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giovedì 10 dicembre 2015

Clima: anche le scelte alimentari pesano sull'innalzamento delle temperature. E noi ne siamo protagonisti.

Mentre scorrono gli ultimi giorni di COP 21 a Parigi, un  intervento, su The Huffington post, di Grammenos Mastrojeni e Philip Lymbery descrive il rapporto disastroso tra alimentazione,  ruolo impressionante dell'agricoltura e dell'allevamento intensivo degli animali nell'incremento di CO2 e imperativo categorico di contenere emissioni e temperatura. E indica le possibilità che ognuno di noi ha per contrastare la soglia dei 2 gradi di innalzamento delle temperature.  Altre letture sul tema: Michael Pollan.

di Martina Luciani

Scelte alimentari in cui si riduca il consumo di carni, di cibi oggetto di trasformazione industriale, di prodotti non stagionali sono un contributo individuale importantissimo a contrastare l'agricoltura IN- SOSTENIBILE, a controllare al ribasso le emissioni, a partecipare individualmente al contenimento delle temperature, a liberare risorse per i paesi poveri, a creare giustizia alimentare e sociale, a farci vivere più sani. Tutti.
" Anche l'accordo internazionale di maggior successo e la migliore legislazione non possono sostituire l'elemento principale dell'equazione: che le persone sono gli unici che possono fare la differenza finale.": è uno dei concetti espressi nell'articolo
Save the Planet? Yes, We Can!  su The Huffington post UK, che mi permetto di riassumere.  Cosa può fare il singolo contro il disastro Climate Change? Possiamo alleggerire le nostre mense ridondanti,  scegliere con parsimonia carmi e prodotti lattiero caseari di qualità, aumentare il consumo di vegetali, seguire la stagionalità delle produzioni, preferire i prodotti freschi a quelli confezionati. L'articolo individua chiaramente i conseguenti benefici, non ultimo quello di andare a modificare il sistema stesso dell'agricoltura industriale, favorendo l'orientamento verso le coltivazioni sostenibili ( per l'ambiente e per gli agricoltori stessi) , biologiche e libere dai vincoli della super produzione.
Non sono temi nuovi, ma non sono purtroppo nemmeno temi trattati a sufficienza. Leggete e fate leggere.
Chi volesse approfondire, con una lettura tanto affascinante quanto inquietante, può ricorrere a " Il dilemma dell'onnivoro" di Michael Pollan ( in catalogo Adelphi ) e integrare con i consigli dello stesso autore raccolti in "Breviario di resistenza alimentare" ( BUR Rizzoli). Tra i tanti, quello ormai famosissimo: Non mangiate nulla che la vostra bisnonna non riconoscerebbe come cibo".

giovedì 23 luglio 2015

Letture paradisiache tra misteriose cascate e piante magiche. Jan Baker. Michael Pollan.

A partire dalle gole del fiume tibetano Tsangpo, che poi diventa Brahmaputra, un viaggio nella geografia sacra accompagnati da piante enteogene, cioè con la divinità dentro: con due libri, "Dietro le cascate" di Jan Baker (Corbaccio 2006) e " La botanica del desiderio" di Michael Pollan (Il Saggiatore Tascabili 2009)


di Martina Luciani



Al Paradiso, giardino lussureggiante e incantato dove lo spirito realizza la pienezza-vuotezza dell’assoluto (o, se lo preferite, qualche altro tipo di beatitudine) ci si arriva grazie ai prodigi di piante ricche di esoteriche virtù oltreché di principi chimici psicoattivi.
Lo sostengono in maniera più o meno criptica testi delle più diverse provenienze geografiche e culturali e delle più diverse epoche , lo insinuano tra le righe celebri trattati di giardinaggio , lo sospettano i botanici, non lo dicono – ma probabilmente lo pensano – i chimici. Lo sanno da sempre gli esseri umani e i loro sacerdoti o sacerdotesse.