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martedì 9 giugno 2015

Niente Vele di Legambiente al Friuli Venezia Giulia, nè sul mare nè sui laghi.

Quando valutare l'offerta turistica coinvolge le buone pratiche di custodia del territorio, salvaguardia ambientale, tutela dei beni architettonici e culturali.
 


Il meglio dell’offerta turistica, della cura dei centri storici e dell’offerta enogastonomica; la custodia un paesaggio straordinario; l'essere anche laboratori di sviluppo, centri di innovazione tecnologica, che praticano esperienze virtuose in tema di rifiuti, energia rinnovabile, agricoltura biologica e valorizzazione corretta dei beni architettonici e culturali. 
Queste sono le motivazioni delle Vele di Legambiente, riconoscimenti consegnati all'Expo a 5 località turistiche balneari e cinque lacustri italiane. Il Friuli Venezia Giulia non c'è. Nè tra i primi classificati, nemmeno tra i secondi.
Le vele marine e lacustri fanno parte della Guida Blu 2015, realizzata da Legambiente e Touring Club. Tutte le novità, gli approfondimenti, gli appuntamenti saranno disponibili sulla pagina facebook: www.facebook.com/ilmarepiubello. Una  community che raccoglie le località che in questi anni si sono trovate al vertice classifica della Guida Blu con l’obiettivo di condividere buone pratiche e migliorare le proprie performance di sostenibilità ambientale.

mercoledì 8 aprile 2015

Servizio meteorologico nazionale? Forse. Intanto L’Italia perde gli ultimi meteorologi



Nessuna cattedra di Meteorologia o Fisica dell’atmosfera nelle università italiane: è dei primi di Aprile la notizia che tutti i professori ordinari di tali insegnamenti sono andati in pensione. Gli esperti della Commissione grandi rischi hanno così informato il Capo della protezione civile in una lettera. 



di Maurizio Crisanti

In un Paese pieno di siti internet e previsioni meteo commerciali, che gestiscono questi servizi nella più assoluta carenza di regole, mancheranno pertanto anche autorevoli accademici, i quali non potranno formare, a loro volta, nuovi studenti e ricercatori. Bisogna farsene una ragione: in Italia un reale Servizio Meteorologico Nazionale non esiste, né è normata la professione del meteorologo. Si parlò di Servizio Meteorologico Nazionale in una norma del 1999, successiva alla tragedia di Sarno, ma dopo 17 anni non è ancora stato creato. Eppure negli altri Paesi europei esiste un sistema nazionale.

giovedì 5 febbraio 2015

Dehors dei bar, ciclabili e pedoni: come far stare tutti assieme in Corso Italia.

Secondo i gruppi  consiliari del centro sinistra, bisogna modificare la viabilità ciclabile (progetto già approvato dalla Giunta) e stabilire con determinati criteri un regolamento per i tavolini all'aperto dei bar( va al prossimo Consiglio comunale).
Una nota congiunta di PD, Gorizia è tua, Idv, Federazione della sinistra, SEL.




Secondo i Gruppi consiliari del centrosinistra vanno modificati sia il progetto sulla viabilità ciclabile in Corso Italia, sia la bozza di regolamento sugli spazi di ristoro esterni ai bar (i cosiddetti dehors). Il primo, compreso nel piano di riqualificazione di Corso Italia, è stato approvato dalla Giunta alcuni mesi fa, mentre il secondo è stato presentato alle Commissioni e sarà portato nel prossimo Consiglio comunale. Si tratta di due aspetti connessi, sui quali vanno evitati errori che danneggerebbero la viabilità cittadina e un commercio già in forte difficoltà.

Oggi in Corso Verdi sono presenti due piste ciclabili monodirezionali ai due lati opposti della carreggiata, le quali, nel progetto della Giunta, dovrebbero confluire in una sola, più larga e percorribile in entrambe le direzioni, all'inizio di Corso Italia. Quest'unica pista, però, dovrebbe procedere a zia zag, costringendo i ciclisti ad attraversare la strada per ben due volte.

mercoledì 5 novembre 2014

Prima guerra mondiale, tiepide celebrazioni a Gorizia: semplice disorganizzazione a gestire il centenario o timore del ricordo?

Alcune considerazioni mi sono apparse nella mente dopo un breve recente viaggio nelle Fiandre occidentali e nella Francia nord-occidentale: il paragone con quanto avviene nei luoghi dove si sono consumate atroci carneficine belliche ha reso inevitabile  considerare la ristrettezza di vedute e di iniziative che Gorizia sta esibendo in occasione ( ma anche prima) delle celebrazioni del Centenario della prima guerra mondiale  e in generale la superficiale percezione collettiva del senso che quel pezzo tragico di Storia riflette sul nostro presente.


di Andrea Luciani
Durante la Prima Guerra Mondiale la cittadina di Ypres ,o Ieper in fiammingo, è stata luogo di un’ecatombe che ha coinvolto gli eserciti della Triplice contro quelli degli Imperi Centrali, schierati lungo il cosiddetto Fronte Occidentale.Migliaia di caduti da entrambe le parti, migliaia di croci per ricordarli.
Nel Centenario di questo infausto avvenimento, in questi posti -  terre splendide di radicata operosità con risvolti alla base dell’attuale benessere in Europa - la vita quotidiana prosegue con questa incombente presenza di cimiteri, memoriali, lapidi e quant’altro che ci rammenta la tragedia.
Senza timore di retorica, ogni giorno si vedono persone che provengono da ogni parte del mondo a rendere omaggio, a vedere a conoscere e a studiare i luoghi di questo tremendo periodo di guerra.

mercoledì 6 agosto 2014

Sposarsi in Vojvodina.

Matrimonio secondo tradizione della comunità slovacca di Selenča, nella municipalità serba di Bač: una "turista per caso" nello stesso albergo della stupefacente grande festa.


di Martina Luciani

La sorridente ragazza con l'imponente acconciatura si è sposata pochi giorni fa. E' tornata nel suo paese, nel cuore della Vojvodina, dalla provincia di Verona, dove vive e lavora, per rispettare le complesse articolazioni della cerimonia nuziale della comunità slovacca, da oltre 250 anni insediatasi a Selenča , nella Serbia nord occidentale.
L'abito che indossa è rigorosamente identico a quello che si vede nelle foto di un tempo, e va indossato la domenica precedente le nozze vere e proprie, in occasione di una grande festa che, più o meno, corrisponde al nostro addio al nubilato ( lo sposo fa altrettanto, con l'abito tradizionale maschile).
Nel minuscolo paese di Selenča, come ci hanno raccontato, ne sono custoditi due, uno nero e uno bianco, e di volta in volta sono utilizzati dalle giovani spose. Come facciano con la taglia non ho potuto capire, deve esserci qualche segreto trucco per adattare gli abiti ai fisici, peraltro generalmente perfetti, delle bellissime ragazze di questi luoghi.

Poi arriva il gran giorno, che nel nostro caso è stato il 2 agosto, proprio quando mi trovo alloggiata, del tutto casualmente,  in una stanza dello stesso albergo dove è  allestita la festa della sposa. Questa volta l'abito se lo è scelto lei, ed aveva uno stile decisamente italiano.  

mercoledì 2 luglio 2014

Le meraviglie delle erbacee perenni, a Vitovlje.



Il vivaio Trajnice nella vicinissima Slovenia propone una visione del giardinaggio alternativa, fuori alle tendenze della floricoltura massiva: una scelta culturale  prima ancora che aziendale.

di Martina Luciani

Ha la grazia di una fata delle pinete soleggiate, che sono alle sue spalle, a pochi passi: ci appare con il volto incorniciato dall’ombra leggera di un grande cappello di paglia, e la sua salopette verde da giardiniera, nella cornice del suo regno, il vivaio Trajnice Golob Klančič, sulle pendici del grande contrafforte montuoso ,sopra la valle del Vipacco, a Vitovlje. E’ Mojca Rehar Klancic, direttrice del vivaio, laurea in agronomia. Risuona nella sua voce tutta l'armonia dei suoni latini con cui si esprime la botanica classica.
Descrizione  iniziale: ordinate sequenze di piante erbacee perenni, suddivise in grandi terrazzamenti che si affacciano sulla vista mozzafiato della valle  e del mare ben visibile in lontananza.

martedì 17 giugno 2014

La Val Resia difende il suo Torrente dall’assalto della speculazione idroelettrica. Giù le mani!


 

Sabato prossimo, 21 giugno 2014, manifestazione “ Voglio scorrere libera…giù le mani dal torrente Resia”, alle 9.00 in località Tigo, a San Giorgio di Resia.  Ha annunciato la sua partecipazione alla passeggiata l’Assessore regionale all’ambiente Sara Vito.
Aderisce all'iniziativa  il "Comitato Isonzo".

 di Martina Luciani

Ormai meno del 10% dei corsi d’acqua alpini si trova allo stato naturale o quasi, il resto del reticolo idrografico è invece compromesso in maniera più o meno elevata a causa di prelievi a fini idroelettrici e irrigui o per inquinamento. Secondo la Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in base all'ultimo aggiornamento disponibile ( dicembre 2011!)   gli impianti idroelettrici esistenti in regione sono 158, e di questi oltre 130 in area montana o pedemontana con una densità per km2 che, rapportata alle esigue dimensioni del nostro territorio, non ha eguali in nessuna altra parte delle Alpi.
Anche il Resia e l’Arzino stanno subendo un incredibile assalto: sono state presentate, per le aste principali,   ben 10 richieste di concessione di derivazione d’acqua a fini idroelettrici, dormienti ad oggi presso i competenti uffici regionali. Nove  provengono da soggetti privati, con nessun beneficio, neanche economico, per le comunità locali.
“La Val Resia  - spiega Anna Micelli Comitato Spontaneo No Centralina Idroelettrica Resia 2 Ponte Rop - non vuole diventare una valle di centraline a cascata, come purtroppo è accaduto in vallate vicine come la Val Raccolana.


venerdì 16 maggio 2014

A Romans d'Isonzo (ri)vivono i Longobardi. Rievocazione storica nel fine settimana.


Mentre a Gorizia ricordiamo con nostalgia le atmosfere medioevali del Dies Domini in Castello, a Romans d'Isonzo parte una tre giorni dedicata ai Longobardi. 


Ce ne parla Eliza Winkler,  componente di una associazione, Oblitus homine,  che con il lavoro sapiente delle mani, supportato  dalla ricerca culturale e con i metodi dell'archeologia sperimentale, ricrea manufatti, contesti e situazioni sociali dell'antichità, da quella più remota fino al Medioevo. Un affascinante viaggio nel tempo e un omaggio al popolo Longobardo che ha saputo produrre la sintesi delle culture germanica e latina, contribuendo a scrivere - ben leggibile dai posteri -  la storia culturale e artistica della nostra regione, e dell’Italia intera: si concretizza nella seconda edizione di Romans Langobardorum, da oggi al 18 maggio, nel parco didattico archeologico di Romans d’Isonzo.
La passione per l’antica presenza longobarda, testimoniata dalla necropoli romanese considerata tra le più vaste d’Italia, ha prodotto un poderoso programma. Grazie alla collaborazione tra  l’ Associazione Invicti Lupi e l'Associazione I Scussons, e con la partecipazione di gruppi storici e di associazioni,   per tre giorni il pubblico  avrà modo di immergersi nelle atmosfere tardo medioevali e partecipare a diverse attivita’, tra le quali il campo storico, la rievocazione dei combattimenti, conferenze, diverse didattiche, spettacoli e animazioni, musica dal vivo, mercato antico, cucina longobarda e chioschi, visite guidate, spettacoli equestri e mostra estemporanea fotografica.
Eliza Winkler
Associazione Oblitus homine

giovedì 8 maggio 2014

Rose a Castagnevizza, all’Abbazia di Rosazzo e a Trieste.


Le manifestazioni di questi giorni nel nome della rosa, e l’emozionante monito che risuona dal roseto del Parco di San Giovanni di Trieste: la bellezza ci salverà.

di Martina Luciani


Sub rosa: quel che si dice sotto una rosa non può essere riferito. La rosa mantiene quindi i suoi segreti e sarà forse per questo motivo o forse perché è splendida, affascinante, seducente che è considerata la regina dei fiori. Difficile elencare tutte le manifestazioni che celebrano questo simbolo. Ci limitiamo ad elencare stavolta a Castagnevizza, all’Abbazia di Rosazzo e all’iniziativa al Parco di San Giovanni a Trieste. E quest'ultima con una particolare emozione. 

mercoledì 16 aprile 2014

Isonzo: conoscere per apprezzare; fruire per salvaguardare



Le iniziative del Comitato

Conoscere per apprezzare; fruire per salvaguardare. Insomma, i goriziani possiedono una grande ricchezza ma non ne hanno assolutamente la consapevolezza. Per questo motivo è necessaria un’azione di sensibilizzazione sulle caratteristiche e potenzialità dell’Isonzo sia dal punto di vista naturalistico che di utilizzo vero e proprio come del resto avveniva all’inizio del secolo scorso, quando la gita al mare era ancora privilegio di pochi. Ed è veramente un peccato che il fiume continui a rimanere un soggetto sconosciuto. Insomma, il naturalista Pierpaolo Merluzzi, nell’incontro organizzato dal Comitato Isonzo al fine proprio di approfondire la conoscenza dell’Isonzo ha lasciato tutti a bocca aperta quando ha dimostrato, foto e dati alla mano, che il Fiume sacro alla Patria è uno scrigno tutto da scoprire: dagli animali che popolano le sue sponde e le sue rive e che denotano un habitat ancora in equilibrio, alla vegetazione che, in alcuni casi, rappresenta una vera e propria specificità non presente altrove. Ed è quindi proprio un peccato che il nome Isonzo ritorni prepotentemente alla ribalta soltanto quando al centro dell’attenzione non è più la sua bellezza (le sponde del fiume Isonzo sono state riconosciute formalmente dal Ministero dei beni culturali “bellezze naturali”) ma il suo sfruttamento a fini economici. Partendo da queste considerazioni, il Comitato, il cui fine è quello di coordinare e rappresentare adeguatamente la tutela dell’Isonzo contro interventi invasivi ha deciso di organizzare, grazie alla disponibilità del relatore Merluzzi, alcune passeggiate alla scoperta delle sponde incontaminate. L’interesse a partecipare può essere comunicato al seguente indirizzo: comitatoisonzo@gmail.com

venerdì 4 aprile 2014

L'Isonzo a Gorizia: questo sconosciuto

Inizia l'attività del Comitato Isonzo

Il Comitato Isonzo inizia la sua attività di approfondimento rivolta a tutti coloro che hanno a cuore la tutela del fiume, nella consapevolezza del suo valore ambientale e naturalistico.  Di questo valore, che forse ancora non conosciamo a sufficienza e che vogliamo contribuire a identificare e commisurare, dobbiamo pretendere si tenga conto quando si discute  di utilizzo delle risorse naturali per le esigenze delle comunità, per usi civili, per scopi imprenditoriali  e per profitto privato. Il Comitato Isonzo, invitia a partecipare, martedì 8 aprile, alle ore 18, nella sede gentilmente messa a disposizione dal Forum Cultura Gorizia, in via Ascoli 10/A, al primo degli incontri in programma quale contributo per la tutela del fiume Isonzo e quale esperienza di diretta partecipazione dei cittadini alla gestione del territorio, delle sue risorse, identità e potenzialità. “L’Isonzo a Gorizia: questo sconosciuto”: questo il titolo dell’ incontro/dibattito.

lunedì 31 marzo 2014

Castelli aperti a Palazzo Lantieri. Gli addii. Come eravamo tra il 1914 e il 1918.

Il 5 e 6 aprile, mostre, rievocazioni,
concerti del Blechbläserquintett KuKn fanterie Regiment Nr. 97, ristoro in tenda da campo.

di Martina Luciani

L'appuntamento primaverile con "Castelli aperti", il 5 e 6 aprile, vede quest'anno coinvolto Palazzo Lantieri in maniera veramente particolare. Oltrepassato il grande portone che si affaccia su Piazza Sant'Antonio non ci sarà soltanto il Genius loci - che sempre affascina e intriga i visitatori - a trattenere gli ospiti nella particolare dimensione dell'antico palazzo, ma anche un percorso espositivo che si propone quale originale contributo nel descrivere il complesso scenario della Prima guerra mondiale.  “Gli Addii. Da Vienna a Roma, 1914/18." Questo il titolo della principale rassegna, che si aprirà in occasione di Castelli aperti, ma sarà visitabile fino a tutto maggio. Il sottotitolo descrive: "Tristezze e speranze. Come eravamo: abiti, uniformi, documenti, oggetti e una carrozza per viaggiare nel tempo. ...". In realtà, dunque, non si tratta di una semplice esposizione: è piuttosto un entrare  nel clima dell’ epoca che è drammaticamente legata per sempre alla Grande guerra e che gli abitanti di Palazzo Lantieri, così come quelli delle case accanto, nelle vie attorno, in tutta Gorizia , vissero come quotidiana e ineludibile esperienza. Così che la Storia diventi più vicina a noi e più comprensibile attraverso le piccole e immense storie delle persone.

sabato 22 marzo 2014

Si avvicina la data fatidica del 28 luglio

..... ma il Comune se n'è accorto?

di Marilisa Bombi



E' per caso, anche a Gorizia, iniziato il count-down per le celebrazioni del centenario della Grande guerra? A Gorizia nessuno se ne è accorto, mentre nella vicina Slovenia già da mesi non c'è azienda del settore turisamo che non distribuisca depliant informativi, disponibili in più lingue. Com'è noto, (o meglio ancora dovrebbe esserlo) il conflitto ebbe inizio il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell' Impero austro-ungarico al Regno di Serbia in seguito all'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este il 28 giugno 1914 a Sarajevo e si concluse oltre quattro anni dopo, l'11 novembre 1918.  Quindi, domani. Aprendo la home page del Comune di Gorizia, nessun richiamo, nessuna sezione specifica dedicata all'evento. Solo, tra le news, la notizia che il 4 novembre (!!!???) ci sarà un viaggio in treno a Caporetto partendo dalla stazione della Transalpina. Ma con un piccola ricerca in rete si scopre che esiste anche un sito realizzato nel 2012, finanziato dallo Stato per la specifica occasione (rigorosamente soltanto in lingua italiana)  che, peraltro, è un po' inquietante .... dopo aver letto i twitter che vengono postati e dal quale si deduce che non c'è nessun moderatore che vigila impedendo che buontemponi (speriamo siano tali) offendano la memoria dei sacri luoghi. Ma questa è l'Italia e questa, ahimè, è la nostra città. Che non ha saputo o non è stata in grado di valorizzare un evento unico nonstante la storia sia passata proprio attraverso queste strade, queste colline, queste campagne. Per fortuna, comunque, ci ha pensato Monfalcone, il cui Consorzio culturale ha realizzato un ottimo sito  dal quale attingere per eventuali info; che però sono (giustamente) soltanto storico-culturali e non turistiche. Intanto Gorizia resta a guardare!