Visualizzazione post con etichetta Politica.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica.. Mostra tutti i post

martedì 21 aprile 2015

Confindustria Gorizia trasloca a Ronchi dei Legionari.

Un cartello improvvisato sui cancelli chiusi della bellissima villa di via degli Arcadi annuncia l'apertura di una nuova sede a Ronchi dei Legionari.



di Martina Luciani

E' molto zen rinunciare poco a poco agli elementi terreni della propria fisionomia, per essere più leggeri ed ampliare consapevolezza e percezione ad ambiti sovrasensibili. Forse è quello che sta facendo la nostra città, in un processo di distillazione alla ricerca della propria essenza, del proprio archetipo ultimo. O è una istintiva, subliminale applicazione della decrescita felice? O è una variante/reminiscenza di quella decadenza( senza valzer ma con Gusti di Frontiera) dell'Austria felix che Hermann Broch chiamò gaia apocalisse? Pur senza l'effervescenza culturale viennese vogliamo forse replicare ( ma è un evidente tarocco) l'esperienza che Karl Kraus sancì in modo geniale con  «una stazione metereologica per la fine del mondo» ?
Pensieri purtroppo solipsistici sul futuro della nostra città di fronte ai cancelli chiusi della sede di Confindustria, in via degli Arcadi: un cartello laconico ( ma decisamente abborracciato) annuncia il trasferimento della sede a Ronchi dei Legionari, in via Pietro Micca 10. Telefono e fax sono invariati, sulla pagina web di Confindustria Gorizia la variazione di sede non risulta ancora. Ma del trasferimento si parlava già
alcuni anni fa, quando il sindaco Romoli si era opposto al progetto di trasferimento della sede da Gorizia a Monfalcone, difendendo, solo a parole evidentemente, il ruolo del capoluogo; mentre il presidente della provincia Gherghetta, dal canto suo, si era espresso favorevolmente, sostenendo che i giochi si fanno tra Monfalcone, Ronchi dei Legionari, il parco commerciale di Villesse e la turistica Grado Grado, e quindi  spostare da Gorizia la sede di Confindustria è fisiologicamente ragionevole. Ora  un trasloco senza clamore rende vacuo e inutile qualsiasi ulteriore dibattito.Quindi, meditiamo.

venerdì 3 aprile 2015

In ricordo di Danilo Dolci



Libertà di parola, libertà di stampa, liberta di pensiero: sono questi i cardini della democrazia.

di Carlo Muscatello 

Da Sesana, un tiro di schioppo da Trieste, alla Sicilia profonda di Partinico. Attraversando tutto lo stivale, per illuminare le periferie degradate dalla povertà e dal malaffare del nostro Paese che usciva dalla guerra. Danilo Dolci educatore e sociologo, attivista della non violenza e poeta, "Gandhi italiano". Ma anche giornalista. Sessant'anni fa, nel ‘55, pubblica su "Nuovi Argomenti", la rivista diretta da Alberto Moravia, alcuni racconti autobiografici di ragazzi che vivevano nella Palermo più povera: è il lavoro preliminare per il libro "Inchiesta a Palermo", che nel '58 gli vale il Premio Viareggio. Subisce per questo dal ministro degli Interni Tambroni il ritiro del passaporto, con la bizzarra motivazione di avere con le sue opere diffamato l'Italia all'estero. Segue persino un processo a porte chiuse per pornografia (...?), lo difende Carlo Arturo Jemolo, lo storico della Chiesa. Al suo fianco altri avvocati, intellettuali, giornalisti, comuni cittadini.

domenica 8 febbraio 2015

Riforma enti locali. M5S: Gorizia conta poco, e nel futuro conterà nulla.

La critica del M5S al voto in consiglio comunale: tutti, da Romoli a Rossi, con l'astensione della Federazione della Sinistra,  si accodano entusiasti alla riforma della Giunta Serracchiani, capace solo di ridimensionare e schiacciare ulteriormente la nostra città tra gli altri ex capoluoghi


Una nota di Manuela Botteghi


Della Riforma degli Enti Locali varata  dalla Giunta Serracchiani non salviamo nulla: che cosa dovremmo farcene della moltiplicazione dei centri di potere, dell’accentramento delle risorse , dell’esproprio di funzioni delle Amministrazioni  Comunali ? In un turbinìo che assomiglia al gioco delle tre carte ,si spostano funzioni, personale, denari con un disegno copiato, (male), da altre realtà che non hanno a che fare nulla con noi , ma  che soprattutto non hanno una Regione onnipotente e accentratrice come la nostra. Se poi  scendiamo nel nostro particolare vediamo che Gorizia esce con le ossa rotte da questa “riforma” , ridimensionata e ulteriormente schiacciata tra gli  altri  ex-capoluoghi. Se prima contava poco , domani non conterà nulla. Il tutto con buona pace di Romoli, Sindaco e capo del CAL, di Rossi e dei Capigruppo del Consiglio Comunale goriziano che, con l’esclusione dell’astenuto Traini,  hanno accettato con entusiasmo l’idea di tornare alla “vecchia Provincia con la nuova Unione”.

sabato 7 febbraio 2015

OGM, importante sentenza del Consiglio di Stato: quando la stampa scrive e non sa di cosa parla.

Mentre si attende la pubblicazione del nuovo decreto interministeriale che vieta la coltivazione di OGM in Italia, bocciato anche dal Consiglio di Stato il ricorso sul decreto del 2013.L'applicazione del principio di precauzione non richiede l'esistenza di evidenze scientifiche.Non ci serve insomma la sicurezza scientifica sugli impatti negativi di Mon 810, ci basta e avanza l’incertezza scientifica sulla sicurezza degli OGM.



di Martina Luciani


Ieri su Corriere.it, notiziona: il Consiglio di Stato respinge il ricorso contro il decreto che blocca per "altri" 18 mesi la coltivazione di OGM in Italia.
E tutti trasecoliamo: Fidenato è un drago, paladino irriducibile di Monsanto, ma anche il Consiglio di Stato non scherza, come diavolo hanno fatto a ricorrere e pronunciarsi contro un decreto che i Ministri dell'ambiente, delle politiche agricole e della salute hanno firmato il 23 gennaio?
Non l'hanno fatto, semplicemente. Il ricorso è relativo alla battaglia sul precedente decreto interministeriale, quello del luglio 2013. Bastava leggere, non dico la sentenza del 6 febbraio ( peraltro disponibile on line) ma almeno le corrette agenzie di stampa.

giovedì 22 gennaio 2015

OGM: le regioni chiedono interventi al Governo per vietare le coltivazioni. FVG unica regione OGM free grazie a una legge già vigente.

In attesa del recepimento nell'ordinamento nazionale della direttiva UE, recentemente approvata (con modifiche) dal parlamento europeo,servono iniziative del Governo che prolunghino l'efficacia del decreto interministeriale ormai in scadenza.Il Friuli venezia Giulia una legge ce l'ha già: basterà per evitare le semine imminenti di mais ogm?


di Martina Luciani

Chissà che per una volta,noi quassù nell'estremo lembo etc. etc., non facciamo la parte dei primi della classe. Su una questione importante come quella degli OGM.
Il Friuli Venezia Giulia, infatti, è l'unica regione italiana attrezzata adeguatamente sul piano normativo per impedire le coltivazioni di mais OGM.
La notizia esce indirettamente nel contesto della sollecitazione che le Regioni italiane stanno esprimendo affinchè la fisiologica scadenza del decreto interministeriale del 12 luglio 2013 che vieta la coltivazione di OGM sul territorio nazionale non lasci l'Italia sprovvista di tutela.
A livello europeo, pochi giorni fa è stata approvata dal parlamento europeo la modifica alla direttiva comunitaria che consente agli Stati membri di vietare in tutto o in parte la coltivazione di OGM: ma dovremo arrivare alla fine di quest'anno ( se tutto fila liscio) per veder completato l'iter procedurale di recepimento nel nostro ordinamento. La stagione delle semine però non aspetta. Quindi le regioni italiane hanno predisposto un ordine del giorno con cui impegnano il Governo a rinnovare il decreto ministeriale in scadenza o a produrne un'altro seguendo l'esempio della Francia( l'ordine del giorno su www.regioni.it).

sabato 3 gennaio 2015

Gorizia, emergenza profughi: novità in seguito alle azioni dei volontari.

Don Paolo Zuttion incoraggia i  volontari che operano a Gorizia: qualcosa si muove finalmente.


di Martina Luciani

L'incontro dei volontari -  in campo ormai da molto tempo nell'assistenza e nel soccorso dei richiedenti asilo abbandonati nel gelido limbo dei giardini di Gorizia - con il prefetto Zappalorto non è stato inutile. E il servizio della Rai regionale sull'operato del manipolo di cittadini che, in vario modo, si sta sostituendo alla gestione delle responsabilità che leggi e trattati attribuiscono alle istituzioni dello Stato, ha dato un enorme aiuto agli stremati volontari.
" Grazie alla riunione in Prefettura - ci spiega don Paolo Zuttion, direttore della Caritas di Gorizia - e alle iniziative che hanno reso pubblica l'operazione di solidarietà in coro a Gorizia, l'assessore regionale Torrenti ha sollecitato il prefetto, mettendo in evidenza le difficoltà a reggere ancora e ancora una situazione difficilissima. In sostanza, lo stesso prefetto mi ha rassicurato sulla praticabilità di alcune prospettive di sistemazione dei richiedenti asilo in diverse località della provincia, alcune di immediata fattibilità. "
" L'invito del prefetto - aggiunge don Zuttion - è di tenere duro ancora per poco."
Certo: tener duro, queste sono le parole giuste. Perchè il peso anche della sola responsabilità è gravoso, pur tralasciando gli oneri della pratica gestione della somministrazione di cibo, indumenti, del soccorso medico e del reperimento di rifugi e sistemazioni varie.E' gravosa l'ostilità, la diffidenza, il silenzio della politica e delle istituzioni, la strumentalizzazione.
Udine e Trieste hanno aperto per fronteggiare l'emergenza, che sovrappone il grande freddo alla condizione disperata dei profughi senza un posto dove mangiare e dormire, due  palazzetti dello sport. Gorizia, come sappiamo, ha già dato, e quindi si sente esentata. Il problema che ci si ritrovi di fronte, oltre che alla mancata osservanza delle leggi in materia di richiesta d'asilo e di diritti umani, anche ad una vera e propria omissione di soccorso non è ancora stato preso in considerazione.
Don Zuttion ci ripete un concetto, che è di Sant'Agostino: " Amando il prossimo e prendendoti cura di lui tu cammini". Un'idea universale, trasversale. In verità l'unico modo che abbiamo per immaginare il progredire della civiltà umana è quello del "cammino", un viaggio collettivo che drammaticamente  si arresta, costringendo tutti nella più infida delle paludi, ogni qualvolta qualcuno ne resta escluso.

mercoledì 24 dicembre 2014

L'ordinanza anti bivacco: ancora umiliazione e vergogna addosso ai profughi. Lo sforzo del volontariato sociale.



Pubblichiamo l'appello del Forum Cultura di Gorizia : gli effetti dell'ordinanza del sindaco, l'azione deivolontari, le domande stanotte, vigilia di Natale, ci parrà ancora più assurdo non abbiano alcuna risposta.

I richiedenti asilo accorrono numerosi a Gorizia non perché trovano accoglienza in città, ma perché è la sede dell’unica Commissione del Triveneto. E’ evidente che il flusso degli arrivi, molto aumentato in questi ultimi mesi, dipende da strategie internazionali difficili da individuare e impossibili da modificare. Al di là della complessa discussione sulla gestione delle enormi migrazioni che interessano tutto il Pianeta, resta un fatto: che piaccia o meno, centinaia di persone sono già arrivate e altre continueranno ad arrivare a Gorizia per presentarsi davanti a una Commissione che dovrà decidere sulla legittimità della loro richiesta di asilo. Fino a quando non sarà emessa la “sentenza”, esse sono tutelate dalle convenzioni internazionali e dalla Costituzione italiana.
La domanda concreta è: questi esseri umani devono rimanere senza un tetto, dormire all’addiaccio in queste notti di gelo senza coperte e vestiti pesanti, mangiare l’erba dei parchi o si possono trovare altre soluzioni?
Quella proposta dal sindaco di Gorizia con l’ordinanza anti-bivacchi ha avuto un unico risultato, quello di rendere ancora meno dignitosa la permanenza di coloro che attendono giorni prima di essere visitati dalle strutture sanitarie, certificati dagli organi di polizia ed eventualmente entrare – fino all’ormai molto prossimo esaurimento dei posti - nei luoghi “convenzionati” messi a disposizione dalla Chiesa diocesana.

La convenzione firmata dalla stragrande maggioranza dei Comuni della Provincia di Gorizia sembra essere un pio auspicio, in un’attesa del reperimento e dell’allestimento dei luoghi di accoglienza che sembra richiedere tempi lunghi e complessi adempimenti.

Il volontariato sociale, che si è impegnato in questo ultimo periodo organizzando a proprie spese ed energie fisiche centinaia di pasti e mettendo a disposizione le proprie precarie sedi per fornire un ricovero temporaneo di fortuna, è ai limiti delle proprie capacità d’azione e inoltre non è giusto che si sostituisca sistematicamente alle mancanze delle istituzioni preposte.

Senza la buona volontà di questi ultimi, chi darà un tetto e un pasto a decine e decine di persone che nei prossimi giorni – ordinanza o non ordinanza – raggiungeranno infreddolite ed affamate la città e con ogni probabilità non potranno far altro che stazionare di nuovo nei parchi pubblici? Come già accaduto, invitati a spostarsi, passeranno la Notte di Natale vagando da uno spiazzo all’altro, cercando di sfuggire l’inclemenza del tempo e l’insipienza degli umani?

sabato 20 dicembre 2014

Profughi. Stefano Cosma in consiglio provinciale: basta lamentarsi, facciamo qualcosa di concreto.




"L'ordinanza anti-bivacco del Comune di Gorizia a nulla serve se non affiancata da una convenzione per sistemare i migranti da qualche parte; da un accordo con l'Ass per le visite mediche; e da un protocollo per impiegare i "profughi", come fatto a Nimis e come potremmo imitare attraverso la nuova " Rete provinciale in materia di immigrazione". La nota del capogruppo di Futuro e libertà in Consiglio provinciale Stefano Cosma.



In considerazione della recente realizzazione della “Rete provinciale in materia di immigrazione”, nata dal “Protocollo d’intesa” sottoscritto da molti Comuni dell’Isontino, il consigliere Stefano Cosma con un'interpellanza ha fatto lunedì una proposta concreta al Presidente e all’Assessore al welfare, da sottoporre al Gruppo di lavoro. Una proposta che metta soprattutto fine alle continue proteste e critiche che da mesi attua il Comune capoluogo di Gorizia. Cosma ha portato a conoscenza di tutti che lo scorso 11 dicembre 2014 il piccolo Comune di Nimis (Ud) - per primo in Italia - ha sottoscritto con la Regione, la Prefettura di Udine e la “Caritas” friulana un protocollo d'intesa per impiegare, in qualità di volontari, i richiedenti asilo nelle piccole manutenzioni: dal giardinaggio alle pulizie di strade e piazze. "Il documento - scrive Cosma - risponde alle direttive del Ministero dell'Interno e permette di valorizzare esperienze ed azioni di partecipazione volontaria per rafforzare la socializzazione.

domenica 7 dicembre 2014

Si costituisce l' associazione Cittadini per il Golfo: ma ci riguarda tutti.

E’ attesa e auspicata l’adesione di altre organizzazioni e associazioni presenti all'interno ed all'esterno dell'ambito del Golfo: e questo perché non ha specificità territoriale l'interesse prioritario e collettivo a veder rispettate modalità condivise, e rispettose della gerarchie di valori espresse dalla nostra Costituzione, relativamente a  progettazione dell'uso del territorio,  programmazione dello sviluppo economico e sociale,  tutela degli interessi alla salute, conservazione dell'ambiente e delle risorse naturali, salvaguardia del paesaggio e dei riferimenti storico-artistici che compongono il nostro habitat fisico e culturale. Non sarà difficile interloquire con la politica e con l'amministrazione del territorio, auspicando che una serie di importanti consapevolezze espresse nell'ultima campagna elettorale non siano state elaborate esclusivamente nell'ottica di un mirato marketing del voto: "Il territorio non è un asino su cui caricare indistintamente e arbitrariamente di tutto, com'è avvenuto per decenni. Il territorio e le comunità che vi abitano e operano meritano tutta la nostra attenzione e cura." Debora Seracchiani in campagna elettorale.



 
di Martina Luciani

L'Associazione “Cittadini per il Golfo – Občani za zaliv” prende vita per coordinare e per tenere informata la cittadinanza sulle opportunità e sui pericoli presenti nel Golfo di Trieste e Monfalcone. Nasce dalla collaborazione di un gruppo di cittadini attenti alla salvaguardia del territorio, alla sua conservazione ed ad uno sviluppo accettabile con serenità e nel rispetto della storia dei luoghi. L’identità dell’Associazione Cittadini per il Golfo - si legge in una nota - è neutra rispetto le sue eterogenee componenti ma è politica nel senso più profondo del concetto: intende cioè agire in difesa del bene comune, in nome dell’interesse della comunità e delle generazioni future e in alternativa agli interessi che pilotano l'utilizzo delle risorse in direzione opposta a quelle che sono le attuali indicazioni normative nazionali e comunitarie in tema di sviluppo e contemporanea tutela ambientale.
 L’Associazione intende produrre , coordinare e sostenere tutte le occasioni di approfondimento , rivolte specialmente alla cittadinanza, sugli aspetti tecnici, scientifici e giuridici che motivano la volontà di promuovere una valutazione obiettiva delle proposte per la realizzazione di qualsiasi tipo di infrastruttura che vada ad incidere sulla vita dei cittadini e sullo sviluppo del territorio, indicando possibilmente le alternative, tutelando contemporaneamente l’ambiente e la vita sociale ed economica dei cittadini."

mercoledì 3 dicembre 2014

Gli impegni per "Tornare ad essere speciali": a cominciare dai rigassificatori, passando per ambiente, energia, patrimonio....

E' sempre utile un ripasso dei programmi elettorali, quelli con cui la coalizione, guidata da Debora Serracchiani, ha vinto le elezioni regionali ed ha assunto la responsabilità politica e amministrativa del Friuli Venezia Giulia.

Rigassificatori, sviluppo, territorio, patrimonio, ambiente, energia, paesaggio: ci preoccupiamo tanto, ma le promesse erano e sono del tutto rassicuranti.




"E' nostra intenzione interloquire con il Governo riguardo i rigassificatori che, con le nostre proposte, li renderebbe inutili,consapevoli che la discussione è presente su scala europea e nazionale in virtù del fatto che è in corso la realizzazione pratica di importanti corridoi e la stipula di accordi per il transito tra i vari Paesi. Così come valutare con attenzione la portata e le caratteristiche degli investimenti e dei progetti sul nostro territorio previsti dall'operatore Terna."
"Siamo consapevoli della necessità di progredire consumando di meno. Questa impostazione si propone anzitutto di tutelare l'autenticità che ci contraddistingue, costituita da valori, paesaggi, acqua, storie, luoghi. Il modello di sviluppo di qualità del Friuli Venezia Giulia non può che riferirsi ad una dimensione umana e paesistica che rappresenta il carattere autoctono della Regione fondata sui patrimoni ambientali, storici e archeologici, le città, i paesi e le aree rurali. Questo insieme rappresenta una dimensione della meraviglia cui non si può rinunciare ed è, nel contempo, fattore di coesione, attrattività e competitività."

"Il territorio non è un asino su cui caricare indistintamente e arbitrariamente di tutto, com'è avvenuto per decenni. Il territorio e le comunità che vi abitano e operano meritano tutta la nostra attenzione e cura."

"Serviranno regole chiare e condivise in modo da attivare processi virtuosi. Gli strumenti che prima di altri ci proponiamo di approvare e rendere disponibili saranno il Piano paesaggistico, il Piano di Governo del Territorio con la relativa Legge, la Carta dei rischi ambientali."
"Per far fronte alle mutazioni climatiche in corso dobbiamo contribuire a rimuovere le cause che lo hanno generato, riducendo le emissioni, prevenire i danni, cambiando alcune pratiche di progettazione e gestione del territorio."

"Uno dei principali obiettivi ...sarà la formulazione del Piano Energetico Regionale. E' l'occasione per attuare una politica basata sulla combinazione tra risparmio, efficienza e utilizzo delle fonti rinnovabili."
 

 

Aeroporto regionale: il PD provinciale chiede le dimissioni del presidente Dressi.

Il segretario provinciale del PD, Marco Rossi, interviene sulla situazione dell'aeroporto di Ronchi dei Legionari, società della quale la Regione FVG è socio unico.

“Sergio Dressi dovrebbe dimettersi da presidente dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari: allo scalo regionale servono una nuova governance e nuove strategie per scongiurarne il fallimento”. Lo afferma Marco Rossi dopo l’annuncio dell’apertura di un’inchiesta da parte del Commissario nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, dopo le notizie trapelate da alcune inchieste giornalistiche e alla luce dell’ormai “insostenibile e insanabile contrasto con la Regione”.
Secondo Rossi “il management dell’aeroporto non si è dimostrato all’altezza delle sfide. Gli attuali vertici non sono stati in grado di garantire allo scalo una prospettiva concreta e lungimirante di sviluppo, fallendo nel progetto di rendere più attrattivo l’aeroporto, anche realizzando nuove iniziative, sinergie e collaborazioni con altre realtà”.
 “Non è il momento di perdere tempo e ulteriori occasioni – commenta l’esponente democratico – perché lo scalo di Ronchi dei Legionari è una delle infrastrutture più importanti del Fvg, fondamentale per il futuro dello sviluppo economico e occupazionale dell’Isontino e dell’intera regione. Necessita di scelte non più rinviabili: scelte – conclude Rossi - che spettano a un nuovo management all’altezza della sfida”.

domenica 30 novembre 2014

Sinistra Ecologia Libertà: Gorizia e Monfalcone, i Circoli ribadiscono il no al rigassificatore Smart Gas

Riprendendo la posizione sul progetto del rigassificatore di Monfalcone, espressa dall'assemblea regionale, i Circoli SEL di Gorizia e Monfalcone in una nota esprimono e motivano il dissenso all'operazione imprenditoriale targata Smart Gas. Questo il comunicato stampa.



"Purtroppo anche nella nostra regione abbiamo a che fare con conseguenze evidentemente incontrollabili  del cambiamento climatico, il cui peso economico e sociale va ad aggiungersi a quello prodotto, sulla salute e sulla vita delle persone, dalle installazioni produttive inquinanti:  un impatto enorme, che il Friuli Venezia Giulia commisura direttamente sulla pelle dei cittadini  e paga con i soldi dei cittadini stessi.
 Non è possibile avallare operazioni imprenditoriali private come quella di Smart Gas,  inserita nel solco di politiche produttive ed energetiche che sono sconnesse tra di loro e  sono incoerenti rispetto gli urgenti obiettivi di riduzione dei gas serra e di autosufficienza energetica basata su fonti rinnovabili. Operazione imprenditoriale di cui oltretutto si discute la struttura finanziaria e gestionale  e che  non è incardinata in un meccanismo di pianificazione territoriali e di strategie di sviluppo mirate alla sostenibilità per l’ambiente e per le persone. Tutto ciò, inoltre, mentre sono sotto gli occhi di tutti le opportunità di utilizzare il potenziale di rigassificazione di altri impianti, ad esempio quello nel vicino Veneto.

giovedì 13 novembre 2014

Cura Città: a Trieste, Udine, ora anche a Tolmezzo. A Gorizia?

Introdotto anche a Tolmezzo lo strumento che attraverso il sito del Comune permette ai cittadini di segnalare una serie di problemi legati alla manutenzione e viabilità.


Ce l'ha Trieste, e ce l'ha Udine. Si chiama Cura Città. Ora anche i cittadini di Tolmezzo possono attraverso il web, e quindi anche da smartphone, effettuare segnalazioni al Comune, relativamente alle sedi stradali, all'arredo urbano, alle infrastrutture, all'ambiente.
E possono anche controllare come vien dato seguito alle proprie segnalazioni, attraverso un percorso che ne evidenzia l'accettazione, l'esecuzione e la conclusione.
Son cose dell'altro mondo! Noi abbiamo un paio di pagine FB, ci basta e avanza, no?

giovedì 16 ottobre 2014

Progetto Smart Gas: le acrobazie logiche del despota illuminato.

L’intervento del presidente Enrico Gherghetta, in audizione regionale, sul progetto del mini rigassificatore di Monfalcone non è piaciuto ad alcuni: sarà stato pure a titolo personale, ma ha indotto parecchia confusione nell’opinione pubblica. Le differenze sostanziali  tra l'attuale, e per ora inesistente, posizione della Provincia di Gorizia e quella del suo presidente. Che non sono proprio la stessa cosa.

 
di Martina Luciani
 
Se il contesto in cui si interviene non è istituzionale - se non addirittura arbitriamente imposto quale passaggio di indefinibile natura tecnica e di valenza esclusivamente politica, richiesto al  percorso del progetto Smart Gas per il mini rigassificatore di Monfalcone – anche una persona che pure indossa i panni di una autorevole carica istituzionale del territorio può esprimersi a titolo personale.
In questi termini il presidente della Provincia Enrico Gherghetta ha chiarito ulteriormente, ieri sera, in sede di consiglio provinciale,  su sollecitazione dei consiglieri Mario Lavrenčič ( SEL), Dario Furlan ( Rifondazione comunisti) e, seppur indirettamente Giuseppe Nicoli ( PDL), il  senso ontologico (e quello deontologico? ) del suo intervento favorevole al progetto del mini rigassificatore  in sede di audizione delle Commissioni regionali II e IV.
Senso non immediatamente percettibile , perché è un’acrobazia logica ritenere una convocazione diretta al presidente della Provincia come in realtà rivolta alla sua privata persona; e d’altronde  senso intrinseco, visto che la Provincia non ha espresso formalmente alcuna posizione, e consiglieri e giunta nemmeno conoscono il parere tecnico sulla VIA elaborato dagli uffici  della Direzione sviluppo territoriale e ambiente ( ma tale parere sta qui, per chi volesse approfondire).

martedì 16 settembre 2014

Campo Francesco: ecco quel che può servire.

Utilità per affrontare la vita al campo: visto che tanto chiedono  come aiutare i profughi, ecco alcuni suggerimenti.  



di Martina Luciani con la foto di Pierluigi Bumbaca

Dalle 10 alle 12 del mattino, chi lo desidera può portare qualcosa al campo Francesco.  Domani, 17 settembre, dovrebbe arrivare una piccola cucina da campo, che consentirà loro di essere nuovamente autonomi. Riso, cavolfiori, altre verdure e frutta non deperibile, scatolame, biscotti.  Ma alla fine non importa molto cosa arriva, tutto andrà ad aggiungersi alla spesa che comunque loro fanno con i propri denari; e gli addetti al fornello ( speriamo che arrivi) sono molto creativi. Evitate cibi a base di carne di maiale.
Ma serve anche biancheria intima. Oggi la Caritas ha provveduto ad un primo grande lavaggio di panni e biancheria ( così sono evitati i panni stesi ovunque ad asciugare), ovviamente i cambi non possono che essere utili.  Riteniamo che anche altri asciugamani non sarebbero sgraditi. Ci dicono che hanno il necessario per la pulizia dei servizi igienici e delle aree comuni, sono già organizzati in turni per tenere il più possibile a posto.
E serve luce, le giornate si accorciano, nelle tende c'è presto un buio pesto e non c'è corrente elettrica.  Chi avesse lampade a cellette solari che gli avanzano sappia che possono tornare utilissime, vista la stagione che cala verso le grandi ombre autunnali. Tuttavia, considerando che il sole si fa vedere pochino, meglio ancora le lampade a led, da campeggio, a batteria, con l'inconveniente del costo delle batterie ( per fortuna durano molto a lungo). Alcune le abbiamo procurate oggi, diciamo che un'altra decina consentirebbe di illuminare almeno un po' ogni tenda e l'area comune con annessa cucina.

sabato 30 agosto 2014

Il mondo secondo Monsanto: film denuncia, lunedì sera, a Moraro

Su iniziativa della Federazione provinciale dei Verdi, lunedì 1° settembre, a Moraro verrà proposto il famoso film documentario.

L'autrice Marie Monique Robin ci ha messo tre anni per concludere la sua inchiesta su Monsanto, marchio  che in Friuli è diventato familiare per la battaglia condotta contro le semine di mais ogm, varietà che recano l'evento genetico Mon 810 prodotto da Monsanto.
Un impero industriale disposto a tutto, colluso con i poteri politici, capace di pressioni inimmaginabili e abituato alla corruzione quale strumento per spianarsi la strada: una corporazione tra le più forti al mondo, che minaccia in nome del profitto la sicurezza alimentare e gli equilibri ecologici della Terra.

La Federazione provinciale dei Verdi propone la visione del film, all'agriturismo Al Diaul, che reca come sottotitolo " Storia di una multinazionale che vi vuole molto bene " nell'ambito di una riflessione comunque opportuna e attuale, visti gli scenari che coinvolgono le dimensioni locali fino a quelle europee nell'affermare che vogliamo vivere in un habitat OGM free, ma significativa nello specifico visto che la coltivazione del mais rappresenta un'importante fetta dell'agricoltura del territorio.

domenica 18 maggio 2014

L'altra Europa in Piazza alla Transalpina: si condividono progetti speranze in italiano, tedesco e sloveno.

Risuona (finalmente) con forza la parola "ambiente", durante l'incontro Italia - Slovenia - Austria tra i rappresentanti delle liste che sostengono il progetto europeo di Alexis Tsipras.



di Martina Luciani


Riduzione dell'inquinamento, gestione del territorio e salvaguardia delle risorse, progettazione dello sviluppo nel rispetto dell'ambiente, sostegno ad un' economia guidata da scelte ecologicamente corrette: sono problematiche che possiamo sperare di affrontare con risultati apprezzabili solo in una dimensione che trascende i confini nazionali e che mette da parte una cospicua zavorra di compromessi ( primi fra tutti quelli che ci concediamo in nome della crisi e della recessione).
Pare ovvio, ma non lo è, ed un enorme lavoro va compiuto anche solo per applicare interamente gli strumenti che pure già esistono.
Che questo sia lo scenario dell'Europa futura è stato condiviso durante l'incontro internazionale di sabato sera,17 maggio, nella piazza della Transalpina, dove alcuni candidati delle liste a sostegno della presidenza di Tsipras all'Unione Europea si sono ritrovati grazie ad una iniziativa congiunta di " L'altra Europa con
Tsipras", “Združena Levica” e "Europa Anders". Oktavia Brugger, altoatesina, portatrice di un forte impegno verde ed ecologista, ha espresso le urgenze categoriche che l'Europa deve affrontare in materia ambientale e che non sono mai separabili dagli impegni per dare forma e sostanza ad una Unione sottratta ai monopoli finanziari, recuperata nei suoi principi civili fondamentali e restituita alle persone nel campo del lavoro, del sociale, della giustizia; in questa prospettiva risuonano in perfetto accordo le visioni politiche dei candidati sloveni Violeta Tomič e Luka Mesec , e dell'austriaco Mirko Messner.

sabato 10 maggio 2014

La vocazione turistica del comune di Gorizia



..... leggendo il bilancio del Comune.


di Stefano Cosolo
 
A leggere la relazione dei revisori dei conti al rendiconto per l’Esercizio contabile 2013 del Comune di Gorizia salta all’occhio la tabella relativa alle spese in conto capitale. Queste spese, definite anche spese di investimento, contengono tutti quegli interventi deliberati nel corso dell’esercizio (per esempio interventi sul patrimonio, per costruzioni, acquisti, ecc.) che, tra le altre cose, dovrebbero costituire l'utilizzo delle risorse finanziarie derivanti dalle entrate fiscali per implementare il capitale produttivo della comunità, cioè di Gorizia.  Il dato che sbalordisce è lo zero corrispondente alle voci “Cultura e beni culturali”, “Turismo” e “Servizi produttivi”. Curioso anche lo zero alla voce “Giustizia” considerata la nota situazione dell’edificio del Tribunale.  Ma è lo zero investimenti per il turismo che, francamente lascia perplessi in una città che da un lato vive molto pesantemente l'attuale crisi non solo economica ma anche culturale e, dall'altro, ha in sè un patrimonio storico e naturale straordinario per cui  dovrebbe puntare proprio sul turismo per il proprio rilancio e la sua sopravvivenza. E allora ci chiediamo perché non investire sulle risorse naturali, in primis l’Isonzo, risorsa naturalistica e storica eccezionale: esistono dei  progetti per sviluppare dei camminamenti lungo  le sponde del fiume, piste ciclabili, punti di osservazione scientifica, o addirittura per la creazione di un museo storico-naturale? E, ancora, perché non investire sulla riqualificazione delle aree confinarie con progetti urbanistici transfrontalieri? E il museo del complesso Santa Chiara? Perchè non investire  su strutture ricettive come gli ostelli, con annessi pacchetti turistici  a costi ridotti e comprensivi di musei, escursioni organizzate, ecc.?  Insomma al posto dello zero avremmo voluto leggere qualche piccola cifra anche solo per pubblicizzare Gorizia e le sue risorse attraverso manifesti (magari da affiggere in posti come l’aereoporto di Ronchi dei Legionari!), depliant e info point aperti la domenica.

Stefano Cosolo è presidente dell'Associazione "Essere cittadini"

venerdì 2 maggio 2014

Zanzara tigre: evviva la biodiversità!

Silenzio sul fronte goriziano della lotta alla zanzara tigre, nonostante molti si aspettino un'invasione peggiore degli anni passati.
 

di Martina Luciani


Mentre in tutta Italia, comuni e regioni già da un mese si attrezzano e attrezzano i cittadini per far fronte alla lotta contro la zanzara tigre, Gorizia attende fiduciosa che uno sconosciuto antagonista intervenga miracolosamente e pietosamente per contrastare quella che sarà un'esplosione degli agguerriti insetti ( già avvistati numerosi) con conseguente anticipazione dei picchi di infestazione. Prepariamoci intanto a spendere un sacco di soldi in larvicidi, repellenti, pomate e stick lenitivi, insetticidi e aggeggi vari per resistere in barricata  e - ultima ratio - mettiamo in conto l'intervento di ditte specializzate in trattamenti esterni ( ambientalmente osceni, perché  non selettivi, ma ad un certo punto dell'infestazione, soprattutto se non controllata in via preventiva, inevitabili).
Auspichiamo un risveglio delle coscienze, e se ci fosse smarrimento, nei ranghi degli amministratori, su chi deve fare cosa portiamo ad esempio il Comune di Lugano che fa "cooperare tutti i differenti enti comunali preposti alla manutenzione di edifici, strade, stabilimenti comunali come pure i servizi del verde pubblico e della nettezza urbana. Oltre alla collaborazione interna è altresì importante la coordinazione intercomunale che in questo caso specifico è assicurata in modo particolare dalla protezione civile."Purtroppo, per ora, a Gorizia niente in vista. Ci fu nel 2006  un' ordinanza del sindaco Brancati ( eh, ma allora c'era un'opposizione che sollecitava strenuamente informazione e interventi: peccato che quelle stesse persone oggi non hanno più manifeste emozioni sul problema) e  seguì la partecipazione ad un progetto transfrontaliero 2007 - 2013 per la lotta all'insetto ( 176 mila euro che non paiono aver prodotto decisive consapevolezza su come affrontare localmente il problema).

lunedì 28 aprile 2014

Tatuaggi off limits senza sicurezza per gli utenti



Ma difatto si tratta di una legge ed un regolamento inutili

di Marilisa Bombi 


Ebbene sì, anche il Friuli Venezia Giulia non vuole essere da meno e, quindi, mentre a Roma si inneggia alla semplificazione ed alla liberalizzazione delle attività economiche, a Trieste si medita come complicare la vita agli imprenditori seguendo le orme di coloro i quali hanno già tracciato la strada. Insomma copiare non fa mai male anche se, forse, consiglieri e burocrati dovrebbero dedicare un paio d’ore alla lettura e scoprire che, Buono Leoni docet, più leggi ci sono meno un uomo è libero. Ma che importa, se i consiglieri regionali si fanno vanto del numero di disegni di legge proposti e sono convinti di dimostrare in tal modo la loro bravura ed efficienza? Sta di fatto che sul BUR n. 17 del 23 aprile è stato pubblicato il regolamento regionale per l’attuazione della legge 7/2012 che disciplina le attività di tatuaggio, di piercing e delle pratiche correlate. A prescindere dal consenso formale dei genitori per i minori (che avrebbe dovuto richiedersi a prescindere dalla legge o dal regolamento) sono stati stabiliti i requisiti strutturali che i locali devono possedere e che andranno a sommarsi a quelli previsti dai comuni. Obbligo, inoltre, di servizi igienici per maschi e femmine ecc. Nulla di più, comunque, di quanto già prevede il testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, anche in relazione al fatto che il Ministero della salute, una vita fa, aveva già diramato le linee guida per questo specifico settore di attività ed un accordo raggiunto in sede di Conferenza unificata prevede che la contestazione di una violazione di legge deve essere preceduta da una diffida nei confronti dell’operatore per dar tempo allo stesso di adeguarsi alle prescrizioni imposte.