Pubblichiamo l'intervento di Giuseppe Cingolani (PD) sulla questione della tariffa rifiuti, nota dolente dei bilanci familiari e in senso generale una delle peggiori esperienze italiane. Nel passaggio da tassa a tariffa, il problema di correlare, utente per utente, la quantità di rifiuto prodotta al corrispettivo richiesto per il servizio, appare sostanzialmente irrisolto: metri quadrati e persone, sono questi gli elementi della determinazione della tariffa, rapportati ad una media teorica di rifiuti prodotti. A quando l'applicazione del principio "Chi inquina paga" anche a Gorizia, unico effettivo incentivo alla riduzione delle quantità di rifiuti non riciclabili e alla differenziata?
Pagare una tariffa in base alla quantità di rifiuti effettivamente prodotti: è il sistema della “tariffa puntuale”, il migliore che esista, per la sua equità e perché sollecita a ridurre la produzione dei rifiuti, abbattendo i costi per i cittadini e i danni ambientali. È un metodo già utilizzato in molti Comuni italiani, e anche a Gorizia si possono fare dei passi concreti.
Già due Comuni isontini si sono mossi in questo senso: a Mariano da dicembre, e a Turriaco da giugno, è in atto una sperimentazione per cui agli utenti viene distribuito un sacco o un bidoncino con un codice a barre per il rifiuto secco residuo, cioè quello indifferenziato che finisce all'inceneritore. Il codice viene registrato con un lettore ottico al momento della raccolta da parte degli operatori, e così oggi è possibile quantificare i volumi di rifiuti non riciclabili prodotti da ciascuna utenza.

