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mercoledì 18 marzo 2015

Soppressione delle province: perchè tanta (immotivata) esultanza?



Perchè mai Serracchiani e Panontin esultano per l'ordinanza della Corte Costituzionale, interpretandola a favore della legge di riforma delle province? Equivocano in pieno: il respingimento è solo processuale ( mancanza di chiarezza del petitum e difetto di motivazione....), non sono nemmeno state sfiorate le questioni di merito.

Amletico dubbio: la presidente della Regione Debora Serracchiani si fida ciecamente dei suoi collaboratori che le forniscono le notizie o, invece, prima di fare dichiarazioni pubbliche approfondisce da sola la questione? Il dubbio è più che lecito, tenuto conto che non è la prima volta che la Presidente esprime dei pareri non supportati da una corretta interpretazione dei fatti.
Coloro i quali hanno aperto i quotidiani locali, stamani, hanno avuto modo di apprendere che ieri la Corte costituzione ha depositato l’ordinanza con la quale (per la precisione) è stata dichiarata “la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3, 4, 5, 12, 16, 33 e 35 della legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia 14 febbraio 2014, n. 2 (Disciplina delle elezioni provinciali e modifica all’art. 4 della legge regionale n. 3/2012 concernente le centrali di committenza), sollevate, in riferimento agli artt. 1, 3, 5, 8, terzo comma (rectius: 48, quarto comma), 113 (rectius: 114), 117, 118 e 119 Cost., ed agli artt. 4, comma 1-bis, 5 e 59, primo comma, della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia), dal Tribunale amministrativo regionale per il Friuli-Venezia Giulia, con l’ordinanza in epigrafe.”

Esultano la Presidente e l’assessore Panontin: "La Corte costituzionale ha dunque confermato l'impianto della legge regionale che rimodula l'assetto e il funzionamento delle Amministrazioni provinciali nella nostra regione". E ancora: "Nel pieno rispetto della decisione del Tar di rinviare alla Corte la questione di legittima costituzionale, eravamo comunque convinti della qualità della nostra norma, che ha avviato una stagione di profonde riforme nel sistema delle Autonomie locali, all'insegna di una - sempre ricercata, ma forse poco attuata - maggior efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione in Friuli Venezia Giulia".

Chi scrive, per dovere professionale giornalmente legge ordinanze e sentenze, e del pronunciamento del Giudice delle leggi, ovvero la Corte costituzionale, aveva tratto ieri conclusioni ben diverse. Poiché, in questi casi, una interpretazione soggettiva sarebbe del tutto fuori luogo, visto che in Regione si è esaminta la questione in un'ottica diversa, ciò che va correttamente fatto è di riportare integralmente il passaggio significativo dell’ordinanza della Corte che, a dire il vero, è stringata ma esaustiva. E ciò per rispetto dei lettori che hanno comunque la possibilità di prendere visione del testo integrale del provvedimento, nel sito www.cortecostituzionale.it (ordinanza n. 39/2015).

Enti locali. MoVimento 5 Stelle: sospensione immediata della riforma regionale

La riforma regionale svilisce l’autonomia dei singoli comuni, le UTI sono di fatto obbligatoria a pena il taglio di risorse, nasceranno 17 nuovi enti intermedi senza cancellare le province, deficit democratico e promozione degli inevitabili accordi di scambio.

Pubblichiamo il comunicato firmato da 26 consiglieri comunali del M5S del FVG. 



«Il MoVimento 5 Stelle chiede alla Regione di sospendere immediatamente l’applicazione della riforma degli enti locali. Secondo i portavoce M5S - che stanno presentando una serie di mozioni e ordini del giorno nei consigli comunali nei quali sono stati eletti - la legge approvata a novembre e intitolata “Riordino del sistema Regione-Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia. Ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali e riallocazione di funzioni amministrative” svilisce l'autonomia dei singoli comuni.
Totalmente negativo il giudizio dei consiglieri del MoVimento 5 Stelle anche sul meccanismo di trasferimento all'Unione dei finanziamenti regionali e delle risorse comunali e sull'attribuzione all'Unione del compito di deliberare le tariffe per i servizi di competenza che inciderà negativamente sui comuni virtuosi e finirà per aggravare pesantemente il prelievo fiscale nei confronti dei cittadini.