martedì 26 novembre 2019

Un parere tecnico sulle condizioni di salute dell'albero tagliato a Sant'Anna.

L' Abies nordmanniana fatto fuori nel giardino pubblico di via Max Fabiani per finire in piazza Vittoria aveva un grande fondamentale problema: noto come Abete del Caucaso è il tipico albero di Natale. Appartenere a questa specie del genere Abies gli è stato fatale.Qui l'antefatto.


di Giancarlo Stasi

L'albero a cui tendevi la pargoletta mano...forse esagero, ma l'abete tagliato a Sant'Anna era certamente amato non solo dagli adulti del quartiere ma anche dai bambini che nell'asilo accanto trascorrono le loro mattinate e poi, prima di rientrare a casa con i loro genitori, si fermavano a giocare attorno alla grande presenza di forma arborea.

Queste le mie considerazioni tecniche.
La chioma dell'esemplare ora installato in piazza Vittoria ha una forma equilibrata con distribuzione regolare dei rami ed è vestita fin dalla base.

Gli aghi si presentano uniformemente di colore verde e sono presenti tutte le annate fisiologicamente attive, il che conferisce un aspetto denso alla chioma stessa.
Per quanto possibile osservare, non ho notato colature di resina nè sul tronco nè sulle parti basali dei rami, resina che potrebbe essere indicatore di sofferenza vegetativa.
Le gemme appaiono ben formate, turgide, presenti su ogni apice.
La ceppaia risulta sviluppata in maniera sufficientemente regolare, solo lievemente ovaloide, segno di crescita con minime sollecitazioni direzionali.
Assenti resinazione basale o inclusioni resinifere.

Nella parte centrale della ceppaia si nota una iniziale discolorazione che interessa circa 1/5 del diametro maggiore e questo potrebbe indicare un inizio di necrosi del fittone e, nel lungo periodo, dare luogo ad un marciume dell'asse centrale. Questi peraltro sono dati che probabilmente nemmeno un tomografo (apparecchio che effettua la tomografia computerizzata delle strutture dell'albero) avrebbe evidenziato, fermo restando  che su piante che si presentano in così elevato rigoglio vegetativo non si effettua mai la costosa indagine.
Una tale leggera discolorazione non è sufficiente a pregiudicare - o meglio, non avrebbe pregiudicato se la pianta fosse rimasta in sede - in alcun modo nè la vitalità dell'esemplare nè la sua tenuta statica.
Quindi,  ritenere che l'abbattimento fosse motivato da sufficienti ragioni fitosanitarie a parer mio non era e non è assolutamente sostenibile.
Se il patrimonio arboreo cittadino è considerato alla stregua di un vivaio da cui prelevare a piacimento quanto serva per scopi che nulla hanno a che fare con le funzioni ecologiche paesaggistiche e sociali  del verde urbano, ovviamente e purtroppo nessuna discussione è possibile. 


1 commento:

Fedora Rigotti ha detto...

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