domenica 12 luglio 2015

Perché il consiglio comunale di Gorizia non discute la questione centrale a biomasse Nord autorizzata dalla Provincia?



Interrogazione del consigliere comunale Livio Bianchini (SEL). Riusciremo a veder discussa in una seduta straordinaria del consiglio comunale la questione della centrale a biomasse Nord e del progetto industriale complessivo cui essa appartiene, insieme alla centrale sud e all’impianto di riciclo dell’alluminio, cioè il “Three shadows of green” concepito a ridosso e in mezzo ai quartieri cittadini?





Consiglio comunale che, lo ricordiamo, a dicembre scorso si era pronunciato contro la centrale Nord, peraltro senza cogliere che essa è parte di un progetto industriale triplice addossato ad una zona residenziale e insinuato trai quartieri cittadini; consiglio che finora non ha battuto ciglio dopo la delibera favorevole della Giunta provinciale e che anzi, sulla questione, ha palesemente i nervi scoperti, visto che la evita come il diavolo l’acqua santa.  La proposta di una convocazione specifica è stata avanzata dal consigliere di SEL Livio Bianchini, durante l’ultimo consiglio comunale. Bianchini ha anche proposto che  il Sindaco, in qualità di legale rappresentante dell’Ente impugni formalmente, davanti al Tribunale amministrativo regionale, la delibera provinciale che ha ignorato il parere dell’ organo rappresentativo della comunità cittadina.
Livio Bianchini  in verità avrebbe voluto presentare uno specifico ordine del giorno a proposito del quale ogni consigliere avrebbe avuto la possibilità di esprimersi nel merito. Negata questa possibilità e il dibattito che ne sarebbe seguito dal presidente Roldo, a Bianchini non è rimasto altro che trasformare l’ordine del giorno in interrogazione.

Questo il testo della proposta di mozione.
Premesso che nella seduta del 16 dicembre 2014 il Consiglio comunale ha respinto la proposta di variante urbanistica al fine di consentire la realizzazione dell’impianto di produzione energia elettrica da gassificazione di biomasse solide denominato Rail Nord, esprimendosi in funzione dello sviluppo complessivo ed armonico del territorio, di valori ambientali , di esigenze di tutela della salute e quindi della vita salubre degli abitanti ( Corte Costituzionale, sentenza 220 del 2014);

Che con sentenza 174 del 7 aprile 2015, il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso presentato dalla suddetta società in riferimento, anche, alla irritualità della deliberazione del Consiglio Comunale di Gorizia n. 15 di data 25 marzo 2013, avente a oggetto "Verifica di compatibilità urbanistica per la realizzazione di impianto per la produzione di energia elettrica da gassificazione di biomasse solide. Ciò in quanto il Consiglio comunale si sarebbe soffermato su questioni non rilevanti al fine specifico richiesto dalle disposizioni di legge;

Che medesima sorte ha, nei fatti, conseguito la delibera del 16 dicembre 2014 tenuto conto che la stessa non conteneva il formale parere che il Consiglio comunale avrebbe dovuto esprimere sul progetto di costruzione dell’impianto, respingendo la proposta di variante urbanistica proposta.

Infatti, la Giunta Provinciale, chiamata ad esprimersi a conclusione dei lavori della Conferenza dei servizi, ha obiettato di non disporre, formalmente, del parere negativo del Consiglio comunale di Gorizia la cui contrarietà all’iniziativa è stata espressa, a maggioranza, nella sopraindicata seduta del 16 dicembre 2014; ma una mera elencazione di opinioni contrarie, quale va considerata la suddetta delibera del dicembre 2014, non poteva rappresentare un presupposto giuridico da opporre ai pareri tecnici di Arpa e Asl ai quali competeva soltanto la verifica del progetto tecnico e non l’opportunità dello stesso, in quella zona. Valutazioni, quest’ultime di stretta competenza consiliare;

Che in relazione alla volontà chiaramente espressa dal Consiglio comunale nella citata seduta del 16 dicembre 2014, l’assessore competente avrebbe dovuto incaricare gli uffici di predisporre il formale parere negativo alla realizzazione dell’impianto da sottoporre all’esame della Conferenza dei servizi;

Ciò premesso il Consiglio comunale di Gorizia approva il seguente ordine del giorno:

-        Si assuma il Sindaco l’impegno di impugnare davanti al TAR la delibera della Giunta provinciale di Gorizia  e degli atti ad essa eventualmente connessi relativi all’autorizzazione unica per la costruzione della seconda centrale biomassa; e ciò in relazione alla volontà comunque espressa dal Consiglio comunale nel dicembre 2014;

-        Si assuma il Sindaco l’impegno della presa in carico del procedimento relativo al complessivo progetto “Three shades of green” proposto dalla Rail Services S.r.l.  Sono sconosciute ed incomprensibili, infatti, le motivazioni che hanno indotto la PA a disapplicare l’obbligo previsto dalla vigente disciplina di rango comunitario: direttiva 2006/123/CE, decreto legislativo 59/2010. Infatti, in base a quanto disposto dall’articolo 38 del dl 112/2008, “lo sportello unico costituisce l'unico punto di accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua attività produttiva e fornisce, altresì, una risposta unica e tempestiva per conto di tutte le pubbliche amministrazioni comunque coinvolte nel procedimento, ivi comprese quelle di cui all'articolo 14-quater, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241”.

Gli impianti autorizzati dalla Provincia, ognuno singolarmente classificato come industria insalubre, non possono essere considerati singolarmente, ma sono coordinati tra loro e fanno parte di un unico progetto imprenditoriale che, in quanto tale, è di competenza del SUAP. E vanno considerati tutti e tre assieme anche per quanto riguarda la valutazione del cumulo di emissioni, della pericolosità, dell’impatto ambientale, dell’insalubrità.



2 commenti:

Anonimo ha detto...

A mio parere si scade nel demonizzare qualcosa di molto positivo (centrale a biomasse). Capisco e parzialmente condivido la volontà di evitare che le centrali vengano edificate nelle aree individuate, ma da qui al puntare il dito contro fonti di energia rinnovabile ce ne passa ed è ora di darsi una mossa (positiva) in questo senso.

Piazza Traunik ha detto...

Sulle energie rinnovabili la mistificazione è enorme, favorita dall'altrettanto enorme mole di incentivi. Sono anni che le biomasse sono incriminate, l'ha fatto recentemente anche il nostro Ministero della salute. Una cosa è installare pannelli solari, altra cosa portar legname da chissà dove e bruciarlo per far funzionare un impianto privato di riciclo di rifiuti di alluminio. Incidentalmente,nello specifico progetto industriale, c'è anche la produzione di energia elettrica, lautamente sovvenzionata da contributi che paghiamo noi con le nostre bollette.