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martedì 12 aprile 2016

Legge regionale proposta da M5S sul crimine organizzato domani in Commissione. Ma calendarizzata all'ora di pranzo.



“La lotta alla Mafia deve essere un movimento culturale e morale che coinvolga tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità, quindi complicità”: queste parole del giudice Borsellino sono riportate nella relazione alla proposta di legge regionale 121, presentata dal Movimento 5 Stelle, "Norme in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso". Questione enorme, che include anche la costituzione dell' Osservatorio regionale antimafia, ma la discussione in Commissione viene calendarizzata all'ora di pranzo. Il comunicato del portavoce del gruppo consiliare M5S Cristian Sergo.

Scrive in una nota Cristian Sergo : “Il territorio della regione Friuli Venezia Giulia, in virtù della particolare posizione geografica sta diventando sempre più oggetto di interessi da parte di gruppi familiari residenti sul territorio e collegati al crimine organizzato: essi cercano di insinuarsi nei settori economici della regione in maniera occulta enormi quantità di danaro proveniente da attività illecite. Le infiltrazioni mafiose, quindi, non trovano forme evidenti e clamorose di manifestazione, se si eccettuano sporadici episodi estorsivi, ma si traducono nella partecipazione societaria o nel finanziamento di imprese oltre che nel settore degli appalti pubblici, assai rilevanti, ove si considerino i grandi progetti realizzati o programmati in questa regione e relativi al settore della viabilità, della logistica portuale e dell’edilizia residenziale turistica”.
Crediamo sia la prima volta che l’illustrazione di una proposta di legge venga calendarizzata durante la Pausa dei lavori del Consiglio regionale. Siccome - di solito - i consiglieri vengono convocati in questo breve lasso di tempo destinato al pranzo solo per motivi di urgenza, crediamo si tratti di un bel gesto da parte dell’Ufficio di Presidenza della V commissione considerare urgente l’approvazione di questa legge.
Un provvedimento che il MoVimento 5 Stelle ha voluto portare con forza in Consiglio regionale. La nostra è una delle poche regioni, infatti, a non esser provvista di una legge dedicata al crimine organizzato.

domenica 13 dicembre 2015

112: Friuli Venezia Giulia, fanalino di coda?

Noi che eravamo i primi con il 118, arriveremo ultimi con l'attivazione del numero unico tenuto conto che il governo regionale è in tutt'altre faccende affacendato?

 

di Marilisa Bombi

Il 112, il Numero Unico di Emergenza europeo (NUE), comincia a trovare la sua applicazione anche in Italia. Dopo la Lombardia anche il Lazio, per il solo prefisso 06, ha completato la piena operatività del 112 che servirà 3,5 milioni di utenti a Roma e provincia.
Il NUE 112, istituito nel 1991 con la Decisione del Consiglio n. 396/91/CEE, è già attivo in gran parte dei paesi europei e progetti per migliorarne la sua efficacia (localizzazione del chiamante, accesso per persone con disabilità, contatto tramite sms) sono in corso di studio da parte della Commissione europea.
Nel 2014 sono stati oltre 130 milioni i cittadini europei che hanno utilizzato il 112, in Lombardia i call center regionali hanno ricevuto 4,3 milioni di chiamate.
In Italia il NUE non sarà l'unico numero europeo di emergenza. Almeno fino a quando non sarà completamente varato il decreto attuativo previsto dalla L. n. 124/2015, che stabilisce l'istituzione del numero unico europeo 112 su tutto il territorio nazionale. Peraltro, sarà operativo dall'ottobre del prossimo anno il NUE anche in Liguria, grazie al protocollo firmato due giorni fa con la Lombardia che concederà alla Liguria a titolo gratuito il software necessario per unificare sotto il numero 112 tutte le chiamate di emergenza.
Resteranno quindi attivi accanto al 112 gli altri numeri a noi familiari come 113, 115 e 118.
Per favorire la sua conoscenza e far comprendere agli italiani che si recano negli altri Paesi UE per studio, vacanza o lavoro, il Dipartimento Politiche Europee ha lanciato nel 2014 una campagna di comunicazione con uno spot video. Per saperne di più.

lunedì 7 dicembre 2015

Etica e politica. In FVG solo il Comune di Udine ha aderito alla Associazione "Avviso pubblico"



Educare alla legalità ed impegnarsi direttamente nell’affermazione di regole civili e di percorsi di sviluppo che superino le attuali marginalità in cui vivono troppi segmenti della società.


Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, è un’Associazione nata nel 1996 con l’intento di collegare ed organizzare gli Amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essi governati. In vaste zone del paese, un vero e proprio “contropotere” criminale si oppone alla legalità democratica. Esso si fonda sull’accumulo di ricchezze illegali, esercita il dominio dei più forti sui più deboli attraverso l’uso della violenza, nega i più elementari diritti di cittadinanza, tenta di piegare ai suoi scopi le istituzioni democratiche, inquina la società e l’economia.

martedì 17 novembre 2015

A distanza di due anni la questione è peggiorata: la casta non è casta. Tutt’altro!



Due anni fa, e precisamente il 25 novembre del 2013, piazza Travnik iniziava ad essere lo spazio in cui portare in primo piano questioni e denunce più o meno coinvolgenti, che animano Gorizia. Uno dei primi articoli pubblicati riguardava i benefici della casta. Ritorniamoci. Perché il problema non è risolto, tutt’altro. 


di Marilisa Bombi

Leggo su MicroMega che, in occasione dell’uscita del numero di “L’Europa in debito di sinistra” RIPRENDIAMOCI LA SOVRANITÀ!, è organizzato a Roma, il prossimo venerdì 27 novembre, alle  17,15, al teatro sala Umberto (via della Mercede 50), un dibattito con Alessandro Di Battista, Stefano Rodotà, Paolo Flores d’Arcais dal titolo “La rivolta del cittadino contro il partito unico del privilegio e del conformismo”. Il senso è questo: È compatibile la democrazia con quest’Europa? E se fosse in crisi perché da decenni manca un partito dell’eguaglianza? Un confronto su quest’Europa senza bussola, ma anche sull’opposizione al renzismo e la necessità di ripartire dal giustizialismo e la difesa del welfare per una redistribuzione delle ricchezze e una rivoluzione all’insegna della legalità. Come scrive nell’editoriale del numero Paolo Flores d’Arcais, “la vera antipolitica sono gli espropriatori di democrazia della gilda dei politici di professione ormai inestricabilmente impastati con i privilegiati della finanza, del management, della corruzione, cornucopia di impunità anche per la criminalità organizzata.

venerdì 1 maggio 2015

Gorizia, parco della Rimembranza: falce e martello capovolte, analfabetismo politico oppure no.




Roberto Criscitiello, Segretario provinciale di Rinfondazione Comunista, in una nota annuncia una manifestazione intitolata "Dichiarazione di pace" e riflette sull'atto di vilipendio al Lapidario del Parco della Rimembranza.

 

 I simboli, in una società come la nostra nella quale è imposto che la velocità della comunicazione prevalga sul contenuto, sono particolarmente importanti.
Come ha notato il giornalista il simbolo della falce e del martello sul monumento del parco della Rimembranza è capovolto, come tracciato da chi si identifica con la quarta internazionale: ma se l'autore fosse una persona così attenta a dare questo messaggio di appartenenza, come avrebbe potuto disegnare storto il manico della falce? Potremmo trovarci di fronte a un caso di analfabetismo politico, ma forse dovremmo cercare molto lontano da quel simbolo l'autore del gesto.
La verità è che molti cercano di far salire la tensione a Gorizia, da molti mesi ormai sulla questione dei richiedenti asilo, e ultimamente con il grande risalto che si dà da più parti a questa manifestazione di celebrazione della guerra del 23 maggio. Sono modalità tipiche della destra quelle di creare tensione, paura e sospetto nella gente, per avere un clima più favorevole a svolte autoritarie. E se pensiamo di essere già in un regime e che la democrazia sia già anche troppo limitata, non dimentichiamo che nella storia dell'uomo esiste sempre un peggio.
A sinistra si pensa che non ci sia nulla da celebrare, che il popolo non rinasce dalle trincee, ma piuttosto le guerre sono sempre state  pagate in primis dal proletariato. Per questo stiamo organizzando un'altra manifestazione, che abbiamo chiamato "dichiarazione di pace", per dire che le guerre, argomento su cui spesso si focalizzano gli studi  degli storici, vanno riportate a quello che sono, ovvero prima di tutto, per dirla in maniera semplice e grossolana ma credo efficace e sintetica, un mezzo con cui i ricchi cercano di accumulare maggiori ricchezze e schiacciare ulteriormente i popoli.
Roberto Criscitiello
Segretario provinciale del Partito della Rifondazione comunista

martedì 28 aprile 2015

Richiedenti asilo, si parte. L’altra faccia della medaglia della liberazione di Gorizia dallo straniero




Discutibile risultato umanitario la super pulizia voluta dal nostro sindaco per liberare la città dall’invasione dei richiedenti asilo: più che un trasferimento, una cacciata,con le conseguenze del caso. Inesistente il  risultato  sul piano delle soluzioni strutturali del problema.I richiedenti asilo nuovi arrivati non sanno dove andare. A dimostrazione che non solo non siamo organizzati rispetto a quanto accade oggi ma non sappiamo nemmeno dove vogliamo arrivare domani.


di Martina Luciani


Un centinaio di richiedenti asilo, tra il 24 e un super simbolico 25 aprile, sono partiti da Gorizia, verso Lombardia, Liguria e Abruzzo. Una parte di questi erano accolti sotto il tetto Caritas; una parte dormivano per strada. Praticamente carne da macello, a loro ci pensi qualcun altro e noi sanitizziamo i marciapiedi che hanno infettato. Operazione strade pulite a 360 gradi.
Succede anche questo: una decina di ragazzi che sono fuggiti, evitando la partenza, e che successivamente sono stati riacchiappati, pur di non lasciar un granellino di polvere in giro sono stati sistemati dall’autorità nel dormitorio della Caritas. Struttura che non è convenzionata con la Prefettura e che si auto sostenta economicamente:  spingi spingi, sono entrati tutti, a casa della Caritas, e senza nemmeno chiedere “ scusate c’è posto?” Domanda inutile, perché se ci fosse stato posto in dormitorio non ci sarebbe stata gente a dormire per strada. Oltretutto, per riempire i posti vuoti della corriera in partenza sono stati praticamente prelevati di peso una decina di ospiti del Nazareno. E la mattina dopo , dalla struttura di via Brigata Pavia, ne sono partiti altri 50.
In totale dunque una sessantina di richiedenti asilo coperti da convenzione: se ne stavano calmi e tranquilli al Nazareno, divenuto negli ultimi mesi una piccola comunità di persone in attesa ( con molta ansia) ognuna della propria sentenza personale. Ma intanto unite da vincoli di solidarietà e inseritesi di buon grado  in un meccanismo di  regole chiare e inappellabili.

mercoledì 18 marzo 2015

Soppressione delle province: perchè tanta (immotivata) esultanza?



Perchè mai Serracchiani e Panontin esultano per l'ordinanza della Corte Costituzionale, interpretandola a favore della legge di riforma delle province? Equivocano in pieno: il respingimento è solo processuale ( mancanza di chiarezza del petitum e difetto di motivazione....), non sono nemmeno state sfiorate le questioni di merito.

Amletico dubbio: la presidente della Regione Debora Serracchiani si fida ciecamente dei suoi collaboratori che le forniscono le notizie o, invece, prima di fare dichiarazioni pubbliche approfondisce da sola la questione? Il dubbio è più che lecito, tenuto conto che non è la prima volta che la Presidente esprime dei pareri non supportati da una corretta interpretazione dei fatti.
Coloro i quali hanno aperto i quotidiani locali, stamani, hanno avuto modo di apprendere che ieri la Corte costituzione ha depositato l’ordinanza con la quale (per la precisione) è stata dichiarata “la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3, 4, 5, 12, 16, 33 e 35 della legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia 14 febbraio 2014, n. 2 (Disciplina delle elezioni provinciali e modifica all’art. 4 della legge regionale n. 3/2012 concernente le centrali di committenza), sollevate, in riferimento agli artt. 1, 3, 5, 8, terzo comma (rectius: 48, quarto comma), 113 (rectius: 114), 117, 118 e 119 Cost., ed agli artt. 4, comma 1-bis, 5 e 59, primo comma, della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia), dal Tribunale amministrativo regionale per il Friuli-Venezia Giulia, con l’ordinanza in epigrafe.”

Esultano la Presidente e l’assessore Panontin: "La Corte costituzionale ha dunque confermato l'impianto della legge regionale che rimodula l'assetto e il funzionamento delle Amministrazioni provinciali nella nostra regione". E ancora: "Nel pieno rispetto della decisione del Tar di rinviare alla Corte la questione di legittima costituzionale, eravamo comunque convinti della qualità della nostra norma, che ha avviato una stagione di profonde riforme nel sistema delle Autonomie locali, all'insegna di una - sempre ricercata, ma forse poco attuata - maggior efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione in Friuli Venezia Giulia".

Chi scrive, per dovere professionale giornalmente legge ordinanze e sentenze, e del pronunciamento del Giudice delle leggi, ovvero la Corte costituzionale, aveva tratto ieri conclusioni ben diverse. Poiché, in questi casi, una interpretazione soggettiva sarebbe del tutto fuori luogo, visto che in Regione si è esaminta la questione in un'ottica diversa, ciò che va correttamente fatto è di riportare integralmente il passaggio significativo dell’ordinanza della Corte che, a dire il vero, è stringata ma esaustiva. E ciò per rispetto dei lettori che hanno comunque la possibilità di prendere visione del testo integrale del provvedimento, nel sito www.cortecostituzionale.it (ordinanza n. 39/2015).

mercoledì 11 marzo 2015

Riforma enti locali in FVG. La LR 26/2014 e la nuova governance necessaria



Quando di tratta di erogare servizi non sempre "piccolo è bello". La necessità di collaborare, pertanto, tra più enti al fine di offrire a cittadini ed imprese professionalità altrimenti impossibili, consiglia di "utilizzare" al meglio le possibilità previste dalla nuova legge regionale.

di Marilisa Bombi

Nel terzo millennio andrebbe considerato se il medesimo sistema di governance che attualmente regola l’organizzazione delle istituzioni pubbliche (Stato, regioni, province e comuni) sia l’unico possibile. Ciò in quanto l’esercizio delle funzioni, proprio nel rispetto dei principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza, potrebbe essere meglio garantito anche da nuovi soggetti giuridici.
E’ stato questo l’incipit del prof. Leopoldo Coen, vicedirettore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università degli Studi di Udine e docente di diritto amministrativo, intervenuto martedì sera al centro Bratuz di Gorizia per illustrare gli obiettivi della legge regionale 12 dicembre 2014, n. 26, di “Riordino del sistema Regione-Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia. Ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali e riallocazione di funzioni amministrative.”

mercoledì 25 febbraio 2015

Jobs Act: radiografia dell'inganno, tra tutele crescenti, ingranaggio dei contributi risparmiati, art.18 archiviato.



Una analisi dell'architettura normativa, incluse le conseguenze sulla pelle dei lavoratori, dei giovani e dei contribuenti tutti. La gestione del caso della Connecting People,nel rinnovo dell'appalto del Cara di Gradisca d'Isonzo, che sta per sfociare nella tragedia lavorativa e umana per  70 persone, potrebbe dimostrare sul campo gli effetti dei meccanismi e degli intenti del Jobs Act.
 

di Paolo Del Ponte

 

E’ il 3 il nuovo numero fortunato di Renzi e del suo scudiero, l’ineffabile ministro del lavoro Poletti, che vive costantemente in un dolorosissimo conflitto di interessi.  Per il momento accantonato l’80, nel senso di euro (anche perché sarebbe interessante sapere quanti italiani, realmente, abbiamo percepito   i famosi 80 euro) il nuovo cavallo di battaglia diventa l’utilizzo del 3 per una serie di provvedimenti. Ci riferiamo all’avvio del Jobs act (amichevolmente già definito “giobatto”) ed alle speranza occupazionali che tale provvedimento ha suscitato in tanti giovani, oltre che in Confindustria ed affini.
E’ opportuno ricapitolare brevemente:
1 - Con provvedimento del ministro di cui sopra, le assunzioni a tempo determinato possono ora protrarsi per tre anni. Un povero cristo può, quindi, essere assunto dalla stessa azienda per 5 volte nell’arco del triennio. 
2 -
Il famigerato contratto a tutele crescenti, di cui al “giobatto” appunto, ci mette 3 anni per poter lievitare ed esplicare in pieno le proprie “tutele”;
3 - ed infine sono 3 gli anni per i quali un’azienda che assume un lavoratore a tempo indeterminato, a partire dal 1 gennaio 2015, risparmia 8.060 euro all’anno di contributi previdenziali per ciascuna delle assunzioni.

Ora mescoliamo le tre situazioni e cerchiamo di capirci qualcosa.
E’ prevedibile che, nei prossimi mesi, avremo un improvviso aumento delle assunzioni a tempo indeterminato con grande sbandieramento mediatico del premier, che in questo è sicuramente il più bravo. Non è altrettanto sicuro che avremo un aumento netto di occupazione (sicuramente non significativo e probabilmente messo in secondo piano ) poiché è noto che il datore di lavoro assume quando ha qualcosa da far fare al suo dipendente, certamente non per la ragione che questo semplicemente costa poco.

martedì 24 febbraio 2015

Lavoratori del CARA senza stipendio e in bilico sul baratro della disoccupazione: ufficiale che il Ministero degli interni non intende applicare la clausola sociale.


Foto di Thomas Lenardi

I dipendenti  della Connecting People in sciopero ricevono il “niet” definitivo dalla Prefettura di Gorizia per veder aperto uno spiraglio per il loro futuro lavorativo nella prospettiva della risoluzione consensuale dell’appalto per la gestione del CARA ( risoluzione di cui non si sa ancora nulla). Grave affermazione sul livello di professionalità dei lavoratori:  è da discutere, dice il Prefetto Zappalorto. 



di Martina Luciani



Si sta ancora svolgendo, davanti alla Prefettura di Gorizia,  il presidio dei lavoratori del CARA di Gradisca d’Isonzo, nell’ambito dello sciopero indetto da Fisascat Cisl, Funzione Pubblica CGIL e Uilfpl  unitarie.
Lo sciopero del 27 gennaio scorso non ha smosso nulla della palude in cui i dipendenti della Connecting People stanno poco a poco affondando: in vista della risoluzione consensuale del contratto tra Prefettura ed ente gestore ( e mentre sono stati appena pagati gli stipendi di...ottobre 2014) la chiusura, pressochè blindata, sul futuro lavorativo e professionale di una settantina di persone, e relative famiglie, è  estremamente preoccupante.
Abbiamo avuto già modo di occuparcene, in particolare rispetto all’atteggiamento del Prefetto, disposto a promettere pubblicamente l’applicazione della clausola sociale salvo poi escluderne l’applicazione dopo qualche giorno soltanto. Intanto la situazione al Cara, dove il numero dei richiedenti asilo aumenta di continuo rendendo necessario l’allargamento nell’adiacente complesso del CIE e i conseguenti super turni di lavoro del personale in servizio, si fa sempre più difficile sotto il profilo gestionale ( mancano i pagamenti delle Prefettura per provvedere alle necessità elementari).
Le organizzazioni sindacali spiegano in un comunicato gli sconfortanti risultati della giornata di sciopero di ieri.
“ Oggi ( cioè ieri) durante la manifestazione le cose sono peggiorate. Le OO.SS. sono state ricevute prima presso la UTG di Gorizia dalla Vicaria del Prefetto dott. Allegretto, la quale ha dichiarato che la  Prefettura ha fatto il possibile per risolvere la situazione dei  pagamenti ,che non vi sono novità rispetto alla ipotetica  risoluzione consensuale dell'appalto, aggiungendo poi che per quel  che riguarda la clausola sociale più volte richiesta dalle OO.SS. il Ministero ha dichiarato la non volontà di inserirla.”

domenica 22 febbraio 2015

Aeroporto di Ronchi. Trasparenza sui bandi di gara zero. Ilaria Del Zovo, M5S, interroga la Giunta regionale


Interrogazione M5S su bandi criptati. Dal Zovo: «Perché da noi serve una password? Perchè siamo diversi da Verona, Bari, Brindisi, Foggia o Taranto?»



«All’Aeroporto di Ronchi hanno un modo curioso di intendere il concetto di trasparenza.
Sul sito internet istituzionale della società Aeroporto Friuli Venezia Giulia spa tutti i documenti riguardanti alcuni bandi di gara sono consultabili solo con una password. La parolina magica, che non risulta in alcun modo indicata sul sito istituzionale, viene richiesta quando si cerca di aprire i file riguardanti questi bandi. Insomma, non è consentita la libera consultazione di questi documenti."
Lo scrive in una nota
la portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Ilaria Dal Zovo che sull’argomento ha appena depositato una interrogazione rivolta alla giunta Serracchiani.Chiede Del Zovo: "Come mai a Ronchi sono così riservati mentre – per esempio – bandi analoghi pubblicati sul sito dell’Aeroporto di Verona o su quello degli Aeroporti delle Puglie sono consultabili con la massima trasparenza e visibili a tutti?».
Ed entra nello specifico: «Quali provvedimenti intende emanare l’esecutivo regionale per rendere pubbliche e consultabili a tutti le procedure di affidamento avviate dalla Società partecipata? Con la nostra interrogazione, che prende spunto da alcune segnalazioni che ci sono arrivate, vogliamo capire se ci siano state delle violazioni del codice nazionale degli appalti e a chi siano ascrivibili eventuali responsabilità».
«A nostro avviso le modalità attuate a Ronchi risultano essere in palese contrasto con le disposizioni in materia di trasparenza e pubblicità in materia di procedure ad evidenza pubblica. Per questo – conclude la portavoce M5S – abbiamo segnalato questa anomalia anche all’Autorità nazionale anti corruzione (Anac)».