazione, nuovi posti di lavoro.


"Questa è la terza alluvione di cui sono testimone diretto. La peggiore, e ogni volta capisci quanto siano fragili le nostre certezze e sicurezze.
Oggi l’acqua ha seguito percorsi nuovi e l’alluvione è avvenuta in una stagione che fino ad oggi non aveva avuto esiti così infausti.
Anche in questa occasione si è scelto di far saltare gli argini del fiume Misa a monte per non far arrivare la piena a Senigallia.
Solo che l’acqua era tanta, concentrata in pochi kilometri quadrati e il fiume non avrebbe mai potuto contenerla, tant’è che ha utilizzato le strade per scendere a mare…
Alle 10,00 Francesco, mio figlio, ha chiamato dal Liceo, che si trova a fianco del fiume, perché c’era l’allerta della Protezione civile e doveva essere portato via. Sono andato a prenderlo e con lui abbiamo iniziato a girare per vedere che stava succedendo in città, percorrendo strade, sottopassaggi e ponti che da lì a poco sarebbero stati travolti dalla piena.
Ho documentato il fiume che passa nel centro storico prima di riversarsi nel mare.
Ogni volta che vedo il Misa accarezzare le sponde degli argini rimango impressionato come se fosse la prima volta che vedo questa situazione.
Ma non su tratta né di uno spettacolo né di una sensazione estetica, è la rappresentazione di una forza ancestrale, travolgente, il cui impeto ti atterrisce. Ti senti come annichilito di fronte alla grande furia della natura.
Fatto il giro per la città, che era già presidiata dalla Protezione civile locale, sono andato a comperare del pane per mia madre. Ma non sono più riuscito ad arrivare a casa sua.
Nel giro di un ora infatti la situazione è precipitata.

sabato 3 maggio 2014

I Radicali del FVG domani a Gorizia


Prima riunione regionale dei Radicali Italiani del Friuli Venezia Giulia.



Domani, domenica 4 maggio,  al bar "Alle Ali" in Corso Italia, a partire dalle 10.45, si terrà la prima Riunione regionale di Radicali Italiani del Friuli Venezia Giulia.  Saranno presenti Stefano Santarossa e Nicolò Gnocato, rappresentanti del movimento rispettivamente nella provincia di Pordenone e Trieste, oltre ai militanti goriziani ed al segretario cittadino Michele Migliori.
"La riunione regionale di Radicali Italiani nella nostra città rappresenta una grande opportunità per tutto il territorio isontino  e per il Friuli Venezia Giulia - afferma Michele Migliori, segretario dei Radicali Goriziani - All'ordine del giorno vi saranno diversi progetti riguardanti la trasparenza ed i diritti civili, oltre che la campagna nazionale sull'Amnistia e "sbanchiamoli", circa l'annullamento della presenza partitica all'interno dei consigli d'amministrazione delle banche".

Consiglio comunale, la vita dura dell’opposizione: quando si chiedono chiarimenti, non si ottiene risposta.


Baruffa Cingolani- Romoli.  E noi ci chiediamo con quali principi di chiarezza e buon funzionamento organizzativo cammini il nostro consiglio comunale.

di Martina Luciani
Consiglio comunale di lunedì  scorso. Bilancio consuntivo 2013. Criticato dall’opposizione per l’inconsistenza di specifici investimenti ma comunque passato con i 25 voti della maggioranza. In questo contesto, i consiglieri Manuela Botteghi (M5S) e Giuseppe Cingolani (PD) chiedono  perché risulti, tra i dati del bilancio consuntivo, un aumento della pressione fiscale pari a  13,79 euro pagati dalle famiglie. Più Tares meno IMu volte Ici sottratto Tia? Mah!
L’assessore alle finanze Guido Pettarin sostiene che la cifra potrebbe derivare dal recupero di fiscalità evase in precedenza: supposizione, perchè sia chiaro, non ci sono dati specifici. Che invece, scopriremo poi, ci sono, e bastava invitare il dirigente responsabile a spiegare ai due interroganti, e a tutti noi cittadini, gli oscuri meccanismi contabili. Forse il protocollo non lo prevede, fatto sta che il dirigente depositario delle informazioni, necessarie ad informare Botteghi, Cingolani e tutti noi, non viene coinvolto, nemmeno attraverso la Giunta o lo stesso sindaco, né lunedì né martedì sera: quindi in sede consiliare non viene chiarito che in realtà aumento di pressione fiscale non c’è stato, e Giuseppe Cingolani  evidenzia i dati a sua disposizione attraverso la stampa.
Apriti cielo, il sindaco Ettore Romoli si infuria.

venerdì 2 maggio 2014

Zanzara tigre: evviva la biodiversità!

Silenzio sul fronte goriziano della lotta alla zanzara tigre, nonostante molti si aspettino un'invasione peggiore degli anni passati.
 

di Martina Luciani


Mentre in tutta Italia, comuni e regioni già da un mese si attrezzano e attrezzano i cittadini per far fronte alla lotta contro la zanzara tigre, Gorizia attende fiduciosa che uno sconosciuto antagonista intervenga miracolosamente e pietosamente per contrastare quella che sarà un'esplosione degli agguerriti insetti ( già avvistati numerosi) con conseguente anticipazione dei picchi di infestazione. Prepariamoci intanto a spendere un sacco di soldi in larvicidi, repellenti, pomate e stick lenitivi, insetticidi e aggeggi vari per resistere in barricata  e - ultima ratio - mettiamo in conto l'intervento di ditte specializzate in trattamenti esterni ( ambientalmente osceni, perché  non selettivi, ma ad un certo punto dell'infestazione, soprattutto se non controllata in via preventiva, inevitabili).
Auspichiamo un risveglio delle coscienze, e se ci fosse smarrimento, nei ranghi degli amministratori, su chi deve fare cosa portiamo ad esempio il Comune di Lugano che fa "cooperare tutti i differenti enti comunali preposti alla manutenzione di edifici, strade, stabilimenti comunali come pure i servizi del verde pubblico e della nettezza urbana. Oltre alla collaborazione interna è altresì importante la coordinazione intercomunale che in questo caso specifico è assicurata in modo particolare dalla protezione civile."Purtroppo, per ora, a Gorizia niente in vista. Ci fu nel 2006  un' ordinanza del sindaco Brancati ( eh, ma allora c'era un'opposizione che sollecitava strenuamente informazione e interventi: peccato che quelle stesse persone oggi non hanno più manifeste emozioni sul problema) e  seguì la partecipazione ad un progetto transfrontaliero 2007 - 2013 per la lotta all'insetto ( 176 mila euro che non paiono aver prodotto decisive consapevolezza su come affrontare localmente il problema).

giovedì 1 maggio 2014

Primo maggio. Festa del non lavoro



di Marilisa Bombi


Centri commerciali aperti, ragazze e ragazzi che ciondolano nei caffè del corso e se chiedi loro notizie circa la possibile partecipazione alla manifestazione a Pordenone, ti guardano allucinati: ma di che cosa stai parlando? Insomma più che quarant’anni sembra passato un secolo da quando la festa del primo maggio era la Festa per antonomasia, con la banda che, ad esempio, a Farra, di buon mattino, attraversava le vie del paese e la mia nonna che, di norma, trascorreva le giornate festive assieme a noi, aveva difficoltà a raggiungerci perché nemmeno le corriere circolavano in quel giorno.
La manifestazione a Monfalcone in piazza che si concludeva, inevitabilmente, con il corteo dei trattori arrivati dalla provincia. Ed, infine, per chi era di Gorizia, il raduno a San Floriano, nell’osteria delle Taccò a cantare fino a tardi Contessa, Cara moglie, e poi, via via che le ore trascorrevano, le canzoni diventate ornai patrimonio collettivo di una generazione. Di protesta, si diceva allora. Adesso, a riascoltarle, come Bella ciao, sono il canto disperato che accompagna la paura di un futuro sempre più oscuro.
Cosa significa oggi festeggiare il primo maggio che lavoro per le nuove generazioni non c’è o, se c’è è comunque precario? Riempiamo questa giornata di nuovi contenuti, di riflessione sulla solidarietà che non c’è, sul mancato senso civico di una generazione che non può guardare al futuro con serenità e certezza del domani. Cerchiamo di essere, almeno oggi, un po’ più altruisti e leggere con un po’ di speranza il messaggio che il Presidente del Consiglio ha inviato a tutti i lavoratori del pubblico impiego, quale indizio di un percorso condiviso ed innovativo.