lunedì 27 luglio 2015

Ritrovarsi in castello: porte aperte, una volta all’anno, al maniero di Cucagna




Una volta all'anno, in occasione di San Giacomo, il 25 luglio, il castello di Cucagna, a Faedis, accoglie i pellegrini che hanno percorso il Cammino per Santiago di Compostela


di Marilisa Bombi

C’è chi si diletta a costruire modellini di barche, aerei o colleziona francobolli. Roberto Raccanello che, evidentemente, pensa in grande, ha avuto un sogno e si può dire che l’abbia realizzato o meglio ancora sia sulla sulla buona strada: ridare vita ad un castello. Dai ruderi, infatti, pietra su pietra (e non è un eufemismo) è riuscito laddove l’incuria del tempo, guerre e terremoti avevano reso l’impresa titanica. Ma non c’è limite alla Provvidenza quando la costanza si associa alla passione come l’architetto Raccanello, seppur scherzosamente, ha ricordato ai numerosi intervenuti nonostante le pessime previsioni del tempo avrebbero potuto indurre a rinunciare al chilometro di salita per giungere alla meta. Ciò in quanto San Giacomo ha sempre assicurato, di anno in anno, la sua protezione perché l’evento fosse mantenuto, per non parlare, poi, di un grave incidente avvenuto tre anni fa dal quale il professionista è rimasto miracolosamente illeso.
Una missione quella di Roberto, come amichevolmente tutti chiamano in paese l’architetto e che rende ammirevole il suo lavoro è che, una volta all’anno, in occasione del 25 luglio ricorrenza di San Giacomo, apre le porte del castello ai pellegrini e a chi altro desidera ritrovarsi per una celebrazione le cui preghiere sono, di volta, in volta, recitate nelle lingue della valle: sloveno, friulano e tedesco. Ogni anno, infatti, si ritrovano al castello di Cucagna i pellegrini che hanno percorso il “Cammino” per antonomasia, quello che porta a Santiago di Compostela, luogo di mito ininterrotto dall’813 anche se oggi la Galizia non è più la Finis terrae.


Nessun commento: