Comincia mercoledì 21 novembre la raccolta delle firme alle due petizioni popolari nate in seguito all'ennesimo dibattito sulle criticità ambientali che ancora non trovano adeguato riscontro nell'agire della pubblica amministrazione.
Una città accogliente e vivibile si realizza per mezzo di strumenti di pianificazione che rispondano tanto alla necessità di crescita economica e alle istanze di lavoro della comunità quanto ai bisogni di salute, salubrità, qualità ambientale, cura dei quartieri e del territorio, qualità dei servizi, salvaguardia dei beni comuni e valorizzazione del paesaggio urbano e naturale.
Non si tratta di andare indietro, ma di andare avanti scegliendo come prioritaria e inequivocabile la cura delle persone e dei luoghi dove si vive e si lavora. Quindi le industrie insalubri e pericolose stiano lontane dalle abitazioni dei cittadini e si rendano operativi gli strumenti che garantiscono standard elevati di tutela ambientale e di contrasto all'inquinamento, quello acustico incluso.
Certamente intraprendere questo percorso è più impegnativo (soprattutto politicamente) che limitarsi a svendere i beni comuni e sacrificare gli interessi collettivi alle speculazioni imprenditoriali, ma se è quello che vogliamo per il futuro della nostra comunità possiamo pretendere che si faccia.
COMUNICATO STAMPA
19 novembre 2018La discussione sulla centrale termoelettrica a gas di Sant’Andrea è un NO alle industrie insalubri e all’inquinamento ambientale, incluso quello acustico: le petizioni popolari dei cittadini per dire SI a strategie di sviluppo e norme di pianificazione territoriale che rispettino i bisogni di salute e salubrità della comunità.
Da diversi anni a Gorizia si manifestano forti criticità che contrappongono i progetti di sviluppo economico alle esigenze e alle istanze dei cittadini sul piano della salubrità e della qualità ambientale.
La ferma e corale opposizione del quartiere di Sant’Andrea alla nuova centrale termoelettrica a gas ha determinato, unitamente ad una rinnovata coesione sociale sui temi della partecipazione e al riproporsi delle pregresse esperienze di protesta e di denuncia, la convinzione che la questione vada inquadrata e risolta sul piano delle scelte politiche che diventano “pubblica amministrazione” e governo del territorio e della comunità locale.
