lunedì 9 maggio 2016

TTIP: il vecchio complesso di inferiorità dell'Europa nei confronti degli Stati Uniti

 9 maggio, Giornata d'Europa, convegno dell'Accademia europeista del FVG al Liceo Classico di Gorizia.
E con gli studenti liceali si discute del TTIP: lo spietato desiderio di profitto americano cosa c'entra con i principi e i valori dell'Unione Europea?


di Angelica Stasi



Al Liceo Classico Dante Alighieri di Gorizia, in occasione della Giornata d’Europa,  l’Accademia Europeista del Friuli Venezia Giulia ha organizzato un incontro con gli studenti dedicato alla riflessione sul destino del nostro continente, conferendo particolare attenzione alla  problematica dei fenomeni migratori.
Tuttavia, aperto il dibattito, si è iniziato a discutere anche in merito al TTIP (Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti), quell’accordo commerciale di libero scambio tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti a cui moltissimi, in tutte le nazioni europee, guardano con aperta ostilità o quantomeno forte perplessità.
A questo proposito particolarmente stimolante è stato l’intervento di Pasquale Antonio Baldocci, già ambasciatore d’Italia, relatore alla conferenza assieme al sociologo Marco Orioles.
Baldocci ha evidenziato quanto lontano sia il mero, spietato interesse economico, il divinizzato desiderio di  profitto americano dai principi e dai valori dell’Unione Europea, che non guarda alla persona solamente come un consumatore ma come, prima di tutto, un cittadino, un suo cittadino, i cui diritti devono essere difesi.
Ben si comprendono le ragioni di Obama, ha continuato, giustificate dalla volontà di cancellare le fortissime ineguaglianze sociali ed economiche del suo Paese, ma l’U.E. deve presentarsi ai negoziati (in corso già dal 2013) con uno spirito nuovo, imponendosi e liberandosi da quel complesso di inferiorità nei confronti degli USA che, dal termine della Seconda Guerra Mondiale, tanto ha influenzato le decisioni politiche dell’Unione.
Sicuramente, ha concluso, se nel 1950 fosse nata la Comunità europea di difesa (CED) e oggi non ci fossero 28 singoli eserciti ma un’unica forza armata europea, se non dovessimo, quindi, accettare di essere un protettorato americano per garantire la sicurezza strategica, le cose sarebbero state diverse fin da subito.

domenica 1 maggio 2016

Aree pubbliche e uso privato a Gorizia



Per gazebi, dehors, baracche su area pubblica è iniziato il countdown, ma forse il Comune di Gorizia non se n'è accorto.


di Marilisa Bombi

C’è chi parla di prassi da prima Repubblica, chi di superficialità nella gestione della cosa pubblica, chi di abuso e chi, ahimè, tace o ignora.
Ma ci si chiede: se oggi la dirigenza è decisa dal Sindaco, quali strategie sottendono ai papocchi che giornalmente ci ritroviamo sott’occhio?
Abbiamo più volte sollevato la questione della piazza Municipio, prima ancora venissero iniziati i lavori di sistemazione evidenziando che l’area dell’edificio già sede del distributore di carburanti avrebbe potuto/dovuta essere riacquistata dal Comune di Gorizia, in forza del contratto stipulato a suo tempo con la ditta Zotter, (contratto rep. N. 88 notaio Sardelli a seguito di delibera Consiglio comunale del 10 agosto 1962 prot. n. 17653-62).
Ma chi, adesso, ha la necessità di transitare attraverso la piazza ed è costretto allo slalom tra una scaletta e l’altra, non può non interrogarsi su come sia stata gestita la “partita” della sistemazione della piazza Municipio.
E’ inaudito, infatti, non sia stato tenuto in alcuna considerazione il fatto che tra un anno scadrà, definitivamente, la concessione del suolo pubblico sul quale la pizzeria ha realizzato il confortevole giardino d’inverno, così come le restanti aree utilizzate a fini commerciali distribuite sul territorio. E, pertanto, nella ponderazione degli interessi tra pubblico e privato, sarebbe stato forse utile valutare fin da oggi l'assetto complessivo della piazza e riconsiderare quindi la concessione edilizia a suo tempo rilasciata, in relazione al fatto che trattandosi di area pubblica dovrebbe contenere, inevitabilmente, l'ipotesi di revoca. 
Infatti, il 16 luglio 2015, è stata raggiunta l’intesa in sede di Conferenza unificata la quale fa, in un colpo solo, svanire nel nulla l’immobilismo che per decenni ha paralizzato la questione dell’uso pubblico delle aree con le rare eccezioni dei comuni illuminati, tra i quali va citato senz’altro quello di Venezia che ha stabilito, con apposito regolamento, le aree massime concedibili per uso privato. Valorizzando il fatto che strade, piazze, viali pedonali che dir si voglia hanno, prima di ogni altro uso, una destinazione pubblica.
Pare, peraltro, che ad una specifica interrogazione del consigliere comunale Bressan relativa all'area del ex distributore carburanti non sia stato dato riscontro o, perlomeno, riscontro esaustivo. E' il caso, pertanto, di rinnovare l'istanza di trasparenza, prima che i lavori di sistemazione della piazza siano portati a conclusione e ciò, anche con riferimento allo spazio pubblico utilizzato dalla pizzeria, d'estate e d'inverno, con un'opera che certamente non può definirsi precaria, alla luce delle norme in materia di edilizia privata.

mercoledì 27 aprile 2016

Roberto Cantarutti, sabato prossimo da Prologo



Dal 30 aprile al 7 maggio, in via Ascoli 8/1


"L’immagine è come una dea che sta dietro la porta di un mondo sconosciuto. È lo spettatore che la mette in moto guardandola, così lei ti penetra con la sua arma che può partire dal cuore, dalla testa o dalla pancia, come un cordone ombelicale." E’ questo che anima la mano di Roberto Cantarutti le cui opere saranno presentate ad un pubblico, come sempre attento, nel ciclo di incontri organizzato dall’Associazione Prologo nell’ambito della rassegna “Al fine lo spirito fa quello che vuole”, nella sede di via Ascoli, 8/1 dal 30 aprile al 7 maggio. Il giorno dell’inaugurazione, alle 18 di sabato prossimo, come di consueto in questa interessante rassegna di artisti appartenenti all’area mitteleuropea, l’artista converserà con i presenti illustrando il senso delle proprie opere.
Roberto Cantarutti, che vive a Cormons, ci ha anticipato che la sua passione deriva dalla conoscenza, in tenera età, del pittore gradiscano Francesco Cianetti, caro amico di Cesare Mocchiutti e di suo padre. La sua vasta cultura storico-artistica lo affascinava, generando in lui una passione sempre più solida per la pittura già amata. Dopo un irregolare percorso di studi, diventato maggiorenne, ha soggiornato a Londra per seguire un corso di disegno dal vero.
Roberto Cantarutti è uno dei 20 artisti impegnati a dare corpo all’iniziativa “Ritratti e bestialità di corte” che sarà inaugurata il prossimo giugno nel complesso di Borgo Colmello di Farra d’Isonzo, organizzata dall’associazione ASSCULTA e patrocinata dall’Amministrazione comunale di Farra d’Isonzo

mercoledì 20 aprile 2016

Tribunale di Gorizia: il CSM assegna 3 nuovi giudici a Gorizia.



Novità importanti per il Tribunale di Gorizia: in arrivo tre giudici, e assicurata la regolarità dei prossimi dibattimenti Amianto III e IV.  La notizia ci viene comunicata questo pomeriggio dalla senatrice Laura Fasiolo.




  L'Adunanza plenaria  del Consiglio superiore della Magistratura ha stabilito di assegnare tre giudici - uno civile e due penali - al Tribunale di Gorizia, dei 6 complessivamente attribuiti al Friuli Venezia Giulia.
Per questa integrazione dell’organico verrà emanato un bando; se non saranno pervenute domande
( come è probabile, vista che la sede goriziana non è particolarmente ambita, ndr) verrà attivata la procedura per assegnare i tre giudici previsti scegliendoli fuori dal Distretto di Trieste.  Nel frattempo, e qualora non ci siano assegnazioni  attraverso il bando entro l’11 maggio, la Corte d’Appello di Trieste assegnerà  a Gorizia, entro  la  metà di maggio, un giudice dal proprio Distretto per le specifiche esigenze del settore penale, prime fra tutte le scadenze  dei nuovi dibattimenti Amianto.
Ce lo spiega in un comunicato stampa la senatrice Laura Fasiolo ( PD) che ha seguito la drammatica evoluzione del Tribunale di Gorizia, culminata a marzo con l’ulteriore riduzione di organico, ristretto ormai a quattro giudici cui si aggiunge il presidente Sansone.
"Il Vice Presidente Legnini mi ha voluto personalmente informare di quanto deciso dal Plenum del CSM, importante risultato frutto della collaborazione tra tutte le realtà coinvolte e impegnate per dare al Tribunale di Gorizia la piena operatività a svolgere il suo alto compito"
“Per garantire la celebrazione dei nuovi dibattimenti Amianto III e IV il Presidente della Corte d'Appello, recependo anche quanto da me con forza sottolineato per scongiurare ulteriori penosi e rischiosi rinvii, provvederà entro la metà del mese di maggio alla designazione di un magistrato in applicazione dal distretto.”

domenica 17 aprile 2016

Che fine ha fatto il progetto industriale “Three shades of green”?



Il comitato di cittadini #noBiomasseGO chiede  al presidente della Provincia (che in questi giorni di campagna referendaria si contraddistingue come ambientalista e sostenitore della green economy) di indicare i termini di scadenza temporale connessi alle autorizzazioni concesse per i quattro impianti, quello per la lavorazione end of waste dell’alluminio, quello per il trattamento dei rifiuti e le due centrali a biomasse, nelle diverse localizzazioni entro il confine del centro urbano lungo via Trieste, tutti sottoposti alla verifica della Procura della Repubblica nella segnalazione consegnata alcuni mesi fa.


Il comitato #noBiomasseGO è in fiduciosa attesa delle risultanze della segnalazione presentata alla Procura della Repubblica relativamente al progetto industriale noto come Three shades of green, contestato dai cittadini per la sua collocazione in ambito urbano e per il sacrificio dell’interesse collettivo a veder garantita la salubrità ambientale in nome di un interesse imprenditoriale privato.  Un progetto che ha impegnato a lungo amministrazioni  chiamate ad esprimere pareri, a riunirsi e produrre chili di documentazione ( poi oggetto di accesso agli atti da parte dei cittadini), a deliberare, decretare e rilasciare autorizzazioni , che ha coinvolto all’infinito consigli comunale e provinciale, che ha prodotto fiumi di inchiostro, che ha visto una ampia mobilitazione di cittadini, che ha indotto il comitato a richiedere consulenze ( pagate), a scrivere e a sollecitare chiarimenti ( peraltro spesso senza ottenere un rigo di risposta, come nel caso dell’Azienda sanitaria, dell’Ordine dei medici e della Regione - Direzione VIA), che politicamente  ha causato prese di posizione che hanno segnato definitive linee di demarcazione e contrapposizione tra eletti ed elettori.
Mentre la Provincia di Gorizia è impegnata nelle operazioni di smobilitazione delle funzioni trasferite alla Regione e ai Comuni, e mentre non si conosce in che modo il Comune stia provvedendo per quanto di sua competenza relativamente  al prosieguo dell’iter, il comitato rivolge al presidente uscente Enrico Gherghetta alcune domande che hanno come presupposto il problema dell’efficacia delle autorizzazioni concesse per la realizzazioni di due centrali a biomassa, di un impianto trattamento rifiuti di alluminio e di un impianto lavorazione alluminio end of waste.        
La validità temporale dei quattro meccanismi autorizzatori, infatti,  dipende da quattro date: il 4 aprile 2014 per l’impianto “end of waste”, il 13 aprile 2015 per l’impianto trattamento rifiuti, il 24 aprile 2013 per la centrale a biomasse sud, il 17 giugno 2015 per la centrale a biomasse Nord (cui si sarebbe dovuta collegare la realizzazione degli impianti di teleriscaldamento). Da queste date decorrono i termini decadenziali previsti dalla legge. 
Il comitato #noBiomasseGO chiede, attendendo una risposta pubblica, se a seguito e in conformità con le autorizzazioni concesse siano iniziati i lavori dei quattro impianti industriali, o in alternativa se siano state richieste proroghe dei termini;  se siano stati individuati i due progetti di teleriscaldamento, tra i tre presentati in conferenza di servizi, considerati condizione essenziale alla realizzazione dell’impianto a biomasse Nord. 

Informazioni sulla segnalazione presentata dai cittadini alla Procura della Repubblica : http://piazzatraunikgorizia.blogspot.it/2015/12/three-shades-of-green-procura-pensaci-tu.html