A proposito della vicenda del mercato coperto di Gorizia,
straordinario esempio d architettura Liberty, a proposito del quale ci si è già soffermati a seguito di una questione sollevata dal consigliere
comunale Bressan, ecco oggi l'intervento di Manuela Botteghi, esponente del movimento 5 stelle che, già candidata Sindaco, è consigliere comunale a Gorizia.
Dopo molto tempo
il
Sindaco Romoli batte un colpo sul quasi defunto Progetto di riqualificazione
del Mercato Coperto. Lo avevamo denunciato, nella discussione sul una parte del
“tesoretto di Iris”, quando chiedemmo di utilizzarne una parte per la
ristrutturazione del Mercato. Naturalmente
la proposta non venne raccolta, nemmeno dal centrosinistra che vota
spesso compatto con il centrodestra sulle “cose di sostanza”. Il Sindaco ci
dette in Aula
ampie rassicurazioni che a
breve sarebbe stato pubblicato il nuovo bando e che, se questo fosse andato
nuovamente deserto, avrebbe proceduto con fondi del Comune a ristrutturare il
manufatto. E’ passato più di un anno e del bando non c’è traccia visto che
siamo ancora agli approfondimenti tecnici che sono in corso da mesi, vedi la
risposta alla nostra interrogazione in un lontano Consiglio Comunale nella
quale si affermava di stare approfondendo elementi tecnici del bando . Quanto
al “recupero delle risorse”, che già c’erano ma che sono state spese altrove,
siamo curiosi di vedere da quale cilindro magico salteranno fuori visti i tempi
di
vacche magre e le continue
lamentazioni di scarsità di fondi. Nel frattempo nel Mercato si gela d’inverno
e si muore dal caldo d’estate, le strutture cadono a pezzi e gli operatori son
sempre più stufi di lavorare in situazioni
di precarietà di ogni genere.
Che cosa si sta
aspettando? Che il Mercato si spopoli del tutto? Che tutti i banchi
siano restituiti? Che ci crolli il tetto in capo? Oppure si sta confezionando
un bando su misura? Quel che non viene
mai detto è che il Comune non “concederà l’utilizzo” , ma cederà la proprietà
delle aree a scapito del proprio patrimonio in cambio delle meraviglie
dell’ennesimo supermercato, di un improbabile parcheggio sotterraneo, dei
soliti enunciati posti di lavoro, (Ikea docet).