giovedì 5 febbraio 2015

Dehors dei bar, ciclabili e pedoni: come far stare tutti assieme in Corso Italia.

Secondo i gruppi  consiliari del centro sinistra, bisogna modificare la viabilità ciclabile (progetto già approvato dalla Giunta) e stabilire con determinati criteri un regolamento per i tavolini all'aperto dei bar( va al prossimo Consiglio comunale).
Una nota congiunta di PD, Gorizia è tua, Idv, Federazione della sinistra, SEL.




Secondo i Gruppi consiliari del centrosinistra vanno modificati sia il progetto sulla viabilità ciclabile in Corso Italia, sia la bozza di regolamento sugli spazi di ristoro esterni ai bar (i cosiddetti dehors). Il primo, compreso nel piano di riqualificazione di Corso Italia, è stato approvato dalla Giunta alcuni mesi fa, mentre il secondo è stato presentato alle Commissioni e sarà portato nel prossimo Consiglio comunale. Si tratta di due aspetti connessi, sui quali vanno evitati errori che danneggerebbero la viabilità cittadina e un commercio già in forte difficoltà.

Oggi in Corso Verdi sono presenti due piste ciclabili monodirezionali ai due lati opposti della carreggiata, le quali, nel progetto della Giunta, dovrebbero confluire in una sola, più larga e percorribile in entrambe le direzioni, all'inizio di Corso Italia. Quest'unica pista, però, dovrebbe procedere a zia zag, costringendo i ciclisti ad attraversare la strada per ben due volte.
Nel primo tratto, dall'ex cinema Corso fino a via IX Agosto, la pista dovrebbe sostituire gli attuali parcheggi che stanno nel lato destro della strada (andando verso la stazione). Poi i ciclisti dovrebbero spostarsi nel controviale dall'altro lato della strada, quello davanti alla Provincia, per tornare ad attraversare il Corso in prossimità dell'incrocio con le vie Bellini e Locchi. Questo incredibile doppio attraversamento aumenterebbe i rischi e spingerebbe molti a non utilizzare la pista ciclabile.

Sarebbe molto meglio se le due piste ciclabili percorribili in una sola direzione sui lati opposti del Corso Verdi si prolungassero nei due controviali di Corso Italia, fino alla stazione. Ciascuna pista  sarebbe larga un metro e mezzo, e potrebbe essere collocata nella parte dei controviali più vicina alla strada, in prossimità delle aiuole. In corrispondenza ai dehors, il passaggio pedonale sarebbe situato nella zona dei controviali adiacente agli edifici e alle vetrine dei negozi. Lo spazio che i dehors perderebbero in larghezza, a favore delle piste ciclabili, potrebbe essere recuperato con un loro allungamento, oltre che, eventualmente, con un leggero restringimento delle aiuole.

Il sindaco sembra disponibile a prendere in considerazione questa soluzione, modificando la scelta già fatta dalla Giunta. Ma la proposta sarà praticabile solo se verrà modificata l'attuale bozza del regolamento sui dehors. In essa infatti si prevede che in corrispondenza ai dehors debba essere garantito un passaggio pedonale largo almeno 2 metri: così non ci sarebbe spazio sufficiente per collocare in entrambi i controviali sia la pista ciclabile, sia il passaggio pedonale, dato che i dehors occuperebbero una larghezza di 3 metri. Per risolvere il problema basterebbe ridurre il passaggio pedonale a una larghezza di 1 metro e mezzo.

Nella riunione delle Commissioni abbiamo proposto altre modifiche al regolamento sui dehors: la bozza prevede che in ciascun lato dei passi carrabili non possano essere collocati dehors per uno spazio di 2 metri. Ciò obbligherebbe a smantellare, almeno parzialmente, molti dehors oggi presenti  in Corso Italia. È strano che l'Amministrazione non abbia fatto valere lo stesso criterio per i parcheggi delle zone blu, situati anche molto vicino ai passi carrabili. La visibilità e la sicurezza all'uscita dei passi carrai possono essere garantiti in modo meno penalizzante per i commercianti. Gli stessi criteri di sicurezza in vigore per le zone blu dovrebbero essere fatti valere anche riguardo allo spazio della carreggiata da mantenere libero dai dehors.

Infine l'utilizzo delle pedane per i dehors dovrebbe essere consentito anche nel centro storico, nel caso in cui renda maggiormente fruibile l'area, in particolare ai disabili.

Ci risulta che anche la Confcommercio di Gorizia sia favorevole alle modifiche al regolamento da noi proposte.

I capigruppo del centrosinistra: Giuseppe Cingolani – Pd, Rosy Tucci – Gorizia è tua, Stefano Abrami – IdV, Livio Bianchini – SEL, Emanuele Traini – Federaz. della sinistra.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Dico la mia: Personalmente, questa storia delle piste ciclabili in corso mi sta un po' sulle scatole! I ciclisti corrono come matti e se, per caso, tu pedone ti permetti di camminare sullo spazio a loro riservato, ti aggrediscono verbalmente o, nel migliore dei casi, ti guardano in malo modo. I ciclisti non rispettano le regole connesse alla pista, non girano dove dovrebbero girare, urtano le persone che camminano: insomma si sentono i padroni della strada (e non solo della pista). Il corso è la via del passeggio, non la pista dei ciclisti. Per tradizione, anche se conta poco dal momento in cui, di questi tempi, ognuno pensa ai fatti propri. Ma è proprio possibile che nessun consigliere comunale di Gorizia sia mai stato a Barcellona e abbia visto come funziona la Rambla?
Tavolini, sedie e passeggio in mezzo alla strada e le macchine sui controviali. Di piste ciclabili neanche l'ombra. Ma la Spagna è un paese con elevato senso civico e di rispetto per l'altro. Forse proporre da noi soluzioni del genere sarebbe utopistico
http://pher.ch/photos/cities/barcelona/Barcelona,%20las%20Ramblas%201.jpg
Marilisa

Marko ha detto...

Se le piste sono"ciclabili"per quale arcano motivo i pedoni le percorrono e si offendono quando il ciclista glielo fa notare? A questo punto il pedone potrebbe, con lo stesso criterio,deambulare tranquillamente anche al centro della carreggiata. Detto questo, da ciclista, trovo inutili le piste ciclabili in centro città. Se le automobili procedessero meno velocemente ne guadagnerebbe la sicurezza di tutti: pedoni, ciclisti, automobilisti. E senza bisogno della foglia di fico delle ciclabili. Quelle le vorrei invece fuori città dove, sulle statali e provinciali, oramai è far west .

Piazza Traunik blog ha detto...

E' quello che penso anch'io! L'assurdità, in certe città, è di vedere i percorsi promiscui pedone e bici! Mentre ben vengano le piste ciclabili, come quella meravigliosa, realizzata dalla provincia lungo la Monfalcone - Grado o quella in Carnia sul tracciato dell'ex ferrovia.
Marilisa

Anonimo ha detto...

Purtroppo le persone anziane o magari i bambini possono essere in pericolo a causa dei ciclisti arroganti come Marko.
Mia madre, anziana, che si era spostata perché sulla parte pedonale stava arrivando un grosso cane, è stata aggredita verbalmente e insultata da un ciclista arrogante che si vedeva invaso il suo territorio.
E cosa dire se un bimbo che passeggia sui controviali con i genitori invade la pista, che peraltro non è delimitata da cordoli ecc...
È molto pericolosa, soprattutto in una zona di passeggio.