mercoledì 20 luglio 2016

Il Premio Amidei 2016 al film " Non essere cattivo", sceneggiatura di Claudio Caligari, Francesca Serafini e Giordano Meacci .



Il Premio Amidei 2016, premio internazionale alla migliore sceneggiatura cinematografica  è stato assegnato a Non essere cattivo, regia di Claudio Caligari e sceneggiatura di Claudio Caligari, Francesca Serafini e Giordano Meacci .



Le motivazioni : “Molto spesso la storia del cinema si presenta agli occhi di noi spettatori come un fiume che scorre carsicamente lungo greti tortuosi. La storia, anzi le molteplici storie di cui è fatta la storia si nascondono per poi emergere quando pensiamo non sia più possibile. A volte è un semplice caso, a volte è la presenza di un film dall’assoluta compiutezza tematica e formale a imporre la definitiva consacrazione di chi è sempre stato fieramente ai margini dell’industria. Per la profondità di analisi politico-sociale, per l’originale connubio di rigore estetico e passione cinefiliaca e per la capacità di presentarsi al pubblico come fedele rispecchiamento della personalità del proprio autore, il Premio Amidei 2016 va a Non essere cattivo, regia di Claudio Caligari e sceneggiatura di Claudio Caligari, Francesca Serafini e Giordano Meacci”.
Francesca Serafini ha dichiarato: “Ringrazio per questo Premio che ci riconosce il lavoro fatto. La sceneggiatura è fluida perché entrambi - Meacci ed io - siamo linguisti e per questo lavoro abbiamo affrontato esami di dialettologia, un elemento che ci ha permesso di realizzare un lavoro aderente alla lingua reale in cui Claudio è stato naturalmente sempre presente”.
Giordano Meacci:  “Ringrazio anch’io per questo Premio così importante. Ci tengo a ricordare che il film nasce grazie ad un’anima grande come quella di Valerio Mastandrea. Finire questo progetto per Caligari significava finire la cosa più importante delle sua vita, basti pensare al commento finale: “…è più potente di Amore tossico.  Nel progetto - prosegue Meacci - si ritrovano numerose citazioni del cinema che Caligari amava. Si possono cogliere o non cogliere ma sono state volutamente inserite perché sosteneva che nel film devi vederci la vita ma devi vederci anche l’arte”.
Ha scritto Concita De Gregorio, su La Repubblica, in un articolo intitolato La borgata di Caligari inizia dove finisce quella di Pasolini.:
"Se io oggi volessi rigirare Accattone non potrei più farlo. Non troverei più un solo giovane che fosse nel suo corpo (...), che sapesse dire con quella voce quelle battute». Così disse Pasolini. Invece eccoli, i corpi e le voci. Non sono quelli di Accattone, è vero. Sono quelle dei figli dei suoi figli. Vittorio, come lui, si chiama uno dei protagonisti. Una prostituta a mantenerlo. Più di mezzo secolo dopo Claudio Caligari mette in scena l'esito finale del mondo pasoliniano. Oggi Vittorio spaccia cocaina e pastiglie: si chiamano Popeye, Playboy, colori pastello e smile incisi sopra. I nipoti di Accattone hanno i corpi e le voci di Luca Marinelli e Alessandro Borghi che più che interpretare, incarnano i ventenni-bambini cresciuti in un posto dove non c'è nient'altro che tutto quel che manca. «Sarebbe bello essere marziani». «Si, ma per andare dove?». Non essere cattivo chiude la trilogia di un regista che in 40 anni ha girato tre film: Amore tossico, L'odore della notte, e questo. Caligari è morto 100 giorni fa. Il sistema produttivo italiano non è stato in grado di finanziare il suo lavoro, neppure quando esercitò l'opzione sui diritti di Romanzo Criminale: i commenti non servono. Serve la passione e l'amore per il cinema che ha portato Valerio Mastandrea a finire il lavoro che il suo amico e maestro aveva cominciato, e produrlo. Con Simone Spada aiutoregista, Maurizio Calvesi direttore della fotografia e il gruppo sbarcato al Lido con gli occhi così lucidi di gioia da far dimenticare in un attimo l'apatia ostile del mondo attorno. Non essere cattivo è il più bel film italiano visto finora aVenezia, e uno dei più riusciti in assoluto. Fuori concorso, però. Perché, dicono; «cinque italiani erano troppi». Si vede che Caligari era il quinto dall'inizio. Ostia; 1995. Dieci anni dopo l'eroina di Amore tossico, che finiva all'Idroscalo. Quarant'anni dopo quel 2 novembre, una domenica, quando alle otto i capocronisti svegliarono i redattori: vai a Ostia, è morto Pasolini.( segue)

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