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venerdì 12 agosto 2016

Menù di ferragosto con sapori FVG: indigesto pasticcio a base di norme regionali, statali e costituzionali. Il Governo non gradisce e impugna la legge sulle UTI.




Bravi legislatori si diventa, non si nasce “imparati”. La Regione FVG vuole essere la prima a dismettere le province, produce con legge di modifica costituzionale uno Statuto che le abolisce mentre la revisione costituzionale che ha  omologo obiettivo è per il momento sospesa  in attesa di referendum confirmativo, modella un servizio idrico integrato con unico gestore, l'Ausir, con a fronte la suddivisione territoriale delle UTI, ma non tiene conto, tra l’altro, che la legge nazionale prevede ambiti di gestione del servizio idrico di dimensione non inferiore alle Province o città metropolitane.
L'aveva detto di recente il Tar del FVG, che una cosa sono le UTI in astratto e una cosa è la gestione pratica, tutt’altro che scevra da pericoli di illegittimità costituzionale!



di Martina Luciani



 Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale una norma della legge regionale del FVG n.10 del 28-6-2016 sul riordino delle autonomia locali e ordinamento delle UTI, in quanto eccedente dalle competenze attribuite alla Regione dal suo stesso Statuto,  da pochissimo modificato, e contrastante con l’art.117 della Costituzione che  attribuisce il servizio idrico integrato all'esclusiva competenza statale, in quanto servizio di rilevanza economica la cui organizzazione e gestione deve rispettare i criteri fissati dalla normativa nazionale  e garantire tutela della concorrenza e tutela ambientale.
 Spiega la delibera del CdM : l'articolo 7 della legge regionale n. 10/2016 concernente le «Ulteriori funzioni comunali esercitate in forma associata" dispone quali siano le funzioni da esercitare in forma associata, includendo  anche l’organizzazione dei servizi pubblici di interesse economico generale, senza escludere esplicitamente da questa categoria il servizio idrico integrato, al quale andrebbe riconosciuta la qualità di "servizio pubblico di rilevanza economica", che tale è nel senso che la concreta gestione del servizio (struttura, organizzazione, modlità, disciplina del servizio, soggetto che lo svolga)  produce ricavi e “contendibilità” sul mercato dei servizi.

mercoledì 6 luglio 2016

Acqua pubblica. Presentata in Regione dai Comitati per l'acqua la richiesta referendaria per l'abrogazione della legge regionale FVG sul servizio idrico integrato e la gestione dei rifiuti.



I Comitati per l'acqua pubblica del Friuli Venezia Giulia hanno presentato alla Presidenza del Consiglio regionale la relativa richiesta di indizione del referendum per l’abrogazione della  legge regionale 15 aprile2016, n.5 "Organizzazione delle funzioni relative al sevizio idrico integrato e al servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani"?» : oltre 1300 firme, molte di più delle 500 richieste.
Venerdì sera un dibattito a Porpetto: AGHIS.


 di Martina Luciani

“ Questa legge - scrive Franceschino Barazzutti, presidente del Comitato referendario FVG   - Acqua bene comune,  in una nota - opera una forzatura sul territorio regionale pretendendo di "attuare il principio dell'unicità di gestione" (art. 1, comma 3), quando il Friuli (lo scriveva già Nievo!), anche in relazione alla presenza dell'acqua, al suo utilizzo, alla cultura, alla storia è estremamente diversificato.
 La bassa friulana - zona delle risorgive - è ricchissima di acque e l'attingimento avviene dalla falda sotterranea le cosiddette fontane da cui zampilla con pressione in superficie dando vita ad approvigionamenti "individuali" o di condominio, escludendo la rete di distribuzione.
Al contrario il medio Friuli non ha sorgenti né pendenza per cui l'approvigionamento avviene necessariamente dalla sorgente principale di Molin del Bosso (tra Artegna e Buja) mediante pompaggio in nella rete che serve tutti i comuni del medio Friuli costituitisi allora in Consorzio (CAFC) ora spa.
La montagna  invece beneficia di abbondanza di sorgenti, forti dislivelli, tanti piccoli acquedotti a servizio di piccoli paesi.”
A Gorizia, il gruppo H2GO, che già ha pubblicamente preso posizione in merito alla legge regionale contestata,  aderisce alla richiesta di indizione referendaria: i respingimenti da parte del Consiglio regionale sull’ammissibilità dei referendum ( UTI, salute e riforma statuto) non possono paralizzare o scoraggiare le istanze della società civile che pretende di avere voce in capitolo nella gestione del territorio. Ad un certo punto ci si dovrà ben interrogare, di fronte alle richieste referendarie che seppur respinte parlano a voce forte chiara dell’insofferenza diffusa della cittadinanza, e seppur al riparo dentro i Palazzi, se cittadini e politica, vita quotidiana e scelte amministrative percorrano la stessa strada, o almeno strade parallele; e se invece tali strade siano, dal momento dello spoglio delle schede elettorali,  irrimediabilmente divergenti.
Ricordiamo che il dibattito sull’acqua pubblica è molto vivo in tutta la Regione. Venerdì sera a Porpetto, nel centro civico, con inizio alle 20.15, si svolgerà una conferenza dibattito intitolata “AGHIS”, organizzata dal Comitato per la vita del Friuli Rurale, da “ per Terzo e da “ Acqua &Acqua”.  Lo spunto è articolato: lo scandalo dei canoni non dovuti, la cacciata del CAFC dal centro di Porpetto, il tentativo di sopprimere le fontane e la legge regionale che apre le porte alla privatizzazione dell'acqua ed al servizio unico, l’aumentare della  consapevolezza dei propri diritti da parte dei cittadini e la necessità di garantire i beni comuni e la qualità della vita.   Si parlerà pertanto delle risorse idriche della Bassa, del futuro delle fontane e del servizio idrico, dei canoni e degli  impianti di depurazione.