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venerdì 27 febbraio 2015

Dolce tenero Franz! …. ci mancherai



La panetteria Viatori chiude. Un altro pezzo di storia che se ne va. 

di Marilisa Bombi



Magari alle nuove generazioni piace la profumeria Limoni o Intimissimi, la libreria Ubik e Camicissima. Io, in “C’è posta per te” tifavo per Meg Ryan. Ma così va il mondo. Magro lamento consolatorio per gli over anta o giù di lì. Quelli, insomma, che passando davanti al negozio di Finizio all’angolo tra via Carducci e Seminario rimanevano con il naso attaccato ai vetri per l’eternità fino a quando la mamma, o la tata, non gli tirava via.

mercoledì 18 febbraio 2015

RAI 1 a Gorizia per parlare di richiedenti asilo. E altro. Una dichiarazione di Ilaria Cecot sugli intenti del programma.

Gelida mattina, piazza Transalpina, autorità ed esponenti politici, associazioni attive nel sociale e nella tutela dei diritti, volontari dell'emergenza che non finisce mai, lavoratori senza tutela della Connecting People che gestisce il Cara di Gradisca. E richiedenti asilo, quelli senza convenzione, gli ultimi degli ultimi, quelli per cui l'affermazione del prefetto di Gorizia "hanno gli stessi diritti dei cittadini" non vale.

di Martina Luciani

 

Tutti assieme,ad un'ora improponibile, per la trasmissione calderone di RAI 1 del mattino, Agorà. Lasciamo che le immagini del reportage di Thomas Lenardi esprimano le posizioni ideologiche, le dinamiche di pensiero e le problematiche che si sono intrecciate davanti alle telecamere.
Riportiamo però la sottolineatura di Ilaria Cecot, assessore provinciale all'immigrazione,   su quanto è stato "inappropriato
l'accostamento della situazione dei profughi con il terrorismo, con l' Isis, con la Libia, con la guerra. Un'impostazione del tutto controproducente per dare una corretta lettura alle problematiche dell'immigrazione. I nostri sono legalmente richiedenti asilo, sono qui perché la legge lo consente e ne disciplina l'accoglienza. Chi non c'è è lo Stato, che in Europa non chiede la necessaria e urgente armonizzazione norme nazionali, che è assente anche per i settanta lavoratori della Connnecting people,  ai quali la Prefettura di Gorizia non assicura risposte e tutele."
Ilaria Cecot si dissocia dalla linea editoriale del programma che " invece di fare informazione ha fatto terrorismo mediatico. Una trasmissione che nella gestione degli interventi in studio ha dato l'impressione di essere del tutto squilibrata, lasciando di fatto prevalere le dissertazioni demagogiche di Matteo Salvini."



La trasmissione Agorà può essere rivista sul sito della RAI.

mercoledì 11 febbraio 2015

Voglia di trasparenza: quanto costa Iris che, di fatto, non fa più nulla?


Botta e risposta in Consiglio comunale tra il "Gruppo Gorizia è tua" e l'assessore Pettarin a proposito delle società partecipate.


A fine dicembre è stata presentata la sottoindicata interrogazione con oggetto: Trasparenza società partecipate. In sintesi, il gruppo consigliere aveva chiesto in che modo il Comune vigila sulle società partecipate, soprattutto in relazione al fatto che "Esaminando il  sito di Iris srl si deduce che, tale società, dopo aver ceduto i vari rami, sopravvive allo stato attuale solo al fine di gestire le attività residuali.

Squitieri, presidente della Corte dei Conti: l' Italia rischia l'assuefazione alla corruzione e al malaffare.

Pasquale Squitieri all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2015, evidenzia il circolo vizioso tra crisi economica e corruzione, “nel quale l'una è causa ed effetto dell'altra”. E illustra le problematiche legate alla riforma degli enti locali, dalle Province alle Città metropolitane. Tutto il resoconto su Regioni.it




Un monito chiarissimo . L’Italia barcolla sull’orlo dell’abisso: “Il pericolo più serio per la collettività è una rassegnata assuefazione al malaffare, visto come un male senza rimedi”. Così si è espresso Il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri inaugurando  l'anno giudiziario 2015. La nostra economia,fragile contesto in cui gli operatori hanno sempre meno fiducia,  patisce gli effetti devastanti  di mala gestione e corruzione , ma rischiamo anche di veder annullata”.
Dal  poderoso discorso di Squitieri, annotiamo quanto affermato a proposito della riforma degli enti locali.
Oltre ad essere  “prioritario riorganizzare le strutture dello Stato, puntando a che queste rispondano con rapidità e trasparenza ai bisogni dei cittadini”, poco convincono “le annotazioni relative ai risparmi di scala conseguenti a tali processi di unificazione, essendo la struttura delle spese fortemente squilibrata sulla componente relativa agli oneri inderogabili”. I risparmi prevedibilmente ottenibili dalle riforme delle amministrazioni pubbliche, “ sono di entità contenuta, mentre è difficile ritenere che una riorganizzazione di così complessa portata sia improduttiva di costi.

sabato 7 febbraio 2015

OGM, importante sentenza del Consiglio di Stato: quando la stampa scrive e non sa di cosa parla.

Mentre si attende la pubblicazione del nuovo decreto interministeriale che vieta la coltivazione di OGM in Italia, bocciato anche dal Consiglio di Stato il ricorso sul decreto del 2013.L'applicazione del principio di precauzione non richiede l'esistenza di evidenze scientifiche.Non ci serve insomma la sicurezza scientifica sugli impatti negativi di Mon 810, ci basta e avanza l’incertezza scientifica sulla sicurezza degli OGM.



di Martina Luciani


Ieri su Corriere.it, notiziona: il Consiglio di Stato respinge il ricorso contro il decreto che blocca per "altri" 18 mesi la coltivazione di OGM in Italia.
E tutti trasecoliamo: Fidenato è un drago, paladino irriducibile di Monsanto, ma anche il Consiglio di Stato non scherza, come diavolo hanno fatto a ricorrere e pronunciarsi contro un decreto che i Ministri dell'ambiente, delle politiche agricole e della salute hanno firmato il 23 gennaio?
Non l'hanno fatto, semplicemente. Il ricorso è relativo alla battaglia sul precedente decreto interministeriale, quello del luglio 2013. Bastava leggere, non dico la sentenza del 6 febbraio ( peraltro disponibile on line) ma almeno le corrette agenzie di stampa.

lunedì 2 febbraio 2015

C’era una volta il Mercato Coperto di Gorizia



A proposito della vicenda del mercato coperto di Gorizia, straordinario esempio d architettura Liberty,  a proposito del quale ci si è già soffermati a seguito di una questione sollevata dal consigliere comunale Bressan, ecco oggi l'intervento di Manuela Botteghi, esponente del movimento 5 stelle che, già candidata Sindaco, è consigliere comunale a Gorizia.

Dopo molto tempo  il Sindaco Romoli batte un colpo sul quasi defunto Progetto di riqualificazione del Mercato Coperto. Lo avevamo denunciato, nella discussione sul una parte del “tesoretto di Iris”, quando chiedemmo di utilizzarne una parte per la ristrutturazione del Mercato. Naturalmente  la proposta non venne raccolta, nemmeno dal centrosinistra che vota spesso compatto con il centrodestra sulle “cose di sostanza”. Il Sindaco ci dette in Aula  ampie rassicurazioni che a breve sarebbe stato pubblicato il nuovo bando e che, se questo fosse andato nuovamente deserto, avrebbe proceduto con fondi del Comune a ristrutturare il manufatto. E’ passato più di un anno e del bando non c’è traccia visto che siamo ancora agli approfondimenti tecnici che sono in corso da mesi, vedi la risposta alla nostra interrogazione in un lontano Consiglio Comunale nella quale si affermava di stare approfondendo elementi tecnici del bando . Quanto al “recupero delle risorse”, che già c’erano ma che sono state spese altrove, siamo curiosi di vedere da quale cilindro magico salteranno fuori visti i tempi di  vacche magre e le continue lamentazioni di scarsità di fondi. Nel frattempo nel Mercato si gela d’inverno e si muore dal caldo d’estate, le strutture cadono a pezzi e gli operatori son sempre più stufi di lavorare in situazioni  di precarietà di ogni genere.
Che cosa si sta  aspettando? Che il Mercato si spopoli del tutto? Che tutti i banchi siano restituiti? Che ci crolli il tetto in capo? Oppure si sta confezionando un bando su misura? Quel che non  viene mai detto è che il Comune non “concederà l’utilizzo” , ma cederà la proprietà delle aree a scapito del proprio patrimonio in cambio delle meraviglie dell’ennesimo supermercato, di un improbabile parcheggio sotterraneo, dei soliti enunciati posti di lavoro, (Ikea docet). 


domenica 7 dicembre 2014

Si costituisce l' associazione Cittadini per il Golfo: ma ci riguarda tutti.

E’ attesa e auspicata l’adesione di altre organizzazioni e associazioni presenti all'interno ed all'esterno dell'ambito del Golfo: e questo perché non ha specificità territoriale l'interesse prioritario e collettivo a veder rispettate modalità condivise, e rispettose della gerarchie di valori espresse dalla nostra Costituzione, relativamente a  progettazione dell'uso del territorio,  programmazione dello sviluppo economico e sociale,  tutela degli interessi alla salute, conservazione dell'ambiente e delle risorse naturali, salvaguardia del paesaggio e dei riferimenti storico-artistici che compongono il nostro habitat fisico e culturale. Non sarà difficile interloquire con la politica e con l'amministrazione del territorio, auspicando che una serie di importanti consapevolezze espresse nell'ultima campagna elettorale non siano state elaborate esclusivamente nell'ottica di un mirato marketing del voto: "Il territorio non è un asino su cui caricare indistintamente e arbitrariamente di tutto, com'è avvenuto per decenni. Il territorio e le comunità che vi abitano e operano meritano tutta la nostra attenzione e cura." Debora Seracchiani in campagna elettorale.



 
di Martina Luciani

L'Associazione “Cittadini per il Golfo – Občani za zaliv” prende vita per coordinare e per tenere informata la cittadinanza sulle opportunità e sui pericoli presenti nel Golfo di Trieste e Monfalcone. Nasce dalla collaborazione di un gruppo di cittadini attenti alla salvaguardia del territorio, alla sua conservazione ed ad uno sviluppo accettabile con serenità e nel rispetto della storia dei luoghi. L’identità dell’Associazione Cittadini per il Golfo - si legge in una nota - è neutra rispetto le sue eterogenee componenti ma è politica nel senso più profondo del concetto: intende cioè agire in difesa del bene comune, in nome dell’interesse della comunità e delle generazioni future e in alternativa agli interessi che pilotano l'utilizzo delle risorse in direzione opposta a quelle che sono le attuali indicazioni normative nazionali e comunitarie in tema di sviluppo e contemporanea tutela ambientale.
 L’Associazione intende produrre , coordinare e sostenere tutte le occasioni di approfondimento , rivolte specialmente alla cittadinanza, sugli aspetti tecnici, scientifici e giuridici che motivano la volontà di promuovere una valutazione obiettiva delle proposte per la realizzazione di qualsiasi tipo di infrastruttura che vada ad incidere sulla vita dei cittadini e sullo sviluppo del territorio, indicando possibilmente le alternative, tutelando contemporaneamente l’ambiente e la vita sociale ed economica dei cittadini."

mercoledì 3 dicembre 2014

Aeroporto regionale: il PD provinciale chiede le dimissioni del presidente Dressi.

Il segretario provinciale del PD, Marco Rossi, interviene sulla situazione dell'aeroporto di Ronchi dei Legionari, società della quale la Regione FVG è socio unico.

“Sergio Dressi dovrebbe dimettersi da presidente dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari: allo scalo regionale servono una nuova governance e nuove strategie per scongiurarne il fallimento”. Lo afferma Marco Rossi dopo l’annuncio dell’apertura di un’inchiesta da parte del Commissario nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, dopo le notizie trapelate da alcune inchieste giornalistiche e alla luce dell’ormai “insostenibile e insanabile contrasto con la Regione”.
Secondo Rossi “il management dell’aeroporto non si è dimostrato all’altezza delle sfide. Gli attuali vertici non sono stati in grado di garantire allo scalo una prospettiva concreta e lungimirante di sviluppo, fallendo nel progetto di rendere più attrattivo l’aeroporto, anche realizzando nuove iniziative, sinergie e collaborazioni con altre realtà”.
 “Non è il momento di perdere tempo e ulteriori occasioni – commenta l’esponente democratico – perché lo scalo di Ronchi dei Legionari è una delle infrastrutture più importanti del Fvg, fondamentale per il futuro dello sviluppo economico e occupazionale dell’Isontino e dell’intera regione. Necessita di scelte non più rinviabili: scelte – conclude Rossi - che spettano a un nuovo management all’altezza della sfida”.

domenica 9 novembre 2014

Punti di vista




E’ uscito l'undicesimo numero di criticaliberalepuntoit e il primo numero di 9 novae - scaricabile gratis qui.


Dal 1969 la voce del pensiero laico e liberale italiano e della tradizione politica che difende e afferma le libertà, l'equità, i diritti, il conflitto. "Critica liberale" segue il filo rosso che tiene assieme protagonisti come Giovanni Amendola e Benedetto Croce, Gobetti e i fratelli Rosselli, Salvemini ed Ernesto Rossi, Einaudi e il "Mondo" di Pannunzio, gli "azionisti" e Bobbio. Critica liberale è da più di quarant'anni la voce del liberalismo progressista in Italia. Nata negli anni '60 come agenzia stampa della sinistra interna al Partito Liberale Italiano di quel tempo, la testata è dal 1974 quella di una rivista liberale del tutto indipendente da ogni forza politica italiana; dal 1994 Critica liberale è anche una fondazione che, assieme alla rivista, cerca di dare espressione e continuità a una tradizione politica e di pensiero che ha le sue radici nel liberalismo europeo, nella tradizione laica e illuminista, nell'impegno per i diritti civili e per l'integrazione federale dell'Europa democratica.

Leggi l’ultimo numero e metti l’indirizzo nei segnalibri!

martedì 4 novembre 2014

Occhio alla sanzione se usi una macchina non tua



Ma il Governo è diventato matto? Mentre si continua a dichiarare, a parole, l’obiettivo di semplificare la vita ai cittadini, un ulteriore adempimento viene imposto a chi utilizza una vettura non propria.




A decorrere da ieri, 3 novembre, è diventato obbligatorio annotare sulla carta di circolazione e nell’Archivio Nazionale dei Veicoli il nome di chi non è “intestatario” di un veicolo, motoveicolo o rimorchio, ma ne ha la disponibilità (“utilizzatore”) per periodi superiori a 30 giorni decorrenti dalla stipula di un apposito atto di comodato gratuito o con altri contratti di utilizzo o di affidamento. In caso di omissione viene applicata la sanzione amministrativa del pagamento di una sanzione da 705,00 a 3.526,00 euro. 

venerdì 31 ottobre 2014

Concessioni al mercato coperto di via Boccaccio: il Comune fa marcia indietro




Saranno ripristinate le concessioni pluriennali previste dalla legge sul commercio ambulante, dando così  un minimo di certezza agli operatori di settore.


La novità è contenuta nella risposta all’interrogazione del consigliere comunale Michele Bressan che sullo specifico argomento aveva interpellato l’assessore Pettarin il quale peraltro, inizialmente aveva tergiversato. Messo alle strette, invece, come risulta dal contenuto della ennesima interrogazione alla quale il consigliere è stato costretto per avere una risposta esaustiva  dall’esponente della Giunta municipale su fatti che, comunque, riguardano la passata amministrazione è stato, alla fin fine, ammesso che i contratti in atto non sono conformi a quanto espressamente previsto non solo dalla legge regionale ma anche da quella statale per le attività di vendita che si svolgono all’interno dei mercati comunali.

sabato 25 ottobre 2014

Il Parco Basaglia: laboratorio di possibilità





Non disperdere un patrimonio che dovrebbe essere il vanto di Gorizia per ciò che ha significato nella complessiva riforma della psichiatria.




di Franco Perazza



Il Parco Basaglia si definisce come patrimonio di natura e di memoria. Come tutti i parchi che ospitavano gli Ospedali Psichiatrici, dopo la sua istituzione all’inizio del secolo, e dopo la sua decostruzione negli anni settanta, avrebbe dovuto necessariamente vivere una nuova stagione di commistione fra aspetti sociali, culturali e scientifici. Così a Gorizia non è stato e il Parco aspetta ancora di assumere una sua identità che sia sintesi tra possibili nuove destinazioni d’uso senza perdita della memoria. Questa nuova identità  dovrà tener conto anche di un epocale evento storico, cioè la caduta del confine tra Italia e Slovenia.

giovedì 16 ottobre 2014

Progetto Smart Gas: le acrobazie logiche del despota illuminato.

L’intervento del presidente Enrico Gherghetta, in audizione regionale, sul progetto del mini rigassificatore di Monfalcone non è piaciuto ad alcuni: sarà stato pure a titolo personale, ma ha indotto parecchia confusione nell’opinione pubblica. Le differenze sostanziali  tra l'attuale, e per ora inesistente, posizione della Provincia di Gorizia e quella del suo presidente. Che non sono proprio la stessa cosa.

 
di Martina Luciani
 
Se il contesto in cui si interviene non è istituzionale - se non addirittura arbitriamente imposto quale passaggio di indefinibile natura tecnica e di valenza esclusivamente politica, richiesto al  percorso del progetto Smart Gas per il mini rigassificatore di Monfalcone – anche una persona che pure indossa i panni di una autorevole carica istituzionale del territorio può esprimersi a titolo personale.
In questi termini il presidente della Provincia Enrico Gherghetta ha chiarito ulteriormente, ieri sera, in sede di consiglio provinciale,  su sollecitazione dei consiglieri Mario Lavrenčič ( SEL), Dario Furlan ( Rifondazione comunisti) e, seppur indirettamente Giuseppe Nicoli ( PDL), il  senso ontologico (e quello deontologico? ) del suo intervento favorevole al progetto del mini rigassificatore  in sede di audizione delle Commissioni regionali II e IV.
Senso non immediatamente percettibile , perché è un’acrobazia logica ritenere una convocazione diretta al presidente della Provincia come in realtà rivolta alla sua privata persona; e d’altronde  senso intrinseco, visto che la Provincia non ha espresso formalmente alcuna posizione, e consiglieri e giunta nemmeno conoscono il parere tecnico sulla VIA elaborato dagli uffici  della Direzione sviluppo territoriale e ambiente ( ma tale parere sta qui, per chi volesse approfondire).

lunedì 8 settembre 2014

Voglia di trasparenza: che fine farà il mercato coperto di corso Verdi?




http://www.minube.it/foto/posto-preferito/170211/1052611

Il Consigliere comunale di "Gorizia è tua" chiede chiarimenti all'assessore Pettarin a proposito delle scelte operate dal Comune, in questi ultimi anni, per il mercato cittadino. 


La decisione di vederci chiaro, nasce dal fatto che in una precedente interrogazione del consigliere stesso presentata il 7 luglio scorso, non ha fornito risposte convincenti alle seguenti domande:    quali sono state, in concreto, le conseguenze della DG 82/2008, che disponeva il passaggio della struttura da bene demaniale a bene patrimoniale (seppur indisponibile?); per quale motivo si è usata la riclassificazione urbanistica della zona come ragione per la classificazione civilistica del bene? Secondo quale criterio e/o legge può essere classificato bene patrimoniale indisponibile un bene che, "ope legis", fa parte del demanio pubblico? Quale è quindi la tipologia di rapporto che è stato instaurato con i commercianti che vi operano? Vi è un collegamento logico tra la costante diminuzione del numero dei banchi occupati al mercato coperto e la delibera giuntale DG 82/2008?

Tim e Vodafone a caccia di allocchi!



Va disdetto immediatamente il servizio “chiama ora” di Tim (o di Vodafone) perché da luglio è a pagamento


di Marilisa Bombi

Ho deciso di dedicarmi all’allevamento di piccioni viaggiatori, non solo perché mi sto accorgendo che siamo tutti un po’ drogati da un uso eccessivo del cellulare, ma anche perché mi disturba terribilmente il fatto di dover costantemente controllare il credito residuo, al fine di verificare che non mi siano stati addebitati costi per servizi non richiesti. Ieri l’amara scoperta. Veniamo al dunque: chi legge i messaggi promozionali che TIM o Telecom (ma ovviamente si può fare di tutta un’erba un fascio) inviano via sms? Praticamente nessuno …. O quasi. E su questo fatto le compagnie di telefonia ci sguazzano. Perché moltiplicare 1.90 euro per tutti i possessori di scheda TIM viene fuori un bel gruzzoletto.