mercoledì 1 ottobre 2014

Rimbalza in Consiglio comunale, a Gorizia, la questione dell'Oasi del Preval

Voglia di trasparenza: è necessario fornire risposta ai numerosi dubbi circa ciò che avviene a Mossa, nell'Oasi del Preval "Max Krammar" dove un immobile costruito con fondi pubblici è utilizzato a fini commerciali, comprese degustazioni di vino) in spregio a quella che avrebbe dovuto essere la sua destinazione.

Il consigliore comunale di SEL, Livio Bianchini, ha presentato lunedì, in occasione della seduta del Consiglio comunale, la seguente interrogazione al Sindaco.



"A Mossa, in via Blanchis 43, la cooperativa Aesontius, aderente al consorzio Il Mosaico, esercita l’attività di affittacamere, secondo quanto risulta dalla visura camerale. Sarebbe, inoltre, esercitata attività di somministrazione al pubblico come chiunque ha la possibilità di accertare accedendo alla località in questione. La competenza autorizzatoria e di vigilanza, ovvero di comminare eventualmente, le sanzioni per attività esercitata in carenza di titolo è dell’Amministrazione comunale. 
Tenuto conto che la struttura in questione è stata finanziata dalla Regione e che, a tale proposito, il consigliere regionale Stefano Pustetto ha già presentato interrogazione alla Giunta regionale per acquisire elementi di conoscenza circa l’utilizzo delle risorse finanziarie, ci si chiede:
La cooperativa Aesontius esercita legittimamente l’attività di affittacamere, a Mossa in via Blanchis 43, nel rispetto delle norme edilizie, urbanistiche, professionali così come previsto dalla legge regionale 2/2002 ed in particolare dall’articolo 77?
La cooperativa Aesontius esercita legittimamente l’attività di ristorazione/degustazione a Mossa in via Blanchis 43, nel rispetto delle norme edilizie, urbanistiche, di sicurezza così come previsto dall’articolo 64 del d.lgs 59/2010?
Più precisamente, il vigente strumento urbanistico del Comune di Mossa, ammette nella specifica zona le attività commerciali? La destinazione d’uso dell’immobile è a fini commerciali?
La cooperativa Aesontius e gli enti preposti al controllo, sono a conoscenza del fatto che nei siti web (http://www.moradelgelso.it/Index.html) è previsto l’obbligo di pubblicare specifici dati, quali: ragione sociale, sede legale, Codice Fiscale e Partita IVA, posta elettronica certificata (PEC), Ufficio del Registro dove si è iscritti, numero Repertorio economico amministrativo (Rea)?
E’ a conoscenza l’Azienda per i servizi sanitari che nel sito della “Locanda Mora del gelso” il suo “portale” è inserito tra i link del sito web in questione, unitamente a quello del Consorzio Il Mosaico, con ciò presupponendo un coinvolgimento diretto o indiretto dell’azienda stessa nell’attività commerciale ivi svolta? 
Perché Sel ha deciso di intervenire a proposito di questa situazione:
Circa un anno fa è entrato in vigore il decreto legislativo n. 33 del 14 marzo 2013, intitolato “Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”. Il decreto, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 5 aprile 2013 e prevede particolari obblighi a carico delle pubbliche amministrazioni. L’azienda per i servizi sanitari n. 2 Goriziana ha, formalmente, adempiuto all’obbligo istituendo, all’interno del sito web, la sezione “Amministrazione trasparente”; ma la sezione relativa alla gestione del patrimonio immobiliare non è corredata da alcun dato.
Il bisogno di “Trasparenza” è un bene irrinunciabile e così, come già Sel si è attivata per quanto riguarda la Fondazione Coronini, sarà fatto per le altre amministrazioni pubbliche in tutte le ipotesi in cui anche la gestione di singole questioni risulta poco trasparente.
Ci si potrà anche chiedere sul perché ci rivolgiamo a Lei, Signor Sindaco, e la risposta è chiara: la struttura alla quale abbiamo fatto riferimento è una struttura destinata ai servizi socio-assistenziali ed in questo comparto il Comune di Gorizia è Comune capofila, con un ruolo quindi di coordinamento e di verifica. Non solo; va infatti tenuto conto che l’attività dell’ASS n. 2 Goriziana parte da Gorizia ed i potenziali fruitori della struttura di Mossa che frequentano l’attuale centro diurno sono concittadini.

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