Con la delibera n. 1040 del 30.05.2018 la giunta leghista guidata da Massimiliano Fedriga ha detto NO all’assoggettamento a procedura di Valutazione di impatto ambientale del progetto di una nuova centrale termoelettrica con motori endoterminci a gas della potenza complessiva di circa 148 Mwt a Gorizia, nel quartiere di Sant’Andrea, area del Consorzio di Sviluppo Industriale e Artigianale di Gorizia.
di Stefano Cosolo e Martina Luciani - Comitato NoBiomasseGO
La decisione suona come un ennesimo schiaffo ai numerosi cittadini
di Gorizia che avevano inviato al Ministero dell’Ambiente le loro osservazioni
e la richiesta che tale progetto fosse assoggettato alla procedura di V.I.A. al
fine di effettuare una seria e completa valutazione dell’impatto ambientale dell’impianto,
situato a pochi metri dal fiume Isonzo, tra gli abitati di Savogna d’Isonzo e
il quartiere di Sant’Andrea del Comune di Gorizia.
Nelle osservazioni si era fatto notare, tra le altre cose,
come lo “Studio preliminare ambientale” prodotto dall’impresa proponente non
faccia riferimento agli altri impianti esistenti/autorizzati dislocati nelle
vicinanze. Un trucco molto usato dai proponenti, che prefigura la sistematica
elusione della Valutazione di Impatto Ambientale e ne vanifica uno dei principi
cardine: “Un singolo progetto deve essere considerato anche in riferimento ad
altri progetti localizzati nel medesimo contesto ambientale e territoriale”. In
altre parole, l’esclusione della VIA non può avvenire sulla sola considerazione
della soglia di potenza dell’impianto.
Nel caso specifico, lì attorno sono stati autorizzati i due impianti a biomasse della Rail Service, l’impianto di trattamento dei rifiuti di alluminio e per la successiva raffinazione degli stessi e ci sono gli impianti della zona industriale; inoltre sarebbero già tre gli impianti esistenti o autorizzati per la produzione di energia elettrica. Del cumulo degli impatti sommati tra loro sull’ambiente e sulla salute dei cittadini chi ha preso nota, visto che in fase istruttoria abbiamo diligentemente provveduto a illustrare la situazione?
L’iter come il solito nemmeno richiama le osservazioni dei comitati cittadini, veri destinatari dell’impatto ambientale ma sistematicamente inascoltati.
Nel caso specifico, lì attorno sono stati autorizzati i due impianti a biomasse della Rail Service, l’impianto di trattamento dei rifiuti di alluminio e per la successiva raffinazione degli stessi e ci sono gli impianti della zona industriale; inoltre sarebbero già tre gli impianti esistenti o autorizzati per la produzione di energia elettrica. Del cumulo degli impatti sommati tra loro sull’ambiente e sulla salute dei cittadini chi ha preso nota, visto che in fase istruttoria abbiamo diligentemente provveduto a illustrare la situazione?
L’iter come il solito nemmeno richiama le osservazioni dei comitati cittadini, veri destinatari dell’impatto ambientale ma sistematicamente inascoltati.
La Regione, “padrona” del destino dell’ambiente e delle persone, come lo era prima l’ente Provincia (dalla quale, tra l’altro, ha ricevuto parte del personale tecnico) ex art. 3 Legge regionale 7.9.1990, n. 43 esprime il suo parere negativo all’assoggettamento a VIA anche in forza del fatto che il Comune, sempre ambiguo e “poco attento” , pur avendo inizialmente inviato al Ministero tutta una serie di fondate osservazioni poi, leggiamo nel corpo della citata delibera regionale, a seguito dell’integrazione documentale dell’impresa proponente omette di far pervenire il parere. Se non si fosse capito: IL COMUNE DI GORIZIA OMETTE DI FAR PERVENIRE IL PARERE! Figurarsi se si degna di rappresentare le preoccupazioni dei suoi amministrati.
Dunque che sia PD o che sia LEGA, il meccanismo ormai lo
conosciamo.



