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lunedì 2 marzo 2015

Articolo1 della Carta costituzionale: nelle vie di Gorizia percorsi culturali di riavvicinamento.


L'associazione di promozione sociale "Tutti insieme" ha organizzato una serie di "percorsi culturali", ogni martedì, alle 11, con partenza dal Municipio di Gorizia,  con cui intende dare un significato a chi come Lavoratore (momentaneamente privo di reddito) si trova a dover utilizzare il tempo della giornata.La nostra Costituzione, fondata sul lavoro, ci invita al Dovere di sviluppare qualsiasi atto, democraticamente parlando, per raggiungere questa importante azione, giornaliera, propria dell’essere umano. Il presidente dell'associazione, Renato Elia, spiega i presupposti dell'iniziativa e del dibattito che essa intende suscitare. 


di Renato Elia


Il problema non è l’immigrazione ma il Lavoro, che non c’è. È su questo punto che dovremmo avere il coraggio di confrontarci. Quali le ricette possibili perché le persone possano impegnare le loro giornate con attività sia produttive (cioè gratificanti) sia remunerative? L’automazione, la robotica avrebbero dovuto permetterci di riorganizzare il mondo del lavoro concedendo ai cittadini lavoratori il famoso “tempo libero”. In cambio delle nuove tecnologie avremmo lavorato tutti e tutti avremmo potuto godere di questo nuovo tempo… cioè quella parte di ore che i diversi sistemi automatizzati avrebbero operato per noi.
Invece non è così, l’ingordigia delle grandi multinazionali, delle grandi aziende e di molti governi, in cui vige l’unica regola del massimo profitto, hanno destrutturato il mercato del lavoro, ovvero dei lavoratori. Non contenti dei lauti profitti delle nuove tecniche e dalle nuove “tecnologie culturali” (marketing), sono andati a mietere anche sui lavoratori.

mercoledì 25 febbraio 2015

Jobs Act: radiografia dell'inganno, tra tutele crescenti, ingranaggio dei contributi risparmiati, art.18 archiviato.



Una analisi dell'architettura normativa, incluse le conseguenze sulla pelle dei lavoratori, dei giovani e dei contribuenti tutti. La gestione del caso della Connecting People,nel rinnovo dell'appalto del Cara di Gradisca d'Isonzo, che sta per sfociare nella tragedia lavorativa e umana per  70 persone, potrebbe dimostrare sul campo gli effetti dei meccanismi e degli intenti del Jobs Act.
 

di Paolo Del Ponte

 

E’ il 3 il nuovo numero fortunato di Renzi e del suo scudiero, l’ineffabile ministro del lavoro Poletti, che vive costantemente in un dolorosissimo conflitto di interessi.  Per il momento accantonato l’80, nel senso di euro (anche perché sarebbe interessante sapere quanti italiani, realmente, abbiamo percepito   i famosi 80 euro) il nuovo cavallo di battaglia diventa l’utilizzo del 3 per una serie di provvedimenti. Ci riferiamo all’avvio del Jobs act (amichevolmente già definito “giobatto”) ed alle speranza occupazionali che tale provvedimento ha suscitato in tanti giovani, oltre che in Confindustria ed affini.
E’ opportuno ricapitolare brevemente:
1 - Con provvedimento del ministro di cui sopra, le assunzioni a tempo determinato possono ora protrarsi per tre anni. Un povero cristo può, quindi, essere assunto dalla stessa azienda per 5 volte nell’arco del triennio. 
2 -
Il famigerato contratto a tutele crescenti, di cui al “giobatto” appunto, ci mette 3 anni per poter lievitare ed esplicare in pieno le proprie “tutele”;
3 - ed infine sono 3 gli anni per i quali un’azienda che assume un lavoratore a tempo indeterminato, a partire dal 1 gennaio 2015, risparmia 8.060 euro all’anno di contributi previdenziali per ciascuna delle assunzioni.

Ora mescoliamo le tre situazioni e cerchiamo di capirci qualcosa.
E’ prevedibile che, nei prossimi mesi, avremo un improvviso aumento delle assunzioni a tempo indeterminato con grande sbandieramento mediatico del premier, che in questo è sicuramente il più bravo. Non è altrettanto sicuro che avremo un aumento netto di occupazione (sicuramente non significativo e probabilmente messo in secondo piano ) poiché è noto che il datore di lavoro assume quando ha qualcosa da far fare al suo dipendente, certamente non per la ragione che questo semplicemente costa poco.

martedì 24 febbraio 2015

Lavoratori del CARA senza stipendio e in bilico sul baratro della disoccupazione: ufficiale che il Ministero degli interni non intende applicare la clausola sociale.


Foto di Thomas Lenardi

I dipendenti  della Connecting People in sciopero ricevono il “niet” definitivo dalla Prefettura di Gorizia per veder aperto uno spiraglio per il loro futuro lavorativo nella prospettiva della risoluzione consensuale dell’appalto per la gestione del CARA ( risoluzione di cui non si sa ancora nulla). Grave affermazione sul livello di professionalità dei lavoratori:  è da discutere, dice il Prefetto Zappalorto. 



di Martina Luciani



Si sta ancora svolgendo, davanti alla Prefettura di Gorizia,  il presidio dei lavoratori del CARA di Gradisca d’Isonzo, nell’ambito dello sciopero indetto da Fisascat Cisl, Funzione Pubblica CGIL e Uilfpl  unitarie.
Lo sciopero del 27 gennaio scorso non ha smosso nulla della palude in cui i dipendenti della Connecting People stanno poco a poco affondando: in vista della risoluzione consensuale del contratto tra Prefettura ed ente gestore ( e mentre sono stati appena pagati gli stipendi di...ottobre 2014) la chiusura, pressochè blindata, sul futuro lavorativo e professionale di una settantina di persone, e relative famiglie, è  estremamente preoccupante.
Abbiamo avuto già modo di occuparcene, in particolare rispetto all’atteggiamento del Prefetto, disposto a promettere pubblicamente l’applicazione della clausola sociale salvo poi escluderne l’applicazione dopo qualche giorno soltanto. Intanto la situazione al Cara, dove il numero dei richiedenti asilo aumenta di continuo rendendo necessario l’allargamento nell’adiacente complesso del CIE e i conseguenti super turni di lavoro del personale in servizio, si fa sempre più difficile sotto il profilo gestionale ( mancano i pagamenti delle Prefettura per provvedere alle necessità elementari).
Le organizzazioni sindacali spiegano in un comunicato gli sconfortanti risultati della giornata di sciopero di ieri.
“ Oggi ( cioè ieri) durante la manifestazione le cose sono peggiorate. Le OO.SS. sono state ricevute prima presso la UTG di Gorizia dalla Vicaria del Prefetto dott. Allegretto, la quale ha dichiarato che la  Prefettura ha fatto il possibile per risolvere la situazione dei  pagamenti ,che non vi sono novità rispetto alla ipotetica  risoluzione consensuale dell'appalto, aggiungendo poi che per quel  che riguarda la clausola sociale più volte richiesta dalle OO.SS. il Ministero ha dichiarato la non volontà di inserirla.”