"Dopo otto lunghi anni di lotta la cittadella della
corruzione è sprofondata nella sua infamia insieme all’ecomostro che ha
partorito e protetto.
Dopo lotte incredibili, manifestazioni di protesta, assemblee pubbliche, notti insonni, denunce, spese legali a non finire, il Comitato per la vita del Friuli Rurale e i suoi agricoltori hanno vinto la battaglia finale: il Consiglio di Stato ha dato torto alla TERNA e ai suoi fautori.
Questa non è solo la vittoria nei confronti della TERNA ma di un sistema politico corrotto che si è venduto ed ha consegnato nelle mani dell’oligarca la Regione, il suo paesaggio e la dignità e il progresso dei suoi abitanti. E’ la dimostrazione che vincere si può, anzi si deve in memoria di chi è morto per poter scrivere la Costituzione repubblicana. Vincere si deve anche per conto di chi non ha voce e viene usato come merce inerme da una casta che sfrutta e coltiva la sua arrendevolezza e per sopprimere ogni forma di partecipazione.
Abbiamo vinto contro la caverna dei quaranta ladroni di piazza Oberdan che, indipendentemente dal loro momentaneo colore, si sono genuflessi davanti ai padroni dell’energia; abbiamo dato uno schiaffo morale ai tengo famiglia della carta stampata, della TV confindustriale e della RAI che, dopo essersi prodigati nel farci il “panino”, sono passati ad una vera e propria censura.
Dopo lotte incredibili, manifestazioni di protesta, assemblee pubbliche, notti insonni, denunce, spese legali a non finire, il Comitato per la vita del Friuli Rurale e i suoi agricoltori hanno vinto la battaglia finale: il Consiglio di Stato ha dato torto alla TERNA e ai suoi fautori.
Questa non è solo la vittoria nei confronti della TERNA ma di un sistema politico corrotto che si è venduto ed ha consegnato nelle mani dell’oligarca la Regione, il suo paesaggio e la dignità e il progresso dei suoi abitanti. E’ la dimostrazione che vincere si può, anzi si deve in memoria di chi è morto per poter scrivere la Costituzione repubblicana. Vincere si deve anche per conto di chi non ha voce e viene usato come merce inerme da una casta che sfrutta e coltiva la sua arrendevolezza e per sopprimere ogni forma di partecipazione.
Abbiamo vinto contro la caverna dei quaranta ladroni di piazza Oberdan che, indipendentemente dal loro momentaneo colore, si sono genuflessi davanti ai padroni dell’energia; abbiamo dato uno schiaffo morale ai tengo famiglia della carta stampata, della TV confindustriale e della RAI che, dopo essersi prodigati nel farci il “panino”, sono passati ad una vera e propria censura.
